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La RIFORMA della BUONA SCUOLA è LEGGE

buonascuola

buonascuolaLa RIFORMA della BUONA SCUOLA è LEGGE –
Più Merito, più Autonomia e subito 100.000 assunzioni

Così Matteo:
“Grazie al lavoro di una maggioranza straordinaria, l’Italia prosegue nel più grande sforzo di riforme strutturali della storia repubblicana. Dopo la legge elettorale, il jobsact, l’abbassamento delle tasse (80 euro e costo del lavoro), la responsabilità civile dei magistrati, l’anticorruzione, la cooperazione internazionale, l’autoriciclaggio con gli accordi con la Svizzera e il Vaticano, il divorzio breve, gli ecoreati, l’art bonus, le Province e molto altro ancora, oggi altri due passi in avanti, abbiamo infatti approvato la scuola (100 mila assunzioni, più merito, più autonomia) e incardinato la pubblica amministrazione alla Camera per il rush finale.
Adesso focus su fisco e riforme costituzionali verso il referendum del 2016. Un abbraccio affettuoso a chi dice che in questo anno non abbiamo fatto nulla. Avanti tutta.”

Il testo completo del Dossier N.9 “La Buona Scuola”

Commissione Giustizia , su proposta relatore On. Franco Vazio esprime parere favorevole Decreto Ilva

IMG_8880
IMG_8880La Commissione Giustizia della Camera, su proposta del Relatore, on. Franco Vazio, ha espresso il parere favorevole all’Impianto normativo del Decreto ILVA.
Il parere affronta i temi dei limiti e della legittimità dell’azione dei soggetti che operano nell’ambito del Piano. Inoltre segnala e ricorda al Governo il tema del pagamento delle imprese fornitrici strategiche: questione che riguarda da vicino anche imprese che operano in Liguria in cui sono occupate centinaia di persone.
Oggi il Decreto approderà in aula.
TESTO PARERE:

DL 1/2015: Disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto

  1. 2894 Governo

La Commissione giustizia,

esaminato il provvedimento in oggetto,

rilevato che l’articolo 2, comma 6, stabilisce, da un lato, l’osservanza delle disposizioni contenute nel Piano ambientale approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014 equivale all’adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione, previsti dall’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all’attuazione dell’A.I.A e delle altre norme a tutela dell’ambiente, della salute e dell’incolumità pubblica, e, dall’altro, che le condotte poste in essere in attuazione del Piano non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro;

ritenuto che la disposizione di cui sopra, alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata, deve essere intesa nel senso che solo la puntuale e rigorosa attuazione del Piano ambientale esclude la responsabilità penale dei soggetti richiamati dalla medesima disposizione, in quanto si tratta di condotte poste in essere sulla base di un atto conforme alla legge;

rilevato, pertanto, che, secondo la corretta interpretazione del comma 6, dell’articolo 2, non sono esenti da responsabilità penale condotte riconducibili a reati, come per esempio quelli contro la pubblica amministrazione, nel caso in cui fossero ritenute dal soggetto che le ha poste in essere finalizzate alla realizzazione del Piano, in quanto ai sensi della disposizione legislativa in esame non possono essere considerate attuazione del Piano;

rilevato che il comma 7, dell’articolo 2, comporta l’esenzione dai reati di bancarotta, semplice e fraudolenta, per i finanziamenti all’impresa commissariata autorizzati ai sensi dell’articolo 22-quater, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, nonché per i pagamenti e le operazioni che il commissario straordinario nominato ai sensi del decreto-legge n. 61 del 2013 ha effettuato, per le finalità della norma citata, con l’impiego delle somme derivanti da tali finanziamenti;

rilevato che la predetta disposizione è meramente volta ad ampliare i casi in cui l’articolo 217-bis della legge fallimentare già esclude l’applicabilità delle fattispecie penali di bancarotta semplice e di bancarotta fraudolenta ai pagamenti ed alle operazioni compiuti in esecuzione di determinati atti;

 

ritenuto che il Governo, nell’ambito delle proprie competenze, debba prestare la dovuta attenzione affinchè i crediti vantati da imprese fornitrici strategiche vengano soddisfatti in via di prededuzione nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria di ILVA SpA.

