Lotta serrata alla corruzione

LA NUOVA ANAC PERNO DEL CONTRASTO ALLA CORRUZIONE.
La corruzione è un male che attanaglia la nostra società e sottrae ogni anno ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo e di equità. Centinaia di appalti, che vogliono dire lavoro, occupazione, ripresa, restano spesso fermi a causa di illegalità e conseguenti inchieste. Combattere la corruzione è stata quindi una priorità nella nostra azione di governo e la nascita dell’Anac, con la guida assegnata a Raffaele Cantone, ha permesso di dotarci di strumenti ancora più efficaci rispetto ad altri Paesi contro questa piaga e di liberare la realizzazione di grandi opere da continui stop. Senza l’istituzione dell’Anac infatti molto probabilmente progetti come quello che ha dato vita al grande successo dell’Expo di Milano o quello del Mose Venezia sarebbero rimasti al palo. L’Anac diventa perno di questo nuovo sistema grazie al decreto Madia del 2014 che trasforma e ridefinisce quanto ereditato dalle legge Severino, con nuovi compiti e attribuzioni.

POTERI RAFFORZATI IN MATERIA DI ANTICORRUZIONE
All’Anac è affidato un vasto complesso di compiti, tra cui: a) ricevere notizie e segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti pubblici; b) ricevere notizie e segnalazioni da ciascun avvocato dello Stato che venga a conoscenza di violazioni di legge o altre irregolarità relative a contratti pubblici; c) applicare sanzioni amministrative in caso di omessa adozione da parte delle amministrazioni dei piani di prevenzione della corruzione, dei programmi di trasparenza o dei codici di comportamento.

IL COMMISSARIAMENTO DELLE IMPRESE INDAGATE
Del tutto innovativo è il potere di disporre in funzione di anticorruzione il commissariamento di nei casi in cui la magistratura proceda per accertare delitti contro la Pa oppure si registrino rilevanti anomalie o comunque sintomatiche di condotte illecite, il presidente dell’Anac può proporre al prefetto di assumere direttamente il controllo di un’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea oppure di ordinare il rinnovo degli organi sociali. Negli appalti sopra la soglia comunitaria (5.225.000 euro) le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di segnalare all’Anac, per valutazioni ed eventuali provvedimenti, le varianti in corso d’opera.

corruz

LE MISURE DI CONTROLLO SUGLI APPALTI
I poteri di controllo e conoscitivi sono rafforzati dalla legge anticorruzione (n. 69/2015) che attribuisce all’Anac compiti di vigilanza anche sui contratti pubblici (es. contratti secretati) a cui non si applica il codice degli appalti e impone a suo favore specifici obblighi informativi a carico delle stazioni appaltanti (bandi di gara, partecipanti, importi di aggiudicazione, tempi di completamento dell’opera), dei giudici amministrativi (notizie su condotte di scarsa trasparenza nelle controversie sull’aggiudicazione dell’appalto) e dei pm (notizie sull’esercizio dell’azione penale per fatti di corruzione). In base al nuovo codice degli appalti (d.lgs n. 50/2016), se ritenga che violino le norme in materia di contratti pubblici l’Anac può agire in giudizio contro i bandi e i provvedimenti di qualsiasi stazione appaltante.

I RISULTATI NEL 2016
Ogni anno l’Anac presenta una relazione al Parlamento. Nel 2016, secondo gli ultimi dati, sono state emanate 1.388 delibere (provvedimenti di vigilanza, pareri, linee guida, sanzioni, ecc.) e nei primi 5 mesi di quest’anno si è superata quota 600. Sul fronte della vigilanza anticorruzione, sono state avviate 845 istruttorie (comuni, strutture sanitarie, società pubbliche) per un totale di 12 sanzioni, segno di un elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità. In crescita le segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici: 235 nel 2015, 252 nel 2016 e nei primi 5 mesi di quest’anno oltre 260.

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