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Iniziative

Raddoppio ferroviario, ci siamo… Finanziamento nel contratto con RFI

RADDOPPIO FERROVIARIO Andora – Finale Ligure, un sogno che diventa finalmente REALTA’– Presentato l’aggiornamento del Contratto RFI 2018/2019

Il 25 novembre il Sottosegretario al MIT, Sen. Margiotta, in visita in provincia di Savona

Sono anni che si parla del completamento del raddoppio ferroviario Andora – Finale Ligure: ora siamo davvero pronti per partire.

Il Governo, infatti, raccogliendo le istanze del nostro territorio, ha presentato l’aggiornamento del Contratto di Programma RFI per gli anni 2018/2019, che finalmente prevede il finanziamento dell’opera.

Insomma un reale e decisivo impulso alla relativa progettazione definitiva ed esecutiva, già finanziata.

Già nel 2020, una volta approvato l’aggiornamento del Contratto RFI 2018/2019, si potrà dare corso alla progettazione, che ovviamente terrà conto di tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti tecnici che in questi anni sono stati fatti e si sono succeduti.

Al netto delle procedure di affidamento, le attività progettuali potranno essere concluse in meno di sei mesi.

Conclusa la progettazione definitiva potrà essere avviato l’iter autorizzativo con le procedure L.55/19 (270 giorni o in presenza di Commissario 97 giorni) e quindi poi si darà finalmente il via ai cantieri per l’esecuzione dell’opera.

Il Ministero delle Infrastrutture – MIT -, nella sua interezza e senza tentennamenti, è impegnato per dare seguito ad una infrastruttura ferroviaria ritenuta assolutamente prioritaria per lo sviluppo del Paese.

Ho sentito ancora in queste ore i sottosegretari On. Traversi (M5S) e Sen. Margiotta (PD) che mi hanno garantito il loro personale impegno.

Lunedì prossimo (25/11) per dare conto di ciò e per gli opportuni raccordi istituzionali, il Sen. Salvatore Margiotta, Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, incontrerà i sindaci e gli amministratori della provincia di Savona (nei prossimi giorni i dettagli dell’incontro).

Siamo davvero e finalmente passati dal dire e sognare, al fare e costruire il futuro della Liguria.

Non possiamo interrompere la ricostruzione di Genova

Toti e la Giunta regionale dormono
e si sono sdraiati ai piedi dell’ex Governo leghista

Toti e la sua Giunta si sono accontentati del Decreto Genova che finanziava solo sino alla fine del 2019 i contratti di lavoro a tempo determinato previsti per coloro che sono stati assunti per la fase emergenziale della ricostruzione come per esempio polizia municipale (per Genova sono 150 per esempio) assistenti sociali e amministrativi.

Il PD, come forza di minoranza, in Comune, in Regione e in Parlamento aveva a suo tempo lanciato l’allarme e aveva provato a modificarlo chiedendo la proroga delle scadenze.

Oggi bisogna rifinanziare quei contratti a termine con la legge di bilancio, subito e per il tempo necessario almeno fino alla fine della fase di ricostruzione, nonché affrontare le altre criticità come la proroga degli ammortizzatori sociali.

Non ci voleva uno scienziato per capire che servivano più tempo e più soldi, ma per piaggeria e per non scontentare il “Capitano” Toti si era colpevolmente accontentato di norme insufficienti.

Ora magicamente, alle porte delle elezioni regionali, cambiato il Governo, Toti si è svegliato! Sono finiti i comizi a Roma con il “Capitano”? Questa è la notizia!

Abbiamo sempre lavorato per il bene di Genova e della Liguria a fianco di chi aveva responsabilità e poteri, ma ora non si può più accettare e aspettare il disastro.

Toti dirà che ci penserà lui … Sarà la solita storia, la solita fake news che si ripeterà perché per ora non pervenuto al Governo anche come commissario dell’emergenza.

Abbiamo già visto i disastri e i ritardi sulla Sanità e sulle Infrastrutture e noi non aspetteremo…

Ci penseremo noi!

Siamo Liguri non siamo “fessi”.

Infrastrutture, Toti e Giampedrone prendono in giro i liguri

Con gli “amici” leghisti fatto nulla

Abbiamo letto le 11 richieste dell’assessore regionale Giampedrone per il miglioramento dell’autostrada A10 rivolte al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli.

Siamo fuori tempo massimo e i modi fanno davvero tenerezza.

Hanno avuto per oltre un anno Ministri e Sottosegretari leghisti e “amici”, hanno raccontato di sinergie e assonanze straordinarie con il passato Governo leghista e in 14 mesi il risultato è stato pari a zero.

