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Festa dell’Unità: il programma

Al via domani sera il più classico degli appuntamenti estivi del Partito Democratico: la Festa de L’unità che quest’anno si svolgerà nei bellissimi spazi della SMS La Rocca di Legino a Savona per due week end: il 13-14-15 e il 20-21-22 luglio prossimi.

Per sabato 21 luglio è in programma una intervista con il vice presidente della commissione giustizia Franco Vazio.

Sono tante le iniziative in programma, con stand gastronomici e ottima cucina, musica dal vivo, laboratori e animazione per i più piccoli – in programma sabato e domenica dalle 19.30 alle 21 – e un ciclo di incontri interessanti nel dopo cena che affronteranno temi a 360°.

“Dopo il 4 marzo abbiamo intrapreso un cammino di coraggio e di umiltà con al centro la discussione sulle ragioni della sconfitta e sulla sostanza delle nostre politiche di questi anni – spiega Giacomo Vigliercio, Segretario Provinciale PD -. Solo ripartendo dai fondamentali possiamo elaborare una nostra idea, definita, rinnovata e rimotivata, del futuro dell’Italia e dell’Europa. Non possiamo farlo da soli ma con un confronto aperto e di merito coinvolgendo le persone. La Festa di quest’anno – continua il Segretario -, si presenta proprio con questo spirito: il nostro Partito sta attraversando una fase di forte rinnovamento e ricostruzione del proprio radicamento e della propria capacità di dialogare con l’esterno. Il programma delle serate è stato pensato per costruire una Festa che fosse la festa del territorio. I giovani: cosa pensano davvero di quello che è accaduto negli ultimi anni e di cosa sta accadendo; l’economia e il lavoro: perchè se si ha un lavoro si può ricominciare a vedere anche un futuro; l’Europa: perché l’Europa dei popoli va rafforzata e riformata per garantire a tutti noi un periodo di stabilità e pace. L’Europa dei diritti e delle opportunità che ci permettono di crescere. E l’idea che con il pilastro sociale le tutele e diritti avanzati su lavoro e welfare possano divenire comuni in tutto il continente; la Cultura e la Politica, perché di cultura si parla sempre troppo poco e se questa fosse nelle agende di tutti i partiti forse vivremmo in un Paese più bello, più ricco e più giusto”.

Domani inaugura negli spazi della SMS La Rocca anche la mostra “La U de l’Unità – 31 creativi in libertà di tratto e di pensiero” che sarà oggetto di una serata particolare e di una tavola rotonda venerdì prossimo 20 luglio con la presenza confermata di Luca Borzani, già presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova e di altri ospiti. Inaugura domani anche la mostra delle tavole di Carlo Sipsz sulle proteste savonesi dopo l’attentato a Palmiro Togliatti.

Tra le novità, anche l’inaugurazione di un punto bookcrossing che resterà poi patrimonio della SMS La Rocca e di tutto il quartiere. L’invito a tutti pertanto è quello di portare un libro durante le serate di festa da regalare alla comunità per contribuire a far circolare la cultura.

“Abbiamo coinvolto alcune associazioni ed enti che sono radicati nell’azione sul nostro territorio – prosegue il Segretario -. Tanta è la strada da fare ancora ma noi siamo pronti per ricominciare a camminare con tutti i compagni di viaggio che avranno voglia di ascoltare e imparare, partecipare e essere felici. Pronti a ricostruire le alleanze nei confronti di chi ha una visione della giustizia sociale vicina alla nostra. Un’occasione per tornare a essere la comunità che tanti ci hanno invidiato e di cui tanti di noi hanno sentito la mancanza”.

Si parte venerdì sera con l’incontro con i nostri amministratori di Comune di Savona, Provincia e Regione che verranno intervistati da Felix Lammardo Direttore editoriale di Savonanews.it. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sul lavoro degli amministratori, sui temi più sentiti e per condividere insieme e raccogliere idee e proposte utili per migliorare il nostro territorio.

Sabato 14, una serata dedicata soprattutto ai giovani. Si parte con incontro dal titolo attuale con l’Anpi provinciale: essere antifascisti oggi. Cosa significa? Si prosegue con una vera e propria tavola rotonda in cui saranno i giovani ad essere protagonisti di un format originale dal titolo “20 anni i pensieri di ieri, quelli di oggi e quelli di domani”. Partendo dai principali fatti avvenuti nel 1998 – quando molti dei giovani presenti nascevano o avevano pochi anni – proviamo a parlare di che cosa sta accadendo intorno a noi e di come vogliamo costruire, insieme, il prossimo domani. Parteciperà anche Mattia Zunino, Segretario nazionale GD.

Domenica 15 alle 21 si parlerà invece di “Lavoro: infrastrutture, porto, imprese per lo sviluppo del nostro territorio”. Si parlerà del porto di Savona con i temi legati a sviluppo economico ed ambiente, dell’area più vasta in cui il capoluogo è inserito e che presenta potenzialità da cogliere soprattutto in termini di nuova occupazione, il necessario collegamento tra area di crisi complessa e politiche infrastrutturali e del protagonismo che la città deve recuperare ma che attualmente il Sindaco di Savona non sta esercitando. Modera l’incontro Matteo Rainisio, editore di IVG.it e partecipano: Monica Giuliano, Presiodente della Provincia e Sindaco di Vado Ligure, Andrea Pasa Segretario generale della Camera del lavoro di Savona e Mariano Rosasco, Ingegnere.

È possibile vedere programma e la brochure completa della festa a questo link https://www.partitodemocraticosavona.it/programma-festa-unita-savona-2018/

Sulla pagina facebook @PDsavona le news e tutti gli aggiornamenti

Il programma del primo fine settimana di Festa

Venerdì 13
19.00 Apertura stand gastronomici
20.30 Ripartiamo dai fondamentali. Incontro con i Consiglieri presenti nelle amministrazioni del Comune di Savona, Provincia di Savona, Regione Liguria.
21.30 Musica con “Studio Nadar” in concerto

Sabato 14
19.00 Apertura stand gastronomici
19.30 – 21.00 Laboratori per i più piccoli
20.30 Essere antifascisti oggi. Confronto. Partecipa l’Anpi provinciale.
21.30 20 anni. I pensieri di ieri, quelli di oggi e quelli di domani. Una chiacchierata ad ampio respiro con i protagonisti di domani.

