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Rassegna Stampa

Piaggio Aero, Paita-Vazio (Pd): “Dal governo capolavoro al contrario”

(LaPresse) – “Sulla vicenda Piaggio Vella ha ragione: bisogna dare atto che su questa vicenda il governo gialloverde ha compiuto un vero e proprio capolavoro. Ha tenuto fermo per un anno il finanziamento di 766 milioni messo a disposizione dal governo Gentiloni per il drone”.

Lo dichiarano Raffaella Paita e Franco Vazio, deputati del Partito democratico, a proposito della crisi di Piaggio Aero.

“Poi – continuano – ha parlato di una cifra assai più ridotta: 250 milioni. Poi ancora di 150 milioni, e infine (forse) di dirottare il finanziamento sul collaudato e apprezzato P180 per rinnovare la flotta di Forze Armate e Protezione Civile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuna decisione, fuga dei tecnici migliori, cassa integrazione per 500 lavoratori”.

“E si teme che sia solo l’inizio. Un vero capolavoro – proseguono i deputati Dem -. Chiederemo al governo di riferire subito al Parlamento le sue decisioni e ci batteremo per dare un futuro a una eccellenza industriale italiana”.

“Questo quadro drammatico raffigura bene la distanza siderale tra le promesse fatte durante la campagna elettorale e l’incapacità nonché il totale disinteresse per il destino di un’azienda e di migliaia di famiglie liguri” concludono.

Decreto Dignità: danno per le imprese e per il lavoro

Grazie a Di Maio e Salvini si sentono gli effetti del Governo del Cambiamento

Indagine Federmeccanica su effetto per lavoratori a tempo (ANSA) – ROMA, 5 DIC – “Con riferimento al Decreto Dignità, il 30% delle imprese” del settore metalmeccanico “non rinnovera’, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere”.

Lo afferma Federmeccanica nel comunicato relativo alla sua Indagine congiunturale sull’Industria Metalmeccanica. (ANSA)

Per associazione e’ effetto circolare su decreto (ANSA) – ROMA, 5 DIC – Sono circa 53.000 le persone che dal 1 gennaio 2019 non potranno essere riavviate al lavoro dalle Agenzie per il Lavoro perche’ raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato. E’ l’effetto della circolare del Ministero del 31 ottobre che ha considerato compresi nelle nuove misure anche i lavoratori con contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Dignita’.

Lo si legge in una nota di Assolavoro che parla di “stima prudenziale”. (ANSA).

Fondi Lega, ora Salvini restituisca soldi a italiani

(ANSA) – ROMA, 30 NOV – “Sui fondi alla Lega la giustizia ha detto basta”. Lo dichiara Franco Vazio, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle motivazioni sulla sentenza relativa ai fondi della Lega, nella quale la Cassazione ha stabilito la legittimita’ dei sequestri anche delle somme di provenienza lecita.

“La Cassazione – spiega – ha stabilito che si puo’ – anzi si deve – procedere al sequestro e alla confisca di tutti i fondi posseduti dalla Lega, comunque ricevuti e detenuti. Gli italiani, dunque, sono stati ‘truffati’ dalla Lega, i soldi sono spariti. Viene autorevolmente affermato che tutti – Salvini, Giorgetti e Maroni compresi – sapevano e spendevano. Ma nessuno si pone il problema di restituirli”.

“Anzi il segretario e ministro degli Interni finora ha fatto di tutto per resistere e non restituire nulla. Dopo le motivazioni della Cassazione non ha piu’ alibi. Visto che per lui vengono sempre prima gli italiani, restituisca loro i soldi che la Lega ha sottratto. Altrimenti, dovremmo concludere che isoldi della Lega vengono prima di tutto”, conclude.

La Lega ammette colpe su norma “salva-banche”

(ANSA) – ROMA, 14 NOV – “L’intenzione manifestata dalla Lega di correggere la norma salva banche e’ una chiara ammissione di colpa”. Lo dichiara Franco vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole del sottosegretario al Mef Bitonci sulla legge di Bilancio.

“Se gli esponenti della maggioranza – spiega – dicono di voler presentare un emendamento ‘per mantenere il contenzioso nei confronti della Consob e delle Banche’, e’ solo perche’ sono stati colti con le mani nella marmellata. Dicevano di difendere i risparmiatori, ma in realta’ condonavano e coprivano vergognosamente Banche, Enti di Vigilanza e chi aveva truffato i risparmiatori”.

