Reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali

cameraDICHIARAZIONE DI VOTO A.C. 3169

Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali

Sig. Presidente, Membri del Governo, Onorevoli Colleghi Ogni anno si verificano sulle nostre strade più di 175.00 incidenti (181.000 nel 2013 – 177.000 nel 2014); incidenti dove perdono la vita oltre 3.300 persone e dove si soccorrono oltre 250.000 feriti.
Un terzo delle vittime muore per colpa di chi decide di mettersi alla guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e a causa di gravi distrazioni.
Oltre il 40% delle vittime sono ragazzi.
Questi sono i numeri di una guerra silenziosa, che ogni giorno nel nostro Paese porta dolore e sofferenza nelle case di tante famiglie.

Il nostro ruolo di legislatori ci impone di non voltare la faccia dall’altra parte, è giunto il momento di dire con determinazione che la irresponsabilità non è tollerabile quando si mette a rischio la vita di persone innocenti.

Quello che votiamo oggi, nero su bianco, è che bisogna guidare con coscienza e prudenza.
Chi si assume la responsabilità di fare il contrario, non potrà cavarsela con una pacca sulla spalla e tornare a casa con la propria auto.

L’entità delle pene e il rigore delle norme processuali previste con la legge che oggi vogliamo approvare hanno proprio questo significato.
Noi sappiamo che la pena, oltre ad avere in se anche una finalità rieducativa, ha preminenti funzioni deterrenti e retributive, proporzionate alla gravità della condotta e alle sue conseguenze.
La Giustizia ha come orizzonte anche il grado di disapprovazione sociale per il reato punito: insomma deve comminare una sanzione giusta ed adeguata a chi ha commesso reati gravi che hanno turbato la coscienza collettiva, con l’effetto che la pena possa essere anche deterrente e dissuasiva rispetto a tali condotte.

La percezione comune è invece quella che la pena per tali reati risulta inadeguata, talmente esigua al punto che la Giurisprudenza, ha tentato di reinterpretare le condotte e ricondurle nel solco del dolo eventuale e quindi dell’omicidio volontario.
Tali tentativi però, come era prevedibile, sono naufragati innanzi alla Corte di Cassazione che ha ricordato a tutti che il dolo eventuale ricorre solo quando il reo abbia accettato il rischio che si realizzi in concreto un evento diverso, direttamente non voluto: cosa che nei reati di cui stiamo parlando non esiste o è praticamente impossibile da provare.
Il numero degli incidenti, dei feriti e dei morti, la superficialità e il senso di irresponsabilità con la quale troppi si mettono alla guida dei veicoli e che innegabilmente sono causa della grande parte dei sinistri, richiedeva un segnale forte.

Questa legge invia un messaggio chiaro: non è un esempio da imitare, non è alla moda, bere e lanciarsi in auto a pazza velocità: da oggi chi lo farà, causando incidenti e morti, ne pagherà care le conseguenze.
Per questi motivi il reato doveva trovare una sua autonoma configurazione e le pene un deciso aggravamento.

Le vite innocenti spezzate da pirati della strada, che ubriachi confondono le strade con un circuito di Formula Uno, ci ricordano che a chi muore non viene data una prova di appello, non è concessa la possibilità di rialzarsi e tornare a casa dai propri cari.

Con la legge che oggi intendiamo approvare, in caso di omicidio, chi si metterà alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe sarà punito da 8 a 12 anni di carcere e se a morire saranno più persone, la pena potrà arrivare sino a 18 anni.
Si sconterà una pena da 5 a 10 anni di carcere, in caso di morte provocata a causa di sorpassi in curva, di passaggio con il rosso o guida contromano.
Chi ometterà di prestare i soccorsi e si darà alla fuga vedrà la sua pena aumentata da ⅓ a ⅔.
Se a commettere il reato sarà una persona senza patente, con patente sospesa o revocata, le pene saranno aumentate.
Saranno raddoppiati i termini di prescrizione del reato e sarà possibile per il PM adottare oralmente e coattivamente il prelievo di campioni biologici.

Chi uccide quando è alla guida ubriaco, sotto l’effetto di droghe non potrà quindi godere della sospensione condizionale della pena e per lui sarà impossibile sperare nella prescrizione del reato.

Ma allo stesso tempo, è una legge che sa graduare le pene in ragione delle conseguenze e dei comportamenti.
In caso di omicidio colposo non aggravato e di lesioni le pene saranno più miti, ma non irrilevanti.

