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Iniziative

Savona, processo Camiciottoli: le parole di Rixi sono una vergogna senza uguali…

“Con la solidarietà del vice-ministro Rixi al sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, la traiettoria di imbarbarimento politico e di svilimento delle istituzioni tracciata dal governo giallo-verde fissa un suo nuovo, incredibile limite”. Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole del vice-ministro Edoardo Rixi sulla condanna del sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli per le frasi scritte su Facebook contro l’allora Presidente della Camera Laura Boldrini.

“Un sindaco – spiega – viene condannato per aver scritto, a proposito di un caso di stupro avvenuto a Rimini ‘Dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso’ e un Vice Ministro, invece che alla vittima, esprime solidarietà per l’autore di queste parole oscene e sessiste: è una vergogna che non ha uguali”.

“Per di più, Rixi manca di rispetto istituzionale nei confronti della magistratura e delle sentenze pronunciate in nome del popolo italiano; cosa che, considerato il ruolo di governo, assume un rilievo e una gravità eccezionale. Manca il rispetto nei confronti di quelle donne che giornalmente subiscono violenze fisiche e verbali e che dopo una tale dichiarazione di solidarietà si sentiranno una volta ancora umiliate”.

“La violenza contro le donne non si combatte nei ‘talk show’, ma con comportamenti nella vita reale che siano di esempio per tutti. Le parole di Rixi invece danno invece la misura come gli uomini possano essere rozzi e violenti”, conclude.

Carige, Vazio: “Il conflitto di interesse del presidente del Consiglio Conte è gravissimo”

“Il Governo del cambiamento M5S e Lega fa la stessa cosa contestata ai Governi Renzi e Gentiloni, e cioè pone in essere le garanzie e le coperture a tutela di Banca Carige e dei suoi obbligazionisti e risparmiatori. E nessuno di quelli che in Commissione Banche ululava allo scandalo sui salvataggi dei governi Pd, emetta un sola parola contraria”.

Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del decreto del governo sulla banca Carige.

“Per mesi – ricorda – ho combattuto in Commissione Banche contro Lega e M5S per affermare che l’azione dei governi Renzi e Gentiloni aveva evitato una vera e propria catastrofe, che erano stati scongiurati i potenziali effetti devastanti delle crisi bancarie, sia sotto il profilo occupazionale che sul tessuto produttivo, e che si erano rimborsati molti risparmiatori e obbligazionisti che, senza quegli interventi, sarebbero stati abbandonati al loro destino. Viceversa, mentendo sapendo di mentire, Lega e M5S, in Commissione Banche e sui media avevano in quel periodo posto in essere una vera e propria campagna di aggressione personale, condita di insulti e falsità, nei confronti di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, assumendo l’esistenza di conflitti di interessi e ‘benevoli’ vicinanze con i gruppi bancari interessati da quegli interventi”.

“Dopo mesi di insulti e menzogne la relazione della Commissione Banche e la storia ci hanno consegnato un verdetto inoppugnabile: nessuna vicinanza ‘benevola’ e nessun conflitto di interesse vero o supposto. Complimenti, dunque, per l’approvazione del provvedimento di ‘salvataggio’ della Banca, vergogna per la giravolta e l’odierna ‘omertà’. Oggi però il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Conte con passati amministratori di Banca Carige, della Fondazione e delle società dalla stessa controllate, e con i soci della banca medesima, per quello che si legge dai giornali, parrebbe invece evidente, imbarazzante e tale per dimensione e rilievo da meritare spiegazioni immediate”.

“Fare finta di nulla è semplicemente gravissimo, quasi come aver coperto di falsità e di insulti il Pd, Renzi e Boschi sapendoli assolutamente estranei ed anzi meritevoli di plauso. Tanto grave che, quantomeno il Parlamento, dovrà chiedere conto di queste azioni e di questi provvedimenti a questi signori”, conclude Vazio.

