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Iniziative

Costa Luminosa: nessuna approssimazione – solo rispetto rigoroso di tutte le norme

Garantire la sicurezza sanitaria e non mettere sotto pressione gli ospedali.

L’armatore e il comandante della nave devono adottare tutte le misure di prevenzione sanitaria imposte dalla legge e dalle ordinanze vigenti

Dobbiamo e vogliamo sapere quanti italiani e quanti stranieri – turisti e dell’equipaggio – siano o meno positivi al Covid – 19.

Esiste un Decreto dei Ministri De Micheli e Speranza, che fissa norme rigorose, che non può e non deve essere interpretato con approssimazione; in questo momento non possiamo permetterci alcun errore.

Perché il sistema sanitario Ligure è oggettivamente sotto pressione, perché i cittadini in questi giorni stanno facendo sacrifici enormi.

Costa Crociere deve garantire, in assoluta sicurezza, il trasferimento protetto dei turisti e dell’equipaggio in un Porto e con strutture dedicate e idonee a tale scopo.

Savona e la Liguria non devono e non possono correre alcun rischio.

Coronavirus, mascherine e dispostivi individuali: pensare al bene dei cittadini

La risposta all’assessore regionale Sonia Viale:

inutili polemiche, priorità è affrontare l’emergenza e non fare campagna elettorale

L’assessore regionale Sonia Viale ieri ha rilasciato una dichiarazione intrisa di polemica “…Il rifornimento di dispositivi di protezione, annunciato per oggi dal Governo, non è arrivato. Questo ritardo inaccettabile potrebbe determinare conseguenze nell’assistenza già nei prossimi giorni…”. Questa esternazione è grave ed inutile perché non tiene conto del vero e delle difficoltà in cui tutti stanno operando.

Come l’assessore Viale sa bene, fin da subito il Governo si è attivato per potenziare l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie. La produzione nel nostro Paese non può soddisfare tutte le richieste ed è per questo motivo che il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha firmato il 25 febbraio scorso un’ordinanza che centralizza gli acquisti a livello nazionale per far fronte alle richieste delle Regioni, destinandoli, in via prioritaria, al personale sanitario. Grazie all’impegno della Protezione Civile, ad oggi sono già state distribuite circa 35.000 mascherine di tipo ffp2/ffp3 nelle regioni del Nord (Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto) e 5.240 nella sola Liguria. L’acquisto e la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale proseguirà anche nei prossimi giorni anche attraverso il ricorso ai mercati esteri e alla collaborazione di enti e aziende private. Tutte le istituzioni coinvolte sono impegnate senza sosta su questa problematica che coinvolge non solo l’Italia, ma tutti i paesi che stanno affrontando l’emergenza Coronavirus.
Se l’assessore Viale avesse goduto di capacità predittive, avrebbe potuto provvedere lei ad acquistare anticipatamente tali presidi di protezione quando il virus ha fatto la prima comparsa nelle regioni del Nord. Quindi parliamo di un’inutile polemica tra l’altro fatte ad opera di chi – come la Viale – certamente non è artefice di saggia programmazione e capacità di leggere i bisogni di sanità dei cittadini liguri; da chi non è e non è stato in grado di assicurare neppure i servizi minimi ed essenziali; da chi, per scarsa programmazione e mancati investimenti, è obbligata a trasferire in pulmino i malati oncologici dal San Martino di Genova al Santa Corona di Pietra Ligure ed è obbligata a chiudere per oltre un mese le sale operatorie in Provincia di Savona.

Per questo motivo, in questo momento di impegno incessante di tutto il sistema di protezione civile, nell’interesse di tutta la popolazione è fondamentale concentrarsi sul lavoro ed evitare inutili e dannose polemiche.

Coronavirus, Orlando e Vazio (Pd): “Prevalgano interessi cittadini ma da Regione Liguria seri ritardi”

“In un momento delicato, come quello che stanno affrontando l’Italia e soprattutto le regioni del nord a fronte della diffusione del Covid-19, il Partito democratico, a tutti i livelli, ha fatto e continuerà a far prevalere gli interessi della collettività, la tutela della salute pubblica e la gestione dell’emergenza. Questo anche in Regione Liguria, nonostante il presidente Toti e l’assessore Viale abbiano offerto e continuino ad offrire più di un motivo per far rilevare ritardi, contraddizioni, superficialità e veri e propri atti di irresponsabilità, come quello che ha portato a posticipare l’entrata in vigore di misure straordinarie per consentire lo svolgimento di un’iniziativa politica”.

