CONTRASTO ALLA POVERTÀ – REDDITO DI INCLUSIONE

CONTRASTO ALLA POVERTÀ – REDDITO DI INCLUSIONE
E’ Legge: una scelta storica
Enormi differenze rispetto al reddito di Cittadinanza del M5S

Il Senato ha approvato, secameranza modifiche rispetto al testo votato alla Camera, il ddl del Governo per il contrasto alla povertà, che introduce il reddito di inclusione. Arriva il Reddito di Inclusione. Dopo anni di tagli ai fondi destinati al sociale, ora si inverte la rotta.
“Saranno sostenute inizialmente le famiglie con minori, le persone disabili e i cinquantenni rimasti senza lavoro ma, attraverso graduale aumento degli stanziamenti, la nuova misura vuole arrivare a difendere tutti coloro che si trovano in una situazione di povertà assoluta -molti, troppi – attraverso un contributo economico e servizi alla persona. Nessun assistenzialismo, ma risposte concrete per ridurre le diseguaglianze, un modo moderno, efficiente e davvero utile di concepire il welfare europeo”.
La legge delega prevede la creazione di un reddito di inclusione di contrasto alla povertà assoluta, una misura basata sia su trattamenti economici, sia sull’azione della rete dei servizi sociali. Non una misura assistenzialistica, ma un approccio che ha come obiettivo la dignità delle persone.
Si tratta della prima forma strutturale di reddito di inclusione per la popolazione in età lavorativa che non abbia mezzi per condurre un livello di vita dignitoso, non sperimentale o limitata a qualche zona, di carattere universale ed, ovviamente, sottoposta alla prova dei mezzi; cioè è rivolta a tutti coloro che si trovano sotto una determinata soglia di reddito.
La soglia individuata è quella della c.d. povertà assoluta, definita come l’impossibilità di disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.
Un giorno storico “la prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà”

LE DIFFERENZE TRA REDDITO DI INCLUSIONE E LA PROPOSTA DEL M5S
Il “ddl povertà” approvato oggi delinea una misura universale di contrasto alla povertà, denominata Reddito di inclusione (Rei): si tratta di una misura di reddito minimo assegnata ai nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta, ovvero quelle famiglie che non sono in grado di acquistare quel minimo di beni necessari a condurre una vita dignitosa. Si compone di un trasferimento economico subordinato all’accettazione da parte dei destinatari di un progetto personalizzato che deve prevedere alcuni obblighi (ricerca impiego, formazione, frequenza scolastica per i minori). La proposta di legge del M5S, impropriamente definita “Reddito di cittadinanza”, è in realtà una proposta di legge di reddito minimo, simile nel funzionamento all’impianto del nostro Reddito di inclusione. Differisce profondamente per la soglia di reddito al di sotto della quale è concessa la misura e per l’entità del trasferimento, essendo individuata a contrasto non della povertà assoluta, ma del rischio di povertà. Tale scelta non è condivisibile, non tanto per la necessità di uno stanziamento ingente di risorse, ma perché incline a far scattare la c.d. “trappola della povertà”, vale a dire la maggior convenienza per le persone a ricevere il sussidio (come detto molto alto nella proposta del Movimento Cinque Stelle, anche per effetto di moltiplicatori che sovrastimano la presenza di più componenti nel nucleo familiare) piuttosto che attivarsi alla ricerca di un lavoro.

LE DIFFERENZE TRA REDDITO MINIMO E REDDITO DI CITTADINANZA
Reddito minimo: è una prestazione monetaria erogata solo ai bisognosi, sulla base di una prova dei mezzi. L’importo è differenziato a seconda delle risorse dell’individuo, per il raggiungimento di un reddito “soglia” che deve essere garantito a tutti. Spetta dunque solo a coloro che si trovano sotto questa soglia. Il reddito minimo d’inserimento è uguale al reddito minimo ma prevede in più che sia condizionato all’accettazione di progetti di inserimento socio-lavorativo per i beneficiari (è il caso del nostro Reddito di Inclusione).
In varie forme e declinazioni, è presente da anni in tutti i paesi europei tranne Italia e Grecia. Da oggi anche in Italia (in Grecia è in via di approvazione).
Reddito di cittadinanza: è un reddito di base elargito dalla comunità a tutti i suoi membri su base individuale, senza prova dei mezzi o richiesta di lavoro. L’importo è uguale per tutti, a prescindere dal reddito.
Non esistono esempi concreti di applicazione in nessun paese del mondo (tranne un esempio limitato in Alaska e una sperimentazione molto limitata in Finlandia).

Per chi volesse approfondire il provvedimento approvato ecco il relativo dossier predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo del PD alla Camera.

Dossier 165 del 14 luglio 2016

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