Piaggio Aerospace, Vazio (Pd): “Lega-M5S la vogliono sacrificare per il reddito di cittadinanza”

“La riunione al Mise sulla crisi della Piaggio ha fatto emergere una vergognosa evidenza: vogliono distruggere quanto costruito e progettato per anni nell’azienda aeronautica con fatica e ingegno. Siamo guidati da incapaci in malafede”. Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della difficile vertenza Piaggio Aerospace.

“Quella di ieri al Mise – spiega – doveva essere la riunione decisiva. E’ stata invece una buffonata, la solita presa in giro per i lavoratori, i sindaci dei comuni interessati e le associazioni sindacali. Di Maio non si è visto, non è stata avanzata alcuna soluzione e i parlamentari liguri di Lega e M5S erano solo impegnati a calmare gli animi e a rassicurare tutti che ‘picchiare contro il muro non farà poi tanto male’. Piaggio è guidata da un commissario che di aerei sa tanto poco che si porta dietro l’amministratore delegato dell’azienda posta in amministrazione controllata. Siamo in piena procedura fallimentare e il Governo M5S Lega ci dice di stare tranquilli?” si chiede Vazio.

“Cosa potrà succedere in 3 mesi che non si è potuto fare in 8? Cosa dovrebbe costruire la Piaggio Aerospace visto che per il Governo il drone ‘P1HH’ profuma troppo di Forze Armate? Il senatore Ripamonti e l’onorevole Foscolo, leghisti di Savona, distribuiscono calmanti a chi hanno ingannato con le loro promesse sindaci o lavoratori che siano”.

“Io sto con i sindaci di Albenga e Finale – Cangiano e Frascherelli – perché l’unica salvezza per Piaggio e per i suoi lavoratori è urlare la vergogna per aver distrutto la soluzione costruita con fatica dai Governi precedenti e già finanziata con 766 milioni di euro. Gettata via solo perché quei soldi magari servono per pagare il famoso reddito di cittadinanza con il quale il M5S ha vinto al Sud”, conclude Vazio.

Vazio: “Sì a Terzo Valico e raddoppio ferroviario, altrimenti disastro per la Liguria”

“Il ministro Toninelli la smetta una volta per tutte con la vergognosa sceneggiata della valutazione dei costi-benefici e si decida a realizzare le opere decisive per il destino economico della Liguria e di tutto il Nord-Ovest”. Lo dichiara Franco VAZIO, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del Terzo Valico.

“Già ieri – spiega – Confindustria ha calcolato quanto, dopo il crollo del ponte Morandi, costeranno alla Liguria l’incompetenza, l’arroganza e la linea grillina di anteporre l’ideologia anti-storica dei no ai bisogni del Paese: 784 milioni all’anno. Ogni mese di ritardo nella ricostruzione del ponte verrà dunque a costare ai liguri circa 65 milioni di euro. E questa non è solo la tassa Toninelli. È la dimostrazione, in cifre, della catastrofe economica a cui ci sta portando il folle atteggiamento dei grillini di opporsi alle opere pubbliche”.

“Un atteggiamento che diventa ancora più folle quando si estrinseca nei no al Terzo Valico e alla cancellazione del raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure. Non servono parole, ma atti concreti: se Toninelli è davvero tentato di sbloccare queste opere lo faccia subito. Senza il Terzo Valico, opera strategica e fondamentale per non isolare la ragione dal flusso continentale delle merci e dalle persone, non solo la Liguria, ma l’Italia intera si gioca buona parte del suo futuro. Senza contare il disastro sociale per le migliaia di operai che rischiano, con il solo rallentamento dei cantieri, di perdere già da domani il loro posto di lavoro”.

“I no hanno precisi responsabili nel M5S e nel Ministro Toninelli, ma anche compiacenti e ineffabili silenzi nei compari nella Lega. Il futuro economico e il benessere di un’area fondamentale del Paese non può essere sacrificato per seguire i sondaggi e certi deliri fuori della storia. Il tempo è ormai scaduto: servono subito i sí”, conclude.

Piaggio Aerospace: il Governo metta in pratica il decreto Gentiloni-Pinotti

La nomina di un commissario o ottenere un ‘appuntamento’ dal Governo, non sono certo le soluzioni ai problemi della Piaggio.