Ora che sono cambiati Ministri e Sottosegretari, che le elezioni regionali incombono e le loro poltrone traballano, mettono in mora chi solo da pochi giorni prova a dare risposta e soluzioni a questioni cui la Giunta Toti e il passato Governo non si sono mai realmente interessati.

Ci occuperemo noi di questo, comprese tutte le altre sfide infrastrutturale perse e dimenticate da Toti e dalla sua Giunta.

In queste ore stiamo facendo una puntuale verifica con il Ministero e i Sottosegretari circa priorità e interventi dimenticati che da subito possono essere progettati e avviati.

Entro la fine di novembre saranno in Liguria i membri del Governo che si occuperanno di questi temi per confrontarsi con i sindaci e i territori in un quadro profondamente mutato.

Pensare che gli amministratori e i cittadini siano importanti solo ogni 5 anni ed in prossimità delle elezioni è una cosa fa a pugni con l’intelligenza dei liguri.

Ci sono territori, amministratori e sindaci che rincorrono da anni la Regione, il suo presidente e i suoi assessori per un confronto; questo vale per le Infrastrutture, vale per la Sanità e per tanto altro…

Siamo Liguri, non siamo “fessi”.

(Fonte ANSA): Ecco le 11 richieste di intervento per il miglioramento dell’autostrada A10 nel tratto tra Savona e Ventimiglia per il bando dei concessionari autostradali. Le concessioni su questa tratta andranno in scadenza nel 2021.

Gli interventi sono: 1) Realizzazione della barriera autostradale di Ventimiglia – Porta d’Italia già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 2) Progettazione della strada in sponda destra del Torrente Roja a Ventimiglia; 3) Nuovo casello autostradale a Camporosso/Vallecrosia; 4) Progettazione dell’asta stradale tra Sanremo Foce e lo svincolo autostradale di Sanremo Ovest; 5) Viabilità di accesso allo svincolo stradale di San Lazzaro sulla Aurelia bis a Sanremo; 6) Realizzazione del completamento dello svincolo di San Martino sulla variante Aurelia a Sanremo, opera già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 7) Potenziamento e messa in sicurezza della strada di accesso dallo svincolo di Arma di Taggia all’innesto con l’Aurelia bis; 8) Nuovo casello autostradale a Cipressa; 9) Realizzazione dell’adeguamento strutturale della strada a 4 corsie nei comuni di Vado Ligure, Quiliano e Savona; 10) Progettazione e realizzazione dello svincolo di Bossarino a Vado Ligure, opera già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 11) Progettazione e realizzazione della rifunzionalizzazione e potenziamento dell’interconnessione tra A10 e A6.

Congresso nazionale PD… E’ urgente farlo?

In queste ore ci sono dirigenti che invocano un congresso nazionale straordinario del PD.

La situazione e i cambiamenti politici a cui abbiamo assistito in questi mesi, a partire dalla formazione del nuovo Governo, in effetti richiederebbero una riflessione profonda e questa sarebbe naturale farla in un congresso.

Nello stesso tempo dobbiamo però tenere conto che oggi l’Italia si attende dai noi un’azione di governo efficace e forte, non l’ennesima discussione.

Un congresso ora, col Governo che muove i primi passi, mi sembra oggettivamente problematico.

Mi viene da pensare che il Paese dal PD e dal Governo si aspetta altro.

Ma se si vorrà fare un congresso subito e in ogni caso noi, senza timori di sorta, non ci tireremo certo indietro.

Franco Vazio
Base Riformista

Massimo impegno del Governo per il nuovo carcere nel savonese

TRIBUNALE di SAVONA: soddisfazione per gli ottimi risultati e per l’efficienza

Uomini e donne, tecnologia e tanto impegno costruiscono i risultati.

Erano in pochi a credere che il processo telematico avrebbe cambiato in meglio la Giustizia: molte erano le critiche e le perplessità che ricevevo quando giravo l’Italia ad illustrare questa rivoluzione.

Molti magistrati e molti avvocati non ebbero però esitazioni e grazie a loro oggi raccogliamo questi risultati.

A Savona poi gli uomini e le donne della Giustizia, magistrati, avvocati, cancellieri, funzionari e addetti del Tribunale hanno fatto la differenza consegnando al Paese una bella faccia della Pubblica Amministrazione.

Avere un Tribunale efficiente non solo garantisce gli interessi dei cittadini, ma rappresenta anche un vantaggio tangibile per tutta l’economia della provincia: non posso che esserne orgoglioso e congratularmi con tutti per il lavoro svolto e l’impegno profuso.