Lo dichiarano in una nota Andrea Orlando, vice segretario del Pd e Franco Vazio, vice presidente della commissione Giustizia.

“Vogliamo sperare che questo ritardo non abbia contribuito all’individuazione tardiva del primo caso di contagio in Liguria, la cui dinamica va comunque chiarita come chiesto da diversi capigruppo in Consiglio Regionale all’assessore Viale, anche per capire per quale motivo, pur a fronte di diverse iniziative di comunicazione della Giunta Regionale, medici di base, operatori delle strutture sanitarie e Sindaci abbiano operato sino a domenica 23 febbraio senza strumenti di protezione adeguati e senza precise linee guida, mentre i primi focolai sono emersi venerdì 21 febbraio”.

“Il problema più grave e urgente è che ancora adesso i Sindaci e le Forze dell’Ordine non sarebbero informati sul come usare i poteri coercitivi che le Ordinanze e i decreti dello Stato hanno messo a disposizione. I Sindaci, pur facendo il possibile, si trovano, come i medici di base, gli infermieri e i volontari, in trincea a fronteggiare un’emergenza e combattere una guerra al buio, senza le necessarie protezioni di sicurezza e senza il supporto e il coordinamento giuridico e sanitario della Regione. Cresce la consapevolezza che il Coronavirus non costituisce un pericolo di vita per la maggior parte della popolazione, ma esiste la preoccupazione che le persone più fragili, gli anziani e gli immunodepressi, possano correre gravi rischi per la propria salute”.

“Abbiamo chiesto al Commissario Straordinario della Provincia di Savona di tenerci aggiornati in modo permanente, siamo in stretto contatto con i Sindaci maggiormente esposti e con il Ministro della Salute Speranza dal quale abbiamo avuto garanzia che la situazione “Liguria” è seguita con assoluta priorità ed attenzione. Confidiamo, quindi, che al nostro spirito di collaborazione e all’impegno del governo corrisponda un’adeguata disponibilità della Regione a chiedere il supporto dello Stato nella gestione dell’emergenza. È inoltre urgente, e lo farà per primo il governo, che vengano assunte misure per sostenere l’economia e la situazione sociale nelle aree più colpite e in tutta la Regione, per contenere gli effetti di una crisi che colpisce settori nevralgici del tessuto produttivo ligure”.

Autostrade: Toti ha enorme conflitto di interessi, si faccia da parte

“In Liguria sono caduti ponti, sono morte 43 persone, ci sono viadotti definiti a ‘rischio rovina’ dal Procuratore di Genova Cozzi e c’è il tema connesso alla manutenzione della rete autostradale grande come una casa. In questo terribile quadro, il presidente Toti e le sue fondazioni ricevono finanziamenti da parte di chi ha in mano le concessioni e da parte di chi ne chiede il rinnovo. Se prima c’era il sospetto, alimentato dall’ambiguità dai comportamenti e dai giudizi espressi da parte di Toti sui concessionari autostradali, ora, dopo aver letto i giornali e visto la TV che parlano di presunte irregolarità per 240mila euro di finanziamenti, ne abbiamo la certezza”.

“Non voglio – prosegue Vazio – entrare in merito alle indagini condotte dalla Procura di Genova, dalla Guardia di Finanza e dall’Antimafia in merito alla presunta irregolarità di ingenti finanziamenti ricevuti dal ‘Comitato Giovanni Toti – Liguria’ e dal ‘Comitato Change’ entrambi riconducibili allo stesso Toti. Le indagini della magistratura faranno il loro corso e ci diranno come stanno le cose. Io pongo il tema di un evidente conflitto di interessi di Toti. A me sembra inconcepibile che a presidiare il rispetto delle concessioni e la manutenzione dei viadotti e delle gallerie delle autostrade liguri per garantire la sicurezza dei cittadini liguri sia chi ha ricevuto finanziamenti da parte di chi dovrebbe essere controllato e cioè il concessionario autostradale”.