Esprime PARERE FAVOREVOLE

Imu Agricola, Franco Vazio insieme ad alcuni deputati scrive a Padoan e Renzi

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downloadLettera congiunta assieme a molti altri deputati per sensibilizzare il Governo a fare chiarezza una volta per tutte e non penalizzare i comuni montani e gli agricoltori.

“L’elevato grado di incertezza che ha assunto, a decorrere dal 2014, la revisione del perimetro dei Comuni montani nei quali si applica l’esenzione IMU per i terreni agricoli”, preoccupa notevolmente e rende necessario “un suo tempestivo intervento”. Lo scrive Franco Vazio, deputato ligure componente della Commissione Giustizia, in una lettera formale inviata al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi. La lettera è firmata da un nutrito gruppo di deputati, allo scopo di sollecitare il Governo a intervenire prima del 26 gennaio (data di scadenza del pagamento dell’imposta sui terreni agricoli) e a individuare una soluzione al problema che riguarda non solo gli agricoltori ma anche i Comuni.

Sulla materia, infatti, sono stati promossi dei ricorsi presso il TAR del Lazio: il n. 559 R.G. del 2015 è stato accolto nella richiesta di sospensiva con fissazione della camera di consiglio per il giorno 4 febbraio p.v., in data quindi successiva alla scadenza di pagamento attualmente fissata per il 26 gennaio 2015. Una soluzione che sta alimentando un grande caos, oltre a penalizzare ancora una volta i comuni più piccoli, in particolare quelli montani.

“E’ necessario mettere ordine e fare chiarezza in materia – sollecita la lettera – e lavorare da subito ad una soluzione strutturale della problematica senza che essa venga messa in capo a municipalità, imprese e cittadini”.

Il deputato Franco Vazio è stato tra coloro che in queste settimane hanno seguito con maggior attenzione la vicenda, in stretto collegamento con il territorio e con le amministrazioni locali, contribuendo in prima battuta ad ottenere il rinvio al 26 gennaio 2015 e poi il ripristino del criterio Istat per definire la ‘montanità’. La lettera nasce a seguito anche dei numerosi incontri con componenti del Governo e con la direttrice generale del ministero, Fabrizia Lapecorella, di cui i parlamentare firmatari sono stati protagonisti nei giorni scorsi.

IMU AGRICOLA SI RIPRISTINANO LE ESENZIONI UN GRANDE RISULTATO PER LA NOSTRA ECONOMIA

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fotfrancoCon riferimento alla nota questione dell’Imu agricola nei terreni montani, a seguito dell’iniziativa assunta dai parlamentari del PD e dal responsabile nazionale Agricoltura del Partito Democratico Sabrina Capozzolo, si è tenuta questa mattina a Montecitorio una riunione con il sottosegretario al ministero dell’economia e delle finanze, on.Pier Paolo Baretta, con la responsabile Agricoltura e i capigruppo PD in commissione agricoltura, ambiente e finanze al fine di rappresentare al Governo l’esigenza di riscontrare alle iniziative parlamentari assunte in tal senso nei giorni scorsi dal PD.
Al termine del confronto, i parlamentari democratici hanno preso atto positivamente dell’annunciata intenzione del Governo di stabilire dall’anno 2015 in poi il ripristino dell’esenzione ai fini del pagamento dell’Imu dei terreni agricoli montani, avendo come base di riferimento l’elenco dei comuni della cosiddetta “montagna legale” elaborato dall’Istat ai sensi della legge 991/1952, e quindi ripristinando la situazione originaria di totale esenzione dal pagamento dei terreni agricoli montani, escludendo dal pagamento altresì gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani ai sensi della predetta normativa.
A tale proposito, i parlamentari democratici hanno espresso al Governo l’opportunità di recepire gli stessi criteri ai fini della definizione del contenzioso in atto relativamente all’annualità 2014, esprimendo apprezzamento nei confronti dell’esecutivo che ha saputo tener conto delle numerose istanze in tal senso emerse nel corso di queste settimane dal mondo dell’associazionismo, dei comuni e dei parlamentari democratici.
Una risposta concreta e giusta ad un tema economico fondamentale per il nostro territorio.

