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Iniziative

Matteo Renzi lascia, la mia strada continua nel Partito Democratico

Non è un momento banale, uno di quelli che ti fai scivolare addosso. Comunque sia è una sofferenza.

Con Matteo ho percorso un tratto entusiasmante della mia vita politica, non privo di errori, ma durante il quale ho avuto l’onore e la fortuna di sostenere scelte di governo importanti di cui andare fieri.

Ora servono prudenza e saggezza. Decisioni politiche e sentimenti si intrecciano in queste ore.

Anche questa volta, seppur con sofferenza, privilegio il “NOI” e l’essere “COMUNITÀ”.

La politica è servizio, è pensiero e azione fondati su valori e storia.

Ho grande rispetto delle donne e degli uomini con i quali ho concorso a fondare il Partito Democratico.

Un quadro politico frammentato è per sua natura più debole.

Sono fortemente convinto che una vera battaglia per creare opportunità e sconfiggere ingiustizie si possa condurre solo con un grande soggetto politico riformista, anche animato da sensibilità diverse, ma unito da obiettivi e valori comuni.

Per queste ragioni non seguirò Matteo Renzi, per questi motivi raddoppierò forze e impegno al servizio della “nostra comunità”, del Partito Democratico.

Ritenevo che avesse sbagliato chi negli anni scorsi se ne era andato e che quella “scissione” fosse stata una ferita dannosa.

A caldo, anche questa scelta, che ovviamente rispetto, mi pare un errore…

Crisi di governo: il testo dell’odg di Zingaretti approvato all’unanimità

Questo l’ordine del giorno del segretario Nicola Zingaretti approvato a unanimità dalla direzione nazionale del partito Democratico: “La direzione nazionale del partito Democratico giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell’economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell’Italia sulla scena europea e internazionale. Rivolge un appello alle organizzazioni territoriali affinchè sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese. Ripone massima fiducia nell’azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l’opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche. Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni”.

“Nel pieno rispetto delle sue prerogative la delegazione del Pd indica al capo dello Stato i presupposti sui quali intende concentrare la propria iniziativa per l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura: l’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione; il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralitaà del Parlamento; l’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo; una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei; una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’IVA”.

“Se tali condizioni troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un’ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura. In caso contrario il Partito Democratico coinvolgerà le forze politiche disponibili a costruire un progetto di alternativa e rigenerazione dell’economia e della società italiana. Ci rivolgeremo alle energie più consapevoli della società, i giovani, le donne, movimenti, associazioni, la rete diffusa del civismo, dei sindaci e degli amministratori. In un passaggio così delicato l’unità e compattezza del partito Democratico, pure nella ricchezza del suo pluralismo, è una garanzia di tenuta per l’intero sistema politico e istituzionale”.

“La democrazia e i suoi canali di partecipazione sono un patrimonio prezioso che oggi tutte e tutti noi dobbiamo preservare in uno spirito di unità del più largo campo progressista”.

Ponte Morandi, molto resta ancora da fare…

GENOVA un anno dopo
Molto è stato fatto
Molto resta da fare

Ad un anno esatto dal crollo del ponte Morandi possiamo affermare che Genova e la Liguria hanno resistito; con orgoglio, con generosità, ma anche con tanta fatica.

Renzo Piano ha regalato un’idea e un nuovo orizzonte per Genova; sta nascendo un nuovo ponte che ha la bellezza e tutto l’orgoglio della nostra terra.

Ma non basta.

Se è vero che è stata realizzata una viabilità alternativa in tempi oggettivamente brevi, è altrettanto vero che il cuore del problema non è stato affrontato.

La Gronda, la viabilità veloce di collegamento est-ovest, pare essere naufragata.

Le sofferenze patite dal porto più importante del Mediterraneo sono ancora tutte da risolvere.

Il confronto e i dibattiti sono sempre utili, le passerelle e le promesse non mantenute meno; servono atti e investimenti.

Accanto a tutto ciò serve la verità sulle cause del disastro, c’è bisogno di capire quali siano le responsabilità e a chi vadano addebitate; senza processi sommari, ma senza sconti e senza scorciatoie. Fiducia quindi nel paziente e prezioso lavoro della Magistratura.

Chiedono Giustizia le 43 vittime che il ponte Morandi un anno fa si è portato via.

La pretende l’intera comunità ligure!!!