“Toti, il Commissario Straordinario per il Ponte Morandi, solo tre giorni fa si è auto-candidato al fantomatico ruolo di ‘Commissario Straordinario’ per le infrastrutture liguri con pieni poteri’ e si è ingerito istituzionalmente nelle procedure di rinnovo della concessione autostradale della A10. Tutto ciò è gravissimo, Toti deve farsi da parte immediatamente”.

“In questa fase – conclude Vazio – di estrema criticità per le infrastrutture autostradali liguri, se è di fondamentale importanza che la magistratura faccia luce al più presto su eventuali responsabilità, è altrettanto importante che il governatore Toti chiarisca la sua posizione sui finanziamenti ricevuti e allo stesso tempo non si interessi più di strade ponti ed autostrade”.

Infrastrututre, da Toti e Giampedrone solo calcoli elettorali…

In Liguria e soprattutto a ponente abbiamo una rete ferroviaria e stradale debole e ricca di criticità che punisce cittadini e imprese.

Una ferrovia strozzata da un unico binario, che forse solo dal 2020 vedrà la luce oltre il tunnel perché finalmente il Governo ed RFI (con il contratto 2019-2020) hanno dato formalmente il loro ok al completamento del raddoppio Andora -Finale Ligure; opera per la cui realizzazione però serviranno diversi anni.

Una rete stradale debolissima, aggrappata ad autostrade, per le quali è difficile trovare aggettivi appropriati e a strade statali e provinciali, mai completate (Aurelia bis), in cattivo stato di manutenzione, insufficienti e incongrue rispetto alla vocazione turistica della Liguria.

In questo quadro il presidente TOTI e l’assessore GIAMPREDONE cosa fanno? Si confrontano con i sindaci e le assemblee provinciali degli amministratori per avanzare proposte al Governo e alle società concessionarie?

No… E strizzando l’occhio ai concessionari inventano, si affidano alle loro intuizioni e attribuiscono priorità ad interventi (ai più ignoti) dal costo enorme che si spiegano solo in una squallida prospettiva elettorale.

Nell’autunno 2019 questo magnifico “duo” fornisce un elenco di opere da realizzare al Governo assolutamente incompleto e bizzarro; poi i due si svegliano all’Epifania, e pensando di volare sulla scopa della Befana, senza alcun confronto preventivo con il Governo e il territorio, chiedono tardivamente di integrare quell’elenco con un’opera come l’autostrada ALBENGA/LOANO – CARCARE – PREDOSA dal costo di 10 miliardi di euro e come tale improponibile con tali tempi e forme.

Mettendo da parte la dimenticanza per un’opera autostradale strategica per il Nord-Ovest, per la quale sarebbe servito un tavolo Comuni-Regione-Governo, mi pare grave che nella testa del “duo” non abbiano trovato posto opere strategiche e decisive per la Liguria come per esempio il completamento dell’Aurelia bis e la realizzazione di un Autoporto nel comprensorio Albenganese.

Forse i sindaci di Savona, dell’Imperiese e del comprensorio Albenganese non sono del tutto allineati?

Tali comunità – poco Totiane – hanno da scontare qualche punizione e prendere qualche purga?

La loro pochezza e spregiudicatezza stanno nel fatto di non comprendere che la punizione e le purghe le faranno prendere ai cittadini e alle imprese della Liguria.

Meno male che i sindaci hanno compreso la centralità strategica della loro azione e a partire dal ponente hanno assunto un’iniziativa di coordinamento autonoma e forte della quale il Governo non potrà non tenere conto.

L’elenco del Ministero

Maltempo, tutti finanziati gli interventi di somma urgenza: altri 77 mln di euro

Mettiamo da parte le strumentalizzazioni elettorali e lavoriamo insieme per la Liguria

Lo aveva annunciato il Ministro Paola De Micheli e lo aveva poi riconfermato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ma ora abbiamo la certezza: il Dipartimento della Protezione Civile ha scritto nero su bianco che tutti gli interventi di somma urgenza conseguenti gli eventi calamitosi della fine 2019 saranno finanziati. Ai 40 milioni già stanziati, forse già domani, il Consiglio dei Ministri aggiungerà per la sola Liguria ulteriori 77 milioni.