http://www.ivg.it/2015/01/imu-agricola-tornano-le-esenzioni-vazio-pd-risposta-concreta-per-il-territorio/

Openpolis: Franco Vazio è il parlamentare Ligure più produttivo

fotfrancoL’associazione indipendente Openpolis (http://www.openpolis.it/chi-siamo/) si avvale di  un moderno ed articolato sistema statistico.
In particolare attraverso il cosiddetto “Indice di produttività”, ha calcolato l’attività svolta da ogni singolo parlamentare, verificando nello specifico gli atti e gli emendamenti alle leggi presentati da un deputato, se gli stessi siano stati discussi, votati o diventati legge, oppure quanti, invece, siano rimasti solo mere intenzioni.
Tale indice rileva in buona sostanza non solo la “quantità” del lavoro svolto, ma anche e soprattutto “il risultato”, in termini parlamentari, ottenuto.
Viene valutato quale e quanto sia stato il contributo del singolo Deputato alla produzione di leggi, voti, discussioni, emendamenti, interrogazioni, etc. del Parlamento in un determinato periodo di tempo.
L’indice di produttività” consente di verificare, oltre alla mera presenza, anche come è stato impiegato il tempo nelle aule parlamentari dai  politici, consentendo al cittadino di valutare al meglio l’attività del suo rappresentante.
In base a tale indice Openpolis ha stilato una classifica (http://parlamento17.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/camera/indice/desc) nella quale spicca al 49 posto, su 630 deputati, l’On. Franco Vazio (PD) che, alla sua prima esperienza in Parlamento, si sta dimostrando come uno dei deputati più laboriosi con oltre il 91% di presenze e 167 punti di produttività.
Tale risultato  lo porta ad essere, al momento, il deputato Ligure più “produttivo”.

Franco Vazio, in poco meno di due anni di legislatura, è infatti più volte intervenuto come relatore, in Commissione ed in aula alla discussione di importanti atti legislativi; si ricorda che nelle scorse settimane è stato il relatore nelle legge di conversione del decreto legge di riforma della Giustizia n.132/2014.
Inoltre, quale membro della Giunta autorizzazioni a procedere, sempre come relatore è intervenuto in aula per la concessione dell’autorizzazione all’arresto del deputato Francantonio Genovese ed ha discusso medesime conclusioni sull’arresto di Giancarlo Galan nella sede della Giunta.
Di fronte a critiche aspre e sovente fondate, di deputati che non brillano per impegno e dedizione, questo è un segno in controtendenza che ci dice che per molti nostri rappresentanti in Parlamento tutto ciò non è vero.

http://www.ivg.it/2014/12/parlamentari-liguri-la-classifica-di-openpolis-vazio-pd-il-piu-produttivo/

 

Provinciali: Vaccarezza: No grazie!

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fotfrancoVaccarezza? No, grazie. Ora al lavoro ed “in bocca la lupo”

Al Presidente della Provincia, Monica Giuliano, ed ai Consiglieri eletti dico “in bocca al lupo” perché il lavoro che li attende è davvero arduo.Il ciclo di governo Vaccarezza si è concluso indecorosamente, restituendoci una Provincia allo sbando, senza progetti, con strade distrutte, piena di debiti, senza una strategia o una scelta in tema di acqua, depurazione e rifiuti.

Ora Monica Giuliano e i Consiglieri, che con lei condivideranno le responsabilità di governo, dovranno rimboccarsi le maniche ed affrontare problemi enormi in tempi assolutamente complicati: io credo però che hanno voglia e qualità per riuscirci.

