Giorno della Memoria con i famigliari delle vittime del terrorismo

Oggi 9 maggio 2019 nell’Aula di Montecitorio

Presenti il Presidente della Repubblica e i Presidenti di Camera e Senato

Il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, si tiene ogni anno il 9 maggio, giorno del ritrovamento nel 1978 del corpo di Aldo Moro.

Quest’anno è stato commemorato alla Camera dei deputati alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Nell’Aula di Montecitorio, erano seduti i famigliari delle vittime di attentati e stragi della storia del terrorismo in Italia e tantissimi ragazzi.

Quest’anno sono stati ricordati in particolare i cinquant’anni dalla strage di piazza Fontana, il quarantennale dell’omicidio del magistrato Emilio Alessandrini e il ventennale dell’omicidio dell’economista Massimo D’Antona.

Una comunità vera ricorda.

Un Paese che non ha memoria è un Paese che non ha futuro.

Soprattutto i momenti difficili e dolorosi.

L’Italia è stato insanguinata; tante persone sono state assassinate barbaramente e vilmente.

Donne e uomini delle forze dell’ordine, professori, studenti, magistrati, giornalisti, uomini politici, dirigenti d’azienda, commercianti, operai, sindacalisti, militari, amministratori pubblici.

Così come l’anno scorso ha avuto modo di affermare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “…non dimenticare significa anche fare i conti con questa storia che ha attraversato la vita della Repubblica e ha messo a dura prova quella costruzione democratica che il popolo italiano è riuscito a erigere dopo la Liberazione e che la Costituzione ha reso un patrimonio di valori, non soltanto di norme giuridiche.”

È stata una cerimonia emozionante, meravigliosa.

Sono state suonate dai ragazzi musiche e pronunciate parole straordinarie, piene di dolore, ma straordinariamente ricche di speranza e di forza.

Il nostro Paese ha resistito, la cultura democratica è radicata profondamente.

Per questa ragione siamo stati in grado di erigere un argine invalicabile al terrorismo e all’eversione.

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