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Decreto Genova, Vazio: “Lega-M5s impongono no a norme antimafia”

(ANSA) – ROMA, 17 OTT – “La Commissione Giustizia, forte dei voti di Lega e M5S, non impone il rispetto delle normative Antimafia nel Decreto Genova, cosi’ richiesto anche dal dott. Cantone, presidente ANAC, e dal Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho”. Lo afferma Franco vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia.

“Il fatto che il Ministro Toninelli – continua – voglia controllare il rispetto della legge antimafia, al netto delle sue proverbiali e recenti performance in tema di infrastrutture, e che proponga solo un debolissimo ed effimero ordine del giorno, la dice lunga sul peso di quelli che all’interno del Governo non intendono avere vincoli di questa natura – quelli che lui chiama ‘lacci e lacciuoli’ – e circa la voglia residua di legalità’ e di onesta’ del M5S”.

“Non opporsi con fermezza alla mafia e’ una vergogna, soprattutto se si pensa alle conseguenze di tali ‘infiltrazioni’ in tema di corretta esecuzione delle opere e di utilizzo di materiali delittuosamente alterati – calcestruzzo depotenziato. Una ferita insanabile alla legalità’ e uno schiaffo ai Genovesi che da subito hanno chiesto piena trasparenza e sicurezza nell’immediata ricostruzione del Ponte Morandi e delle infrastrutture collegate”.

Decreto Genova, Vazio: “Basta prese in giro”

Le persone e le imprese aspettano risposte e soldi che non esistono e che non arrivano a causa di un ministro incapace, Toninelli, e di un Governo che, seppur popolato di tantissimi liguri, da quasi due mesi annuncia soluzioni mirabolanti e milioni di euro a valanga, ma che nei fatti produce solo provvedimenti radicalmente sbagliati.

Manca la cognizione di cosa e come fare per affrontare l’emergenza in corso.

Toninelli poi da mesi parla di cose che il giorno dopo deve costantemente rimangiarsi. Le parole hanno tenuto il posto delle soluzioni, mentre la Liguria e Genova aspettano, con buona pace del presidente Toti che recita due parti come in una commedia…

La demagogia degli annunci e la mania di protagonismo dei vicepremier e del ministro Toninelli hanno fatto perdere tempo prezioso. Per conoscere i colpevoli c’e’ la giustizia, per dare ristoro a Genova e ai genovesi ci dovrebbe essere il Governo. Peccato che non ci sia.

Noi proveremo a modificare il Decreto, a metterci cervello e competenza per dare risposte concrete e rapide ai problemi delle famiglie e delle imprese genovesi e liguri.

Crollo ponte Morandi: bene Bucci, ma ora governo aiuti davvero!

Mutismo della Lega e confusione M5S…

Era il 18 agosto scorso quando chiesi che per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi il Governo nominasse il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario.

Dopo la tragedia del crollo sono passati inutilmente quasi due mesi rispetto alla mia proposta. Oggi abbiamo almeno il nome del Commissario e non nego di essere contento che quella mia indicazione abbia trovato consenso.

Resta però il nulla del Decreto Genova (niente soldi, nessuna scelta, nessun criterio per la ricostruzione) e l’abbandono di fatto da parte del Governo dei progetti del Terzo Valico e della Gronda.

Auguro al sindaco Bucci un buon lavoro e assicuro tutto il sostegno dei parlamentari del Pd per quanto necessario alla sua opera. È evidente, tuttavia, che questo nome non risolve i problemi di Genova, appesantiti dal mutismo della Lega e dalla confusione e dalla voglia per il ‘no a prescindere’ del M5S.

Servirebbe una forza e una reazione collettiva della politica che invece, per evidenti ragioni di opportunità politiche in seno al Governo, sino ad ora non c’è e non c’è stata.

E questo per Genova e la Liguria è un disastro!

Crollo ponte: Rixi promosso in cambio del silenzio su immobilismo M5S

Rixi vice-ministro? Ora è chiaro il perché del silenzio della Lega di fronte al disastro di Genova. Il mutismo della Lega davanti al nulla del Decreto Genova (niente soldi, nessuna scelta, nessun criterio per la ricostruzione, ancora non un commissario), davanti all’abbandono di fatto da parte del governo dei progetti del Terzo Valico e della Gronda, era davvero incomprensibile.

Oggi tutto è più chiaro. Hanno barattato le speranze della Liguria, delle famiglie e delle imprese con una poltrona: una cosa deprimente e devastante.