Il silenzio della maggioranza e del governo sul futuro di Piaggio era ed è irresponsabile. Ma è stato solo la naturale anticamera di questo disastro. La proprietà attendeva da molti mesi la conferma del Governo circa il programma di investimento connesso ai droni (P1HH e P2HH) e il relativo finanziamento di 766 milioni di Euro già assunto dal governo Gentiloni con un decreto del Ministro della Difesa Pinotti. Voleva, insomma, sapere se l’idea dei passati Governi Gentiloni e Renzi di rafforzare il futuro industriale di Piaggio, in un quadro sinergico con lo stato italiano, e quindi anche circa l’affidamento della manutenzione dell’intero parco motori delle Forze Armate, fosse ancora reale e percorribile.

Il Parlamento, con una schiacciante maggioranza di M5S e Lega, con le opposizioni favorevoli, doveva solo rilasciare un parere. Purtroppo un parere che ancora oggi non esiste. Senza contare che, da mesi, il Ministro della Difesa avrebbe potuto procedere in ogni caso.

Ora ci si attesta su urgenze che sono di retroguardia. Forse si pensa che il Commissario sia ‘Mago Zurlí’, che possa fare, senza soldi e senza impegni del Governo, quello che era a portata di mano solo pochi mesi fa? Le battaglie devono avere un obiettivo. Ma, soprattutto, è necessario avere chiaro cosa si chiede e chi lo deve fare”.
“Il Governo, Di Maio e i suoi sottosegretari potrebbero risolvere questa crisi. Ma si tratta di assumere subito una scelta politica, una scelta strategica ed economica in cui Piaggio e i lavoratori sono al centro.

Le ‘interlocuzioni’di cui parlano esponenti del Governo, le fake news e i post su Facebook non servono a nulla. Il governo dia subito corso al Decreto Gentiloni-Pinotti, perché i lavoratori non possono pagare il prezzo dei suoi no, della sua incapacità e inconcludenza.

Fondi Lega, l’omertà di Salvini è sempre più vergognosa

Anche per la Corte d’Appello di Genova la Lega di Bossi, Belsito, Salvini e Giorgetti e’ colpevole e quindi le somme ‘truffate’ agli italiani, i 49 milioni spesi o fatti sparire, devono essere confiscate: possibile che il ministro dell’Interno continui a far finta di nulla e a non spiegare che fine abbiano fatto quei soldi?

Una vergogna la cui gravita’ e’ aumentata dalle rivelazioni dell’ex tesoriere leghista Francesco Belsito, il quale ha evidenziato che Salvini, ‘come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano’.

Secondo Belsito, sapevano ‘Salvini e Maroni, anche Giorgetti e Calderoli’. Se, come sostiene Belsito, tutti sapevano, l’atteggiamento omertoso che il ministro dell’Interno si ostina a tenere, oltre che gravissimo fa anche a pugni con la linea di durezza della Lega. Un partito a due facce: da un lato, invoca punizioni draconiane per i delitti altrui, capovolgendo la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza, ma, dall’altro, pretende di fatto di essere trattato al di sopra della legge e non da’ il minimo contributo all’accertamento della verita’, rimediando almeno in parte alla ‘truffa’ a danno dei cittadini italiani restituendo il maltolto”.

Di fronte a questo spettacolo indecoroso e’ altrettanto indecente l’indifferenza dei 5 Stelle. Anche loro intransigenti con tutti, ma ciechi di fronte alle malefatte degli alleati di governo. Per Lega e 5 Stelle, insomma, “la Legge e’ uguale per tutti, ma qualcuno e’ piu’ uguale degli altri’.

Piaggio, dal Governo ancora nessuna risposta concreta

Impegni generici e nessuna risposta concreta. Questo è quanto emerso dal vertice sul futuro di Piaggio Aero, svoltosi questa mattina al Mise.