Commissione banche, nomina per il deputato Franco Vazio: “Tutelare risparmiatori e mercato”

Il parlamentare ligure del partito Democratico Franco Vazio nominato nella commissione bicamerale sulle banche. Ieri, infatti, la nomina dei componenti della commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Prima convocazione il prossimo 4 settembre, alle ore 15, presso la sede di Palazzo San Macuto, per procedere alla formale costituzione. L’annuncio è stato dato nell’Aula della Camera dal presidente di turno, Ettore Rosato (Pd).

“Essere stato chiamato nuovamente a far parte della commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario è per me un grande onore e nello stesso tempo anche una grande responsabilità. Nella scorsa legislatura avevamo svolto un attento lavoro di analisi e di raccolta per comprendere cosa non avesse funzionato nei sistemi di controllo e di vigilanza e come fosse stato possibile che i diritti di tanti risparmiatori fossero stati calpestati. Spetta alla magistratura giudicare i colpevoli di eventuali reati” sottolinea il deputato Dem Franco Vazio.

“A noi, alla commissione bicamerale, compete l’onere di indagare e valutare le responsabilità̀ che vanno oltre i processi penali, di dare risposte ai risparmiatori truffati e soprattutto di costruire garanzie per il futuro. Infatti se i controlli fossero stati reali e le reazioni tempestive, nonostante i crimini commessi, molti dei disastri noti alle cronache probabilmente non si sarebbero prodotti” aggiunge.

“La montagna di carte che si pubblicano e che si inoltrano agli Enti di Vigilanza, le firme che si fanno apporre ad ignari risparmiatori non bastano e forse neppure servono. Il controllo e la vigilanza devono essere reali e trasparenti, si deve intervenire subito e non dopo anni, la tutela dei risparmiatori e del mercato deve venire prima di tutto e senza condizioni. C’è un grande lavoro da fare, c’è in gioco il futuro è la credibilità̀ dell’intero Paese” conclude il parlamentare ligure del Pd.

Ecco tutti i componenti: Francesco Boccia (Pd), Giuseppe Buompane (M5S), Giulio Centemero (Lega), Dimitri Coin (Lega), Silvia Covolo (Lega), Felice Maurizio D’Ettore (FI), Guglielmo Epifani (Leu), Tommaso Foti (Fd’I), Sestino Giacomoni (FI), Claudio Mancini (Pd), Alvise Maniero (M5S), Luigi Marattin (Pd), Tullio Patassini (Lega), Raphael Raduzzi (M5S), Marco Rizzone (M5S), Carla Ruocco (M5S), Bruno Tabacci (Misto), Riccardo Tucci (M5S), Franco VAZIO (Pd), Pierantonio Zanettin (FI). Per i senatori la compongono: Rossella Accoto (M5S), Alberto Bagnai (Lega), Anna Maria Bernini (FI), Laura Bottici (M5S), Maurizio Buccarella (Misto), Roberto Calderoli (Lega), Francesco Castiello (M5S), Luciano D’Alfonso (Pd), Andrea de Bertoldi (Fd’I), Stanislao Di Piazza (M5S), Massimo Ferro (FI), Elio Lannutti (M5S), Mauro Maria Marino (Pd), Gianluigi Paragone (M5s), Daniele Pesco (M5S), Gaetano Quagliariello (FI), Erica Rivolta (Lega), Renato Schifani (FI), Dieter Steger (Autonomie) e Luigi Zanda (Pd).

Giustizia e Garanzie: la vera sfida per un partito Riformista

CSM, Vazio (Pd): “Intercettare Lotti è stata una violazione enorme della Costituzione”

Il tema della giustizia e delle garanzie costituzionali rappresentano la vera sfida di un partito Riformista. Questo l’intervento dell’On. Franco Vazio del partito Democratico, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, all’incontro organizzato da Base Riformista a Montecatini.

L’On. Vazio ha ribadito con forza come autonomia e indipendenza della Magistratura sono principi da difendere ad ogni costo e che la separazione delle carriere sono una strada da percorrere nel solco della Costituzione e del “Giusto Processo”. Ma accanto a tutto ciò ci sono la presunzione d’innocenza e le garanzie da difendere: “Un processo segna una persona in modo irreversibile tanto se assolto, tanto se archiviato: per questa ragione esistono norme che vanno rispettate e difese”.