Il presidente Toti decida da che parte stare: se fare comunella con la Lega di Rixi e Salvini pensando solo al proprio destino, alle prossime elezioni regionali; oppure se battersi senza quartiere per la Liguria.

Un’intera regione e una città importante come Genova non possono essere condannate a morte dalla tendenza di certi personaggi a preoccuparsi unicamente per il proprio destino personale.

Serve una reazione che unisca tutto il mondo della politica e dell’economia e che ponga al centro solo gli interessi dei cittadini e nulla più.

Crollo ponte Morandi: il governo condivide le parole di Casalino su Ferragosto?

UNA VERGOGNA!!!

Il nuovo, incredibile audio, questa volta sul crollo del Ponte Morandi, conferma e rende definitiva l’inadeguatezza di Rocco Casalino ad essere il portavoce del governo italiano.

Oggi si sa che davanti a un’immane tragedia e alla paralisi di una città, la principale preoccupazione di Casalino non era il dolore di Genova ma le ferie di Ferragosto. Il fastidio e il disappunto del portavoce mettono sullo stesso piano i 43 morti del Ponte Morandi con i due giorni di vacanza saltati a causa del crollo. Testimoniano non solo uno spaventoso cinismo ma anche la totale indifferenza rispetto alla tragedia genovese.

Con quest’ultima vergognosa gaffe si è passato il segno. Dopo aver deriso un giornalista il cui lavoro era a rischio, aver fatto i capricci per un ufficio non abbastanza sfarzoso, aver minacciato i funzionari di un intero ministero, ora Casalino offende anche quei 43 morti per due giorni di vacanza. Il tutto per ben 170mila euro all’anno. Che cosa pensano Conte, Di Maio e Salvini delle parole di Casalino?

Quando è troppo è troppo. Ci aspettiamo l’immediato licenziamento di questo squallido personaggio. Se questo non dovesse avvenire saremo costretti a concludere non solo che il governo, a dispetto degli impegni presi con Genova, ha impiegato un mese e mezzo per un decreto vuoto di soldi, di progetti e di risposte: ma che condivide anche la disumana indifferenza di Casalino.

Crollo ponte Morandi, solo parole e pochi fatti per Genova e la Liguria

Ecco il commento dell capogruppo Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon e dei parlamentari del Pd Vito Vattuone, Andrea Orlando, Raffaella Paita, Roberta Pinotti e Franco Vazio commentano l’esito del vertice romano a palazzo Chigi tra il presidente del consiglio Conte, il governatore Toti e il sindaco Bucci sulla questione del decreto Genova.

Ancora parole e nessun atto concreto per la città di Genova e la Liguria. L’incontro romano fra le istituzioni locali e il Governo si è risolto con un nulla di fatto e siamo già a 35 giorni dal crollo del ponte Morandi. Sul commissario dobbiamo aspettare altri dieci giorni. Ma erano già dieci giorni quando è venuto a Genova il Presidente Conte, cioè 4 giorni fa.

Ci saranno due commissari anziché uno: una follia totale, una lottizzazione peggio che nella prima repubblica. Su chi farà il ponte però è ancora buio pesto. Sui tempi di demolizione/ricostruzione peggio che andare di notte” aggiungono gli esponenti Dem.

Toti, che fino a ieri diceva che a fine ottobre doveva finire la demolizione ed entro novembre doveva iniziare la ricostruzione, oggi sostiene che non si possano fare stime sui tempi, visto che non si sa ancora nulla neppure sulla tecnica da adottare per la demolizione. Francamente è una situazione insostenibile.

Se ci sarà la manovra sull’Iva del porto sarà una misura indubbiamente positiva, ma a questo punto vogliamo vedere cosa verrà messo nero su bianco nel decreto, una volta che sarà pubblicato. Nel frattempo rileviamo che una contrazione del Pil genovese del 15%, com’è stato stimato nei giorni scorsi, vuol dire una mazzata sull’economia della città da quattro miliardi di euro. Aspettiamo con ansia di vedere quante risorse concretamente destinerà il Governo all’emergenza Genova.

Fondi Lega: il ricorso è vergognoso, Salvini restituisca i soldi

“Ricorrere è un diritto della Lega ma sotto il profilo etico, considerato il coinvolgimento del ministro degli Interni, la cosa è vergognosa”. Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del ricorso in Cassazione annunciato dalla Lega contro la decisione del Riesame sul fondi sequestrati.