Rispetto all’incontro, i lavoratori nutrivano la speranza di un risultato positivo per il futuro. Ma le loro aspettative e quelle del territorio sono state deluse, perché dalla riunione, alla quale il ministro Di Maio era assente, non è emerso nessun impegno certo circa la possibile conferma del finanziamento di 766 milioni di Euro, già stanziati dai governi Renzi e Gentiloni, per il programma P2hh.

Con le loro relazioni i rappresentanti del governo hanno parlato solo di contatti, interlocuzioni e decisioni ancora da definire. Semplici frasi di circostanza e intenzioni generiche che da sole non bastano certo a scongiurare la crisi dell’azienda che coinvolgerebbe 1200 lavoratori più l’indotto.

Con questo governo orientato a non decidere, il quadro appare davvero preoccupante. Il nostro impegno per tutelare i lavoratori non si ferma però. Domani verrà riunita la Commissione Difesa con l’audizione dell’AD Piaggio sul parere per l’acquisizione dei droni, in questa sede ci adopereremo per arrivare ad un pronunciamento positivo per la Liguria.

Vito Vattuone, membro Commissione Difesa Senato e segretario PD Liguria

Franco Vazio, vicepresidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati

Giacomo Vigliercio, segretario Pd Savona

Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova

Ludopatia: a Ventimiglia scelta coraggiosa da seguire

“Quella del sindaco di Ventimiglia contro la ludopatia è una scelta coraggiosa che merita di essere seguita e incoraggiata”. Lo dichiara Franco VAZIO (Pd), Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito dell’ordinanza con cui il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano non fornisce elettricità a slot machine e videopoker della sua città prima del tramonto.

“La ludopatia – spiega – è un problema sempre più diffuso, che mina l’equilibrio psicologico delle persone e spesso manda in dissesto i bilanci familiari. La soluzione del sindaco di Ventimiglia è radicale, ma non manca certo di efficacia. Impedire l’accensione delle macchinette per scommettere riduce le ore possibili per il gioco, protegge le categorie più deboli come i minori, senza porre un divieto assoluto, anche se solo dopo il tramonto. È quindi un compromesso intelligente che previene gli eccessi proteggendo le persone più fragili”.

“Mi auguro per questa ragione che l’esempio di Ventimiglia offra uno spunto di riflessione a tanti amministratori locali affinché pongano in essere efficaci misure di contrasto alla ludopatia, nel tentativo di arginare uno dei fenomeni più diffusi e più gravi del nostro tempo”, conclude.

Banche, Vazio: “Di Maio prende in giro i risparmiatori”

(9Colonne) Roma, 14 nov – “Con le sue nuove rassicurazioni, Di Maio continua a prendere in giro i risparmiatori truffati. Mente sapendo di mentire e lo fa pure male”. Lo dichiara Franco VAZIO, vice presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle dichiarazioni di Luigi Di Maio sulla tutela dei risparmiatori.

“I fatti – spiega il deputato Pd – parlano chiaro. Le misure proposte dal governo in tema bancario sono l’esatto contrario di quanto il vice premier grillino sta dicendo in queste ore e va propagandando ai rappresentanti dei risparmiatori. La legge di Bilancio all’art. 38 prevede un vero e proprio ‘condono tombale’ per le responsabilità personali e patrimoniali di Bankitalia, di Consob, delle Banche e dei loro responsabili dell’epoca”.

“Di Maio può spiegarmi perché un risparmiatore truffato per prendere il 30 % dei suoi soldi dallo Stato deve rinunciare a rincorrere i responsabili delle truffe e di chi doveva vigilare e non ha vigliato? In una transazione è naturale che le parti possano rinunciare alle reciproche ulteriori pretese, ma è davvero surreale e dal sapore quasi ‘estorsivo’ che lo Stato pretenda e si faccia mediatore di rinunce nei confronti di terzi che di soldi non ne tirano fuori e che anzi sono i veri responsabili delle note depredazioni”.

“Di Maio sembra vivere in due mondi paralleli. Da un lato quello della propaganda, dove da anni usa i problemi del sistema bancario per racimolare voti, dall’altro il piano della realtà, dove con norme ad hoc protegge e copre vergognosamente Banche, Bankitalia e Consob e i loro vertici”.