Il parlamentare Dem per spiegare questi principi si è si è soffermato sul caso-Lotti e sulle intercettazioni a carico dell’ex ministro, ritenute una palese violazione delle disposizioni della Costituzione: “C’è un tema di garanzie costituzionali grande come una casa. C’è una delibera del CSM, del 29 luglio 2016, in cui si dice chiaramente che le intercettazioni casuali e irrilevanti di parlamentari non devono essere trascritte. Tutte le Procure ribadiscono con circolari pubbliche che tutte le intercettazioni irrilevanti e inutilizzabili non devono essere trascritte. Nonostante questo, però, nella recente vicenda del Csm le intercettazioni di due parlamentari, assolutamente irrilevanti perché estranee al reato per cui si stava intercettando, sono state trascritte e pubblicate sui giornali”.

“Allora oggi – ha proseguito Vazio – mi chiedo: perché sono state trascritte quelle intercettazioni? Perché sono state autorizzate quelle trascrizioni e non distrutte? Perché il Csm ne ha chiesto la trasmissione ben sapendo che non potevano essere richieste e utilizzate? Siamo di fronte a tre errori clamorosi e alla chiara violazione di norme costituzionali”.

“Se esistono norme costituzionali vanno rispettate. Se esistono diritti vanno tutelati e garantiti. Un partito riformista combatte affinché questi diritti vengano rispettati, perché la presunzione di innocenza sia un valore da difendere e non un orpello da abbattere. Ma quelli che ieri si battevano a difesa della Costituzione più bella del mondo dove sono finiti?” ha concluso il parlamentare Dem.

Fisco, condono cassette di sicurezza è ‘lavatrice’ per denaro sporco?

“L’insistenza e la pervicacia con la quale Salvini continua a proporre un condono per il contante contenuto nelle cassette di sicurezza fa rabbrividire”. Lo dice Franco Vazio (Pd), vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole di Matteo Salvini sull’ipotesi di una tassa sulle cassette di sicurezza.

“Soprattutto – continua – quando in queste ore si legge di arresti che coinvolgono presunti ‘consulenti’ della Lega e del ministro Salvini che avrebbero, in tesi di accusa, forti legami con ambienti imprenditoriali vicini al latitante Messina Denaro. Ciò che preoccupa non e’ tanto che si tratti di una patrimoniale o di un condono, quanto del fatto che sia una sorta di ‘lavatrice’ di denaro sporco”.

“Si tratta infatti di contante, di cui non si conosce la provenienza e per tante, troppe ragioni che potrebbe non essere frutto di leciti risparmi, ma più ragionevolmente di fonte illecita, provento di evasione, di riciclaggio e di attivita’ criminale. Queste ore e queste recenti notizie rafforzano il nostro ragionevole timore. È proprio il governo del cambiamento: la lotta alla criminalità organizzata è stata soppiantata dalla creazione di strumenti tanto creativi, quanto utili per il suo rafforzamento”, conclude.

Congresso nazionale Forense: #disastri di riforma della Giustizia

“Il ruolo dell’avvocato per la democrazia e nella Costituzione”

È stato un onore partecipare al Congresso Nazionale Forense per parlare delle possibili riforme e dei mali della Giustizia.

Le Camere Penali e gli Avvocati riuniti in Congresso non solo hanno inveito contro gli esponenti della maggioranza gialloverde, ma addirittura hanno gridato ad una sola voce contro i #disastri di riforma della Giustizia approvati o sostenuti dalla Lega e dal M5S.

Prescrizione, DDL cosiddetto “Spazzacorrotti” e da ultimo il tentativo per far approvare la castrazione chimica.
Hanno bollato queste riforme come populiste e ad efficacia #zero.

Un solo fine: calpestare diritti e garanzie per rispondere alla piazza. Mi sono sentito a casa.

I molti applausi ricevuti mi hanno fatto ovviamente molto piacere, ma non hanno però sopito le mie preoccupazioni per un Governo che produce disastri in ogni campo.

Assoluzione per Raffaella Paita, giustizia è fatta

IL MIO INTERVENTO IN AULA

Anche la Corte d’Appello ha pronunciato una sentenza di assoluzione per l’On. Paita.

È la parola fine ad una vicenda giudiziaria dai contorni drammatici, esplosa in piena campagna elettorale.

Abbiamo ragione noi quando affermiamo che la Giustizia esiste. Il tempo è galantuomo.
Ritornano però alla mente i titoli in prima pagina, i comizi elettorali, i commenti di quei giorni.

Toti ha vinto ed è Presidente della Regione Liguria per questa ragione?  Nessuno lo può affermare. Certo è che questa storia, ha pesantemente condizionato il dibattito politico.