Quindi avranno immediata e totale copertura, così come previsto dall’art. 25 del DL 2 gennaio 2018 n.1, tutte le spese sostenute e finalizzate:
a) all’organizzazione ed all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento;
b) al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alle attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e alle misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea…”.

Con una separata delibera del Consiglio dei Ministri, così come la legge prevede, dopo l’istruttoria e le verifiche di legge, si affronteranno poi anche gli interventi di mitigazione del rischio residuo, recuperando anche quelli (134.5 milioni) che sono stati erroneamente inseriti dalla Regione nelle somme urgenze – lett. a) e b) – anziché alla lettera d).

Inoltre, come già accaduto in passato, a ruota si provvederà quindi a verificare i danni subiti dai privati e dalle imprese – anche agricole – che saranno trattati e coperti con una specifica ordinanza della Protezione Civile.

Posso affermare con certezza, per lo averlo verificato personalmente con il Sottosegretario Fraccaro e il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, che tali esiti sono già stati comunicati alla regione Liguria e con essa convenuti come congrui, corretti e pertinenti.
Mi pare un’ottima notizia che fuga allarmismi e dichiarazioni imprudenti.

Ora concentriamoci su quello che resta da fare.

Supportiamo i sindaci e gli amministratori, le imprese pubbliche e private nel lavoro enorme ancora da compiere, lasciando da parte strumentalizzazioni politiche ed elettorali; teniamole lontano, profondamente lontane e distinte, rispetto ad eventi, danni, drammi ed emergenze come quelli subiti dalla nostra Liguria.

Le priorità sono altre e le persone serie sanno che ora è il momento di rimboccarsi le maniche tutti insieme.

Revocare le concessioni ad Autostrade, superato il limite…

Questa mattina ad Alassio per un Consiglio comunale straordinario sull’emergenza infrastrutture in Liguria e nel ponente ligure. La situazione della rete autostradale e ferroviaria impone azioni rapide e concrete e assieme al ministro Paola De Micheli ci stiamo adoperando per risolvere l’isolamento di questo territorio.

La proposta di un tavolo permanente dei sindaci è la direzione giusta. Quello che è successo nelle recenti festività natalizie e il caos autostradale non deve più ripetersi.

Da parte del sottoscritto massimo impegno su tutte le opere, a cominciare dal raddoppio ferroviario a ponente, ma anche altre infrastrutture indispensabili.

Tuttavia come detto resta il tema delle concessioni autostradali. Abbiamo visto ponti cadere, sono morte delle persone, le gallerie e i viadotti sono allo sfascio, ore e ore di coda per raggiungere la Liguria, i rischi per gli automobilisti e l’utenza… Il limite di sopportazione è già stato raggiunto!!!

Come ho ribadito questa mattina un conto è l’iter giuridico, un altro è l’indirizzo politico, quindi la revoca delle concessioni ad Autostrade dal mio punto di vista è sacrosanta.

Una posizione che avevo già espresso in Parlamento: chi ha provocato questa emergenza devi farsi da parte…

Milleproroghe: rinnovate ed estese tutte le misure per la Liguria

Ecco le misure realmente approvate nel Milleproroghe per la Liguria:

– la possibilità di estendere fino a 3 anni lo stato di emergenza a seguito del crollo del ponte Morandi, anche se il limite generale è di 2 anni.
– la proroga per un anno dei 300 lavoratori assunti con contratti a tempo determinato da Comune, Regione e partecipate (10 milioni di euro).
– la proroga delle 20 persone assunte dall’Autorità di Sistema portuale (1 milione di euro).
– la proroga per 6 anni della concessione della compagnia portuale di Savona (con 1 milione in più per remunerare la riduzione di ore lavorate).
– la proroga dei servizi integrativi del trasporto pubblico locale (fino a febbraio per 3 milioni con l’impegno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a salire in sede di conversione in legge del Milleproroghe a 11 milioni, per garantire il semestre fino a giugno, come d’accordo con la Regione). Un termine, quello di giugno, che coincide con la data di inaugurazione del nuovo ponte autostradale secondo le previsioni della struttura commissariale guidata dal Sindaco Bucci. Se il ponte non fosse pronto tra sei mesi, naturalmente, ci impegneremo a lavorare affinché vi sia un’altra proroga dei fondi. Insomma non ci sarà alcuna interruzione di pubblico servizio come paventato dalla Regione e dal Comune: Toti e l’assessore comunale Piciocchi prima di avventurarsi in certe dichiarazione dovrebbero verificare le fonti. Altrimenti fanno solo del procurato allarme.
– la proroga della cassa in deroga per un anno. In sede di conversione in legge del Milleproroghe chiederemo che le risorse previste dal Decreto Genova vengano destinate prioritariamente a finanziare, come chiesto dal sindacato, l’area di crisi non complessa di Genova (e cioè la Valpolcevera e le aree portuali) e poi a includere le srl e le srl, visto che al momento non sono stati spesi 15 milioni.