Dovranno anche approvare il nuovo Statuto, ma credo che questo non sia il cuore del loro incarico, né certamente la parte più complicata.

Io sono convinto che su un progetto concreto, che finalmente affronti i temi irrisolti dalla Giunta Vaccarezza, si possa stringere un serio ed ampio patto di governo.

Io penso a quei Consiglieri, sostenuti da sindaci ed amministratori, che – magari un po’ sospinti a farlo – si sono confrontati in queste elezioni con una propria lista, alternativa rispetto a Vaccarezza  e Forza Italia.

Tra l’altro Sindaci ed Amministratori, che seppur provenienti da altre esperienze politiche, si sono già dichiarati disponibili a sostenere il nostro partito alle prossime elezioni regionali.

Con loro e non con altri, secondo me, dovremo costruire una nuova Provincia che, anziché inaugurare e tagliare nastri, pensi ai problemi del territorio e dei suoi abitanti.

Questa è ovviamente solo un’opinione personale, una riflessione, che mi auguro possa trovare però ascolto e utili confronti.

Un ultimo pensiero ed i miei complimenti li rivolgo al Sindaco di Cisano, Massimo Niero, che, lottando contro la superficialità di qualche nostro dirigente, ha ottenuto un sostegno fortissimo nell’entroterra  e ad Albenga: solo la sfortuna (1voto) gli ha impedito di essere eletto.

Un risultato ed una delusione di cui il nostro comprensorio deve fare tesoro.

Franco Vazio

Cara Anna,

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fotfrancoCara Anna,

ho letto il tuo prezioso contributo sul JOBS ACT e le tue relative perplessità.

Il confronto è sempre utile, perché da esso normalmente scaturiscono buone decisioni.

Tu sai che il Tema in oggetto non è il mio pane quotidiano, e per tale motivo ho letto le tue considerazioni con grande attenzione.

Dai media, però, emergono posizioni di parlamentari ed iscritti del PD davvero strane, eclatanti e molto ideologiche.

Si può fare sempre meglio, e molti spesso dicono – strumentalmente – che ci vorrebbe certamente ben altro.

Io mi limito a segnalare che molti di costoro mai hanno speso una parola in favore di quei lavoratori – letteralmente “usati” con figure contrattuali o soggetti cooperativi di comodo – che non godevano e non godono di tutele e diritti che per altri lavoratori sono usuali (ferie, assegni di malattia, assegni per aspettative, per gravidanza e molto altro).

Anche questi sono lavoratori.

Forse non hanno In tasca una tessera di partito o di un’associazione sindacale, ma anche loro lavorano, anche loro andavano e vanno tutelati.

Questi “Garanti della libertà e del lavoro” che pontificano e criticano, sino a ieri dove erano, di che si occupavano?

Per la situazione economica che il Paese sta attraversando, per la necessità di riforme vere e profonde che rendano più competitiva la macchina Italia, dopo le discussioni e le idee che hanno trovato tutti gli spazi politici ed istituzionali dovuti, ora è il tempo di decidere.

Cara Anna, io sto con i lavoratori, ma anche con le aziende che danno lavoro ed hanno bisogno di flessibilità e certezze.

Io sto con coloro che lavorano con grandi tutele – e non vanno penalizzati – ma anche con chi queste tutele non ha mai ricevuto ed in passato non è stato neppure adeguatamente difeso.

Soprattutto però io sto con chi non ha un lavoro e con i giovani che stanno perdendo anche la speranza di trovarlo.

Il JOBS ACT, certamente con dei limiti, risponde a questi bisogni e tenta di creare le condizioni per rivitalizzare il mercato del lavoro: una riforma vera per creare nuove opportunità di occupazione, che imprese, investitori e partner internazionali apprezzano.

Recitare il film della mediazione – come avveniva in passato – per dare un ruolo a chi non ce l’ha o chi l’ha perduto, non mi interessa ed è sbagliato.

Rispettare l’opinione di tutti è giusto, ma andare avanti senza esitazione alcuna è una necessità: lo dobbiamo ai nostri giovani, al Paese.