“Avevamo ragione a dire che Di Maio mentiva sapendo di mentire quando sosteneva l’esatto contrario. Vedremo a quale ‘manina’ si appellera’ ora il Vice premier grillino e soprattutto vedremo se sara’ presentato dalla Lega un emendamento per cancellare questa vergogna. Per il momento i risparmiatori gia’ depredati una volta, in forza della legge di Bilancio, subiranno una nuova fregatura: piu’ grave anche perche’ ad opera del Governo”, conclude.(ANSA).

Ferrovie: Vazio (Pd), Toninelli incauto e spregiudicato

(ANSA) – ROMA, 20 SET – “Che Toninelli fosse incapace a gestire il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti era noto. Ora pero’ dimostra di essere anche incauto e addirittura spregiudicato”.

Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della vicenda della nomina dell’avvocato Francesco Cavallo a consigliere di amministrazione delle Ferrovie Apulo Lucane.

“Ai primi di settembre – spiega – Toninelli ha nominato nella commissione ispettiva del MIT l’ing. Bruno Santoro, poi indagato dalla Procura di Genova per il crollo del Ponte Morandi. Poi e’ stata la volta di Gaetano Intrieri, risultato condannato con sentenza definitiva per Bancarotta Fraudolenta. Oggi e’ la volta dell’avv. Francesco Cavallo, nominato da Toninelli nel Cda delle Ferrovie Apulo Lucane, rimasto in carica giusto qualche ora: infatti, risultato imputato addirittura in un processo su finte associazioni antiracket, Cavallo ha gia’ annunciato la propria rinuncia. Ora resta da capire quali siano i criteri utilizzati dal ministro nella scelta delle persone da nominare. L’esito delle sue nomine ci pone davanti a un’alternativa secca: o Toninelli viola in modo consapevole il codice etico dei 5 Stelle, scegliendo figure del tutto incompatibili con esso; oppure e’ cosi’ sprovveduto e superficiale da dimenticare un passaggio elementare come la verifica del casellario giudiziario delle condanne definitive e anche di una semplice rassegna stampa”.

“Nonostante i proclami quotidiani e i toni saccenti, Toninelli non ha ancora fatto nulla per Genova. Ora si e’ scoperto che le uniche cose che ha fatto, ovvero le nomine, non potevano essere piu’ disastrose. E’ il tragico emblema di questo governo: sotto la demagogia, niente”, conclude. (ANSA).

Crollo ponte Morandi, Vazio (Pd): “Toninelli è in confusione o in malafede”

LE DICHIARAZIONI DELLE AGENZIE DI STAMPA

“Toninelli sta prendendo in giro Genova e i genovesi. Ieri si è permesso di non dire nulla di preciso e oggi dimostra di essere in malafede o in totale confusione. O, forse, più probabilmente entrambe le cose. Oggi dice che deve essere Autostrade a pagare, mentre ieri non aveva accennato a questo non piccolo dettaglio. Quale deve essere quindi il ruolo pensato per CDP e Fincantieri? Quali passi Toninelli intende compiere verso Autostrade qualora debba limitarsi a finanziare l’opera?”

“Inoltre è grave che Toninelli si muova in una direzione diversa rispetto alle autorità locali. La correzione di rotta di questa mattina è tutt’altro che rassicurante, e la dice lunga sulla confusione che regna nell’esecutivo e che uccide le speranze di ricostruzione della Liguria”.

Fondi Lega, sui 49 milioni Salvini dice bugie

La LEGA e la CONDANNA di TRUFFA AGGRAVATA per la percezione fraudolenta di circa 49 MILIONI di rimborsi elettorali.

Li hanno spesi pure per pagare in nero i loro collaboratori!!!
La Lega e Salvini mentono sapendo di mentire e lo fanno pure male…!!!

(LEGGI)

Il Tribunale di Genova, il 24 luglio 2017 ha pronunciato la sentenza di condanna per il vecchio Segretario della Lega Umberto Bossi, per il suo tesoriere Francesco Belsito e per altri tre ex revisori dei conti del partito. Per Bossi 2 e 6 mesi di reclusione e per Belsito 4 anni e 10 mesi di reclusione per truffa ai danni dello Stato per la percezione fraudolenta di rimborsi elettorali, con la relativa confisca e la condanna alla restituzione di circa 49 milioni di Euro.

Il 12 aprile scorso la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Genova, in merito ai 48 milioni 969 mila euro di cui il Tribunale di Genova ne aveva ordinato la confisca.

Nelle motivazioni della sentenza della Cassazione si dispone che “ovunque venga rinvenuta” qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro.