Questi comportamenti criminali devono essere combattuti anche con la prevenzione e la legge ha certamente un forte contenuto di deterrenza quando disciplina la revoca, il ritiro della patente e termini molto più lunghi per ottenere un nuovo permesso di guida.
Nei casi più gravi, chi uccide non potrà dopo poco tempo tornare alla guida della propria auto: dovranno passare almeno 15 anni che diventeranno 30 nel caso di fuga o di omissione di soccorso.

Votiamo una norma di civiltà, un patto di convivenza tra cittadini a cui si chiede, anche in questo ambito, di rispettare le regole.
Questa legge, al pari di altre che abbiamo recentemente approvato, ci riallinea alle più moderne e severe legislazioni in vigore in altri Paesi che, come noi, hanno da un lato ritenuto necessario prevedere un reato specifico di omicidio stradale e dall’altro hanno previsto pene elevate adeguate alla gravità del reato commesso.
La Francia sanziona le ipotesi gravi di omicidio con una pena base di 10 anni di carcere.
Il Regno Unito sanziona l’omicidio stradale con pene sino a 14 anni di carcere.
Gli Stati Uniti, pur nella diversità e nell’autonomia della legislazione dei singoli Stati, prevedono pene che arrivano a 20 anni e talvolta a 30 anni di carcere.

Pertanto la risposta italiana non costituisce un esempio isolato di rigore e di severità.

Durante i vari passaggi parlamentari della legge abbiamo assistito a discussioni in punta di diritto, ascoltato dissertazioni e distinguo che non tengono conto della dimensione e della gravità del fenomeno.

FI, durante il dibattito, ha testualmente citato in questa aula il caso “della sfortuna di una mamma” che, per la fretta di andare a prendere il figlio a scuola, uccide perché passa con il rosso o perché fa un sorpasso azzardato: questa non è sfortuna, onorevoli colleghi, è incoscienza.

Il M5S ha sostenuto che non era necessario istituire un reato specifico.
Il Parlamento decise anni fa (D.L. 23 maggio 2008 n. 92 convertito con L. 24 luglio 2008 n.125) un aggravamento delle pene dell’art. 589 c.p., del reato di omicidio colposo, quando esso fosse stato commesso in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: i risultati sono sotto i nostri occhi, assolutamente deludenti.
Ci sono giuristi e magistrati in prima linea come Valter Giovannini, Procuratore aggiunto della Procura di Bologna, che da tempo chiedono al Parlamento di “creare una nuova fattispecie penale..” perché ciò avrebbe aumentato “…di molto, l’impatto mediatico che oggettivamente l’aggravante” non aveva avuto.

Il M5S ritiene inoltre che sia una bizzarra discriminazione la previsione di una pena più grave per il caso di omicidio per mano di un ubriaco rispetto al caso di omicidio dovuto al comportamento distratto del guidatore.
Forse bisognerebbe rispolverare i manuali di diritto penale: diverso è il grado della colpa, diversa è l’entità della pena.

Il M5S e Forza Italia vorrebbero assumersi la responsabilità di governare il Paese, ma di fronte a scelte come questa spesso decidono di rinviare.

Favorevoli si, ma non oggi.

Così come è avvenuto recentemente per le leggi anticorruzione, il voto di scambio elettorale politico mafioso e l’antiterrorismo dove hanno votato contro o si sono astenuti.

Favorevoli si, ma non oggi.

Il Partito Democratico non si sottrae alla proprie responsabilità nei confronti del Paese.

L’omicidio stradale sarà legge.
Il Parlamento è sovrano, ma non approvare la legge in via definitiva oggi, dopo mesi di discussione, è stato un errore.

La legge che approviamo oggi rappresenta un segnale fortissimo della politica nei confronti di chi, incredibilmente, continua ad ignorare le più elementari regole di prudenza e rispetto verso il prossimo.

Questa legge rende onore alle battaglie delle associazioni e delle famiglie che sulla strada hanno perso i loro cari.
Essi non hanno mai chiesto vendetta, ma giustizia e pene esemplari che potessero rappresentare anche un deterrente.
Certo non potremo restituire la vita a quanti sono morti sulla strada, ma votando questa legge forse potremo evitare altre lacrime e sofferenza.

Per tutte queste ragioni, annuncio il voto favorevole e convinto del Partito Democratico.

Franco Vazio
Partito Democratico

Video ufficiale della Camera dei Deputti  – Intervento in aula

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