Con la conversione in legge del Milleproroghe ci sarà anche l’effettiva disponibilità delle risorse già previste a Bilancio nell’ambito dei fondi del Ministero del Lavoro per gli ammortizzatori sociali. E proprio in sede di conversione la delegazione parlamentare del PD e il Governo lavoreranno per apportare ulteriori integrazioni e modifiche al decreto, in modo da implementare gli interventi a favore della Liguria.

Inoltre, non appena verranno attivate le risorse del fondo nazionale della Protezione civile, saranno pagate integralmente le somme urgenze anticipate nelle settimane scorse dai Comuni liguri, a seguito dell’ondata di maltempo.

A fronte di tutto ciò è evidente che Toti non abbia detto la verità, visto che in questi giorni non ha fatto altro che diffondere allarmismo sul Milleproroghe, accusando il Governo di scarsa attenzione per il nostro territorio. Non è possibile che un’alta carica istituzionale come la sua, invece di rappresentare gli interessi dei cittadini, cerchi solo di fare propaganda per garantirsi un’altra elezione.

La Regione a guida Toti è la sintesi del disastro

Parole utili solo per una campagna elettorale continua!!!

Serve un tavolo permanente con i sindaci, il mondo imprenditoriale e del lavoro

Con le astuzie del duo Toti-Viale in Liguria la sanità è allo sfascio: ospedali a rischio di chiusura, medici che fanno i doppi turni, liste di attesa eterne, strumentazioni rotte, servizi ridotti e sale operatorie che lavorano a singhiozzo.

Con Toti e Mai 16 milioni di risarcimenti sono stati perduti dalle imprese agricole liguri per errori e incapacità; ora anche i finanziamenti europei sono a rischio.

Anziché chiedere scusa loro che fanno? Parole e passerelle!!!

Blaterano e addirittura chiedono di gestire in proprio le infrastrutture al posto di chi oggi al Governo, come il Ministro De Micheli, in pochi mesi ha trovato risorse come mai in passato (oltre 180 milioni per le emergenze) e ha assunto impegni precisi per il potenziamento delle nostre infrastrutture stradali e ferroviarie.

No grazie Toti, non c’è lo possiamo permettere.

Toti per 18 mesi con la Lega al Governo non ha detto e fatto nulla; ora improvvisamente si sveglia, si accorge dopo 5 anni che le infrastrutture liguri sono insufficienti e pretende di gestire tutto lui quando non è stato in grado neppure di imporre la realizzazione del casello autostradale di Vado Ligure necessario alla nuova piattaforma contenitori.

Ma non ci faccia ridere… Non siamo su “scherzi a parte” e i liguri non sono scemi!!!

Abbiamo bisogno di risorse, impegno e serietà.

L’attuale Governo e il Parlamento hanno dimostrato con i fatti e con tanti soldi di poter e voler aiutare la Liguria.

Ne è un esempio Piaggio che, con il determinante aiuto del Governo, in queste ore ha imboccato la strada giusta.

Faremo la stessa cosa per strade, autostrade e ferrovie.

Serve però un interlocutore serio e non personaggi da cabaret!!!

E’ necessario un tavolo permanente formato da sindaci e da rappresentanti del mondo imprenditoriale e del lavoro a fare da raccordo e supporto al lavoro che il Governo sta facendo e che dovrà essere fatto.

Solo così potremo vincere questa sfida e salvare la Liguria dal naufragio.