Domenica 15
19.00 Apertura stand gastronomici
19.30 – 21.00 Laboratori per i più piccoli
21.00 Parliamo di Lavoro: infrastrutture, porto, imprese per lo sviluppo del nostro territorio.

TUTTO IL PROGRAMMA

Buon voto a tutti…

Domenica 4 marzo si vota dalle 7 alle 23.
Porta con te un documento di identità e la tessera elettorale.
Per votare occorre essere maggiorenni. Se hai compiuto 25 anni riceverai due schede, una rosa per la Camera e una gialla per il Senato. Se invece hai meno di 25 anni riceverai solo la scheda per la Camera.
In entrambi i casi vota mettendo SOLTANTO UNA CROCE SUL SIMBOLO PD. Così voterai automaticamente anche per i candidati del collegio!

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Beni culturali, pioggia di risorse per la Liguria

La notizia degli oltre 22 milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza la tutela del patrimonio culturale della Liguria è di eccezionale importanza: sono interessati musei, siti archeologici e strutture del comparto cultura, settore sempre più strategico per lo sviluppo turistico e la creazione di nuovi posti di lavoro.

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Oltre 4 milioni solo per la provincia di Imperia, mentre per Albenga sono previsti 1,2 mln per il nuovo museo archeologico subacqueo destinato nella prestigiosa sede di Palazzo Peloso Cepolla. Siamo ancora una volta riusciti a far arrivare sul nostro territorio importanti risorse.

Area di crisi complessa: il Pd c’è

La firma in Regione da parte del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa è un passaggio fondamentale per il futuro dell’economia savonese e valbormidese.

Qualcuno come la Regione (l’assessore Edoardo Rixi e il presidente Giovanni Toti) sta provando ad accaparrasi meriti non dovuti, contando che il riconoscimento e il via libera per l’area di crisi industriale è arrivato grazie al forte pressing dei parlamentari locali del Pd, grazie al lavoro della Provincia di Savona e del presidente Monica Giuliano, oltre al ruolo decisivo svolto dalle organizzazioni sindacali e al coordinamento tecnico-operativo messo in campo.

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L’arrivo delle risorse per l’area di crisi complessa nel savonese (20 mln di euro) rappresenta un risultato storico e fondamentale per il futuro economico del territorio: il progetto di riconversione economica e ripresa occupazionale può così partire con i bandi e l’individuazione dei soggetti imprenditoriali che andranno ad occupare le aree a disposizione.

Credo che sul fronte della rinascita economica di questa provincia abbiamo fatto il massimo: ora è indispensabile concludere alcuni tavoli di trattativa importanti e delicati, come quello sulla Piaggio Aerospace. Sulle vertenze in atto noi siamo stati presenti, abbiamo parlato e fatto pressioni sulle aziende, abbiamo tentato di trovare soluzioni, altri invece non c’erano…

(Qui è possibile consultare tutta la documentazione).

La sfida è sul territorio, vicino alle persone

La presentazione dei candidati del Pd alle prossime elezioni politiche: “Abbiamo la possibilità di vincere sia il collegio della Camera che quello del Senato, a differenza di altri abbiamo candidati credibili che conoscono il territorio in cui vivono e lavorano. In questi anni il sottoscritto e Anna Giacobbe non abbiamo urlato, non abbiamo fatto proclami irrealizzabili. Basta chiedere ai sindaci di questa provincia, anche non del Pd, se ci hanno visto in questi cinque anni sul loro territorio: hanno ottenuto milioni di euro per sistemare le loro scuole. Basta chiedere anche al Comune di Andora, che non è certo una amministrazione del Pd, se non ha avuto i fondi per sistemare la fortezza, o Albenga che ha visto lo stanziamento di 10 milioni per il nuovo polo scolastico. E poi basta sentire i tanti lavoratori di questo territorio, con il Pd promotore e presente dei tavoli al Ministero, a differenza di altri…”.

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“Nonostante siamo in campagna elettorale, invece di vagheggiare stupidaggini continuiamo a tenere i rapporti con il ministero: mentre altri salgono sui tetti urlando ‘onestà, onestà’ noi cerchiamo di avere dal Mise la data per il prossimo incontro su Piaggio (che sarà il prossimo 15 febbraio). Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo, con impegno, serietà, pacatezza e persone credibili”.

“Ci tengo a ringraziare tutti gli amministratori locali che ci hanno aiutato in questi anni. E’ un grazie convinto, senza retropensieri: questi sindaci, spesso non del Partito Democratico, ci hanno dato una grande mano a legare ciò che facevamo a Roma con il territorio. E in queste ore ho ricevuto proprio dagli amministratori locali che non appartengono al centrosinistra uno sprone a stare tranquilli, perché a differenza di altri abbiamo messo in campo persone ‘speciali’, autorevoli, che conoscono questa provincia e ne capiscono problemi e soluzioni”.

“Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO”

La Camera, con 326 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti, approva la Legge  “Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

Questo provvedimento, atteso da diversi anni, affronta due questioni di grande rilevanza: il tema del consenso informato ai trattamenti sanitari e del modo in cui può essere espresso e revocato, e quello delle disposizioni anticipate di trattamento, le cosiddette DAT, con le quali il dichiarante esprime i propri orientamenti sul “fine vita”, nell’ipotesi in cui in futuro sopravvenga una sua perdita irreversibile della capacità di intendere e di volere.