Esiste però una grave ferita rappresentata dalla mancata realizzazione del nuovo carcere dopo la chiusura del Sant’Agostino.

Quasi alla fine della passata legislatura (2018) avevamo completato, con l’intesa di tutti gli enti locali coinvolti, l’iter preventivo di indicazione delle aree e il Ministero delle Infrastrutture, acquisto il parere preliminare del Ministro della Giustizia, aveva avviato l’istruttoria per dare l’assenso definitivo: da allora si è bloccato qualcosa.

Dire per colpa di chi, se per il tentativo di spostare il carcere su altre aree o per velleità locali non saprei dire.

Quello che è certo è che, ancora questa settimana, a margine della sua audizione in Commissione Giustizia – che ho presieduto -, con il Ministro Alfonso Bonafede abbiamo convenuto che la costruzione del nuovo carcere di Savona era e resta una priorità.

Il Ministro dopo averlo citato nella sua relazione si è ripromesso di verificare lo stato dell’iter che era stato avviato e mi ha assicurato di fare il punto della situazione nel più breve tempo possibile.

Sono certo che il nuovo Governo e la maggioranza sapranno dare la risposta che questo territorio attende da troppo tempo.

Fondi europei per l’agricoltura ligure, fallimento della giunta Toti

La Giunta Toti è lo specchio dei fallimenti: ieri la Sanità oggi l’Agricoltura. Il presidente ha le stesse responsabilità dell’assessore leghista Mai che ha sempre difeso.

Dopo il naufragio dei risarcimenti alluvionali ora traguardiamo con preoccupazione quello dei finanziamenti europei in un settore strategico per l’economia del nostro territorio. Il fatto che una regione come la nostra sia agli ultimi posti per l’erogazione dei contributi è una cosa gravissima e inconcepibile.

La Regione non è riuscita a soddisfare le tante domande provenienti dalle aziende, dimostrando grosse carenze gestionali e mettendo a rischio il comparto agricolo che aspettava risorse importanti.

Ci è parso ridicolo inoltre chiedere ad Agea l’utilizzo del software della regione Marche, dimenticando che esiste, in teoria, Liguria Digitale.

I fatti parlano da soli, non esistono scuse o giustificazioni di sorta rispetto a questo disastro amministrativo, che pagano a proprie spese gli agricoltori savonesi e liguri.

Guardiamo ora se qualche associazione o qualche impresa agricola li riesce ancora a difendere…

Piaggio e Fincantieri, commesse decisive per l’industria ligure

Lo sblocco dei droni per Piaggio Aerospace e di due sommergibili per Fincantieri da parte della Commissione Difesa del Senato rappresentano fatti importantissimi per l’industria ligure.

In particolare l’acquisizione di due aeromobili a pilotaggio remoto P1HH (160 milioni di euro) e l’iter sull’acquisizione di 9 velivoli P180 denominati e per l’ammodernamento di 19 aerei (di cui 11 per l’Aeronautica, 3 per l’Esercito, 2 per la Marina e 2 per i Carabinieri), per un valore complessivo di ben 143,5 milioni di euro, sono due commesse decisive per Piaggio, Laer H e per tutti i lavoratori di tali aziende che da tempo attendevano questa notizia.

È anche la dimostrazione dell’impegno di questo Governo e di questa maggioranza nel salvaguardare le eccellenze produttive del nostro territorio.

Il partito Democratico si è prontamente attivato per accelerare su entrambe le commesse per le aziende liguri. Ora si possono intravedere positive ed importanti prospettive industriali e occupazionali attese con ansia da tanti lavoratori.

Matteo Renzi lascia, la mia strada continua nel Partito Democratico

Non è un momento banale, uno di quelli che ti fai scivolare addosso. Comunque sia è una sofferenza.

Con Matteo ho percorso un tratto entusiasmante della mia vita politica, non privo di errori, ma durante il quale ho avuto l’onore e la fortuna di sostenere scelte di governo importanti di cui andare fieri.

Ora servono prudenza e saggezza. Decisioni politiche e sentimenti si intrecciano in queste ore.

Anche questa volta, seppur con sofferenza, privilegio il “NOI” e l’essere “COMUNITÀ”.

La politica è servizio, è pensiero e azione fondati su valori e storia.

Ho grande rispetto delle donne e degli uomini con i quali ho concorso a fondare il Partito Democratico.

Un quadro politico frammentato è per sua natura più debole.