Prescrizione, tempi certi del processo è garanzia anche per le vittime

“La bozza della riforma del Processo Penale proposto dal ministro Bonafede e a cui abbiamo lavorato in questi mesi, e’ un progetto moderno e ambizioso. Ma una cosa e’ scrivere una norma, altro e’ verificarne l’efficacia. Pochi parlano, per esempio, delle gravissime conseguenze a cui andrebbero incontro le vittime del reato che avessero deciso di costituirsi parte civile qualora, dopo una sentenza di I grado, i tempi del processo fossero dilatati; oppure delle devastanti conseguenze che colpirebbero chi, assolto in primo o secondo grado, dovesse attendere una sentenza definitiva dai tempi non prevedibili, con ricadute negative e ostative per concorsi, per trovare un lavoro, per la loro carriera, per rapporti e concessioni con lo Stato, per la vita politica e amministrativa. ‘Abrogare’ la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia essa di condanna, sia essa di assoluzione, senza aver verificato l’efficacia sul campo della ‘riforma del Processo penale’ potrebbe tradursi in una vera barbarie giuridica”.

Cosi’ Franco VAZIO, deputato Pd e vicepresidente della commissione Giustizia, in un commento pubblicato oggi sul quotidiano “Il Riformista”.

“Prima di aver acquisito tale certezza – aggiunge Franco VAZIO – e’ necessario fissare dei termini che impongano di celebrare in tempi ragionevolmente brevi i giudizi di appello e di Cassazione, pena l’estinzione del processo, e prevedere che l’abrogazione della prescrizione dopo la sentenza di I grado non valga anche per chi sia stato assolto. Non e’ una battaglia identitaria, ma la difesa di principi e diritti tutelati dalla nostra Costituzione, sulla cui lesione appare complesso trovare mediazioni. Sono persuaso – conclude il vicepresidente della commissione Giustizia – che il presidente del Consiglio Conte e il ministro Bonafede che, come tutti noi, hanno ben chiare le sfide della Giustizia, sappiano privilegiare la sostanza e i diritti dei cittadini rispetto alle battaglie di una parte politica, che seppur comprensibili, restano comunque di parte e non di tutti”.

Terminal di Vado Ligure: un traguardo storico, una sfida che continua…

L’inaugurazione del terminal di Vado Ligure è la dimostrazione di come si possa virtuosamente investire soldi pubblici e privati per creare opportunità di lavoro e di sviluppo e attrarre grandi aziende e risorse dall’estero.

Molto è stato fatto dalle comunità locali.

Molto è stato investito dai privati in innovazione e per la sicurezza dei lavoratori.

Molto ha fatto lo Stato.

Oggi è il giorno in cui si raccolgono i frutti e in cui hanno meno importanza i dettagli.

Non possiamo dimenticare però chi come l’allora ministro Burlando, il presidente Luciano Pasquale, il presidente Rino Canavese, l’Unione Industriali, le associazioni dei lavoratori, i sindaci del comprensorio savonese e i parlamentari liguri del partito Democratico hanno avuto intuito, volontà e determinazione per avviare e sostenere questo splendido progetto, anche quando altri ci credevano poco e ponevano dubbi, quando erano sorti problemi, quando servivano i finanziamenti dello Stato, quando tutto poteva interrompersi.

Così non è stato, e da oggi la nostra comunità può avere una grande opportunità di lavoro e di sviluppo.

C’è però ancora da fare, ci sono da completare le infrastrutture viarie e ferroviarie.

Il sottosegretario Margiotta, con cui ho condiviso questa straordinaria giornata, con riferimento alle cose ancora da fare ha garantito massimo impegno e attenzione da parte del Governo.

Oggi non finisce il nostro impegno, ma persegue una sfida entusiasmate, da vincere.

Maltempo, spiccioli per la Liguria? Altra bufala, Toti pensa solo al consenso elettorale

Spiace constatare che il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ritenga “pochi spiccioli” i quasi 40 milioni di euro stanziati, nel corso del Consiglio dei Ministri di ieri, per far fronte ai danni causati nel territorio ligure dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei mesi di ottobre e novembre.

A riguardo si precisa che, allo scopo di consentire alle regioni di far fronte agli interventi più urgenti, il Governo ha dichiarato ieri ben 12 stati d’emergenza con un primo stanziamento complessivo di 100 milioni di euro.