Franco Vazio

Caro Matteo,

lettera

letteraCaro Matteo,

ho letto la tua lettera e mi sento assolutamente di sottoscriverla.

All’inizio di questa Legislatura (la prima per il sottoscritto), in una trentina, in una sala di albergo a Roma, ci eravamo detti che sarebbe stata un’esperienza bellissima ed impegnativa, da viversi con entusiasmo e determinazione.

Da allora abbiamo fatto tanta strada, abbiamo vissuto momenti difficili, tensioni terribili, ma anche situazioni dove era fondamentale decidere.

Abbiamo lavorato duramente e con grande passione, senza risparmiarci; con lo sguardo sempre rivolto al domani, così come in allora ci eravamo impegnati a fare, così come avevamo promesso ai nostri elettori.

Ti posso dire che non sempre è stato facile, a volte decisioni difficili da prendere, a volte comportamenti incomprensibili da contrastare e da spiegare: ci siamo fatti reciprocamente coraggio, ma non abbiamo arretrato, non abbiamo mollato.

Ora ci aspettano le sfide e le riforme decisive: quelle che tu indichi, quelle che il Paese ci chiede e che noi conosciamo perfettamente.

Riformare il Fisco, la Giustizia ed il Lavoro, vincere la sfida Educativa e della Cultura, ridurre la Spesa Pubblica, completare le Riforme Istituzionali ed approvare la Legge Elettorale non sono slogan, sono la Speranza, l’unica, per i Cittadini e per il nostro Paese.

Chi non vuole giocare in squadra e pretende di fare il solista in aula, chi pone questioni di metodo (quando non si sa che dire, non si pongono mai questioni di merito, ma solo di metodo), chi crea difficoltà, chi tira il freno è colui che vuole la conservazione delle posizioni di rendita esistenti, spesso le sue.

Una cosa però è certa: la tua determinazione, l’azione del Governo e il nostro lavoro hanno restituito una dignità al Parlamento che lo stesso stava perdendo.

Pensando agli Scout in route a San Rossore ed alle emozioni che molti di noi hanno vissuto qualche anno fa mi verrebbe da dire a tutti BUONA STRADA!!

Molto resta da fare; non mollare, non molliamo, non arretreremo di un solo centimetro.

Un abbraccio

Franco

Decreto Competitività

Parlamento-Aula-01

Parlamento-Aula-01

La Camera ha approvato il Decreto Competitività
Una serie di norme e misure importanti:

– mutui agevolati per giovani imprenditori agricoli
– riduzione spesa elettrica per piccole e medie imprese
– credito d’imposta per imprese agricole
– misure per affrontare emergenze rifiuti e siti contaminati
– sostegno alla crescita e alla internazionalizzazione delle imprese.

Download (PDF, 108KB)

 

La Nomina Presidenza IPS di Vaccarezza : che tristezza!