Sono fortemente convinto che una vera battaglia per creare opportunità e sconfiggere ingiustizie si possa condurre solo con un grande soggetto politico riformista, anche animato da sensibilità diverse, ma unito da obiettivi e valori comuni.

Per queste ragioni non seguirò Matteo Renzi, per questi motivi raddoppierò forze e impegno al servizio della “nostra comunità”, del Partito Democratico.

Ritenevo che avesse sbagliato chi negli anni scorsi se ne era andato e che quella “scissione” fosse stata una ferita dannosa.

A caldo, anche questa scelta, che ovviamente rispetto, mi pare un errore…

Crisi di governo: il testo dell’odg di Zingaretti approvato all’unanimità

Questo l’ordine del giorno del segretario Nicola Zingaretti approvato a unanimità dalla direzione nazionale del partito Democratico: “La direzione nazionale del partito Democratico giudica la caduta del governo lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza gialloverde responsabile di una paralisi dell’economia, di un impoverimento diffuso, un tessuto imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell’Italia sulla scena europea e internazionale. Rivolge un appello alle organizzazioni territoriali affinchè sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese. Ripone massima fiducia nell’azione del Presidente Mattarella che ringraziamo per l’opera incessante di tutela delle istituzioni e delle procedure democratiche. Ritiene che in assenza di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni”.

“Nel pieno rispetto delle sue prerogative la delegazione del Pd indica al capo dello Stato i presupposti sui quali intende concentrare la propria iniziativa per l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura: l’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione; il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralitaà del Parlamento; l’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo; una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei; una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’IVA”.

“Se tali condizioni troveranno nei prossimi giorni un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un’ampia base parlamentare siamo disponibili ad assumerci la responsabilità di dar vita a un governo di svolta per la legislatura. In caso contrario il Partito Democratico coinvolgerà le forze politiche disponibili a costruire un progetto di alternativa e rigenerazione dell’economia e della società italiana. Ci rivolgeremo alle energie più consapevoli della società, i giovani, le donne, movimenti, associazioni, la rete diffusa del civismo, dei sindaci e degli amministratori. In un passaggio così delicato l’unità e compattezza del partito Democratico, pure nella ricchezza del suo pluralismo, è una garanzia di tenuta per l’intero sistema politico e istituzionale”.

“La democrazia e i suoi canali di partecipazione sono un patrimonio prezioso che oggi tutte e tutti noi dobbiamo preservare in uno spirito di unità del più largo campo progressista”.

Ponte Morandi, molto resta ancora da fare…

GENOVA un anno dopo
Molto è stato fatto
Molto resta da fare

Ad un anno esatto dal crollo del ponte Morandi possiamo affermare che Genova e la Liguria hanno resistito; con orgoglio, con generosità, ma anche con tanta fatica.

Renzo Piano ha regalato un’idea e un nuovo orizzonte per Genova; sta nascendo un nuovo ponte che ha la bellezza e tutto l’orgoglio della nostra terra.

Ma non basta.

Se è vero che è stata realizzata una viabilità alternativa in tempi oggettivamente brevi, è altrettanto vero che il cuore del problema non è stato affrontato.

La Gronda, la viabilità veloce di collegamento est-ovest, pare essere naufragata.

Le sofferenze patite dal porto più importante del Mediterraneo sono ancora tutte da risolvere.

Il confronto e i dibattiti sono sempre utili, le passerelle e le promesse non mantenute meno; servono atti e investimenti.

Accanto a tutto ciò serve la verità sulle cause del disastro, c’è bisogno di capire quali siano le responsabilità e a chi vadano addebitate; senza processi sommari, ma senza sconti e senza scorciatoie. Fiducia quindi nel paziente e prezioso lavoro della Magistratura.

Chiedono Giustizia le 43 vittime che il ponte Morandi un anno fa si è portato via.

La pretende l’intera comunità ligure!!!

Commissione banche, nomina per il deputato Franco Vazio: “Tutelare risparmiatori e mercato”

Il parlamentare ligure del partito Democratico Franco Vazio nominato nella commissione bicamerale sulle banche. Ieri, infatti, la nomina dei componenti della commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Prima convocazione il prossimo 4 settembre, alle ore 15, presso la sede di Palazzo San Macuto, per procedere alla formale costituzione. L’annuncio è stato dato nell’Aula della Camera dal presidente di turno, Ettore Rosato (Pd).