Manovra: Lega-M5S condonano la responsabilità delle banche

(ANSA) – ROMA, 12 NOV – “Con una norma della legge di Bilancio, Lega e 5 Stelle, i ‘paladini dei risparmiatori’ si trasformano in ‘paladini delle banche e dei loro garanti”. Lo afferma Franco Vazio, vice presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della legge di Bilancio.

“Poco meno di un anno fa – spiega – in Commissione Banche erano emersi con chiarezza il ruolo opaco e insufficiente di Bankitalia e di Consob nei controlli e nei mancati allarmi ai risparmiatori, le omissioni nelle comunicazioni e quindi una evidente responsabilita’ della Vigilanza e delle Banche private nelle vicende che travolsero risparmiatori e imprese letteralmente messi sul lastrico. Lega e M5S, Salvini, Di Maio e Villarosa, assunsero in campagna elettorale l’impegno di aiutare imprese e risparmiatori depredati”.

“Ora, invece, costoro sfornano in legge di Bilancio (art. 38) un vero e proprio ‘condono tombale’ per le responsabilita’ personali e patrimoniali di Bankitalia, di Consob, delle Banche e dei loro responsabili dell’epoca”.

“Se vorranno 4 soldi dallo Stato, imprese e risparmiatori dovranno rinunciare a qualsiasi azione di ulteriore ristoro o risarcimento dei danni, e alle possibili azioni di responsabilità proprio nei confronti di chi avrebbe dovuto vigilare sui loro risparmi e che a vario titolo si sono distinti per omissioni di controllo e opache o inesistenti azioni e segnalazione di allarme”.

“Ovvio che le associazioni dei risparmiatori depredati e le imprese danneggiate siano sul piede di guerra. Quello che stupisce – sottolinea ancora – è che gli allora ‘paladini dei risparmiatori’, Villarosa in testa, non ammettano le proprie collusioni con il sistema bancario e le relative responsabilita’, ma si limitino ad affermare che sara’ il Parlamento a correggere la norma”.(ANSA)

Maltempo, Salvini e Toti: basta parole, servono fatti concreti

Dove sono finiti i finanziamenti già programmati per la Liguria?

Disastri ambientali con morti, danni e scenari apocalittici

Ma non si può fare proprio nulla per prevenire tutto questo? Si può e si poteva fare molto e molto meglio!

L’Italia e la Liguria tutta sono state nuovamente travolte dal fango e flagellate dalla pioggia e da venti impressionanti. Famiglie distrutte, morti, imprese in ginocchio, spiagge squassate dal vento e dal mare e boschi letteralmente spazzati via. Ma non si poteva fare proprio nulla per impedire o quantomeno mitigare questi danni?

Esisteva una specifica “Unita di Missione” contro il dissesto idrogeologico, una sorta di sezione dedicata e specifica della Presidenza del Consiglio. Esistevano fondi ed importanti finanziamenti. Si potevano ottenere dall’Europa 800 milioni mirati contro il dissesto idrogeologico.

Ma il Governo del cambiamento Lega-M5S ha chiuso l’Unità di Missione e revocato i relativi finanziamenti. Quindi poi ha rifiutato, in modo incomprensibile, quanto si sarebbe potuto ottenere dall’Europa.

Il sottoscritto non ama fare passerelle per farsi fotografare e non fa dichiarazioni in chiave elettorale sfruttando il dolore delle famiglie e delle imprese colpite, magari mandando via mail aiuti “farlocchi” come un vero “procacciatore d’affari”.

Il sottoscritto, lontano dai riflettori, ha sempre cercato di aiutare realmente chi ha subito i danni, mettendo in campo tutte le relazioni e le azioni possibili; e così è stato anche questa volta. Insieme ai sindaci, senza guardare il loro colore politico.