“Lo è – continua – dopo aver letto la decisione del Tribunale di Genova dove si afferma che ‘siccome la Lega Nord ha direttamente percepito le somme qualificate in sentenza come profitto del reato (…) non può ora invocarsi l’estraneità del soggetto politico”.

“E lo é, soprattutto, alla luce delle parole dell’ex tesoriere Francesco Belsito, che aveva smentito Salvini ricordando con grande nettezza che lo stesso ‘come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano (dei versamenti in nero ai collaboratori) – Salvini e Maroni – anche Giorgetti, Calderoli’. Insomma, nel momento in cui pare pacifico la corresponsabilità e l’uso delle somme ‘truffate’ da parte della Lega di Salvini, il partito, anziché restituire tali somme, resiste pervicacemente”.

Un partito che prima ha truffato gli italiani e poi ha illecitamente goduto e speso i 49 milioni provento del reato, non può moralmente e non dovrebbe istituzionalmente aggrapparsi agli specchi. I quattrini sono miracolosamente spariti e nessuno sa e dice come sia successo e dove siano finiti. A Salvini, che c’è sempre stato, politicamente non può essere concessa alcuna indulgenza: i 49 vanno restituiti tutti e subito, andandoli a prendere dove sono“, conclude.

Decreto “Milleproproghe”: la sconfitta della ragione e delle speranze

In un’aula deserta, sino alle 6.00 questa mattina, abbiamo provato a salvare sino all’ultimo la cifra di 1,6 mld già stanziati per le #periferie delle nostre città.

Savona perde 18 milioni, Imperia 18 milioni e La Spezia 17 milioni. La Liguria perde in tutto 171 milioni di investimenti pubblici e privati e 2.500 posti di lavoro.

Ci opponiamo a un decreto folle e cieco che non proroga i termini per gli ammortizzatori sociali per l’Area di Crisi Complessa di Savona.

Ci opponiamo a un decreto che crea solo confusione sui #vaccini. Abbiamo lottato per ottenere almeno un impegno del Governo attraverso l’approvazione di un ordine del giorno: nessuna apertura e solo dei No.

Lo abbiamo fatto stanotte fino alle 6:00, lo faremo anche oggi.

Ma i parlamentari liguri che sostengono questo Governo Grillino-Leghista dove erano? A dormire, con la testa sotto il cuscino…

Le elezioni sono ormai un ricordo lontano e gli impegni presi con il territorio che li ha eletti… Tutti cancellati.

I danni del Governo vanno contrastati con l’impegno. #Milleproroghe

Vazio sui 49 milioni: l’eversione di Salvini, l’omertà M5S

Capisco il nervosismo del Ministro Salvini per le sentenze pronunciate e, soprattutto, per le nuove indagini per riciclaggio svolte in Lussemburgo relative ai 49 milioni “truffati” e spariti, che lo riguarderebbero da vicino.

Proprio per questo mi permetto di invitare il Ministro a studiare le legge.

Quella stessa legge che lui dice di voler far rispettare e la Costituzione che ha giurato di osservare.

Il fatto che la Magistratura possa indagare e processare deputati e ministri è una cosa non solo consentita dalla legge ma, come noto a molti, regolata da norme costituzionali.

I parlamentari possono fare comizi elettorali ed esercitano le proprie funzione solo se eletti.

Benché il Ministro Salvini lo ignori, i Giudici esercitano le proprie funzioni solo a seguito di un concorso pubblico e la Magistratura è un organo autonomo e indipendente da ogni altro potere, perché così è prescritto dagli artt. 104 e 106 della Costituzione.

Questi sono principi cardine e fondamentali del nostro Ordinamento. La loro funzione è presidiare i valori di libertà, democrazia ed equilibrio dei poteri.

Essere inclini a cancellare l’obbligo dell’esercizio dell’azione penale è un pessimo segnale. Perché quando si sente parlare di discrezionalità dell’azione penale e quando si ascoltano discorsi con toni intimidatori così come è accaduto anche in queste ore, il fine evidente è quello di voler sottomettere il potere giudiziario a quello politico.

Per queste ragioni le ripetute esternazioni del Ministro Salvini e dei sui colleghi di partito vanno condannati senza alcuna esitazione. Lo dovrebbero certamente fare i compagni di viaggio grillini, che un tempo ormai lontano amavano sventolare i vessilli della Legalità e della Giustizia.

Ma andiamo con ordine.