“Essere stato chiamato nuovamente a far parte della commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario è per me un grande onore e nello stesso tempo anche una grande responsabilità. Nella scorsa legislatura avevamo svolto un attento lavoro di analisi e di raccolta per comprendere cosa non avesse funzionato nei sistemi di controllo e di vigilanza e come fosse stato possibile che i diritti di tanti risparmiatori fossero stati calpestati. Spetta alla magistratura giudicare i colpevoli di eventuali reati” sottolinea il deputato Dem Franco Vazio.

“A noi, alla commissione bicamerale, compete l’onere di indagare e valutare le responsabilità̀ che vanno oltre i processi penali, di dare risposte ai risparmiatori truffati e soprattutto di costruire garanzie per il futuro. Infatti se i controlli fossero stati reali e le reazioni tempestive, nonostante i crimini commessi, molti dei disastri noti alle cronache probabilmente non si sarebbero prodotti” aggiunge.

“La montagna di carte che si pubblicano e che si inoltrano agli Enti di Vigilanza, le firme che si fanno apporre ad ignari risparmiatori non bastano e forse neppure servono. Il controllo e la vigilanza devono essere reali e trasparenti, si deve intervenire subito e non dopo anni, la tutela dei risparmiatori e del mercato deve venire prima di tutto e senza condizioni. C’è un grande lavoro da fare, c’è in gioco il futuro è la credibilità̀ dell’intero Paese” conclude il parlamentare ligure del Pd.

Ecco tutti i componenti: Francesco Boccia (Pd), Giuseppe Buompane (M5S), Giulio Centemero (Lega), Dimitri Coin (Lega), Silvia Covolo (Lega), Felice Maurizio D’Ettore (FI), Guglielmo Epifani (Leu), Tommaso Foti (Fd’I), Sestino Giacomoni (FI), Claudio Mancini (Pd), Alvise Maniero (M5S), Luigi Marattin (Pd), Tullio Patassini (Lega), Raphael Raduzzi (M5S), Marco Rizzone (M5S), Carla Ruocco (M5S), Bruno Tabacci (Misto), Riccardo Tucci (M5S), Franco VAZIO (Pd), Pierantonio Zanettin (FI). Per i senatori la compongono: Rossella Accoto (M5S), Alberto Bagnai (Lega), Anna Maria Bernini (FI), Laura Bottici (M5S), Maurizio Buccarella (Misto), Roberto Calderoli (Lega), Francesco Castiello (M5S), Luciano D’Alfonso (Pd), Andrea de Bertoldi (Fd’I), Stanislao Di Piazza (M5S), Massimo Ferro (FI), Elio Lannutti (M5S), Mauro Maria Marino (Pd), Gianluigi Paragone (M5s), Daniele Pesco (M5S), Gaetano Quagliariello (FI), Erica Rivolta (Lega), Renato Schifani (FI), Dieter Steger (Autonomie) e Luigi Zanda (Pd).

Giustizia e Garanzie: la vera sfida per un partito Riformista

CSM, Vazio (Pd): “Intercettare Lotti è stata una violazione enorme della Costituzione”

Il tema della giustizia e delle garanzie costituzionali rappresentano la vera sfida di un partito Riformista. Questo l’intervento dell’On. Franco Vazio del partito Democratico, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, all’incontro organizzato da Base Riformista a Montecatini.

L’On. Vazio ha ribadito con forza come autonomia e indipendenza della Magistratura sono principi da difendere ad ogni costo e che la separazione delle carriere sono una strada da percorrere nel solco della Costituzione e del “Giusto Processo”. Ma accanto a tutto ciò ci sono la presunzione d’innocenza e le garanzie da difendere: “Un processo segna una persona in modo irreversibile tanto se assolto, tanto se archiviato: per questa ragione esistono norme che vanno rispettate e difese”.

Il parlamentare Dem per spiegare questi principi si è si è soffermato sul caso-Lotti e sulle intercettazioni a carico dell’ex ministro, ritenute una palese violazione delle disposizioni della Costituzione: “C’è un tema di garanzie costituzionali grande come una casa. C’è una delibera del CSM, del 29 luglio 2016, in cui si dice chiaramente che le intercettazioni casuali e irrilevanti di parlamentari non devono essere trascritte. Tutte le Procure ribadiscono con circolari pubbliche che tutte le intercettazioni irrilevanti e inutilizzabili non devono essere trascritte. Nonostante questo, però, nella recente vicenda del Csm le intercettazioni di due parlamentari, assolutamente irrilevanti perché estranee al reato per cui si stava intercettando, sono state trascritte e pubblicate sui giornali”.