Non è lo spunto per una polemica, ma solo una pacata riflessione sul significato di Giustizia, sulla fretta di colpire presunti colpevoli in piazza, sulla voglia di chi, senza idee, vuole percorrere scorciatoie antidemocratiche.

Lella Paita, dopo aver ascoltato la sentenza di primo grado, con le lacrime agli occhi, disse di voler correre a casa da suo figlio per spiegargli “… che sua mamma si era comportata bene…”.

Noi lo sapevamo; non avevamo bisogno della sentenza della Corte d’Appello.

Resta però il dispiacere di non poter cancellare dal cuore di Lella e dei suoi cari una sofferenza troppo grande e oggi possiamo dire, totalmente ingiusta.

Stadio di Roma, Vazio (Pd): “Da Di Maio e Bonafede silenzi e opacità”

“Liquidare, come fa Di Maio, le vicissitudini giudiziarie che hanno colpito gli esponenti dei 5 Stelle con espulsioni postume e tardive, è puerile”. Lo dichiara Franco Vazio, vicepresidente Pd della Commissione Giustizia della Camera, a proposito dell’inchiesta sullo stadio della Roma.

“Sono garantista sempre – sottolinea Vazio – non a giorni alterni, ma quello che sta accadendo attorno allo stadio della Roma interpella la politica, prima che la magistratura. Al netto dei processi, degli arresti e delle ipotizzate corruzioni, esiste un intreccio conclamato tra politica – a 5 Stelle – e una serie di affari e persone la cui opacità lascia senza parole. Provare a liquidare gli intrecci imbarazzanti con espulsioni postume e tardive è puerile”.

“Se Di Maio vuole risolvere il problema deve agire alla radice: la politica deve avere i geni per prevenire, non per giustificarsi o ripulirsi. È da giugno che non ricevo alcuna risposta alla mia interrogazione sul ruolo e i rapporti del costruttore Parnasi con personaggi ben introdotti nel mondo a 5 stelle come Lanzalone, e alcuni esponenti del governo. Oggi scopriamo dai giornali che nel frattempo qualcuno, con un’indiretta copertura, si dava da fare”.

“Di Maio e Bonafede da assertori di ‘onestà’ si sono trasformati in protagonisti di opachi silenzi, insabbiamenti e coperture politiche”, conclude.

Savona, addio ai 18 milioni del “Bando Periferie” per Villa Zanelli e la nuova passeggiata

Il sindaco Caprioglio dica grazie al Governo

I nodi vengono al pettine. Ora è chiaro a tutti che i fondi e gli interventi per riqualificare le periferie di 326 comuni abitati da 20 milioni di italiani sono stati cancellati oppure le procedure, i cavilli e le condizioni poste dal governo giallo-verde sono tali che queste preziose risorse sono di fatto inaccessibili.

Si trattava di interventi mirati per migliorare la qualità della vita nelle nostre città, per ricucire il centro con la periferia, per trasformare luoghi degradati in luoghi in cui fosse bello vivere e lavorare, dove bellezza e sicurezza fossero legati ad un doppio filo.

Il giorno dell’approvazione del decreto avevo affermato che la Liguria, e con essa la stessa città di Savona, avrebbe perso oltre 170 milioni di investimenti pubblici ed in parte privati e 2.500 posti di lavoro.

Ora il sindaco di Savona non può che prenderne atto e tentare di gestire una situazione grave e complicata.
Forse è il caso che ora questi “leghisti dormienti”, che sbraitano ma che avvallano tutte le scelte del M5S, spieghino al sindaco di Savona le ragioni per le quali è giusto dirottare i nostri 18 milioni per coprire il famigerato reddito di cittadinanza.

Dunque niente TAV, niente Gronda per Genova e niente fondi per Savona: questa è la realtà dei fatti.

I leghisti Ripamonti e Foscolo che avevano in modo trionfante annunciato che i finanziamenti non erano stati cancellati ed affermato che per loro non esistevano “…Comuni di Serie A e di Serie B…”, in realtà forse pensavano che Savona e tutti i comuni liguri dovessero essere retrocessi in “Serie C”.