Certo noi liguri conosciamo bene quanto sia inefficiente la Lega, che con il suo assessore regionale all’agricoltura Mai, indecorosamente coperto dal presidente Toti, ha fatto perdere oltre 16 milioni di euro di risarcimenti per danni alluvionali agli agricoltori liguri e di Albenga. Conosciamo bene la capacità del “Governo del Cambiamento” di dire una cosa e fare il contrario, cioè il nulla…

Non mi sarei però mai aspettato di vedere il Ministro dell’Interno Salvini a sorridere di fronte a questi disastri e di ascoltare una sua risposta di “triste memoria” a chi lo criticava… “Me ne frego!”.

Il passato Governo e l’Unità di Missione contro il dissesto idrogeologico avevano pianificato per la Liguria più di 15 milioni di euro, di cui oltre la metà per Albenga.

Il “Governo del Cambiamento Lega-M5S”, dopo aver smontato tutto quello già fatto, ha stanziato invece solo 50 mila euro per tutto il Savonese!

Lo stesso Governo che ha condonato gli immobili abusivi di Ischia e del Centro Italia, lo stesso Governo che vorrebbe spargere fanghi agli idrocarburi venefici sui terreni agricoli di Albenga.
Per tutto ciò esiste una sola parola adeguata: VERGOGNA!!!

Chi ama fare passerelle e pubblicare parole e suoni vuoti per rincuorare le nostre imprese, si sciacqui la bocca e vada a lavorare; di selfie e di sorrisi noi liguri ne abbiamo le tasche piene.

La Liguria ha bisogno di soldi veri e di atti concreti!

#leopolda9, un futuro migliore per l’Italia

Abbiamo provato a parlare di futuro in modo serio…Assieme a tante persone che amano l’Italia.

Ho avuto il compito di coordinatore il tavolo di lavoro sulla giustizia, dal titolo: “Siamo tutti uguali di fronte alla Legge? Garanzie da difendere Privilegi da rigettare”. Tante persone pronte a mettersi in gioco con idee forti e tanta voglia di pensare ad un futuro diverso e migliore.

Interviste davvero speciali e senza rete quelle di Paolo Bonolis, Federica Angeli, Roberto Burioni, Rula Jebreal e Roberto Cingolani.

Sono state sviluppate proposte e azioni concrete!

POST E SOCIAL:

Piaggio Aerospace, Vazio (Pd): “Stop sarebbe sfregio alla Liguria”

Ecco la nota di Franco VAZIO, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della vicissitudini finanziarie dello stabilimento Piaggio Aeroapace di Villanova d’Albenga.

Il silenzio della maggioranza e del Governo sul futuro di Piaggio è incredibile e irresponsabile. Il Governo Renzi e Gentiloni avevano riposto fiducia in Piaggio e investito risorse eccezionalmente importanti per dare gambe allo sviluppo dei progetti e una reale garanzia per il mantenimento dei livelli di occupazione. Lega e M5S in campagna elettorale avevano spiegato ai lavoratori di Piaggio che nulla sarebbe cambiato e che anzi si sarebbe fatto di più.

Ora che dalle parole si è passati ai fatti del futuro di Piaggio non parlano più. Dopo gli incredibili ritardi ed errori sul decreto Genova, dopo la più pasticciata manovra della storia repubblicana, questo silenzio aggiunge una nuova dimostrazione della totale e pericolosa incapacità di Lega e M5S ad affrontare i problemi reali degli italiani.

Se Piaggio dovesse chiudere sarebbe uno sfregio al lavoro e al futuro economico della Liguria. Il Parlamento, i lavoratori e i liguri hanno diritto di sapere e vere risposte.

Decreto Genova, Vazio: “Lega-M5s impongono no a norme antimafia”

(ANSA) – ROMA, 17 OTT – “La Commissione Giustizia, forte dei voti di Lega e M5S, non impone il rispetto delle normative Antimafia nel Decreto Genova, cosi’ richiesto anche dal dott. Cantone, presidente ANAC, e dal Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho”. Lo afferma Franco vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia.

