La Regione annulli il bando di assegnazione ai privati degli ospedali di Albenga e Cairo

SIAMO IN PIENA GUERRA, MA PENSIAMO AL DOMANI

La sanità pubblica ci ha salvato grazie al lavoro di veri eroi

Non è il momento di fare polemiche.

Ci sarà tempo per capire cosa non abbia funzionato in Liguria durante questa emergenza.

Avremo tempo per comprendere perché altre regioni del nord costruivano strutture sanitarie di emergenza e aumentavano i posti di “intensiva” ed in Liguria invece si chiudeva l’ospedale di Cairo.

Oggi in Liguria sono disponibili solo 190 posti di terapia intensiva e per quanto comunicato dalla Regione sono praticamente tutti utilizzati: speriamo che, come dicono, il peggio sia passato e che la sorte ci aiuti.

Questa pandemia ci ha insegnato che la Sanità Pubblica ci ha salvato; una sanità fatta di scienziati, medici, infermieri e operatori competenti, eccezionali ed eroici.

Oggi ci siamo accorti tutti che senza di loro non ce l’avremo fatta.

Se è così però non basta riempirsi la bocca di ringraziamenti durante le dirette Facebook o le conferenze stampa; se è vero tutto ciò bisogna sterzare e cambiare direzione, investire nel pubblico e pagare meglio gli operatori della sanità.

La Regione Liguria potrebbe come primo atto, annullare il bando per l’assegnazione ai privati degli ospedali pubblici Albenga e Cairo.

Cosa sarebbe successo se l’ospedale di Albenga, oggi destinato all’emergenza coronavirus, fosse stato già occupato dai privati?

Ripensare a scelte che si sono rivelate oggettivamente affrettate ed improprie sarebbe una dimostrazione di intelligenza e restituire le funzioni pubbliche e di emergenza agli ospedali di Albenga e di Cairo sarebbe il modo per rafforzare la tutela dei cittadini liguri.

La mia non vuole essere una critica, ma un appello a chi, a prescindere dall’appartenenza partitica, vuole prendere atto che la direzione vada invertita.

Certo mantenere calma e appropriatezza di linguaggio in certi momenti è davvero difficile soprattutto quando assisti a comportamenti che fra loro fanno a pugni.

Da un lato, infatti, trovi e apprezzi l’assessore Viale quando, anche con riferimento al dramma vissuto nelle case di riposo della Liguria, riconosce errori e falle nella direzione della sanità ligure durante questa emergenza; certamente eccezionale ed estremamente difficile da gestire.

Dall’altro, però, provi un certo disgusto e un vero sbigottimento quando ti imbatti in consiglieri comunali (della Lega e di Forza Italia di Albenga) che, strizzando l’occhio ai prossimi appuntamenti elettorali e violando le più elementari regole etiche e professionali, si travestono a volte da “sciacalli” per fomentare la denuncia dei Sindaci, pur sapendoli eccellenti e impegnati in prima linea, e a volte si camuffano da stregoni per impartire telefonicamente pericolosi suggerimenti e consigli per la cura di questo virus maledetto.

Chi ha statura politica prenda le distanze da tali “ominicchi e ququaraqua”: la nostra comunità gli renderà sicuramente merito.

“La Regione Liguria interrompa le procedure in corso di privatizzazione delle strutture sanitarie” ha scritto in un tweet il vicesegretario nazionale del Partito Democratico Andrea Orlando, riferendosi alla situazione di emergenza in Liguria per il coronavirus. “Presidente Toti – prosegue rivolgendosi al governatore – su questo non può dare la colpa a Roma ne’ a ‘quelli che c’erano prima’. Attendiamo parole chiare”.

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