Carige, Vazio: “Da Villarosa arroganza, ma nessuna risposta sui debiti del fratello”

“Abbiamo oggi votato il Decreto Carige perché nell’interesse di famiglie e risparmiatori era giusto farlo, come giusto e identici erano il Decreto Mps e tutti i provvedimenti voluti ed approvati dai nostri Governi. Lo abbiamo fatto al cospetto del Sottosegretario M5S Alessio Villarosa, arrogante e sprezzante, ma soprattutto sedicente tutore dei risparmiatori. Un atteggiamento inaccettabile soprattutto da chi come lui non ha ancora fatto chiarezza rispetto alla restituzione dei 550mila dovuti dal fratello Massimiliano alla Banca Popolare di Vicenza”.

Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della questione sollevata durante il dibattuto sul Dl Carige.

“Nei mesi scorsi – spiega – anche attraverso atti parlamentari, noi e altre forze politiche abbiamo ricordato come Villarosa abbia lavorato in passato in Idea Finanziaria, la finanziaria del fratello Massimiliano, poi cancellata da Bankitalia per gravi irregolarità e sospetti d’usura. La stessa finanziaria ha dato proprie azioni in pegno alla Banca Popolare di Vicenza per un valore complessivo di 550 mila euro. Abbiamo per questo chiesto se poi quella somma fosse stata poi restituita per fugare il dubbio che i prestiti a Idea Finanziaria non abbiano contribuito a determinare il collasso dell’istituto. Ma i giorni e mesi sono trascorsi senza che lui si sia degnato a fornire una qualche risposta”.

“Sarebbe quindi opportuno che Villarosa la smetta con questi atteggiamenti arroganti e assolutamente inappropriati e fornisca risposte precise e circostanziate. Le famiglie e i risparmiatori possono essere difesi solo da persone che non debbano nascondere il proprio passato ed affiancare alle loro tragedie inquietanti vuoti di memoria. Perché sia fatta al più presto chiarezza ho presentato un’interrogazione sul tema”, conclude.

Savona, processo Camiciottoli: le parole di Rixi sono una vergogna senza uguali…

“Con la solidarietà del vice-ministro Rixi al sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, la traiettoria di imbarbarimento politico e di svilimento delle istituzioni tracciata dal governo giallo-verde fissa un suo nuovo, incredibile limite”. Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole del vice-ministro Edoardo Rixi sulla condanna del sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli per le frasi scritte su Facebook contro l’allora Presidente della Camera Laura Boldrini.

“Un sindaco – spiega – viene condannato per aver scritto, a proposito di un caso di stupro avvenuto a Rimini ‘Dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso’ e un Vice Ministro, invece che alla vittima, esprime solidarietà per l’autore di queste parole oscene e sessiste: è una vergogna che non ha uguali”.

“Per di più, Rixi manca di rispetto istituzionale nei confronti della magistratura e delle sentenze pronunciate in nome del popolo italiano; cosa che, considerato il ruolo di governo, assume un rilievo e una gravità eccezionale. Manca il rispetto nei confronti di quelle donne che giornalmente subiscono violenze fisiche e verbali e che dopo una tale dichiarazione di solidarietà si sentiranno una volta ancora umiliate”.

“La violenza contro le donne non si combatte nei ‘talk show’, ma con comportamenti nella vita reale che siano di esempio per tutti. Le parole di Rixi invece danno invece la misura come gli uomini possano essere rozzi e violenti”, conclude.

Carige, Vazio: “Il conflitto di interesse del presidente del Consiglio Conte è gravissimo”

“Il Governo del cambiamento M5S e Lega fa la stessa cosa contestata ai Governi Renzi e Gentiloni, e cioè pone in essere le garanzie e le coperture a tutela di Banca Carige e dei suoi obbligazionisti e risparmiatori. E nessuno di quelli che in Commissione Banche ululava allo scandalo sui salvataggi dei governi Pd, emetta un sola parola contraria”.

Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del decreto del governo sulla banca Carige.

“Per mesi – ricorda – ho combattuto in Commissione Banche contro Lega e M5S per affermare che l’azione dei governi Renzi e Gentiloni aveva evitato una vera e propria catastrofe, che erano stati scongiurati i potenziali effetti devastanti delle crisi bancarie, sia sotto il profilo occupazionale che sul tessuto produttivo, e che si erano rimborsati molti risparmiatori e obbligazionisti che, senza quegli interventi, sarebbero stati abbandonati al loro destino. Viceversa, mentendo sapendo di mentire, Lega e M5S, in Commissione Banche e sui media avevano in quel periodo posto in essere una vera e propria campagna di aggressione personale, condita di insulti e falsità, nei confronti di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, assumendo l’esistenza di conflitti di interessi e ‘benevoli’ vicinanze con i gruppi bancari interessati da quegli interventi”.