“Il fatto che il Ministro Toninelli – continua – voglia controllare il rispetto della legge antimafia, al netto delle sue proverbiali e recenti performance in tema di infrastrutture, e che proponga solo un debolissimo ed effimero ordine del giorno, la dice lunga sul peso di quelli che all’interno del Governo non intendono avere vincoli di questa natura – quelli che lui chiama ‘lacci e lacciuoli’ – e circa la voglia residua di legalità’ e di onesta’ del M5S”.

“Non opporsi con fermezza alla mafia e’ una vergogna, soprattutto se si pensa alle conseguenze di tali ‘infiltrazioni’ in tema di corretta esecuzione delle opere e di utilizzo di materiali delittuosamente alterati – calcestruzzo depotenziato. Una ferita insanabile alla legalità’ e uno schiaffo ai Genovesi che da subito hanno chiesto piena trasparenza e sicurezza nell’immediata ricostruzione del Ponte Morandi e delle infrastrutture collegate”.

Decreto Genova, Vazio: “Basta prese in giro”

Le persone e le imprese aspettano risposte e soldi che non esistono e che non arrivano a causa di un ministro incapace, Toninelli, e di un Governo che, seppur popolato di tantissimi liguri, da quasi due mesi annuncia soluzioni mirabolanti e milioni di euro a valanga, ma che nei fatti produce solo provvedimenti radicalmente sbagliati.

Manca la cognizione di cosa e come fare per affrontare l’emergenza in corso.

Toninelli poi da mesi parla di cose che il giorno dopo deve costantemente rimangiarsi. Le parole hanno tenuto il posto delle soluzioni, mentre la Liguria e Genova aspettano, con buona pace del presidente Toti che recita due parti come in una commedia…

La demagogia degli annunci e la mania di protagonismo dei vicepremier e del ministro Toninelli hanno fatto perdere tempo prezioso. Per conoscere i colpevoli c’e’ la giustizia, per dare ristoro a Genova e ai genovesi ci dovrebbe essere il Governo. Peccato che non ci sia.

Noi proveremo a modificare il Decreto, a metterci cervello e competenza per dare risposte concrete e rapide ai problemi delle famiglie e delle imprese genovesi e liguri.

Crollo ponte Morandi: bene Bucci, ma ora governo aiuti davvero!

Mutismo della Lega e confusione M5S…

Era il 18 agosto scorso quando chiesi che per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi il Governo nominasse il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario.

Dopo la tragedia del crollo sono passati inutilmente quasi due mesi rispetto alla mia proposta. Oggi abbiamo almeno il nome del Commissario e non nego di essere contento che quella mia indicazione abbia trovato consenso.

Resta però il nulla del Decreto Genova (niente soldi, nessuna scelta, nessun criterio per la ricostruzione) e l’abbandono di fatto da parte del Governo dei progetti del Terzo Valico e della Gronda.

Auguro al sindaco Bucci un buon lavoro e assicuro tutto il sostegno dei parlamentari del Pd per quanto necessario alla sua opera. È evidente, tuttavia, che questo nome non risolve i problemi di Genova, appesantiti dal mutismo della Lega e dalla confusione e dalla voglia per il ‘no a prescindere’ del M5S.

Servirebbe una forza e una reazione collettiva della politica che invece, per evidenti ragioni di opportunità politiche in seno al Governo, sino ad ora non c’è e non c’è stata.

E questo per Genova e la Liguria è un disastro!

Crollo ponte: Rixi promosso in cambio del silenzio su immobilismo M5S

Rixi vice-ministro? Ora è chiaro il perché del silenzio della Lega di fronte al disastro di Genova. Il mutismo della Lega davanti al nulla del Decreto Genova (niente soldi, nessuna scelta, nessun criterio per la ricostruzione, ancora non un commissario), davanti all’abbandono di fatto da parte del governo dei progetti del Terzo Valico e della Gronda, era davvero incomprensibile.

Oggi tutto è più chiaro. Hanno barattato le speranze della Liguria, delle famiglie e delle imprese con una poltrona: una cosa deprimente e devastante.