Di fronte a ciò la LEGA, in pieno stato confusionale ha cominciato a rilasciare dichiarazioni surreali e temerarie.
GIULIO CENTEMERO, deputato della Lega e amministratore del partito ha così commentato la notizia del sequestro dei fondi: “Forse l’efficacia dell’azione di governo della Lega da’ fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo cosi”

SALVINI, attuale segretario della Lega e Ministro dell’Interno si è permesso di dichiarare: “È un processo politico, che riguarda … soldi che io non ho mai visto… Se qualcuno dieci anni fa ha speso in maniera errata 300 mila euro e versa condannato in via definitiva, di quei 300 mila euro, anche se non c’entro nulla, sono personalmente disposto a farmi carico ” e per questa ragione ha chiesto che il Capo dello Stato intervenga per impedire questo presunto sfregio democratico…”.

Purtroppo come si insegna ai bambini, il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi!!!….ma questo la Lega e Salvini forse non lo sanno e …. quindi, dalla pentola comincia ad uscire di tutto!!!

Francesco Belsito, commentando la sua sentenza di condanna del Tribunale di Genova, a suo tempo, aveva testualmente affermato: “Avevo rapporti con tutti i maggiori dirigenti del Carroccio quando ero tesoriere, anche quelli che fanno finta di non avermi mai incontrato. Certo anche con Matteo Salvini”. In queste ore sul La Stampa, per chi avesse ancora qualche dubbio, chiarisce con una chiarezza devastante “… Salvini… come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano (dei versamenti in nero ai collaboratori) – Salvini e Maroni – anche Giorgetti, Calderoli…”

Ora spuntano però anche i documenti che confermano le dichiarazioni di Belsito e che inchiodano la Lega, di ieri e di oggi, alle responsabilità di una vicenda tanto grave, quanto squallida.

L’Espresso ha pubblicato un articolo e documenti che non devono essere commentati, ma semplicemente letti.

Ecco un estratto
“… Il primo di luglio Maroni viene eletto nuovo segretario del partito. E quattro mesi dopo, il 31 ottobre, passa per la prima volta alla cassa. Come certifica un documento inviato dalla ragioneria del Senato alla Procura di Genova, quel giorno l’ex governatore della Lombardia riceve 1,8 milioni di euro.

… a Maroni verranno intestati parecchi bonifici provenienti dal Parlamento. A fine 2013, cioè al termine del mandato di segretario, Bobo avrà così ricevuto 12,9 milioni di euro in nome della Lega. Tutti rimborsi relativi a elezioni comprese tra il 2008 e il 2010, quando a capo del partito c’era Bossi e a gestire la cassa era Belsito. Insomma, proprio i denari frutto della truffa ai danni dello Stato.

Che cosa cambia quando Salvini subentra a Maroni? Niente, se non le cifre.
A metà dicembre del 2013 Matteo viene eletto segretario del partito. L’inchiesta sui rimborsi elettorali intanto va avanti, e a giugno del 2014 arrivano le richieste di rinvio a giudizio: i magistrati chiedono il processo per Bossi.

Un mese e mezzo dopo, il 31 luglio, Salvini incassa 820 mila euro di rimborsi per le elezioni regionali del 2010. Lo dimostrano i mastrini, i registri contabili del partito che L’Espresso è riuscito a ottenere. Perché allora il segretario della Lega continua a sostenere che lui quei soldi non li ha mai visti? E come poteva non sapere che erano frutto di truffa?

Due mesi dopo aver incassato gli oltre 800 mila euro, Salvini e la Lega si costituiscono infatti parte civile contro i compagni di partito. Si sentono vittime di un imbroglio, di una truffa che ha sfregiato il vessillo padano. E vogliono essere risarciti.

La nuova dirigenza è dunque consapevole della provenienza illecita del denaro accumulato sotto la gestione di Bossi. Ma il 27 ottobre, solo venti giorni dopo l’annuncio di costituirsi parte civile, Salvini fa qualcosa che appare in netta contraddizione con quella scelta: ritira altri soldi. Questa volta la somma è piccola, poco meno di 500 euro: l’ultima tranche di rimborso per le elezioni regionali del 2010.

Due giorni dopo l’ultimo prelievo, Salvini riceve persino una lettera (inviata anche al tesoriere Giulio Centemero) dall’allora avvocato di Bossi, Matteo Brigandì. «Ti diffido dallo spendere quanto da te dichiarato corpo del reato», si legge nella missiva con la quale la vecchia guardia lancia un messaggio chiaro al nuovo gruppo dirigente: voi ci accusate di aver rubato quattrini, allora sappiate che i soldi che avete in cassa sono il profitto della truffa, e usarli vuol dire diventare complici del reato…”

Pertanto era ed è noto a tutti, anche a Bossi, Salvini e Maroni che:
– i quattrini – 49 milioni circa – oggetto della confisca e del sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Genova erano e sono quelli che la sentenza di condanna del Tribunale di Genova definisce provento del reato di truffa aggravata per il conseguimento di rimborsi elettorali;
– i suddetti quattrini, sono stati utilizzati dalla Lega Nord come se nulla fosse successo anche da Maroni e Salvini, anche per pagare in nero i propri collaboratori;
– i suddetti quattrini sono miracolosamente spariti, benché nessuno sappia e dica come sia successo e dove siano finiti.