Sottolineando dunque che alla Regione Liguria è stato assegnato poco meno del 50% di questo primo stanziamento, si ricorda che, come previsto dalla normativa, saranno successivamente stanziate ulteriori risorse per l’attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale e alla ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture, pubbliche e private, danneggiate.

Toti e Giampedrone stanno mostrando la parte peggiore della Regione e cioè “chiacchiere e passerelle”; usando strumentalmente il dramma che la Liguria ha subito solo per loro finalità elettorali.

In occasione della mareggiata dell’ottobre 2018 che aveva provocato mezzo miliardo di euro di danni, il Governo a trazione leghista aveva inizialmente stanziato solo 6 milioni di euro più altri 8 di accise per un totale di 14 milioni e non mi pare che Toti e i suoi avessero levato proteste di sorta.

Il giorno dopo l’ondata di maltempo il Ministro De Micheli e i due sottosegretari Margiotta e Traversi sono venuti in Liguria per rendersi personalmente conto dei danni e delle azioni da mettere in campo e per assumersi di fronte ai sindaci e ai territori impegni precisi: la loro unica pecca è stata quella di rubare la scena al presidente e ai suoi “fedeli” e dimostrare concretamente che lo Stato era e sarà presente mettendo a disposizione le risorse necessarie per superare l’emergenza e avviare il ripristino di strade, viabilità e messa in sicurezza del territorio.

Giustizia, Vazio (Pd): “Non accettiamo abrogazione mascherata prescrizione”

“Ci sono temi su cui possiamo, anzi dobbiamo, favorire mediazioni; non si possono però aggirare o scalfire i diritti e i valori scritti in Costituzione.

Lo dichiara Franco Vazio, deputato Pd ed esponente di Base Riformista, intervenendo all’assemblea di Base Riformista a Milano.

“L’art. 111 parla di ragionevole durata del processo e la Corte Costituzionale afferma che la prescrizione è un presidio a difesa di tale principio”.

“I processi non possono essere eterni non solo per gli imputati, ma anche per le vittime. Ragioniamo con quali strumenti, anche nuovi, possiamo garantire il rispetto dell’art. 111 della Costituzione, ma non possiamo girarci dall’altra parte. Per queste ragioni l’abrogazione mascherata della prescrizione non può essere accettata”.

Liguria: con la chiusura della A26 la misura è colma

“Chi ha responsabilità si faccia da parte”

A proposito delle allarmanti parole del Procuratore Capo del Tribunale di Genova Francesco Cozzi: “Sono viadotti a rischio rovina. Credo che il termine sia chiaro a tutti”, il deputato Dem ligure Franco Vazio, Vice Presidente della commissione Giustizia della Camera dichiara: “La Liguria, già in ginocchio per il crollo del ponte Morandi e, in questi giorni, del viadotto sulla A6, ieri sera ha dovuto leggere un laconico comunicato della società concessionaria con il quale, dando sostanzialmente seguito ad una prescrizione della Procura della Repubblica, viene annunciata la chiusura dell’arteria di collegamento più importante al porto di Genova e alla Liguria.

In questo quadro è doveroso domandarsi:
– quali controlli e quali manutenzioni siano stati eseguiti in questi anni, prima e dopo il crollo del Morandi;
– quale sia la reale capacita della società concessionaria di gestire una rete autostradale fulcro dell’economia di un intero paese, senza mettere a rischio la vita degli italiani”.

“Bene ha fatto il Ministro Paola De Micheli a convocare immediatamente il concessionario ASPI al fine di garantire la sicurezza e stabilire natura e tempi degli interventi strutturali da compiere -prosegue l’esponente Dem di Base Riformista e conclude – . La Liguria, la sua economia e i suoi porti, però, in queste condizioni non possono reggere. Chi non è in grado di garantire tutto ciò deve farsi da parte.

Chi ha creato irresponsabilmente condizioni drammatiche e terribilmente lesive per l’economia di un intero Paese deve farsi da parte.

Dopo quanto accaduto oggi, il percorso di una revoca della concessione è assolutamente coerente, proporzionato e addirittura imposto dai pericoli corsi e dai danni irreparabili inferti alla nostra economia. La misura è colma!

