Crollo A6 e autostrade. Altri 140 mln per la Liguria

Il Governo e il Ministro hanno riservato un’attenzione particolare alla Liguria e al savonese. Da subito è stata dimostrata presenza e azione, confronto e rispetto per il territorio e le popolazioni colpite. Sono stati già stanziati 40 milioni per le somme urgenza e il Governo ha già annunciato che altri 140 milioni saranno a brevissimo a disposizione per coprire tutte le necessità dei territori martoriati dalla calamità.

Dobbiamo essere grati al Ministro De Micheli per la sua efficienza, ma soprattutto per la sua sobrietà; alle parole e alle passerelle a cui purtroppo abbiamo spesso assistito, sono stati preferiti i fatti.

Dobbiamo insistere e chiedere i fondi per i ripristini, ma abbiamo il dovere di lavorare per il potenziamento e l’efficientamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.

In Liguria crollano i ponti, si chiudono i viadotti e franano le strade. Sui ponti e sulle autostrade liguri passano le persone, ma passa o muore anche l’economia non solo della Liguria e dei suoi porti ma anche di tutta l’Italia.

L’On- Franco Vazio del partito Democratico durante il suo intervento in Aula alla Camera dei Deputati.

DI SEGUITO L’INFORMATIVA:

VIADOTTO AUTOSTRADA A6

A partire dal 23 novembre scorso, la regione Liguria è stata interessata da una forte ondata di maltempo che ha colpito progressivamente le province di Genova, Savona e Imperia, causando nella giornata del 24 novembre criticità diffuse e numerose richieste di intervento dei mezzi di soccorso.

In particolare, domenica 24 novembre 2019 alle ore 14.00 circa, in corrispondenza del tratto autostradale tra l’interconnessione di Savona e lo svincolo di Altare del tronco autostradale A6 Torino-Savona, si è verificata una frana su un declivio a bassa suscettività non prevedibile che ha interessato il versante in località Madonna del Monte, nel Comune di Savona.

La massa detritica ha raggiunto il fondovalle, danneggiando irreparabilmente il viadotto autostradale denominato “Madonna del Monte”. Inoltre, il fronte di frana ha raggiunto alcune pile dell’adiacente viadotto in carreggiata sud, il Rio Valletta, occludendo parzialmente il corso d’acqua.

Il dissesto si è originato inizialmente come scivolamento rotazionale di una porzione della parte sommitale del versante, che è evoluto in una colata rapida di detrito e fango a causa delle elevate pendenze.

L’area in dissesto, nonostante abbia un bacino idrografico inferiore a 0,1 km2, ha una superficie stimata di circa 14.000 m2 ed ha movimentato, dalle prime analisi, sino a 30.000 m3 di materiale, parte del quale è ancora sospeso sul versante.

La società concessionaria, a seguito dell’evento, ha provveduto ad istituire in direzione Savona l’uscita obbligatoria ad Altare, poi arretrata a Millesimo a causa di concomitanti problematiche in atto sulla viabilità ordinaria.

In direzione di Torino, è stata disposta la chiusura del tratto Savona – Altare.

Sul posto sono state immediatamente inviate squadre di primo intervento dalla Direzione regionale dei vigili del fuoco della Liguria, squadre specializzate USAR (soccorso e ricerca in macerie), SAF (soccorso in ambiente alpino/montano) e squadre cinofili dalla Lombardia e dalla Toscana, un elicottero del reparto volo dei vigili del fuoco e altre squadre di soccorso.

Nell’immediato il deflusso dei mezzi  è avvenuto tramite inversione di marcia, in accordo con la Polizia stradale.

Dopo aver fatto defluire i mezzi fermi in coda, mentre proseguivano le operazioni di ricerca da parte dei vigili del fuoco, sin dal pomeriggio del 24 novembre, la concessionaria ha proceduto ad una preliminare ispezione dello stato del viadotto su cui si è arrestato il movimento franoso. Ciò al fine di consentire il transito in condizioni di sicurezza dei mezzi di soccorso e del personale addetto.

In attesa delle verifiche sulle pile dei viadotti, urtate dal fronte franoso, si è provveduto anche alla chiusura della corsia in direzione Sud dell’A6. Sono stati, quindi, prontamente avviati gli accertamenti tecnici, strutturali e geologici sulla staticità dell’adiacente viadotto inerente la careggiata sud, con l’obiettivo di ripristinare rapidamente la circolazione su unica carreggiata e corsia per entrambi i sensi di marcia.