“Dopo mesi di insulti e menzogne la relazione della Commissione Banche e la storia ci hanno consegnato un verdetto inoppugnabile: nessuna vicinanza ‘benevola’ e nessun conflitto di interesse vero o supposto. Complimenti, dunque, per l’approvazione del provvedimento di ‘salvataggio’ della Banca, vergogna per la giravolta e l’odierna ‘omertà’. Oggi però il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Conte con passati amministratori di Banca Carige, della Fondazione e delle società dalla stessa controllate, e con i soci della banca medesima, per quello che si legge dai giornali, parrebbe invece evidente, imbarazzante e tale per dimensione e rilievo da meritare spiegazioni immediate”.

“Fare finta di nulla è semplicemente gravissimo, quasi come aver coperto di falsità e di insulti il Pd, Renzi e Boschi sapendoli assolutamente estranei ed anzi meritevoli di plauso. Tanto grave che, quantomeno il Parlamento, dovrà chiedere conto di queste azioni e di questi provvedimenti a questi signori”, conclude Vazio.

Piaggio Aerospace, Vazio (Pd): “Lega-M5S la vogliono sacrificare per il reddito di cittadinanza”

“La riunione al Mise sulla crisi della Piaggio ha fatto emergere una vergognosa evidenza: vogliono distruggere quanto costruito e progettato per anni nell’azienda aeronautica con fatica e ingegno. Siamo guidati da incapaci in malafede”. Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della difficile vertenza Piaggio Aerospace.

“Quella di ieri al Mise – spiega – doveva essere la riunione decisiva. E’ stata invece una buffonata, la solita presa in giro per i lavoratori, i sindaci dei comuni interessati e le associazioni sindacali. Di Maio non si è visto, non è stata avanzata alcuna soluzione e i parlamentari liguri di Lega e M5S erano solo impegnati a calmare gli animi e a rassicurare tutti che ‘picchiare contro il muro non farà poi tanto male’. Piaggio è guidata da un commissario che di aerei sa tanto poco che si porta dietro l’amministratore delegato dell’azienda posta in amministrazione controllata. Siamo in piena procedura fallimentare e il Governo M5S Lega ci dice di stare tranquilli?” si chiede Vazio.

“Cosa potrà succedere in 3 mesi che non si è potuto fare in 8? Cosa dovrebbe costruire la Piaggio Aerospace visto che per il Governo il drone ‘P1HH’ profuma troppo di Forze Armate? Il senatore Ripamonti e l’onorevole Foscolo, leghisti di Savona, distribuiscono calmanti a chi hanno ingannato con le loro promesse sindaci o lavoratori che siano”.

“Io sto con i sindaci di Albenga e Finale – Cangiano e Frascherelli – perché l’unica salvezza per Piaggio e per i suoi lavoratori è urlare la vergogna per aver distrutto la soluzione costruita con fatica dai Governi precedenti e già finanziata con 766 milioni di euro. Gettata via solo perché quei soldi magari servono per pagare il famoso reddito di cittadinanza con il quale il M5S ha vinto al Sud”, conclude Vazio.

Vazio: “Sì a Terzo Valico e raddoppio ferroviario, altrimenti disastro per la Liguria”

“Il ministro Toninelli la smetta una volta per tutte con la vergognosa sceneggiata della valutazione dei costi-benefici e si decida a realizzare le opere decisive per il destino economico della Liguria e di tutto il Nord-Ovest”. Lo dichiara Franco VAZIO, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del Terzo Valico.

“Già ieri – spiega – Confindustria ha calcolato quanto, dopo il crollo del ponte Morandi, costeranno alla Liguria l’incompetenza, l’arroganza e la linea grillina di anteporre l’ideologia anti-storica dei no ai bisogni del Paese: 784 milioni all’anno. Ogni mese di ritardo nella ricostruzione del ponte verrà dunque a costare ai liguri circa 65 milioni di euro. E questa non è solo la tassa Toninelli. È la dimostrazione, in cifre, della catastrofe economica a cui ci sta portando il folle atteggiamento dei grillini di opporsi alle opere pubbliche”.

“Un atteggiamento che diventa ancora più folle quando si estrinseca nei no al Terzo Valico e alla cancellazione del raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure. Non servono parole, ma atti concreti: se Toninelli è davvero tentato di sbloccare queste opere lo faccia subito. Senza il Terzo Valico, opera strategica e fondamentale per non isolare la ragione dal flusso continentale delle merci e dalle persone, non solo la Liguria, ma l’Italia intera si gioca buona parte del suo futuro. Senza contare il disastro sociale per le migliaia di operai che rischiano, con il solo rallentamento dei cantieri, di perdere già da domani il loro posto di lavoro”.