“Allora oggi – ha proseguito Vazio – mi chiedo: perché sono state trascritte quelle intercettazioni? Perché sono state autorizzate quelle trascrizioni e non distrutte? Perché il Csm ne ha chiesto la trasmissione ben sapendo che non potevano essere richieste e utilizzate? Siamo di fronte a tre errori clamorosi e alla chiara violazione di norme costituzionali”.

“Se esistono norme costituzionali vanno rispettate. Se esistono diritti vanno tutelati e garantiti. Un partito riformista combatte affinché questi diritti vengano rispettati, perché la presunzione di innocenza sia un valore da difendere e non un orpello da abbattere. Ma quelli che ieri si battevano a difesa della Costituzione più bella del mondo dove sono finiti?” ha concluso il parlamentare Dem.

Fisco, condono cassette di sicurezza è ‘lavatrice’ per denaro sporco?

“L’insistenza e la pervicacia con la quale Salvini continua a proporre un condono per il contante contenuto nelle cassette di sicurezza fa rabbrividire”. Lo dice Franco Vazio (Pd), vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole di Matteo Salvini sull’ipotesi di una tassa sulle cassette di sicurezza.

“Soprattutto – continua – quando in queste ore si legge di arresti che coinvolgono presunti ‘consulenti’ della Lega e del ministro Salvini che avrebbero, in tesi di accusa, forti legami con ambienti imprenditoriali vicini al latitante Messina Denaro. Ciò che preoccupa non e’ tanto che si tratti di una patrimoniale o di un condono, quanto del fatto che sia una sorta di ‘lavatrice’ di denaro sporco”.

“Si tratta infatti di contante, di cui non si conosce la provenienza e per tante, troppe ragioni che potrebbe non essere frutto di leciti risparmi, ma più ragionevolmente di fonte illecita, provento di evasione, di riciclaggio e di attivita’ criminale. Queste ore e queste recenti notizie rafforzano il nostro ragionevole timore. È proprio il governo del cambiamento: la lotta alla criminalità organizzata è stata soppiantata dalla creazione di strumenti tanto creativi, quanto utili per il suo rafforzamento”, conclude.

Congresso nazionale Forense: #disastri di riforma della Giustizia

“Il ruolo dell’avvocato per la democrazia e nella Costituzione”

È stato un onore partecipare al Congresso Nazionale Forense per parlare delle possibili riforme e dei mali della Giustizia.

Le Camere Penali e gli Avvocati riuniti in Congresso non solo hanno inveito contro gli esponenti della maggioranza gialloverde, ma addirittura hanno gridato ad una sola voce contro i #disastri di riforma della Giustizia approvati o sostenuti dalla Lega e dal M5S.

Prescrizione, DDL cosiddetto “Spazzacorrotti” e da ultimo il tentativo per far approvare la castrazione chimica.
Hanno bollato queste riforme come populiste e ad efficacia #zero.

Un solo fine: calpestare diritti e garanzie per rispondere alla piazza. Mi sono sentito a casa.

I molti applausi ricevuti mi hanno fatto ovviamente molto piacere, ma non hanno però sopito le mie preoccupazioni per un Governo che produce disastri in ogni campo.

Assoluzione per Raffaella Paita, giustizia è fatta

IL MIO INTERVENTO IN AULA

Anche la Corte d’Appello ha pronunciato una sentenza di assoluzione per l’On. Paita.

È la parola fine ad una vicenda giudiziaria dai contorni drammatici, esplosa in piena campagna elettorale.

Abbiamo ragione noi quando affermiamo che la Giustizia esiste. Il tempo è galantuomo.
Ritornano però alla mente i titoli in prima pagina, i comizi elettorali, i commenti di quei giorni.

Toti ha vinto ed è Presidente della Regione Liguria per questa ragione?  Nessuno lo può affermare. Certo è che questa storia, ha pesantemente condizionato il dibattito politico.

Non è lo spunto per una polemica, ma solo una pacata riflessione sul significato di Giustizia, sulla fretta di colpire presunti colpevoli in piazza, sulla voglia di chi, senza idee, vuole percorrere scorciatoie antidemocratiche.

Lella Paita, dopo aver ascoltato la sentenza di primo grado, con le lacrime agli occhi, disse di voler correre a casa da suo figlio per spiegargli “… che sua mamma si era comportata bene…”.

Noi lo sapevamo; non avevamo bisogno della sentenza della Corte d’Appello.

Resta però il dispiacere di non poter cancellare dal cuore di Lella e dei suoi cari una sofferenza troppo grande e oggi possiamo dire, totalmente ingiusta.