Con l’approvazione dei miei emendamenti, le DAT dovranno essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potranno poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistata

La proposta di legge in oggetto è un testo equilibrato, che coniuga il principio di autodeterminazione con diritti costituzionali quali il diritto alla vita, la tutela della salute, il rispetto della dignità umana. Era però necessario attribuire al disponente, e con assoluta certezza, le volontà contenute nelle DAT, così come specificare le forme da seguire nel caso in cui lo stesso disponente volesse revocarle in caso di urgenza e emergenza. Insomma autodeterminazione nel rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali, ma nessuna incertezza o ambiguità circa la reale volontà del disponente, senza possibilità di manipolazioni o fraintendimenti.

Questi sono in estrema sintesi i punti cardine della legge approvata dalla Camera.

“Il testo unificato approvato intende tutelare il diritto alla vita, alla salute e alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge.

Il consenso informato è acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano. In qualunque forma sia stato espresso, il consenso dovrà poi essere inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Ogni persona capace di agire può esercitare il diritto al rifiuto in tutto o in parte, di qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può comunque esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali e a fronte di tali richieste e solo queste, il medico non ha obblighi professionali.

Il medico, avvalendosi di mcameraezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può esprimere, attraverso le DAT, le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte”

Per chi volesse approfondire il contenuto dell’intero  Provvedimento ecco il link alla mia pagina web dove potrà trovare il Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera con i collegamenti ai testi ed ai lavori parlamentari.

Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera

Conversione in legge del DECRETO LEGGE IMMIGRAZIONE 13/2017

Conversione in legge del DECRETO LEGGE IMMIGRAZIONE 13/2017
ACCOGLIENZA per i rifugiati e RIMPATRIO per chi non ha diritto
E’ un provvedimento che rafforza efficacemente l’azione del nostro Paese nei confronti di un fenomeno di proporziFVaziooni davvero imponenti, e’ il segno, una volta ancora, di come alle parole questo governo e questa maggioranza fanno seguire i fatti.
Sono tre le ragioni di straordinaria necessita’ ed urgenza che hanno motivato questa azione legislativa: accelerare il riconoscimento della protezione internazionale, snellire le procedure per l’identificazione dei cittadini stranieri e potenziare la rete dei centri di accoglienza, assicurando al Ministero dell’interno le risorse necessarie per garantire la effettivita’ dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
Questo provvedimento secondo noi e’ in grado di realizzare questi obiettivi concentrando gli sforzi per fermare e ridurre i flussi e per una adeguata accoglienza, intesa come sistema e gestione delle strutture, insomma, noi vogliamo accogliere chi scappa da guerre e violenze e rimpatriare chi non ha diritto di restare.
Per questo le norme del Dl Minniti sono necessarie e hanno il nostro pieno sostegno.
Per chi volesse approfondire la questione ecco i link per trovare il video e il testo del mio intervento svolto oggi in Aula alla Camera, nonché le schede di lettura predisposte dal Servizio Studi della Camera dei Deputati

Misure di protezione di minori stranieri non accompagnati

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, a larghissima maggioranza, la legge recante misure di protezione di minori stranieri non accompagnati.

La legge approvata si pone la finalità di definire una disciplina organica e assicurare maggiore omogeneità nell’applicazione delle disposizioni su tutto il territorio nazionale.

Una legge condivisa con ANCI e con tutte le associazioni impegnate in prima linea, che recepisce i principi proclamati nei trattati internazionali a partire dalla convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

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Nel corso del 2016 sono sbarcati sulle nostre coste 25.846 minori stranieri non accompagnati e molti di questi spesso purtroppo sono vittime di tratta (con particolare riferimento alle ragazze) oppure diventano irreperibili o vittime di sfruttamento quando approdano in Europa.

Le norme colpiscono il mercato degli esseri umani e rispondono a ragioni di legalità oltre che umanitarie.

Il provvedimento stabilisce un sistema stabile di protezione, mette ordine alle procedure, fissa regole e assegna risorse.

Siamo il primo Paese europeo ad avere approvato una legge così organica e dobbiamo esserne fieri. Ora servirebbe  una legislazione europea omogenea.

Per chi ha interesse di approfondire il tema e le norme approvate ecco il link al Dossier predisposto dall’Ufficio di Documentazione e Studi del Gruppo del PD della Camera.

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE
Il testo – approvato oggi in prima lettura dalla Camera – nel corso dell’esame in Commissione Giustizia è stato sostanzialmente e ampiamente modificato; consta di due articoli che allegano alle disposizioni di attuazione del codice civile due tabelle che i Giudici dovranno utilizzare come parametri per la liquidazione con valutazione equitativa del danno non patrimoniale.
Si tratta delle cosiddette Tabelle di Milano, oggi adottate dalla gran parte dei Tribunali d’Italia dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha introdotto il principio della necessità di applicare su tutto il territorio nazionale un unico criterio di liquidazione, da ritenersi equo, costituito appunto dalle tali tabelle.
Come affermato in Aula dai dcameraeputati del Partito Democratico, il provvedimento è da considerarsi, quindi, un passo avanti importante, soprattutto se associato al disegno di legge “concorrenza”, attualmente all’esame del Senato, che interviene in materia di risarcimento dei danni da incidenti stradali, al fine di garantire, in forza degli stessi principi, la parità di trattamento su tutto il territorio nazionale dei cittadini vittime di tali tipologie di danni non patrimoniali.
Ecco il Dossier predisposto dall’Ufficio Documentazioni e Studi del Gruppo del PD della Camera dove potrete trovare i link al testo approvato e a quanto necessario per approfondirne l’esame.

Congresso Nazionale del PD

Congresso Nazionale del PD.

Congresso

Con Renzi “Avanti, insieme”
Ecco un mio contributo alla discussione

Carissimi,
tra pochi giorni saremo chiamati a decidere chi dovrà essere il nostro segretario nazionale e quindi il nostro candidato premier alle prossime elezioni politiche. Si tratta di una scelta importante. Una scelta da prendere con il cuore e con la ragione.