Nella stessa giornata, la Concessionaria ha avviato i lavori per poter creare a monte e a valle due varchi per far circolare i mezzi agevolmente tra le due carreggiate autostradali che, in corrispondenza dell’evento, sono distanti diverse decine di metri. Tali lavori sono proseguiti ininterrottamente nelle giornate del 24 e 25 novembre, richiedendo l’utilizzazione di oltre 50 mezzi tra autocarri, escavatori, rulli, grader, finitrici, frese, cisterne, betoniere oltre ad attrezzature e l’impiego di un consistente numero di operai e di tecnici che ha superato le oltre 100 unità.

Già nella serata del 24 novembre  il personale di Autostrada dei Fiori ha provveduto a ristabilire l’alimentazione elettrica ed i ponti radio compromessi dalla frana, e il giorno seguente a ripristinare la dorsale di comunicazione in fibre ottiche.

Nella giornata del 25 novembre, il Dipartimento della Protezione Civile ha installato i primi sistemi di monitoraggio del versante (un interferometro radar ed un pluviometro per valutare la stabilità del pendio soprastante l’area operativa) e, con il supporto di esperti chiamati dalla Concessionaria, sono state svolte ulteriori verifiche tecniche che hanno consentito di accertare l’idoneità, dal punto strutturale e geologico/geotecnico, del viadotto Rio Valletta ad essere riaperto, previa regimentazione delle acque deviate dall’ammasso franoso.

Sono state quindi installate mire ottiche sulle pile del suddetto viadotto, dispositivi GPS e un rilievo laser scanner per monitorare l’opera esistente.

Contestualmente, sono state avviate le attività progettuali del nuovo viadotto che sarà realizzato con una campata unica ed i cui tempi di ultimazione si ritiene possano essere contenuti in 4 mesi.

A partire dal 27 novembre, terminate le attività dei vigili del fuoco, il concessionario ha avviato i lavori di sgombero dei detriti del viadotto abbattuto e di demolizione della parte restante.

Nelle giornate del 28 e 29 novembre è stato effettuato un sopralluogo del consulente geologo, di uno strutturista e di un geotecnico incaricato dalla Concessionaria per progettare le opere a difesa del viadotto autostradale rimasto in esercizio.

Nel corso del sopralluogo è stata anche accertata l’idoneità della regimazione provvisoria delle acque realizzata dalla Concessionaria.

Al fine di monitorare l’andamento dei movimenti franosi, in accordo con i Centri di Competenza della Protezione Civile, dell’Università di Firenze e della Fondazione CIMA, il Concessionario ha, altresì,  installato due ulteriori sistemi di monitoraggio dell’ammasso franoso ed ha adottato in collaborazione con i soggetti istituzionali coinvolti un piano per la gestione delle emergenze.

Segnalo che il complesso dei sistemi di monitoraggio approntati è finalizzato a preallertare la Concessionaria affinché, laddove dal monitoraggio emerga il superamento dei valori soglia individuati dalla Protezione Civile, disponga l’immediato blocco del traffico sul viadotto, in attuazione del “Piano Speditivo della viabilità”, sottoscritto in data 28 novembre 2019 dalla Concessionaria con la Regione Liguria, la Prefettura di Savona, il Comune di Savona, la Fondazione CIMA di Savona e l’Università di Firenze, in qualità di centri di competenza individuati dal Dipartimento della Protezione civile.

Il Piano consente di contemperare le esigenze di sicurezza degli utenti dell’autostrada con quelle di fluidità del sistema trasporti, in un ambito territoriale caratterizzato da una particolare fragilità di tutte le reti delle comunicazioni stradali e ferroviarie. A ciò si aggiunga che nella provincia di Savona, a causa delle numerose frane sulle strade statali e provinciali, non sussistono alternative di valico appenninico verso l’entroterra ed il Piemonte.

In particolare, con il Piano, è stata delineata la “Catena dell’allertamento” e le relative “fasi operative”, dalle quali discendono specifiche “azioni” in capo a ciascun soggetto del sistema.