Stadio di Roma, Vazio (Pd): “Da Di Maio e Bonafede silenzi e opacità”

“Liquidare, come fa Di Maio, le vicissitudini giudiziarie che hanno colpito gli esponenti dei 5 Stelle con espulsioni postume e tardive, è puerile”. Lo dichiara Franco Vazio, vicepresidente Pd della Commissione Giustizia della Camera, a proposito dell’inchiesta sullo stadio della Roma.

“Sono garantista sempre – sottolinea Vazio – non a giorni alterni, ma quello che sta accadendo attorno allo stadio della Roma interpella la politica, prima che la magistratura. Al netto dei processi, degli arresti e delle ipotizzate corruzioni, esiste un intreccio conclamato tra politica – a 5 Stelle – e una serie di affari e persone la cui opacità lascia senza parole. Provare a liquidare gli intrecci imbarazzanti con espulsioni postume e tardive è puerile”.

“Se Di Maio vuole risolvere il problema deve agire alla radice: la politica deve avere i geni per prevenire, non per giustificarsi o ripulirsi. È da giugno che non ricevo alcuna risposta alla mia interrogazione sul ruolo e i rapporti del costruttore Parnasi con personaggi ben introdotti nel mondo a 5 stelle come Lanzalone, e alcuni esponenti del governo. Oggi scopriamo dai giornali che nel frattempo qualcuno, con un’indiretta copertura, si dava da fare”.

“Di Maio e Bonafede da assertori di ‘onestà’ si sono trasformati in protagonisti di opachi silenzi, insabbiamenti e coperture politiche”, conclude.

Savona, addio ai 18 milioni del “Bando Periferie” per Villa Zanelli e la nuova passeggiata

Il sindaco Caprioglio dica grazie al Governo

I nodi vengono al pettine. Ora è chiaro a tutti che i fondi e gli interventi per riqualificare le periferie di 326 comuni abitati da 20 milioni di italiani sono stati cancellati oppure le procedure, i cavilli e le condizioni poste dal governo giallo-verde sono tali che queste preziose risorse sono di fatto inaccessibili.

Si trattava di interventi mirati per migliorare la qualità della vita nelle nostre città, per ricucire il centro con la periferia, per trasformare luoghi degradati in luoghi in cui fosse bello vivere e lavorare, dove bellezza e sicurezza fossero legati ad un doppio filo.

Il giorno dell’approvazione del decreto avevo affermato che la Liguria, e con essa la stessa città di Savona, avrebbe perso oltre 170 milioni di investimenti pubblici ed in parte privati e 2.500 posti di lavoro.

Ora il sindaco di Savona non può che prenderne atto e tentare di gestire una situazione grave e complicata.
Forse è il caso che ora questi “leghisti dormienti”, che sbraitano ma che avvallano tutte le scelte del M5S, spieghino al sindaco di Savona le ragioni per le quali è giusto dirottare i nostri 18 milioni per coprire il famigerato reddito di cittadinanza.

Dunque niente TAV, niente Gronda per Genova e niente fondi per Savona: questa è la realtà dei fatti.

I leghisti Ripamonti e Foscolo che avevano in modo trionfante annunciato che i finanziamenti non erano stati cancellati ed affermato che per loro non esistevano “…Comuni di Serie A e di Serie B…”, in realtà forse pensavano che Savona e tutti i comuni liguri dovessero essere retrocessi in “Serie C”.

Carige, Vazio: “Da Villarosa arroganza, ma nessuna risposta sui debiti del fratello”

“Abbiamo oggi votato il Decreto Carige perché nell’interesse di famiglie e risparmiatori era giusto farlo, come giusto e identici erano il Decreto Mps e tutti i provvedimenti voluti ed approvati dai nostri Governi. Lo abbiamo fatto al cospetto del Sottosegretario M5S Alessio Villarosa, arrogante e sprezzante, ma soprattutto sedicente tutore dei risparmiatori. Un atteggiamento inaccettabile soprattutto da chi come lui non ha ancora fatto chiarezza rispetto alla restituzione dei 550mila dovuti dal fratello Massimiliano alla Banca Popolare di Vicenza”.

Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della questione sollevata durante il dibattuto sul Dl Carige.

“Nei mesi scorsi – spiega – anche attraverso atti parlamentari, noi e altre forze politiche abbiamo ricordato come Villarosa abbia lavorato in passato in Idea Finanziaria, la finanziaria del fratello Massimiliano, poi cancellata da Bankitalia per gravi irregolarità e sospetti d’usura. La stessa finanziaria ha dato proprie azioni in pegno alla Banca Popolare di Vicenza per un valore complessivo di 550 mila euro. Abbiamo per questo chiesto se poi quella somma fosse stata poi restituita per fugare il dubbio che i prestiti a Idea Finanziaria non abbiano contribuito a determinare il collasso dell’istituto. Ma i giorni e mesi sono trascorsi senza che lui si sia degnato a fornire una qualche risposta”.