In questi ultimi 3 anni abbiamo fatto come PD molte cose buone e altre meno buone, abbiamo commesso errori, anche sotto il profilo organizzativo, ma rappresentiamo tuttora l’unica forza politica capace di parlare a tutto il Paese .

Dobbiamo essere orgogliosi dei molti provvedimenti che sono stati approvati dal Parlamento e che hanno caratterizzato positivamente l’azione del governo Renzi; grazie all’impegno del Partito Democratico siamo riusciti ad approvare leggi moderne che il nostro Paese aspettava da troppi anni.

Le “Unioni Civili”, il “Dopo di Noi” così come lo “Spreco Alimentare” sono leggi che hanno colmato vuoti e gravi ritardi del nostro Paese. In tema di Giustizia, l’inasprimento dei reati contro la Pubblica Amministrazione, il rafforzamento dei poteri dell’Autorità Anticorruzione, l’istituzione del reato di voto di scambio politico mafioso e di autoriciclaggio e il ripristino del reato di falso in bilancio dimostrano come il PD abbia fatto una battaglia al crimine ed alla corruzione vera e forte; sono anni che questi temi riempiono le pagine dei nostri programmi elettorali, ora sono semplicemente realtà.

Purtroppo, non sempre siamo riusciti a comunicarne il contenuto di innovazione, la loro capacità di coniugare l’attenzione nei confronti delle persone più fragili e le esigenze di un mondo che cambia sempre più velocemente; non sempre siamo riusciti a vincere le diffidenze e ad aprire un confronto con chi ci criticava; le persone, e anche tanti iscritti, ci hanno a volte sentiti lontani.

Allo stesso tempo è giusto però ricordare a noi stessi che non siamo al governo con un monocolore PD e che abbiamo compagni di viaggio ereditati dalla mancata vittoria del 2013, e con cui quotidianamente dobbiamo mediare per senso di responsabilità nei confronti del Paese.

Non dobbiamo scagliarci contro chi ha deciso di abbandonare il PD né, tanto meno, contro i candidati alla segreteria nazionale che non sosterremo. Il congresso è una opportunità meravigliosa di confronto.

In questo delicato momento storico, dove movimenti e partiti populisti e le destre trovano facile consenso con l’intolleranza e il discredito, noi dobbiamo unire le ragioni del cuore e quelle della mente.

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di portare avanti quel progetto politico che ha saputo dare una scossa ad una Italia senza speranza e che invece è stata rimessa in moto – certo non alla velocità che tutti noi avremmo desiderato – grazie al PD e all’azione del Governo Renzi.

Sono profondamente convinto che Matteo Renzi abbia tutte le capacità e la forza per proporre agli iscritti, al partito e ai cittadini italiani un progetto inclusivo, aperto e capace di modernizzare l’Italia senza lasciare indietro nessuno.

Il PD è nato per essere un partito a vocazione maggioritaria, in grado di rappresentare le giovani generazioni, così come i lavoratori, i pensionati, i professionisti, e le persone più fragili della nostra società. Con Matteo Renzi possiamo intraprendere questo cammino con rinnovata motivazione. Tutti insieme e solo in questo modo potremo darci una chance di vittoria alle elezioni politiche del 2018.

Dobbiamo essere consapevoli che la sconfitta al referendum costituzionale ha aperto una nuova e più complessa fase politica.

Questo deve rafforzare la nostra convinzione e il nostro sostegno a Matteo Renzi: vogliamo “cucire” questo Paese dalle tante disuguaglianze, rimetterci in sintonia con le persone a partire da chi è rimasto indietro, dare forza e voce alle idee degli iscritti e dei militanti che rendono unico il nostro partito.

Non stiamo cercando una nuova identità del PD. La nostra identità è quella nata nel 2007 al Lingotto di Veltroni. Una Comunità che si riconosce nelle parole di Martina, Fassino e Luigi Berlinguer pronunciate domenica ancora una volta al Lingotto ‘17: “costruiamo insieme una proposta che profumi di futuro e che sta nel mondo che cambia”.

E’ proprio da lì che ripartiremo insieme, perché non vogliamo certo chiedervi una fiducia in bianco.

Serve un partito inclusivo e in sintonia con le sfide del nostro tempo, essere comunità è indispensabile, ma non esiste un “noi” senza un “io”, senza il mettersi in gioco, senza assumersi in proprio le responsabilità del cambiamento.

Serve il vostro punto di vista, anche la critica costruttiva, sulle sfide che ci aspettano in materia di lavoro, immigrazione, diritti, cultura, giustizia, welfare; vogliamo sapere cosa ne pensate del PD e della forma partito migliore per cogliere le opportunità e vincere le sfide che ci attendono.

La prima alleanza da fare è con i milioni di cittadini che credono in noi e con quell’Italia che ha paura e soffre: “Ripartire Insieme”, con tutti loro, è la parola d’ordine per il PD.
Matteo Renzi è la persona giusta per proseguire sulla strada della modernizzazione del Paese, diamogli una mano a farlo! Tutti insieme!

Mozione Renzi

CONTRASTO ALLA POVERTÀ – REDDITO DI INCLUSIONE

CONTRASTO ALLA POVERTÀ – REDDITO DI INCLUSIONE
E’ Legge: una scelta storica
Enormi differenze rispetto al reddito di Cittadinanza del M5S

