Coronavirus, mascherine e dispostivi individuali: pensare al bene dei cittadini

La risposta all’assessore regionale Sonia Viale:

inutili polemiche, priorità è affrontare l’emergenza e non fare campagna elettorale

L’assessore regionale Sonia Viale ieri ha rilasciato una dichiarazione intrisa di polemica “…Il rifornimento di dispositivi di protezione, annunciato per oggi dal Governo, non è arrivato. Questo ritardo inaccettabile potrebbe determinare conseguenze nell’assistenza già nei prossimi giorni…”. Questa esternazione è grave ed inutile perché non tiene conto del vero e delle difficoltà in cui tutti stanno operando.

Come l’assessore Viale sa bene, fin da subito il Governo si è attivato per potenziare l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie. La produzione nel nostro Paese non può soddisfare tutte le richieste ed è per questo motivo che il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha firmato il 25 febbraio scorso un’ordinanza che centralizza gli acquisti a livello nazionale per far fronte alle richieste delle Regioni, destinandoli, in via prioritaria, al personale sanitario. Grazie all’impegno della Protezione Civile, ad oggi sono già state distribuite circa 35.000 mascherine di tipo ffp2/ffp3 nelle regioni del Nord (Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto) e 5.240 nella sola Liguria. L’acquisto e la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale proseguirà anche nei prossimi giorni anche attraverso il ricorso ai mercati esteri e alla collaborazione di enti e aziende private. Tutte le istituzioni coinvolte sono impegnate senza sosta su questa problematica che coinvolge non solo l’Italia, ma tutti i paesi che stanno affrontando l’emergenza Coronavirus.
Se l’assessore Viale avesse goduto di capacità predittive, avrebbe potuto provvedere lei ad acquistare anticipatamente tali presidi di protezione quando il virus ha fatto la prima comparsa nelle regioni del Nord. Quindi parliamo di un’inutile polemica tra l’altro fatte ad opera di chi – come la Viale – certamente non è artefice di saggia programmazione e capacità di leggere i bisogni di sanità dei cittadini liguri; da chi non è e non è stato in grado di assicurare neppure i servizi minimi ed essenziali; da chi, per scarsa programmazione e mancati investimenti, è obbligata a trasferire in pulmino i malati oncologici dal San Martino di Genova al Santa Corona di Pietra Ligure ed è obbligata a chiudere per oltre un mese le sale operatorie in Provincia di Savona.

Per questo motivo, in questo momento di impegno incessante di tutto il sistema di protezione civile, nell’interesse di tutta la popolazione è fondamentale concentrarsi sul lavoro ed evitare inutili e dannose polemiche.

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