Il presidente Toti decida da che parte stare: se fare comunella con la Lega di Rixi e Salvini pensando solo al proprio destino, alle prossime elezioni regionali; oppure se battersi senza quartiere per la Liguria.

Un’intera regione e una città importante come Genova non possono essere condannate a morte dalla tendenza di certi personaggi a preoccuparsi unicamente per il proprio destino personale.

Serve una reazione che unisca tutto il mondo della politica e dell’economia e che ponga al centro solo gli interessi dei cittadini e nulla più.

Crollo ponte Morandi: il governo condivide le parole di Casalino su Ferragosto?

UNA VERGOGNA!!!

Il nuovo, incredibile audio, questa volta sul crollo del Ponte Morandi, conferma e rende definitiva l’inadeguatezza di Rocco Casalino ad essere il portavoce del governo italiano.

Oggi si sa che davanti a un’immane tragedia e alla paralisi di una città, la principale preoccupazione di Casalino non era il dolore di Genova ma le ferie di Ferragosto. Il fastidio e il disappunto del portavoce mettono sullo stesso piano i 43 morti del Ponte Morandi con i due giorni di vacanza saltati a causa del crollo. Testimoniano non solo uno spaventoso cinismo ma anche la totale indifferenza rispetto alla tragedia genovese.

Con quest’ultima vergognosa gaffe si è passato il segno. Dopo aver deriso un giornalista il cui lavoro era a rischio, aver fatto i capricci per un ufficio non abbastanza sfarzoso, aver minacciato i funzionari di un intero ministero, ora Casalino offende anche quei 43 morti per due giorni di vacanza. Il tutto per ben 170mila euro all’anno. Che cosa pensano Conte, Di Maio e Salvini delle parole di Casalino?

Quando è troppo è troppo. Ci aspettiamo l’immediato licenziamento di questo squallido personaggio. Se questo non dovesse avvenire saremo costretti a concludere non solo che il governo, a dispetto degli impegni presi con Genova, ha impiegato un mese e mezzo per un decreto vuoto di soldi, di progetti e di risposte: ma che condivide anche la disumana indifferenza di Casalino.

Crollo ponte Morandi, solo parole e pochi fatti per Genova e la Liguria

Ecco il commento dell capogruppo Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon e dei parlamentari del Pd Vito Vattuone, Andrea Orlando, Raffaella Paita, Roberta Pinotti e Franco Vazio commentano l’esito del vertice romano a palazzo Chigi tra il presidente del consiglio Conte, il governatore Toti e il sindaco Bucci sulla questione del decreto Genova.

Ancora parole e nessun atto concreto per la città di Genova e la Liguria. L’incontro romano fra le istituzioni locali e il Governo si è risolto con un nulla di fatto e siamo già a 35 giorni dal crollo del ponte Morandi. Sul commissario dobbiamo aspettare altri dieci giorni. Ma erano già dieci giorni quando è venuto a Genova il Presidente Conte, cioè 4 giorni fa.

Ci saranno due commissari anziché uno: una follia totale, una lottizzazione peggio che nella prima repubblica. Su chi farà il ponte però è ancora buio pesto. Sui tempi di demolizione/ricostruzione peggio che andare di notte” aggiungono gli esponenti Dem.

Toti, che fino a ieri diceva che a fine ottobre doveva finire la demolizione ed entro novembre doveva iniziare la ricostruzione, oggi sostiene che non si possano fare stime sui tempi, visto che non si sa ancora nulla neppure sulla tecnica da adottare per la demolizione. Francamente è una situazione insostenibile.

Se ci sarà la manovra sull’Iva del porto sarà una misura indubbiamente positiva, ma a questo punto vogliamo vedere cosa verrà messo nero su bianco nel decreto, una volta che sarà pubblicato. Nel frattempo rileviamo che una contrazione del Pil genovese del 15%, com’è stato stimato nei giorni scorsi, vuol dire una mazzata sull’economia della città da quattro miliardi di euro. Aspettiamo con ansia di vedere quante risorse concretamente destinerà il Governo all’emergenza Genova.