A PROPOSITO DEI 49 milioni arraffati e “truffati” agli italiani

Il Tribunale di Genova, il 24 luglio 2017 ha pronunciato la sentenza di condanna per il vecchio Segretario della Lega Umberto Bossi, per il suo tesoriere Francesco Belsito e per altri tre ex revisori dei conti del partito. Per Bossi  2 e 6 mesi di reclusione e per Belsito 4 anni e 10 mesi di reclusione per truffa ai danni dello Stato per la percezione fraudolenta di rimborsi elettorali, con la relativa confisca e la condanna alla restituzione di circa 49 milioni di Euro.

Il 12 aprile scorso la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Genova, in merito ai 48 milioni 969 mila euro di cui il Tribunale di Genova ne aveva ordinato la confisca.

Nelle motivazioni della sentenza della Cassazione si dispone che “ovunque venga rinvenuta” qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro.

Il Tribunale del Riesame di Genova ha scritto una nuova pagina di verità con parole di pietra: “Siccome la Lega Nord ha direttamente percepito le somme qualificate in sentenza come profitto del reato in quanto oggettivamente confluite sui conti correnti non può ora invocarsi l’estraneità del soggetto politico rispetto alla percezione delle somme confluite sui suoi conti e delle quali ha direttamente tratto un concreto e consistente vantaggio patrimoniale”.

Il Ministro Salvini ha sempre respinto ogni suo coinvolgimento nella spesa e nella gestione di quei fondi arrivando a dichiarare: “È un processo politico, che riguarda (…) soldi che io non ho mai visto… Se qualcuno dieci anni fa ha speso in maniera errata 300 mila euro e verra’ condannato in via definitiva, di quei 300 mila euro, anche se non c’entro nulla, sono personalmente disposto a farmi carico”.

È FALSO!

Innanzitutto non sono 300 mila euro i soldi “arraffati”, ma 49 milioni di euro!

Francesco Belsito, ex tesoriere della LEGA, smentisce Salvini ricordandolo con grande nettezza “…come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano (dei versamenti in nero ai collaboratori) – Salvini e Maroni – anche Giorgetti, Calderoli…”.

L’Espresso – a commento di documenti ufficiali reperiti presso la Ragioneria del Senato –

http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2018/07/04/news/soldi-lega-la-lettera-che-incastra-salvini-1.324561?ref=RHRR-BE

ricostruisce e chiarisce le responsabilità di Salvini ed il suo coinvolgimento

A metà dicembre del 2013 Matteo viene eletto segretario del partito. L’inchiesta sui rimborsi elettorali intanto va avanti… Un mese e mezzo dopo, il 31 luglio, Salvini incassa 820 mila euro di rimborsi. La nuova dirigenza è dunque consapevole della provenienza illecita del denaro accumulato sotto la gestione di Bossi. Ma il 27 ottobre, solo venti giorni dopo l’annuncio di costituirsi parte civile, Salvini (…) ritira altri soldi”.

Addirittura, l’allora avvocato di Bossi, Matteo Brigandì, in una lettera inviata a Salvini trovava il modo di ricordare che l’uso di denaro provento di reato avrebbe costituito a sua volta un reato molto grave: “Ti diffido dallo spendere quanto da te dichiarato corpo del reato”. In buona sostanza, nella missiva si legge un messaggio chiaro a lui e al nuovo gruppo dirigente: voi ci accusate di aver rubato quattrini, allora sappiate che i soldi che avete in cassa sono il profitto della truffa, e usarli vuol dire diventare complici del reato…“.

Insomma era ed è noto a tutti, anche e soprattutto, al Ministro Salvini che

–           i quattrini – 49 milioni circa – oggetto della confisca e del sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Genova erano e sono quelli che il Tribunale di Genova definisce provento del reato di truffa aggravata per il conseguimento di rimborsi elettorali;

–           i suddetti quattrini, sono stati utilizzati anche dalla Lega Nord “capitanata” dal Ministro Salvini come se nulla fosse successo;

–           i suddetti quattrini sono miracolosamente spariti, benché nessuno sappia e dica come sia successo e dove siano finiti.

I soldi, il provento e il profitto di un reato, non vanno spesi o peggio celati o fatti sparire.

Devono essere restituiti. Chi avesse nascosto o fatto sparire quei soldi, chi li avesse spesi nonostante sapesse che fossero provento e profitto di reato, per pagare campagne elettorali o collaboratori in nero ha commesso reati gravissimi.

E ora la Procura della Repubblica di Genova avanza la gravissima ipotesi di riciclaggio e vola in Lussemburgo per cercare la conferma che i soldi “truffati” siano stati fatti intenzionalmente sparire alla vista con artifizi davvero spericolati.