vaccarezza

vaccarezzaQuesta mattina ho letto dai giornali che Vaccarezza è stato nominato Presidente di IPS e con lui il relativo cda. Non tutti sanno che IPS è un qualcosa di importante, una società, a partecipazione pubblica, che si occupa di servizi,  di programmi di sviluppo, di bandi nazionali e comunitari ed anche di progetti afferenti energie rinnovabili e sostenibili. Non che il sottoscritto dovesse essere coinvolto nella scelta o nella discussione che ha condotto a questa illuminata decisione, ma se ciò fosse successo avrei detto con grande chiarezza che tutto ciò rappresenta uno spaccato di politica e di consorteria che non dovrebbe esistere più. Una politica che non ha ancora imparato che il suo fine è il servizio nei confronti della comunità e non la soluzione dei problemi dei propri rappresentanti. Una politica che accarezza e si appoggia ad un sistema economico poco lungimirante. Non è un problema personale, anche perché non ho nulla da dire di personale contro Vaccarezza, ma domando se una scelta che coinvolge tutta la Provincia possa essere decisa da poche persone, benché autorevoli, senza farla precedere da una valutazione condivisa da parte di tutti i Territori; una valutazione che affronti le strategie e le scelte da sostenere. Mi domando se scelte così importanti per lo sviluppo della nostra Provincia si siano invece concentrate prioritariamente nel bisogno di trovare sbocchi di lavoro a qualcuno oppure rafforzate  grazie a qualche accordo elettorale. Il fatto che più Enti abbiano concorso a tale scelta non attenua la superficialità elitaria della scelta, ma addirittura aggrava le relative responsabilità: e la cosa grave è che la storia si ripete. La Comunità Savonese deve imparare che le scelte importanti, soprattutto quelle che riguardano lo sviluppo del Territorio, devono essere discusse ed approfondite, devono essere condivise, perché nessuno ha il dono della verità e della giustezza. Forse anche in questo modo sbagliato di fare sistema (tra pochi eletti) risiedono le ragioni di molte sconfitte e le radici di gravi criticità: come per esempio l’ultima partita dell’Autorità Portuale di Savona. La Politica deve anticipare le scelte, non inseguire permanentemente le decisioni di altri con piagnistei e dichiarazioni stampa. Cambiare verso significa proprio questo: con Renzi noi ci stiamo provando e quindi non mi rassegno a queste decisioni.

Lettera dei parlamentari liguri a Renzi ,Lupi, Del Rio su: porti e sblocca Italia

Parlamento-Aula-01

Parlamento-Aula-01Abbiamo avuto modo di prendere visione di una possibile bozza degli articoli del decreto “Sblocca Italia” che sarà adottato dal Consiglio dei Ministri nelle prossime giornate, riguardante anche il sistema di governo dei porti.

Condividiamo l’obiettivo e la necessità di intervenire per rafforzare l’integrazione delle piattaforme portuali e logistiche, per costruire condizioni di maggiore competitività del Sistema Paese.

Con il documento elaborato dal Partito Democratico nella primavera 2014 l’ipotesi di accorpamento di Autorità Portuali veniva presentato in un quadro più ampio di misure a sostegno della portualitá italiana, tenendo conto anche del lavoro fatto in Commissione Trasporti al Senato e condiviso ampiamente dai gruppi parlamentari, in cui venivano affrontate questioni rilevanti ed urgenti quali dragaggi, PRP, servizi tecnico nautici, ecc.; per altro, in tale documento si affermava che “si intendono privilegiare forma di aggregazione bottom-up delle autorità portuali, incentivandole alla collaborazione orizzontale, ovvero alla fusione”.

Il processo di riforma deve poter avvenire all’interno di un disegno innovativo, che individui obiettivi e strumenti, a partire dalla realizzazione di una significativa autonomia finanziaria, per l’adeguamento delle infrastrutture e per la semplificazione delle procedure.

Il semplice accorpamento di autorità portuali, che nel caso della Liguria, peraltro, riguarderebbe realtà non certo marginali o poco complesse, non appare oggi una modalità appropriata ed efficace per perseguire realmente tali obiettivi. Per di  più l’utilizzo  del decreto legge non sembra lo strumento adeguato. Non vorremmo che l’esigenza giusta di fare in fretta andasse a discapito del fare bene.

Chiediamo pertanto che sia riconsiderata la decisione di intervenire per decreto su questa materia, così come auspicano anche le istituzioni, le realtà imprenditoriali, le rappresentanze del lavoro di molte realtà italiane.

Per questo ci permettiamo di suggerire di scorporare questo tema dal decreto “Sblocca Italia”, optando per un Disegno di Legge organico, che  consenta  di compiere, in tempi certi, un confronto stringente con le istituzioni locali e regionali per individuare modalità utili a realizzare quel cambiamento vero di cui i porti italiani hanno grande bisogno.