Il Senato ha approvato, secameranza modifiche rispetto al testo votato alla Camera, il ddl del Governo per il contrasto alla povertà, che introduce il reddito di inclusione. Arriva il Reddito di Inclusione. Dopo anni di tagli ai fondi destinati al sociale, ora si inverte la rotta.
“Saranno sostenute inizialmente le famiglie con minori, le persone disabili e i cinquantenni rimasti senza lavoro ma, attraverso graduale aumento degli stanziamenti, la nuova misura vuole arrivare a difendere tutti coloro che si trovano in una situazione di povertà assoluta -molti, troppi – attraverso un contributo economico e servizi alla persona. Nessun assistenzialismo, ma risposte concrete per ridurre le diseguaglianze, un modo moderno, efficiente e davvero utile di concepire il welfare europeo”.
La legge delega prevede la creazione di un reddito di inclusione di contrasto alla povertà assoluta, una misura basata sia su trattamenti economici, sia sull’azione della rete dei servizi sociali. Non una misura assistenzialistica, ma un approccio che ha come obiettivo la dignità delle persone.
Si tratta della prima forma strutturale di reddito di inclusione per la popolazione in età lavorativa che non abbia mezzi per condurre un livello di vita dignitoso, non sperimentale o limitata a qualche zona, di carattere universale ed, ovviamente, sottoposta alla prova dei mezzi; cioè è rivolta a tutti coloro che si trovano sotto una determinata soglia di reddito.
La soglia individuata è quella della c.d. povertà assoluta, definita come l’impossibilità di disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.
Un giorno storico “la prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà”

LE DIFFERENZE TRA REDDITO DI INCLUSIONE E LA PROPOSTA DEL M5S
Il “ddl povertà” approvato oggi delinea una misura universale di contrasto alla povertà, denominata Reddito di inclusione (Rei): si tratta di una misura di reddito minimo assegnata ai nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta, ovvero quelle famiglie che non sono in grado di acquistare quel minimo di beni necessari a condurre una vita dignitosa. Si compone di un trasferimento economico subordinato all’accettazione da parte dei destinatari di un progetto personalizzato che deve prevedere alcuni obblighi (ricerca impiego, formazione, frequenza scolastica per i minori). La proposta di legge del M5S, impropriamente definita “Reddito di cittadinanza”, è in realtà una proposta di legge di reddito minimo, simile nel funzionamento all’impianto del nostro Reddito di inclusione. Differisce profondamente per la soglia di reddito al di sotto della quale è concessa la misura e per l’entità del trasferimento, essendo individuata a contrasto non della povertà assoluta, ma del rischio di povertà. Tale scelta non è condivisibile, non tanto per la necessità di uno stanziamento ingente di risorse, ma perché incline a far scattare la c.d. “trappola della povertà”, vale a dire la maggior convenienza per le persone a ricevere il sussidio (come detto molto alto nella proposta del Movimento Cinque Stelle, anche per effetto di moltiplicatori che sovrastimano la presenza di più componenti nel nucleo familiare) piuttosto che attivarsi alla ricerca di un lavoro.

LE DIFFERENZE TRA REDDITO MINIMO E REDDITO DI CITTADINANZA
Reddito minimo: è una prestazione monetaria erogata solo ai bisognosi, sulla base di una prova dei mezzi. L’importo è differenziato a seconda delle risorse dell’individuo, per il raggiungimento di un reddito “soglia” che deve essere garantito a tutti. Spetta dunque solo a coloro che si trovano sotto questa soglia. Il reddito minimo d’inserimento è uguale al reddito minimo ma prevede in più che sia condizionato all’accettazione di progetti di inserimento socio-lavorativo per i beneficiari (è il caso del nostro Reddito di Inclusione).
In varie forme e declinazioni, è presente da anni in tutti i paesi europei tranne Italia e Grecia. Da oggi anche in Italia (in Grecia è in via di approvazione).
Reddito di cittadinanza: è un reddito di base elargito dalla comunità a tutti i suoi membri su base individuale, senza prova dei mezzi o richiesta di lavoro. L’importo è uguale per tutti, a prescindere dal reddito.
Non esistono esempi concreti di applicazione in nessun paese del mondo (tranne un esempio limitato in Alaska e una sperimentazione molto limitata in Finlandia).

Per chi volesse approfondire il provvedimento approvato ecco il relativo dossier predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo del PD alla Camera.

Dossier 165 del 14 luglio 2016

Responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie

LA LEGGE SULLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE MEDICA: la Camera approva in via definitiva.

Un traguardo epocale per tutta la sanità.Il testo approvato è incentrato su un solido equilibrio che contempera il diritto dei medici e dei sanitari di poter svolgere al meglio il loro lavoro con quello dei pazienti di vedersi tempestivamente risarciti in caso di errori.

Una legge a cui ho lavorato molto in Commissione, come relatore, e poi in Aula insieme ai colleghi della Commissione Affari Sociali e primi fra tutti con l’amico e collega Federico Gelli.

I cittadini da oggi saranno maggiormente tutelati.

Garanzia di maggiore trasparenza da parte degli ospedali e delle strutture sanitarie, tempi più stringenti per poter ottenere la propria documentazione clinica e l’istituzione di un fondo ad hoc per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria.

La responsabilità civile, dopo anni di dibattiti e polemiche, così come in tutti le più moderne legislazioni straniere, diventerà di natura extracontrattuale per gli esercenti la professione sanitaria.

I pazienti, fermo restando la possibilità di agire contro il professionista, potranno indirizzare le loro richieste risarcitorie verso il soggetto ‘più forte’, ossia gli ospedali o le strutture sanitarie senza dover provare la colpa del medico, deducendo solo il danno ed il nesso causale con l’intervento sanitario.

Poiché l’assicurazione diverrà obbligatoria per ospedali e liberi professionisti, i cittadini avranno inoltre la possibilità di esercitare un’azione diretta nei confronti delle compagnie assicuratrici.

Questa è una grande conquista sia per ciò che attiene ai tempi, sia per quanto riguarda la certezza di vedersi risarciti dai danni subiti.

cameraPoiché l’assicurazione diverrà obbligatoria per ospedali e liberi professionisti, i cittadini avranno inoltre la possibilità di esercitare un’azione diretta nei confronti delle compagnie assicuratrici.

Questa è una grande conquista sia per ciò che attiene ai tempi, sia per quanto riguarda la certezza di vedersi risarciti dai danni subiti.

Per i professionisti, in sede penale, è esclusa la punibilità (quando l’evento si sia verificato per imperizia) se seguiranno le buone pratiche e le linee guida legittimamente adottate..

