Congresso Nazionale del PD

Congresso Nazionale del PD.

Congresso

Con Renzi “Avanti, insieme”
Ecco un mio contributo alla discussione

Carissimi,
tra pochi giorni saremo chiamati a decidere chi dovrà essere il nostro segretario nazionale e quindi il nostro candidato premier alle prossime elezioni politiche. Si tratta di una scelta importante. Una scelta da prendere con il cuore e con la ragione.

In questi ultimi 3 anni abbiamo fatto come PD molte cose buone e altre meno buone, abbiamo commesso errori, anche sotto il profilo organizzativo, ma rappresentiamo tuttora l’unica forza politica capace di parlare a tutto il Paese .

Dobbiamo essere orgogliosi dei molti provvedimenti che sono stati approvati dal Parlamento e che hanno caratterizzato positivamente l’azione del governo Renzi; grazie all’impegno del Partito Democratico siamo riusciti ad approvare leggi moderne che il nostro Paese aspettava da troppi anni.

Le “Unioni Civili”, il “Dopo di Noi” così come lo “Spreco Alimentare” sono leggi che hanno colmato vuoti e gravi ritardi del nostro Paese. In tema di Giustizia, l’inasprimento dei reati contro la Pubblica Amministrazione, il rafforzamento dei poteri dell’Autorità Anticorruzione, l’istituzione del reato di voto di scambio politico mafioso e di autoriciclaggio e il ripristino del reato di falso in bilancio dimostrano come il PD abbia fatto una battaglia al crimine ed alla corruzione vera e forte; sono anni che questi temi riempiono le pagine dei nostri programmi elettorali, ora sono semplicemente realtà.

Purtroppo, non sempre siamo riusciti a comunicarne il contenuto di innovazione, la loro capacità di coniugare l’attenzione nei confronti delle persone più fragili e le esigenze di un mondo che cambia sempre più velocemente; non sempre siamo riusciti a vincere le diffidenze e ad aprire un confronto con chi ci criticava; le persone, e anche tanti iscritti, ci hanno a volte sentiti lontani.

Allo stesso tempo è giusto però ricordare a noi stessi che non siamo al governo con un monocolore PD e che abbiamo compagni di viaggio ereditati dalla mancata vittoria del 2013, e con cui quotidianamente dobbiamo mediare per senso di responsabilità nei confronti del Paese.

Non dobbiamo scagliarci contro chi ha deciso di abbandonare il PD né, tanto meno, contro i candidati alla segreteria nazionale che non sosterremo. Il congresso è una opportunità meravigliosa di confronto.

In questo delicato momento storico, dove movimenti e partiti populisti e le destre trovano facile consenso con l’intolleranza e il discredito, noi dobbiamo unire le ragioni del cuore e quelle della mente.

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di portare avanti quel progetto politico che ha saputo dare una scossa ad una Italia senza speranza e che invece è stata rimessa in moto – certo non alla velocità che tutti noi avremmo desiderato – grazie al PD e all’azione del Governo Renzi.

Sono profondamente convinto che Matteo Renzi abbia tutte le capacità e la forza per proporre agli iscritti, al partito e ai cittadini italiani un progetto inclusivo, aperto e capace di modernizzare l’Italia senza lasciare indietro nessuno.

Il PD è nato per essere un partito a vocazione maggioritaria, in grado di rappresentare le giovani generazioni, così come i lavoratori, i pensionati, i professionisti, e le persone più fragili della nostra società. Con Matteo Renzi possiamo intraprendere questo cammino con rinnovata motivazione. Tutti insieme e solo in questo modo potremo darci una chance di vittoria alle elezioni politiche del 2018.

Dobbiamo essere consapevoli che la sconfitta al referendum costituzionale ha aperto una nuova e più complessa fase politica.

Questo deve rafforzare la nostra convinzione e il nostro sostegno a Matteo Renzi: vogliamo “cucire” questo Paese dalle tante disuguaglianze, rimetterci in sintonia con le persone a partire da chi è rimasto indietro, dare forza e voce alle idee degli iscritti e dei militanti che rendono unico il nostro partito.

Non stiamo cercando una nuova identità del PD. La nostra identità è quella nata nel 2007 al Lingotto di Veltroni. Una Comunità che si riconosce nelle parole di Martina, Fassino e Luigi Berlinguer pronunciate domenica ancora una volta al Lingotto ‘17: “costruiamo insieme una proposta che profumi di futuro e che sta nel mondo che cambia”.

E’ proprio da lì che ripartiremo insieme, perché non vogliamo certo chiedervi una fiducia in bianco.

Serve un partito inclusivo e in sintonia con le sfide del nostro tempo, essere comunità è indispensabile, ma non esiste un “noi” senza un “io”, senza il mettersi in gioco, senza assumersi in proprio le responsabilità del cambiamento.

Serve il vostro punto di vista, anche la critica costruttiva, sulle sfide che ci aspettano in materia di lavoro, immigrazione, diritti, cultura, giustizia, welfare; vogliamo sapere cosa ne pensate del PD e della forma partito migliore per cogliere le opportunità e vincere le sfide che ci attendono.

La prima alleanza da fare è con i milioni di cittadini che credono in noi e con quell’Italia che ha paura e soffre: “Ripartire Insieme”, con tutti loro, è la parola d’ordine per il PD.
Matteo Renzi è la persona giusta per proseguire sulla strada della modernizzazione del Paese, diamogli una mano a farlo! Tutti insieme!

Mozione Renzi

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