Con grande cordialità

I deputati e senatori liguri: Donatella Albano, Lorenzo Basso, Massimo Caleo, Mara Carocci, Anna Giacobbe, Luca Pastorino, Mario Tullo, Vito Vattuone, Franco Vazio

Roma, 30 luglio 20142014

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RIFORME ISTITUZIONALI:L’OSTRUZIONISMO È UTILE AL PAESE?

camera dei deputati

camera dei deputatiIo penso di no

Il dibattito e gli approfondimenti quando sono veri servono sempre.

Qualcuno ritiene che le riforme istituzionali proposte possano essere migliorate grazie a emendamenti qualificati.

Peraltro ciò che sta accadendo al Senato è un ostruzionismo conclamato e plateale, finalizzato non a migliorare le riforme, ma indirizzato solo a tentare di impedirne l’approvazione.

Sul campo si contrappone chi, come M5S , SEL e vari dissidenti di PD e FI, vuole mantenere inalterato lo stato delle cose, perché ne gode i frutti o perché vuole speculare politicamente o fare inutili polemiche e chi invece gioca, pur sempre nel solco di una salda impalcatura Costituzionale democratica, una partita coraggiosa per cambiare e far tornare a correre il nostro Paese.

Tra l’altro ancora oggi che gli elettori hanno nettamente ribadito con il loro voto che queste riforme devono essere fatte.

Solo un piccolo esempio dei circa 8.000 emendamenti presentati:

Emendamento n. 1.1626: sostituire le parole “Camera dei Deputati” con le seguenti “Curia degli Eletti”

Emendamento n. 1.1627: sostituire le parole “Camera dei Deputati” con le seguenti “Corte Nazionale”

Emendamento n. 1.1628: sostituire le parole “Camera dei Deputati” con le parole “Coorte dei rappresentanti”

Emendamento n. 1.1629: con le parole “Coorte degli eletti”

Emendamento n. 1.16.30: con le parole “Bulè nazionale”

Emendamento n. 1.1631: con le parole “Bulè dei rappresentanti”

Emendamento n. 1.1634: con le parole “Congregazione dei rappresentanti”

Emendamento n. 1.1635: con le parole “Congregazione degli eletti”

Il 23 luglio, dopo una giornata di interminabili discussioni, si sono tenute solo 3 votazioni che peraltro hanno respinto gli emendamenti proposti.

Non credo che tutto ciò rafforzi la democrazia e che aiuti a costruire un Paese moderno e credibile.

Abbiamo bisogno di regole semplici ed efficaci che consentano di approvare leggi e decreti in tempi ragionevolmente brevi, come brevi sono i tempi che la modernità che viviamo ci concede.

L’approvazione delle riforme non risolve i problemi economici e sociali del nostro Paese, ma conferisce strumenti efficaci quantomeno per tentare di risolverli.

Ci prenderemo tutto il tempo che serve; saremo certamente rallentati, ma vinceremo questa battaglia e ridaremo all’Italia una dignità ed una speranza che ormai aveva perdute.

I gufi si mettano il cuore in pace, noi non molliamo.

Siamo stati eletti per questo.

Galan: nessun “fumus persecutionis”

giancarlo-galan-140710154650_medium

giancarlo-galan-140710154650_mediumCon 395 sì e 138 no la Camera, a scrutinio segreto, ha autorizzato l’esecuzione della custodia cautelare in carcere per Giancarlo Galan, il deputato di Forza Italia coinvolto nell’inchiesta della procura di Venezia sul Mose.

Hanno votato a favore PD, Sel, LeD, Pi, Scelta Civica, Lega e M5s. Contrari Fi, Ncd, Maie e Psi.

Si discuteva di accuse gravissime: di atti di corruzioni perpetrati per molti anni.

L’immunitàconcessa dall’articolo 68 della Costituzione è una deroga al principio di uguaglianza e non può essere trattata e surrettiziamente utilizzata in modo estensivo a tutela del singolo deputato.

Essa presidia l’Istituzione Parlamentare e quindi la Democrazia da intromissioni e condizionamenti persecutori posti in essere da parte della Magistratura; se tutto ciò non sussiste il deputato deve essere trattato come un qualsiasi cittadino.