Abbiamo restituito la serenità agli operatori medici e sanitari di svolgere la propria professione; essi non avranno più paura di subire azioni civili e penali , senza sapere cosa avrebbero dovuto fare e come potersi difendere.

La professione medica è delicata e complessa ed è interesse di tutti che i professionisti, i chirurghi ed i sanitari possano svolgerla con serenità.

In questo modo riusciremo a dare risposta al problema del fenomeno della medicina difensiva che ha comportato in questi anni un ingente dispendio di risorse per il Sistema sanitario nazionale e soprattutto un danno diretto e pesante per i pazienti che invece di essere curati ed operati tempestivamente erano costretti a peregrinare e subire esami e diagnostiche inutili solo al fine di dare copertura e serenità giuridica agli operatori sanitari.

 

 

Riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza

mercoledì 1 febbraio 2017

Camera: via libera a ddl riforma crisi di impresa e insolvenza Un importante riforma che mette il Paese al passo dei tempi Superata vecchia concezione di fallimenti e insolvenza

L’Aula della Camera approva in prima lettura il disegno di legge Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza (C. 3671-bis-A).
Il provvedimento consente di abbandonare la tradizionale espressione “fallimento” (come già avviene in Francia, Germania e Spagna) che si accompagna spesso alla stigmatizzazione sociale e al discredito anche personale conseguente all’esito imprenditoriale sfortunato e di sostituirla con una semplificata procedura di liquidazione giudiziale dei beni, con una possibile soluzione concordataria.

FVazio

“Oggi approviamo una legge efficace in grado di dare risposte chiare in materia di crisi d’impresa e insolvenza; è un altro tassello per adeguare il Paese alle sfide che lo attendono. Il ddl che approviamo oggi è un nuovo tassello nel percorso delle riforme varate fin qui in materia di giustizia civile e penale reso necessario dal fatto che l’attuale impianto normativo non risponde più ai bisogni sociali ed economici del Paese”. Lo ha detto Franco Vazio, deputato del Pd componente della commissione Giustizia durante la dichiarazione di voto al ddl di riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

“In questa legislatura abbiamo discusso ed approvato riforme di straordinaria importanza sia in campo civile che in campo penale – prosegue Vazio – di cui si discuteva da anni. L’attuale normativa in materia di fallimenti risale al 1942 e non risponde ai bisogni attuali del sistema economico e sociale del Paese. Abbiamo tenuto conto della necessità di non decretare la morte civile dell’imprenditore che venisse colpito da una crisi, ma nello stesso tempo dovevamo tutelare il giusto interesse dei creditori ad essere soddisfatti delle loro pretese nei tempi più rapidi possibili. Oggi votiamo una legge di delega al Governo completa, organica e davvero efficace in grado di affrontare e risolvere positivamente le crisi d’impresa e dell’insolvenza abbandonando il concetto di fallito e fallimento. Con questa riforma abbiamo scelto un approccio innovativo, anche lessicale, per esprimere una nuova cultura per superare l’insolvenza vista come evenienza fisiologica nella vita di un’impresa da prevenire, eventualmente da regolare, ma da non coprire con pubblico e manifesto discredito”.

“Oggi votiamo un provvedimento fondamentale – ha proseguito Vazio – per adeguare il nostro Paese alle sfide che lo attendono così come già accaduto molte volte in questa legislatura: quando votammo la legge delega sul processo civile e sul processo penale, la modifica al 416 ter del c.p. sul voto di scambio politico mafioso, i tanti provvedimenti ispirati al rigore e all’equità per colpire le condotte illecite come la corruzione ed il riciclaggio. Così come accadde anche quando si approvò il testo di legge per disciplinare le unioni civili e il divorzio breve. Ebbene anche oggi vogliamo dire che non si vive solo di una narrazione fatta di parole vuote e di polemiche inutili. Per l’ennesima volta in questa legislatura dimostriamo con i fatti che questo Parlamento lavora seriamente per risolvere i problemi e riformare l’Italia e che alle parole noi contrapponiamo riforme attese da decenni”.

Scheda della proposta

 

 

CONTRASTO ALLA POVERTA’

CONTRASTO ALLA POVERTA’

La Camera ha approvato il ddl del Governo per il contrasto alla poverta’, che introduce il reddito di inclusione. Il provvedimento passa ora al Senato.

I si’ sono stati 221 (i gruppi di maggioranza), i no 22 (Si) e gli astenuti 63 (M5s, Fi, Lega e Fdi)

Arriva il Reddito di Inclusione. Dopo anni di tagli ai fondi destinati al sociale, ora si inverte la rotta.

“Saranno sostenute inizialmente le famiglie con minori, le persone disabili e i cinquantenni rimasti senza lavoro ma, attraverso graduale aumento degli stanziamenti, la nuova misura vuole arrivare a difendere tutti coloro che si trovano in una situazione di povertà assoluta -molti, troppi – attraverso un contributo economico e servizi alla persona. Nessun assistenzialismo, ma risposte concrete per ridurre le diseguaglianze, un modo moderno, efficiente e davvero utile di concepire il welfare europeo”.

buonascuola

La legge delega prevede la creazione di un reddito di inclusione di contrasto alla povertà assoluta, una misura basata sia su trattamenti economici, sia sull’azione della rete dei servizi sociali. Non una misura assistenzialistica, ma un approccio che ha come obiettivo la dignità delle persone.

Si tratta della prima forma strutturale di reddito di inclusione per la popolazione in età lavorativa che non abbia mezzi per condurre un livello di vita dignitoso, non sperimentale o limitata a qualche zona, di carattere universale ed, ovviamente, sottoposta alla prova dei mezzi; cioè è rivolta a tutti coloro che si trovano sotto una determinata soglia di reddito.

La soglia individuata è quella della c.d. povertà assoluta, definita come l’impossibilità di disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.

Un giorno storico per il quale il Presidente Renzi ha giustamente affermato “come “la prima misura organica della storia repubblicana contro la poverta”

Per chi volesse approfondire il provvedimento approvato ecco il relativo dossier predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo del PD alla Camera.