Sembra di essere in un film comico e grottesco.  Chi ieri gridava “Roma Ladrona!”, oggi viene ricorso per restituire 49 milioni di euro arraffati agli italiani.  E quelle stesse persone, anziché chiedere scusa e restituire il maltolto, si permettono persino di recitare la parte della vittima.

La Lega e il Ministro Salvini quindi mentono sapendo di mentire e lo fanno pure male!

Ciò nonostante, il Vice Presidente Di Maio, smentito pure dal “rivoluzionario” guatemalteco Di Battista, incurante della verità e solo preoccupato di conservare la sua “poltrona”, si permette di affermare senza provare alcuna vergogna: “Il processo alla Lega? Nessun imbarazzo, i fatti riguardano il periodo antecedente alla gestione Salvini della Lega”.

A PROPOSITO DELL’ACCUSA DI SEQUESTRO DI PERSONA AGGRAVATO

Non compete a me dire se sia stato commesso o meno il reato di sequestro di persona aggravato. Ma il solo fatto che il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Palermo, Francesco Lo Voi, abbia trasmesso gli atti al Tribunale dei Ministri, costituisce un fatto gravissimo e al tempo stesso increscioso per le Istituzioni. Il Ministro dell’Interno, che dovrebbe presidiare la legalità e la sicurezza, viene posto sotto inchiesta per un reato gravissimo, per aver tenuto in ostaggio donne e bambini, calpestando principi e valori fondamentali della Comunità Internazionale.

Per il Ministro Salvini esiste ora una sola via d’uscita. Non intimidire e o minacciare più la Magistratura per qualsivoglia ragione. Rinunciare ad ogni forma di immunità e farsi processare come qualsiasi cittadino che dice di rappresentare. Venire in Parlamento a scusarsi per la sua protervia diventa a questo punto un obbligo ineludibile. L’Italia ha bisogno, soprattutto in queste ore, di una forza e di una dignità che il Ministro Salvini non può garantire e rappresentare.

Palagiustizia Bari, Pd: Governo intervenga subito

(ANSA) – ROMA, 30 AGO – “La situazione degli uffici giudiziari di BARI e’ drammatica. Le parole del Procuratore Giannella denunciano la paralisi completa dell’attività’ giudiziaria di qualsiasi tipo, dell’esercizio dell’azione penale, con il rischio di mandare al macero migliaia di processi”. Lo affermano i deputati Pd della Commissione Giustizia Walter Verini, Franco Vazio, Alessia Morani, Cosimo Ferri, Alfredo Bazoli, Carmelo Miceli, Lucia Annibali.

“La Giustizia a BARI non e’ garantita e a sicurezza viene indebolita. Come deputati Pd della Commissione Giustizia, insieme ai nostri deputati di BARI, chiediamo che il Ministro Bonafede assuma le sue responsabilita’, si decida a prendere in mano immediatamente la situazione, la affronti come impongono il suo ruolo e le sue competenze e dia immediate risposte ai cittadini e alle istituzionali di BARI, alla magistratura, alla avvocatura, al personale degli uffici giudiziari. E Chiediamo inoltre che venga con la massima urgenza a riferire al Parlamento, nella prima seduta di Commissione. Bonafede non ha voluto ascoltare le opposizioni due mesi fa in Parlamento.

Ostinazione, pressappochismo e colpevole arroganza hanno fatto perdere mesi preziosi e oggi siamo arrivati alla interruzione di un servizio pubblico. E’ una situazione da Repubblica delle Banane, inaccettabile e incivile. Bisogna subito intervenire” concludono. (ANSA).

Crollo ponte Morandi, Vazio (Pd): “Toninelli è in confusione o in malafede”

LE DICHIARAZIONI DELLE AGENZIE DI STAMPA

“Toninelli sta prendendo in giro Genova e i genovesi. Ieri si è permesso di non dire nulla di preciso e oggi dimostra di essere in malafede o in totale confusione. O, forse, più probabilmente entrambe le cose. Oggi dice che deve essere Autostrade a pagare, mentre ieri non aveva accennato a questo non piccolo dettaglio. Quale deve essere quindi il ruolo pensato per CDP e Fincantieri? Quali passi Toninelli intende compiere verso Autostrade qualora debba limitarsi a finanziare l’opera?”

“Inoltre è grave che Toninelli si muova in una direzione diversa rispetto alle autorità locali. La correzione di rotta di questa mattina è tutt’altro che rassicurante, e la dice lunga sulla confusione che regna nell’esecutivo e che uccide le speranze di ricostruzione della Liguria”.