I soldi, il provento e il profitto di un reato, non vanno spesi o peggio celati o fatti sparire.
Vanno conservati e restituiti!!! Chi avesse nascosto o fatto sparire quei soldi, chi li ha spesi nonostante sapesse che fossero provento e profitto di reato, per pagare campagne elettorali o collaboratori in nero ha commesso reati gravissimi.

Sembra di essere in un film comico e grottesco. Chi ieri gridava “Roma Ladrona!”, oggi viene ricorso per restituire 49 milioni di euro arraffati agli italiani. E quelle stesse persone, anziché chiedere scusa e restituire il maltolto, si permettono persino di recitare la parte della vittima.

Caro Salvini non sono spariti 300 mila euro, ma 49 milioni di euro!!!
La Lega e Salvini quindi mentono sapendo di mentire e lo fanno pure male!!

In che cosa consisterebbe l’attacco alla democrazia di cui vaneggiano?
Nel fatto che la Magistratura sta facendo il proprio lavoro?

La smettano di chiedere che i Giudici vengano fermati, così sfregiando le Istituzioni e il ruolo del Capo dello Stato.

I Giudici stanno facendo solo il loro lavoro: lo scandalo sarebbe se i Giudici non ricorressero, in Italia e all’estero, i truffatori e i soldi spariti.

Se proprio devono chiedere l’incontro con qualcuno, non pensino a Mattarella, ma si presentino dai magistrati genovesi per spiegare che fine hanno fatto i soldi spariti dai conti della Lega. Inizino a dire la verità e non menzogne.

La piantino di pugnalare alle spalle i loro compari politici nel tentativo puerile di uscirne puliti.
I documenti rinvenuti che confermano le dichiarazioni di Belsito sono una sentenza politica di condanna senza appello, che pesa come un macigno.

Ma forse è per una paura tanto più grande quanto reale, che qualcuno sbraita ed è in pieno stato confusionale.

Lo scandalo del silenzio

Su “Democratica” l’editoriale di Franco Vazio

I 49 milioni nascosti dalla Lega: Salvini accusa la magistratura, il M5s tace, il Partito Democratico chiede la restituzione del maltolto agli italiani; Vazio: “Lo scandalo del silenzio sui fondi neri della Lega”; Boeri e le verità sul sistema pensionistico, con un commento di Carla Cantone; Gianni Pittella e il ritorno alla politica dei valori; Nicola Corea sul sostegno leghista all’immigrazione incontrollata; Marco Cappa: il 4 luglio visto dagli Usa attraverso l’International Visitor Program etc

(LEGGI QUI)

Giustizia, Vazio: con contratto M5S-Lega diritti a rischio

(DIRE) Roma, 21 giu. – “Oggi sono stato confermato in Commissione Giustizia ed eletto Vice Presidente. Ora inizia un duro lavoro ed un confronto serrato”. Lo scrive su Facebook Franco Vazio, deputato del Partito democratico.

“Di fronte a un contratto di Governo M5S-Lega- spiega – che in tema di Giustizia mina alla radice le garanzie del ‘giusto processo’ e le ‘conquiste di legalità, patrimonio ormai del nostro Paese, mettendo a repentaglio diritti fondamentali, ho accolto con grande entusiasmo la proposta di fare nuovamente parte della Commissione Giustizia. Il lavoro da fare sarà complesso, anche in ragione del fatto che il confronto con la maggioranza e il Governo sarà duro e serrato. Essere, però, anche rieletto vice presidente con tanti voti, oltre il doppio a disposizione del partito di mia appartenenza, mi riempie di orgoglio e mi assegna anche compiti istituzionali di garanzia e di attenzione rafforzati. Metto a disposizione di tutti, a partire dalle Associazioni professionali e da quanti operano nel mondo della Giustizia, la determinazione, la voglia di ascoltare e la responsabilità istituzionale di sempre”.

“Il tempo delle parole e delle promesse elettorali è finito; cominciamo a camminare, la strada da percorrere e’ lunga e impegnativa”, conclude.  (Lum/ Dire).