In sintesi, il  Piano viene attivato al verificarsi dei seguenti presupposti, tra loro indipendenti:

  1. a) eventuali emissioni delle allerte da parte del centro funzionale della regione Liguria (con allerta Arancione, il traffico viene interdetto con l’inizio della pioggia; con allerta Rosso il traffico viene interdetto all’attivazione dell’allerta medesima);
  2. b) eventuali movimenti della struttura delle pile del viadotto Rio Valletta rilevate mediante una stazione con mire ottiche posizionate sulla sommità dello stesso viadotto;
  3. c) superamento dei valori di soglia della piovosità, calcolati in automatico con un pluviometro in telemisura, con dati aggiornati ogni 5 minuti;
  4. d) superamento dei valori di soglia degli spostamenti dell’ammasso franoso ancora sospeso lungo la porzione sommitale del versante in dissesto; i relativi dati, rilevati mediante un radar e calcolati in automatico, sono aggiornati ogni 15 minuti.

Alle ore 11.00 del 29 novembre è stata disposta la riapertura al traffico.

Rappresento che la società concessionaria, a seguito del dissequestro delle aree, ha già dato inizio ai lavori di realizzazione delle fondazioni del nuovo viadotto “Madonna del Monte”.

Mi preme sottolineare che l’eccezionalità degli eventi atmosferici, accaduti nei giorni dal 23 al 28 novembre u.s., ha richiesto l’effettuazione di 1935 interventi delle squadre di soccorso con l’impiego di 2194 unità.

ATTIVITA’ FINALIZZATE ALLA MESSA IN SICUREZZA COMPLESSIVA DELLA RETE AUTOSTRADALE

Per assicurare una gestione delle infrastrutture autostradali improntata ai più elevati livelli di sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha assunto recentemente differenti misure di natura organizzativa, regolatoria e dispositiva nei confronti dei concessionari.

Per assicurare una netta separazione tra l’attività di gestione delle infrastrutture e l’attività di verifica, la Direzione Generale competente del MIT ha prescritto che le valutazioni sulla funzionalità delle infrastrutture siano esercitate da soggetti indipendenti muniti di adeguati requisiti di professionalità. In sede di prima applicazione, è stato previsto che suddette verifiche fossero vagliate direttamente da Istituti Universitari, riconosciuti dall’Ordinamento italiano. Per tale aspetto sono in corso di perfezionamento apposite convenzioni che delineano i compiti e la modalità d’asseverazione.

E’ stato prescritto alle stesse società concessionarie l’implementazione di procedure di valutazione dello stato delle infrastrutture, improntate ai migliori standard tecnici..

Relativamente ai programmi annuali di manutenzione ordinaria sono state adottate dalla competente Direzione generale linee guida recanti l’indicazione di criteri di priorità sulla base dei quali i concessionari individuano gli interventi da porre in essere.

Contestualmente, il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici sta perfezionando Linee guida tecniche improntate alla verifica di sicurezza dei viadotti e ai criteri di transitabilità in caso opere non rispondenti agli standard contemplati dalle attuali norme tecniche. Dette Linee guida verranno adottate entro nei primi giorni del prossimo mese di  gennaio.

Sotto il profilo organizzativo, specifica rilevanza assume la nomina del nuovo Direttore Generale dell’ Ansfisa.

Come è noto questa Agenzia è preposta alla valutazione delle procedure di controllo delle infrastrutture, ferroviarie, stradali e autostradali con possibilità di ispezioni e imposizione di sanzioni.   Per dare concreta operatività all’ANSFISA, lo scorso 6 dicembre si è proceduto a pubblicare il primo interpello per individuare nell’ambito dei dipendenti pubblici 61 persone che saranno impiegate nella sede centrale di Roma e nella sede di Genova.

Al contempo, è stato definito un programma di ispezioni di natura straordinaria finalizzato ad accertare lo stato dei viadotti ricadenti nella rete autostradale ligure e del Piemonte. All’esito dei primi accertamenti, è stato già richiesta ai concessionari l’adozione, per specifiche tratte autostradali, di misure di regolazione del traffico. Si tratta di verifiche che potranno essere estese anche alle tratte autostradali ricadenti in altre Regioni.

Infine si segnala che, a seguito delle indicazioni impartite ai concessionari  per l’anno 2020 sono pervenuti programmi di manutenzione ordinaria sull’intera rete in concessione, per una spesa stimata di circa 1,1 miliardi di euro, significativamente superiore ai valori medi degli anni precedenti.

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