Caso di Venezia, Vazio: “Promessa ‘spiagge sicure’ è presa in giro”

“Eccoli pronti come sciacalli a speculare sulla gravissima vicenda di Jesolo. La nostra solidarietà e vicinanza va alla vittima di un atto bestiale. Un fatto che dovrà essere punito in modo esemplare, ma già girano vari sciacalli che provano a distribuire colpe a tutti, tranne che a se stessi”. Lo dichiara Franco VAZIO del Pd, vicepresidente commissione Giustizia.

“Calderoli ad esempio, che finge di dimenticare come gran parte dei problemi legati all’immigrazione derivino dal trattato di Dublino firmato proprio dai ministri leghisti e da leggi assurde come la Bossi-Fini che hanno solo avuto il merito di creare il caos perfetto, intasando tribunali e rendendo quasi impossibili le espulsioni”.

“Avevano promesso in due settimane di rendere le spiagge e il Paese sicuri, rimpatriando oltre 10.000 immigrati al mese…Tutto come da copione… Solo l’ennesima presa in giro di un governo sempre più incapace e sempre più violento. Più falliscono nel realizzare le promesse fatte, più cercano di aizzare gli animi per nascondere la loro pochezza” conclude (AdnKronos).

Crollo A10, Vazio: “Governo e M5S in confusione”

Sulla ricostruzione del ponte parole e tempi che terrorizzano, scuse all’orizzonte

Ecco le dichiarazioni di Franco Vazio, vice-presidente commissione Giustizia PD

Se ieri ero preoccupato sui tempi per la ricostruzione del ponte Morandi e per la realizzazione della viabilità alternativa, cioè la gronda, oggi dopo il confronto che ho sostenuto a Sky Tg 24 con l’euro-deputata del M5S, Ferrara, sono terrorizzato.

Solo pochi giorni fa, Di Maio e Salvini parlavano di ore per le decisioni, raccontavano di revoche immediate delle concessioni oppure di nazionalizzazioni già decise. Oggi abbiamo scoperto che prima si dovranno attendere i tempi delle perizie della Procura della Repubblica – certamente non brevi – e poi la demolizione del ponte e gli accertamenti che saranno svolti dal ministero; insomma non giorni, non mesi, ma anni.

Questa sarebbe una sentenza di condanna a morte per Genova e per l’economia ligure.

Il risarcimento dei danni, di cui parla con enfasi il presidente Conte, è la cosa più semplice perché saranno i responsabili e le loro assicurazioni a pagare.

Noi vogliamo sapere subito se il governo farà ricostruire il ponte e realizzare la viabilità alternativa alla Concessionaria oppure se ci penserà direttamente lo Stato; ma in questo caso vogliamo vedere entro 10 giorni i soldi sul tavolo, altrimenti si tratta, una volta ancora, solamente di parole, di fiumi di parole prive di alcuna consistenza.

Una vergogna di fronte alle 43 vittime e ad una città che ha sofferto per un dolore che non si può scrivere.

Noi vogliamo la verità, chi ha sbagliato deve pagare tutto, ma pretendiamo che non si usino scuse per non ricostruire il ponte Morandi ed il futuro di Genova.

Crollo ponte Morandi, Vazio (Pd): “Nominare Bucci commissario straordinario”

“Per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi, il Governo deve nominare immediatamente il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario, assegnandogli tutte le risorse necessarie e poteri straordinari”.

“Dopo la tragedia del crollo – spiega – sebbene ancora distrutta dal dolore, Genova non può aspettare, deve rialzarsi subito. Le cose da fare con rapidità sono molte: dare una casa agli sfollati, ricostruire il ponte, cantierare infrastrutture come la Gronda o il Terzo valico. Per far questo servono procedure rapide, che evitino gli impacci burocratici inutili o le lungaggini nella progettazione e nell’appalto delle opere”.

“Solo il sindaco di Genova Bucci, che la rappresenta istituzionalmente, che conosce e governa questa città, può assumersi questo incarico. Non conta il suo colore politico, serve un regista, serve comunità di intenti e una squadra di cui tutti ne facciano parte”.

“Indugiare e discutere significherebbe chiudere le luci su Genova e con esse le speranze della Liguria”.

Crollo A10, tragedia immane: ora fare squadra senza polemiche

La tragedia di Genova … Un dolore immenso per le vittime e per le persone coinvolte, un grazie alla macchina dei soccorsi!

Con il Sindaco Bucci impegni e priorità comuni. 