Dossier 165-2016

 

Reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali

cameraDICHIARAZIONE DI VOTO A.C. 3169

Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali

Sig. Presidente, Membri del Governo, Onorevoli Colleghi Ogni anno si verificano sulle nostre strade più di 175.00 incidenti (181.000 nel 2013 – 177.000 nel 2014); incidenti dove perdono la vita oltre 3.300 persone e dove si soccorrono oltre 250.000 feriti.
Un terzo delle vittime muore per colpa di chi decide di mettersi alla guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e a causa di gravi distrazioni.
Oltre il 40% delle vittime sono ragazzi.
Questi sono i numeri di una guerra silenziosa, che ogni giorno nel nostro Paese porta dolore e sofferenza nelle case di tante famiglie.

Il nostro ruolo di legislatori ci impone di non voltare la faccia dall’altra parte, è giunto il momento di dire con determinazione che la irresponsabilità non è tollerabile quando si mette a rischio la vita di persone innocenti.

Quello che votiamo oggi, nero su bianco, è che bisogna guidare con coscienza e prudenza.
Chi si assume la responsabilità di fare il contrario, non potrà cavarsela con una pacca sulla spalla e tornare a casa con la propria auto.

L’entità delle pene e il rigore delle norme processuali previste con la legge che oggi vogliamo approvare hanno proprio questo significato.
Noi sappiamo che la pena, oltre ad avere in se anche una finalità rieducativa, ha preminenti funzioni deterrenti e retributive, proporzionate alla gravità della condotta e alle sue conseguenze.
La Giustizia ha come orizzonte anche il grado di disapprovazione sociale per il reato punito: insomma deve comminare una sanzione giusta ed adeguata a chi ha commesso reati gravi che hanno turbato la coscienza collettiva, con l’effetto che la pena possa essere anche deterrente e dissuasiva rispetto a tali condotte.

La percezione comune è invece quella che la pena per tali reati risulta inadeguata, talmente esigua al punto che la Giurisprudenza, ha tentato di reinterpretare le condotte e ricondurle nel solco del dolo eventuale e quindi dell’omicidio volontario.
Tali tentativi però, come era prevedibile, sono naufragati innanzi alla Corte di Cassazione che ha ricordato a tutti che il dolo eventuale ricorre solo quando il reo abbia accettato il rischio che si realizzi in concreto un evento diverso, direttamente non voluto: cosa che nei reati di cui stiamo parlando non esiste o è praticamente impossibile da provare.
Il numero degli incidenti, dei feriti e dei morti, la superficialità e il senso di irresponsabilità con la quale troppi si mettono alla guida dei veicoli e che innegabilmente sono causa della grande parte dei sinistri, richiedeva un segnale forte.

Questa legge invia un messaggio chiaro: non è un esempio da imitare, non è alla moda, bere e lanciarsi in auto a pazza velocità: da oggi chi lo farà, causando incidenti e morti, ne pagherà care le conseguenze.
Per questi motivi il reato doveva trovare una sua autonoma configurazione e le pene un deciso aggravamento.

Le vite innocenti spezzate da pirati della strada, che ubriachi confondono le strade con un circuito di Formula Uno, ci ricordano che a chi muore non viene data una prova di appello, non è concessa la possibilità di rialzarsi e tornare a casa dai propri cari.

Con la legge che oggi intendiamo approvare, in caso di omicidio, chi si metterà alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe sarà punito da 8 a 12 anni di carcere e se a morire saranno più persone, la pena potrà arrivare sino a 18 anni.
Si sconterà una pena da 5 a 10 anni di carcere, in caso di morte provocata a causa di sorpassi in curva, di passaggio con il rosso o guida contromano.
Chi ometterà di prestare i soccorsi e si darà alla fuga vedrà la sua pena aumentata da ⅓ a ⅔.
Se a commettere il reato sarà una persona senza patente, con patente sospesa o revocata, le pene saranno aumentate.
Saranno raddoppiati i termini di prescrizione del reato e sarà possibile per il PM adottare oralmente e coattivamente il prelievo di campioni biologici.

Chi uccide quando è alla guida ubriaco, sotto l’effetto di droghe non potrà quindi godere della sospensione condizionale della pena e per lui sarà impossibile sperare nella prescrizione del reato.

Ma allo stesso tempo, è una legge che sa graduare le pene in ragione delle conseguenze e dei comportamenti.
In caso di omicidio colposo non aggravato e di lesioni le pene saranno più miti, ma non irrilevanti.

Questi comportamenti criminali devono essere combattuti anche con la prevenzione e la legge ha certamente un forte contenuto di deterrenza quando disciplina la revoca, il ritiro della patente e termini molto più lunghi per ottenere un nuovo permesso di guida.
Nei casi più gravi, chi uccide non potrà dopo poco tempo tornare alla guida della propria auto: dovranno passare almeno 15 anni che diventeranno 30 nel caso di fuga o di omissione di soccorso.

Votiamo una norma di civiltà, un patto di convivenza tra cittadini a cui si chiede, anche in questo ambito, di rispettare le regole.
Questa legge, al pari di altre che abbiamo recentemente approvato, ci riallinea alle più moderne e severe legislazioni in vigore in altri Paesi che, come noi, hanno da un lato ritenuto necessario prevedere un reato specifico di omicidio stradale e dall’altro hanno previsto pene elevate adeguate alla gravità del reato commesso.
La Francia sanziona le ipotesi gravi di omicidio con una pena base di 10 anni di carcere.
Il Regno Unito sanziona l’omicidio stradale con pene sino a 14 anni di carcere.
Gli Stati Uniti, pur nella diversità e nell’autonomia della legislazione dei singoli Stati, prevedono pene che arrivano a 20 anni e talvolta a 30 anni di carcere.

Pertanto la risposta italiana non costituisce un esempio isolato di rigore e di severità.