“Sarebbe quindi opportuno che Villarosa la smetta con questi atteggiamenti arroganti e assolutamente inappropriati e fornisca risposte precise e circostanziate. Le famiglie e i risparmiatori possono essere difesi solo da persone che non debbano nascondere il proprio passato ed affiancare alle loro tragedie inquietanti vuoti di memoria. Perché sia fatta al più presto chiarezza ho presentato un’interrogazione sul tema”, conclude.

Savona, processo Camiciottoli: le parole di Rixi sono una vergogna senza uguali…

“Con la solidarietà del vice-ministro Rixi al sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, la traiettoria di imbarbarimento politico e di svilimento delle istituzioni tracciata dal governo giallo-verde fissa un suo nuovo, incredibile limite”. Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole del vice-ministro Edoardo Rixi sulla condanna del sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli per le frasi scritte su Facebook contro l’allora Presidente della Camera Laura Boldrini.

“Un sindaco – spiega – viene condannato per aver scritto, a proposito di un caso di stupro avvenuto a Rimini ‘Dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso’ e un Vice Ministro, invece che alla vittima, esprime solidarietà per l’autore di queste parole oscene e sessiste: è una vergogna che non ha uguali”.

“Per di più, Rixi manca di rispetto istituzionale nei confronti della magistratura e delle sentenze pronunciate in nome del popolo italiano; cosa che, considerato il ruolo di governo, assume un rilievo e una gravità eccezionale. Manca il rispetto nei confronti di quelle donne che giornalmente subiscono violenze fisiche e verbali e che dopo una tale dichiarazione di solidarietà si sentiranno una volta ancora umiliate”.

“La violenza contro le donne non si combatte nei ‘talk show’, ma con comportamenti nella vita reale che siano di esempio per tutti. Le parole di Rixi invece danno invece la misura come gli uomini possano essere rozzi e violenti”, conclude.

Carige, Vazio: “Il conflitto di interesse del presidente del Consiglio Conte è gravissimo”

“Il Governo del cambiamento M5S e Lega fa la stessa cosa contestata ai Governi Renzi e Gentiloni, e cioè pone in essere le garanzie e le coperture a tutela di Banca Carige e dei suoi obbligazionisti e risparmiatori. E nessuno di quelli che in Commissione Banche ululava allo scandalo sui salvataggi dei governi Pd, emetta un sola parola contraria”.

Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del decreto del governo sulla banca Carige.

“Per mesi – ricorda – ho combattuto in Commissione Banche contro Lega e M5S per affermare che l’azione dei governi Renzi e Gentiloni aveva evitato una vera e propria catastrofe, che erano stati scongiurati i potenziali effetti devastanti delle crisi bancarie, sia sotto il profilo occupazionale che sul tessuto produttivo, e che si erano rimborsati molti risparmiatori e obbligazionisti che, senza quegli interventi, sarebbero stati abbandonati al loro destino. Viceversa, mentendo sapendo di mentire, Lega e M5S, in Commissione Banche e sui media avevano in quel periodo posto in essere una vera e propria campagna di aggressione personale, condita di insulti e falsità, nei confronti di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, assumendo l’esistenza di conflitti di interessi e ‘benevoli’ vicinanze con i gruppi bancari interessati da quegli interventi”.

“Dopo mesi di insulti e menzogne la relazione della Commissione Banche e la storia ci hanno consegnato un verdetto inoppugnabile: nessuna vicinanza ‘benevola’ e nessun conflitto di interesse vero o supposto. Complimenti, dunque, per l’approvazione del provvedimento di ‘salvataggio’ della Banca, vergogna per la giravolta e l’odierna ‘omertà’. Oggi però il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Conte con passati amministratori di Banca Carige, della Fondazione e delle società dalla stessa controllate, e con i soci della banca medesima, per quello che si legge dai giornali, parrebbe invece evidente, imbarazzante e tale per dimensione e rilievo da meritare spiegazioni immediate”.

“Fare finta di nulla è semplicemente gravissimo, quasi come aver coperto di falsità e di insulti il Pd, Renzi e Boschi sapendoli assolutamente estranei ed anzi meritevoli di plauso. Tanto grave che, quantomeno il Parlamento, dovrà chiedere conto di queste azioni e di questi provvedimenti a questi signori”, conclude Vazio.