Fare squadra è decisivo; non servono polemiche e propaganda.

Oggi con una delegazione ristretta, guidata dal Segretario Martina, abbiamo incontrato il Sindaco di Genova Marco Bucci. Gli abbiamo confermato che vogliamo fare squadra, che non intendiamo fomentare polemiche e che le priorità di Genova sono anche le nostre priorità.

Accanto al dolore per chi è morto, al lavoro incessante dei soccorritori e alle preoccupazione per gli sfollati esistono anche le priorità logistiche e infrastrutturali da cui dipendono la vita o la morte economica del capoluogo ligure.

Infrastrutture e cantieri che devono essere immediatamente avviati. Abbiamo condiviso filosofia e iniziative comuni, abbiamo assicurato tutto il nostro sostegno.

Ho molto apprezzato i toni e la determinazione del Sindaco. Genova non può e non deve morire!!!

Le polemiche e la propaganda le lasciamo volentieri ad altri. Fare squadra in un momento drammatico come questo, a prescindere dai colori politici, è decisivo; questo è il nostro impegno e così sarà.

Ecco la conferenza stampa del segretario Maurizio Martina:

Il Ministro Centinaio ad Albenga parla di grano e non sa nulla dei danni alluvionali

Con Mai assessore in Regione eravamo sull’orlo del baratro, con Centinaio Ministro abbiamo fatto un passo avanti…
Ministro… per i danni non c’entrano i rapporti tra ministeri!
Ho già controllato io e le associazioni di categoria lo sanno bene: deve metterci solo i soldi!! Quelli che Mai ci ha fatto perdere grazie alla sua proverbiale arroganza…
Possiamo fare conto su una parte dei 49 milioni sequestrati alla Lega?

Pensavo a una delle tante FAKE NEWS, non volevo crederci, non potevo pensare che un Ministro arrivato nella capitale ligure della floricoltura e delle aromatiche, delle coltivazioni pregiate, del vino e dell’olio potesse aver detto una cosa simile.

Invece è tutto vero, terribilmente vero…

Ecco come parla del GRANO ad Albenga…

– La Stampa 03 agosto 2018 –
“Per gli agricoltori arriva una buona notizia per quello che riguarda il grano e i contributi Stato Regioni. «Quello del prezzo del grano è un argomento importante…Io per dare una mano agli agricoltori ho immediatamente chiesto alla Conferenza delle Regioni di poter applicare l’accoppiato, cioè aumentare il contributo che lo Stato e le Regioni danno sul grano, oltre che su riso e barbabietole da zucchero» … “
Ecco cosa sa dei risarcimenti alluvionali..

– IVG 03 agosto 2018 –
“Era una problematica che conoscevo marginalmente – spiega Centinaio ai microfoni di IVG.it – Ne ho parlato con le associazioni di categoria e con l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai. Il mio compito sarà, da martedì, metterlo sul tavolo del ministero. Nel momento in cui ci sono danni ingenti di questo tipo è giusto dare un sollievo a chi si occupa di agricoltura. Mi sembra di aver capito che in passato i vari ministeri si siano parlati poco e di conseguenza si siano perse delle occasioni. Speriamo che non sia un problema irrisolvibile”.

Sul Grano io non voglio dire nulla perché l‘ignoranza circa la conoscenza del nostro territorio è tanto evidente, quando devastante ed umiliante per il lavoro e i sacrifici delle nostre imprese agricole.

Sui danni alluvionali è imbarazzante scoprire che non se ne è neppure interessato e che Mai, il nostro prode assessore arrogante e ignorante di leggi e regolamenti, non gliene ha neppure parlato. Forse per evitare di fare anche con lui una pessima figura. Ministro, le cose stanno così, ho verificato personalmente presso la Protezione Civile: si fidi e non perda tempo! Dopo gli errori commessi della nostra Regione e del prode Mai, che hanno fatto l’esatto contrario di quanto gli avevo suggerito, la Liguria è rimasta tra le poche Regioni a non aver conseguito il risarcimento dei danni alluvionali (16 milioni di euro!!).

Ora, finalmente, dopo anni, la Protezione Civile ha ricevuto quanto necessario per poter risarcire. Purtroppo troppo tardi, perché terremoti e nuove alluvioni, successive alla nostra calamità, hanno portato via quanto era a disposizione per la Liguria.

Ora non serve parlare o raccordarsi con altri ministeri, serve solo che lei Ministro ed il Governo, mettiate a disposizione della Protezione Civile i soldi necessari per risarcire i danni della Liguria; quelli che avevano messo i governi Renzi e Gentiloni e che l’arroganza e l‘ignoranza del prode assessore leghista Mai ci hanno fatto perdere!!!