“I no hanno precisi responsabili nel M5S e nel Ministro Toninelli, ma anche compiacenti e ineffabili silenzi nei compari nella Lega. Il futuro economico e il benessere di un’area fondamentale del Paese non può essere sacrificato per seguire i sondaggi e certi deliri fuori della storia. Il tempo è ormai scaduto: servono subito i sí”, conclude.

Piaggio Aerospace: il Governo metta in pratica il decreto Gentiloni-Pinotti

La nomina di un commissario o ottenere un ‘appuntamento’ dal Governo, non sono certo le soluzioni ai problemi della Piaggio.

Il silenzio della maggioranza e del governo sul futuro di Piaggio era ed è irresponsabile. Ma è stato solo la naturale anticamera di questo disastro. La proprietà attendeva da molti mesi la conferma del Governo circa il programma di investimento connesso ai droni (P1HH e P2HH) e il relativo finanziamento di 766 milioni di Euro già assunto dal governo Gentiloni con un decreto del Ministro della Difesa Pinotti. Voleva, insomma, sapere se l’idea dei passati Governi Gentiloni e Renzi di rafforzare il futuro industriale di Piaggio, in un quadro sinergico con lo stato italiano, e quindi anche circa l’affidamento della manutenzione dell’intero parco motori delle Forze Armate, fosse ancora reale e percorribile.

Il Parlamento, con una schiacciante maggioranza di M5S e Lega, con le opposizioni favorevoli, doveva solo rilasciare un parere. Purtroppo un parere che ancora oggi non esiste. Senza contare che, da mesi, il Ministro della Difesa avrebbe potuto procedere in ogni caso.

Ora ci si attesta su urgenze che sono di retroguardia. Forse si pensa che il Commissario sia ‘Mago Zurlí’, che possa fare, senza soldi e senza impegni del Governo, quello che era a portata di mano solo pochi mesi fa? Le battaglie devono avere un obiettivo. Ma, soprattutto, è necessario avere chiaro cosa si chiede e chi lo deve fare”.
“Il Governo, Di Maio e i suoi sottosegretari potrebbero risolvere questa crisi. Ma si tratta di assumere subito una scelta politica, una scelta strategica ed economica in cui Piaggio e i lavoratori sono al centro.

Le ‘interlocuzioni’di cui parlano esponenti del Governo, le fake news e i post su Facebook non servono a nulla. Il governo dia subito corso al Decreto Gentiloni-Pinotti, perché i lavoratori non possono pagare il prezzo dei suoi no, della sua incapacità e inconcludenza.

Fondi Lega, l’omertà di Salvini è sempre più vergognosa

Anche per la Corte d’Appello di Genova la Lega di Bossi, Belsito, Salvini e Giorgetti e’ colpevole e quindi le somme ‘truffate’ agli italiani, i 49 milioni spesi o fatti sparire, devono essere confiscate: possibile che il ministro dell’Interno continui a far finta di nulla e a non spiegare che fine abbiano fatto quei soldi?

Una vergogna la cui gravita’ e’ aumentata dalle rivelazioni dell’ex tesoriere leghista Francesco Belsito, il quale ha evidenziato che Salvini, ‘come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano’.

Secondo Belsito, sapevano ‘Salvini e Maroni, anche Giorgetti e Calderoli’. Se, come sostiene Belsito, tutti sapevano, l’atteggiamento omertoso che il ministro dell’Interno si ostina a tenere, oltre che gravissimo fa anche a pugni con la linea di durezza della Lega. Un partito a due facce: da un lato, invoca punizioni draconiane per i delitti altrui, capovolgendo la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza, ma, dall’altro, pretende di fatto di essere trattato al di sopra della legge e non da’ il minimo contributo all’accertamento della verita’, rimediando almeno in parte alla ‘truffa’ a danno dei cittadini italiani restituendo il maltolto”.

Di fronte a questo spettacolo indecoroso e’ altrettanto indecente l’indifferenza dei 5 Stelle. Anche loro intransigenti con tutti, ma ciechi di fronte alle malefatte degli alleati di governo. Per Lega e 5 Stelle, insomma, “la Legge e’ uguale per tutti, ma qualcuno e’ piu’ uguale degli altri’.