Durante i vari passaggi parlamentari della legge abbiamo assistito a discussioni in punta di diritto, ascoltato dissertazioni e distinguo che non tengono conto della dimensione e della gravità del fenomeno.

FI, durante il dibattito, ha testualmente citato in questa aula il caso “della sfortuna di una mamma” che, per la fretta di andare a prendere il figlio a scuola, uccide perché passa con il rosso o perché fa un sorpasso azzardato: questa non è sfortuna, onorevoli colleghi, è incoscienza.

Il M5S ha sostenuto che non era necessario istituire un reato specifico.
Il Parlamento decise anni fa (D.L. 23 maggio 2008 n. 92 convertito con L. 24 luglio 2008 n.125) un aggravamento delle pene dell’art. 589 c.p., del reato di omicidio colposo, quando esso fosse stato commesso in stato di ubriachezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: i risultati sono sotto i nostri occhi, assolutamente deludenti.
Ci sono giuristi e magistrati in prima linea come Valter Giovannini, Procuratore aggiunto della Procura di Bologna, che da tempo chiedono al Parlamento di “creare una nuova fattispecie penale..” perché ciò avrebbe aumentato “…di molto, l’impatto mediatico che oggettivamente l’aggravante” non aveva avuto.

Il M5S ritiene inoltre che sia una bizzarra discriminazione la previsione di una pena più grave per il caso di omicidio per mano di un ubriaco rispetto al caso di omicidio dovuto al comportamento distratto del guidatore.
Forse bisognerebbe rispolverare i manuali di diritto penale: diverso è il grado della colpa, diversa è l’entità della pena.

Il M5S e Forza Italia vorrebbero assumersi la responsabilità di governare il Paese, ma di fronte a scelte come questa spesso decidono di rinviare.

Favorevoli si, ma non oggi.

Così come è avvenuto recentemente per le leggi anticorruzione, il voto di scambio elettorale politico mafioso e l’antiterrorismo dove hanno votato contro o si sono astenuti.

Favorevoli si, ma non oggi.

Il Partito Democratico non si sottrae alla proprie responsabilità nei confronti del Paese.

L’omicidio stradale sarà legge.
Il Parlamento è sovrano, ma non approvare la legge in via definitiva oggi, dopo mesi di discussione, è stato un errore.

La legge che approviamo oggi rappresenta un segnale fortissimo della politica nei confronti di chi, incredibilmente, continua ad ignorare le più elementari regole di prudenza e rispetto verso il prossimo.

Questa legge rende onore alle battaglie delle associazioni e delle famiglie che sulla strada hanno perso i loro cari.
Essi non hanno mai chiesto vendetta, ma giustizia e pene esemplari che potessero rappresentare anche un deterrente.
Certo non potremo restituire la vita a quanti sono morti sulla strada, ma votando questa legge forse potremo evitare altre lacrime e sofferenza.

Per tutte queste ragioni, annuncio il voto favorevole e convinto del Partito Democratico.

Franco Vazio
Partito Democratico

Video ufficiale della Camera dei Deputti  – Intervento in aula

La Camera ieri ha approvato La legge annuale per il Mercato e la Concorrenza

cameraQuesto è il primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l’apertura dei mercati presentato dalla data di entrata in vigore della legge n. 99 del 23 luglio 2009.

Si tratta, nel complesso, di misure estremamente importanti per il Paese, perché la concorrenza è un fattore essenziale per la crescita: mercati aperti e concorrenziali accrescono l’efficienza del sistema economico, aumentano la competitività delle imprese attraverso la riduzione del prezzo dei servizi e dei costi di produzione e al tempo stesso offrono ai consumatori una scelta più ampia di prodotti e servizi di migliore qualità e a prezzi più competitivi. 

Sono particolarmente soddisfatto perché i miei emendamenti sono stati tutti accolti.

Un testo equilibrato che garantirà i principi della concorrenza e della competitività senza gravare sui diritti dei cittadini, degli artigiani e delle professioni.

Come al solito per chi vorrà, potrà trovare utili approfondimenti sul Dossier Concorrenza elaborato dall’Ufficio Studi della Camera e sotto allegato

 

DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI ENTI TERRITORIALI

buonascuola

 

 

 

 

DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI ENTI TERRITORIALI

Un vasto e articolato pacchetto di misure che incide su diversi settori di interesse per i territori. È quanto contiene il decreto-legge n. 78 sugli enti territoriali, che la Camera ha approvato in via definitiva.
Si va dall’alleggerimento del Patto di stabilità interno, all’assegnazione di 530 milioni ai Comuni, a misure in materia di personale delle Province e di servizi per l’impiego. Si va da disposizioni per accelerare la ricostruzione delle aree terremotate abruzzesi ed emiliane, al sostegno di altre zone colpite da calamità naturali.
Per chi volesse approfondire i temi del provvedimento approvato ecco come al solito il relativo dossier elaborato dal Servizio studi della Camera del Gruppo del PD.

 Il testo del Dossier n.100 relativo ai contenuti più rilevanti del decreto legge.

A TGcom24 ho spiegato perché noi cambieremo l’Italia e la Liguria.

A TGcom24 ho spiegato perché noi cambieremo l’Italia e la Liguria.
Non bastano solo le parole, contano i fatti.

Il PD ha voluto ed approvato
– il reato di autoriciclaggio
– la legge Anticorruzione
Il M5S e Forza Italia sempre contrari.
La Lega in fuga, sempre astenuta.

Ed ancora, come avevamo promesso, è legge il reato di voto di scambio politico mafioso (416 ter) e i delitti contro l’ambiente: fatti, non parole.

E poi come si fa a votare il candidato del Centrodestra Toti che non sa che Novi Ligure non è in Liguria, ma in Piemonte, uno che ha disertato tutti i confronti con gli altri candidati perché terrorizzato dalle domande a cui non sa rispondere?

Abbiamo bisogno di un Presidente come Lella Paita, determinata, capace e che conosce bene la Liguria.

Per chi lo desidera ecco il video del dibattito su TGcom24IMG_6682