Possiamo fare conto su una parte dei 49 milioni sequestrati alla Lega? Quelli della sentenza di condanna per truffa in rimborsi elettorali?

Fondi Lega, Vazio: “Da Salvini arroganza e intimidazioni alla Procura”

“Salvini chiede alla Procura di Genova di dirgli dove sono i 49 milioni della Lega oggetto di sequestro penale? Più che una domanda, mi pare una via di fuga preventiva. Come recita il notissimo detto medioevale ‘excusatio non petita, accusatio manifesta”’. Lo afferma Franco Vazio, del Pd, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera.

“Chiedere un risarcimento dei danni ai giudici per il fatto che stiano rincorrendo ‘il maltolto frutto e provento di reato’ – aggiunge – è un esempio di rara arroganza e intimidazione che non ha eguali nella storia della Repubblica, anche perché proviene dalla voce del ministro dell’Interno che avrebbe invece il compito di far rispettare la legge e tutelare la magistratura. È certo che i soldi – 49 milioni – provento del reato per il quale i dirigenti della Lega sono stati condannati, fossero nella disponibilità del partito e quindi anche di Salvini, suo massimo dirigente. Lo affermano tutti: da Belsito ai revisori dei conti della Lega”.

“A Salvini quindi – conclude Vazio – rivolgo un consiglio benevolo, anche come avvocato: in questi casi la fuga o negare l’impossibile non porta vantaggi. Meglio una sana e doverosa confessione che tracci la scomparsa di quei fondi e che faccia recuperare agli italiani quello che dovrebbe essere nelle loro tasche”.

Danni alluvionali per il settore agricolo, arroganza e incapacità di Toti e Mai

Danni alluvionali agricoli… 16 milioni (oltre 9 milioni solo nell’albenganese)!!!

Ora appare finalmente chiaro che le nostre imprese agricole non sono state risarcite solo per l’arroganza e l’incapacità dell’assessore Leghista Mai e del suo Presidente Toti.
Tutti risarciti tranne che noi!!! Quanti errori e quante bugie!!!

… E meno male che è stata approvata dal Parlamento nel 2017 una sanatoria perché altrimenti non era solo un ritardo…ma era un mai più!!

Noi ci siamo, ma tutto dipende ora da Regione Liguria e dal Governo “giallo-verde” del cambiamento…

(LEGGI).

Governo, Vazio (Pd): condanne e inchieste, i silenzi di Bonafede-M5S…

“Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, e’ stato condannato dalla Corte di Appello di Torino a 11 mesi di reclusione per peculato e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Paolo Savona, ministro in quota leghista del Governo Conte, e’ indagato per usura bancaria. Quanto sono lontani i tempi in cui i 5S salivano sul tetto di Montecitorio gridando “onesta’, onesta'” ed inneggiando alla lapidazione di coloro che avessero ricevuto un avviso di garanzia o avessero telefonato a qualche direttore di banca. Certo poi ci sono state le inchieste sulla sindaca Raggi e gli arresti di Lanzalone, l’uomo che ‘sussurrava’ ai 5S e al futuro ministro della Giustizia, che forse hanno indotto urla e comportamenti diversi”. Cosi’ il deputato Dem Franco Vazio, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera.

“Noi siamo garantisti sempre – aggiunge Franco Vazio – sia quando si parli di avvisi di garanzia diretti all’ex compagno della ministra Guidi – costretta per questo a dimettersi – per procedimenti penali archiviati poco dopo, sia quando abbiamo assistito a indagini dirette nei fatti a colpire il presidente del Consiglio Renzi, che poi abbiamo scoperto costruite su prove inesistenti e addirittura fabbricate a tavolino, sia quando colpiscano altri. Pero’ un fatto e’ essere garantisti, altra cosa e’ il giudizio politico riguardo ad una sentenza di condanna, oltretutto pronunciata in grado di appello per un delitto gravissimo ed odioso come il peculato”.

“Cosa dice il ministro Bonafede sino a ieri crociato per ‘l’onesta’ del mondo’, a proposito di queste condanne e di queste inchieste? Cosa dice il M5s? Vorranno ancora aprire le Istituzioni come scatolette di tonno o di fronte a tutte queste perle di onesta’ preferiranno nascondere tutto sotto il tappeto del silenzio e dell’omertà’?”, conclude Vazio. (AGI)