Piaggio, dal Governo ancora nessuna risposta concreta

Impegni generici e nessuna risposta concreta. Questo è quanto emerso dal vertice sul futuro di Piaggio Aero, svoltosi questa mattina al Mise.

Rispetto all’incontro, i lavoratori nutrivano la speranza di un risultato positivo per il futuro. Ma le loro aspettative e quelle del territorio sono state deluse, perché dalla riunione, alla quale il ministro Di Maio era assente, non è emerso nessun impegno certo circa la possibile conferma del finanziamento di 766 milioni di Euro, già stanziati dai governi Renzi e Gentiloni, per il programma P2hh.

Con le loro relazioni i rappresentanti del governo hanno parlato solo di contatti, interlocuzioni e decisioni ancora da definire. Semplici frasi di circostanza e intenzioni generiche che da sole non bastano certo a scongiurare la crisi dell’azienda che coinvolgerebbe 1200 lavoratori più l’indotto.

Con questo governo orientato a non decidere, il quadro appare davvero preoccupante. Il nostro impegno per tutelare i lavoratori non si ferma però. Domani verrà riunita la Commissione Difesa con l’audizione dell’AD Piaggio sul parere per l’acquisizione dei droni, in questa sede ci adopereremo per arrivare ad un pronunciamento positivo per la Liguria.

Vito Vattuone, membro Commissione Difesa Senato e segretario PD Liguria

Franco Vazio, vicepresidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati

Giacomo Vigliercio, segretario Pd Savona

Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova

Ludopatia: a Ventimiglia scelta coraggiosa da seguire

“Quella del sindaco di Ventimiglia contro la ludopatia è una scelta coraggiosa che merita di essere seguita e incoraggiata”. Lo dichiara Franco VAZIO (Pd), Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito dell’ordinanza con cui il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano non fornisce elettricità a slot machine e videopoker della sua città prima del tramonto.

“La ludopatia – spiega – è un problema sempre più diffuso, che mina l’equilibrio psicologico delle persone e spesso manda in dissesto i bilanci familiari. La soluzione del sindaco di Ventimiglia è radicale, ma non manca certo di efficacia. Impedire l’accensione delle macchinette per scommettere riduce le ore possibili per il gioco, protegge le categorie più deboli come i minori, senza porre un divieto assoluto, anche se solo dopo il tramonto. È quindi un compromesso intelligente che previene gli eccessi proteggendo le persone più fragili”.

“Mi auguro per questa ragione che l’esempio di Ventimiglia offra uno spunto di riflessione a tanti amministratori locali affinché pongano in essere efficaci misure di contrasto alla ludopatia, nel tentativo di arginare uno dei fenomeni più diffusi e più gravi del nostro tempo”, conclude.

Banche, Vazio: “Di Maio prende in giro i risparmiatori”

(9Colonne) Roma, 14 nov – “Con le sue nuove rassicurazioni, Di Maio continua a prendere in giro i risparmiatori truffati. Mente sapendo di mentire e lo fa pure male”. Lo dichiara Franco VAZIO, vice presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle dichiarazioni di Luigi Di Maio sulla tutela dei risparmiatori.

“I fatti – spiega il deputato Pd – parlano chiaro. Le misure proposte dal governo in tema bancario sono l’esatto contrario di quanto il vice premier grillino sta dicendo in queste ore e va propagandando ai rappresentanti dei risparmiatori. La legge di Bilancio all’art. 38 prevede un vero e proprio ‘condono tombale’ per le responsabilità personali e patrimoniali di Bankitalia, di Consob, delle Banche e dei loro responsabili dell’epoca”.

“Di Maio può spiegarmi perché un risparmiatore truffato per prendere il 30 % dei suoi soldi dallo Stato deve rinunciare a rincorrere i responsabili delle truffe e di chi doveva vigilare e non ha vigliato? In una transazione è naturale che le parti possano rinunciare alle reciproche ulteriori pretese, ma è davvero surreale e dal sapore quasi ‘estorsivo’ che lo Stato pretenda e si faccia mediatore di rinunce nei confronti di terzi che di soldi non ne tirano fuori e che anzi sono i veri responsabili delle note depredazioni”.

“Di Maio sembra vivere in due mondi paralleli. Da un lato quello della propaganda, dove da anni usa i problemi del sistema bancario per racimolare voti, dall’altro il piano della realtà, dove con norme ad hoc protegge e copre vergognosamente Banche, Bankitalia e Consob e i loro vertici”.