La Giunta, di cui faccio parte, era arrivata alla conclusione che l’inchiesta veneziana non era affetta da intenti persecutori nei confronti dell’on. Galan.

Il quadro accusatorio rappresentato dai Giudici era solido e corroborato da testimonianze coincidenti e da riscontri documentali importanti.

La dimensione economica, la dimensione organizzativa e la durata (decennale) del sodalizio criminale contestati fanno di questa vicenda un qualcosa di davvero inquietante.

Prima di essere una questione giuridica è una questione etica: quando rei confessi affermano e i Giudici danno riscontri sul fatto che controllati e controllori, che politici, imprenditori, magistrati e funzionari operano per un decennio per asservire le funzioni pubbliche ai propri interessi personali, a prescindere da condanne ed arresti, c’è il bisogno di fermare il treno in corsa e di riflettere.

Io ho detto si all’esecuzione dell’arresto dell’on. Galan sia in Giunta, sia in aula, sono intervenuto a nome del mio partito per sostenere tale tesi, ma questo non basta.

È il Paese, sono i cittadini e le Istituzioni,  che devono reagire a questo sistema: per un politico corrotto esiste un imprenditore che paga, per un opera pubblica affetta da infiltrazioni corruttive esiste uno sperpero di denaro pubblico e nello stesso tempo imprese imbrogliate.

Non si tratta di essere o meno giustizialisti, si tratta se essere o meno dalla parte dei cittadini e degli imprenditori onesti, se essere o meno dalla parte di quel Paese che ha voglia di lavorare e di riconquistare una sua dignità

Direi Si ad una tappa del Giro d’Italia ad Albenga!

marcel kittel giro d'italia 2014

La partenza da Albenga della seconda tappa del Giro d’Italia nella primavera del 2015 sarebbe un’eccezionale occasione. Qualcuno potrebbe domandarsi perché spendere soldi per un tale evento sportivo, soprattutto ora che di soldi ce ne sono pochi, anzi pochissimi.

Sarebbe semplice dire che la pubblicità è l’anima del commercio, ma c’è molto di più.

Infatti avere la possibilità di entrare nelle case di tutta Italia e di molti paesi Esteri per mostrare quanto siano belli la nostra Città e l’intero nostro Comprensorio è un occasione da non perdere. Per Albenga, Alassio, Ceriale, Laigueglia e per il nostro meraviglioso entroterra sarebbe certamente una vetrina irripetibile. Si offrirebbe agli esercizi commerciali, turistici ed alberghieri del nostro Comprensorio un’occasione straordinaria.

Far vedere il nostro centro storico, i musei, le torri, le spiagge, l’Isola, il mare ed il nostro “Piatto Blu” è il modo più semplice per proporre i nostri servizi e le nostre bellezze a chi non le conosce.Raccontare e far vedere i fiori, le aromatiche, le primizie, l’olio ed il vino, che altre realtà ci invidiano, ma che molti non conoscono, sarebbe come mettere sulle tavole e nelle case di costoro il frutto del nostro lavoro. In un momento economicamente complicato, come quello che stiamo vivendo, l’attività di promozione è fondamentale per vendere, per fare economia e lavoro ed è allo stesso tempo una necessità per chi vuole vincere, anche le sfide più difficili.

TV, Giornali, Radio e Social Network di tutto il mondo ci aiuteranno a fare tutto questo.

E poi c’è una ragione particolare. Il ciclismo è uno sport duro, uno sport di fatica, dove la passione ed il cuore si legano al sudore, dove la costanza regala risultati, dove chi ha sete riceve la borraccia dal compagno di fuga.

Albenga è tutto questo: generosità, laboriosità, passione e costanza.

Ed io mi auguro, anzi sono sicuro, che la nostra Città, gli Amministratori, la nostra Economia privata, le Associazioni di Categoria, i Cittadini e tutti gli Sportivi vogliano insieme, con entusiasmo e determinazione,  indossare questa MAGLIA ROSA: una maglia ricca di storia per cogliere una grande opportunità e vincere una bellissima sfida.