Si faccia da parte anche chi, con un ruolo di responsabilità nella guida della Regione ha difeso e intenda ancora surrettiziamente difendere l’indifendibile; si eviti di pronunciare frasi ad effetto nel tentativo di mettersi a capo della protesta. Il tempo delle solite passerelle è finito.

Confido nell’indipendenza, nella forza e nell’autonomia di giudizio del Governo e nelle capacità e nell’efficienza del Ministro Paola De Micheli.

Non abbiamo più tempo; esiste solo la speranza e la determinazione dei liguri”.

Liguria mai così male: Toti e la sua giunta fanno passerelle e il nostro territorio va a bagno…

Rating Fondazione Etica

Peggio di noi solo Molise e Puglia: dalla Regione solo propaganda, mentre le fabbriche sono in crisi, le città e i campi si allagano, gli ospedali chiudono. Servono fatti e non parole!

Liguria malissimo “…Lo rileva la classifica Rating pubblici della Fondazione Etica sulla valutazione qualitativa delle amministrazioni regionali italiane a Statuto ordinario…”

È una vera presa in giro!

Anziché governare impegnano il loro tempo a tagliare i nastri delle opere realizzate dai sindaci della Liguria.

Ci raccontano solo cose belle ed efficienti, che però non esistono.

Hanno fatto finta di governare per cinque lunghi anni, magnificando l’ultimo governo leghista di Salvini come il migliore e il più vicino alla Liguria.

Questi sono i risultati: ultimi degli ultimi in Italia!!!

A Genova Toti e la sua Giunta si sono accontentati del Decreto Genova che finanziava solo sino alla fine del 2019 i contratti di lavoro a tempo determinato previsti per coloro che sono stati assunti per l’emergenza come per esempio polizia municipale, assistenti sociali e amministrativi e oggi questi “angeli” rischiano di andare a casa!!!

A Vado Il 12 dicembre prossimo si inaugura la piattaforma Maersk, elemento propulsivo per l’attività portuale ed economica savonese, e la Giunta Toti si è dimenticata delle infrastrutture stradali e ferroviarie.

La Liguria viene allagata ogni volta che piove, le coltivazioni sono spazzate via e nonostante ciò non vengono finanziati i progetti che i sindaci hanno approvato e che sono pronti per essere cantierati.

Gli ospedali liguri chiudono, ma Toti e l’assessore Viale guardano con simpatia la sanità lombarda e veneta.

Ci sono regioni che come l’Emilia Romagna, la Lombardia e la Toscana corrono…, la Liguria di Toti Invece affonda e con lei tutte le speranze dei cittadini e delle imprese liguri.

Servono fatti e non parole!!!

Raddoppio ferroviario, ci siamo… Finanziamento nel contratto con RFI

RADDOPPIO FERROVIARIO Andora – Finale Ligure, un sogno che diventa finalmente REALTA’– Presentato l’aggiornamento del Contratto RFI 2018/2019

Il 25 novembre il Sottosegretario al MIT, Sen. Margiotta, in visita in provincia di Savona

Sono anni che si parla del completamento del raddoppio ferroviario Andora – Finale Ligure: ora siamo davvero pronti per partire.

Il Governo, infatti, raccogliendo le istanze del nostro territorio, ha presentato l’aggiornamento del Contratto di Programma RFI per gli anni 2018/2019, che finalmente prevede il finanziamento dell’opera.

Insomma un reale e decisivo impulso alla relativa progettazione definitiva ed esecutiva, già finanziata.

Già nel 2020, una volta approvato l’aggiornamento del Contratto RFI 2018/2019, si potrà dare corso alla progettazione, che ovviamente terrà conto di tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti tecnici che in questi anni sono stati fatti e si sono succeduti.

Al netto delle procedure di affidamento, le attività progettuali potranno essere concluse in meno di sei mesi.

Conclusa la progettazione definitiva potrà essere avviato l’iter autorizzativo con le procedure L.55/19 (270 giorni o in presenza di Commissario 97 giorni) e quindi poi si darà finalmente il via ai cantieri per l’esecuzione dell’opera.

Il Ministero delle Infrastrutture – MIT -, nella sua interezza e senza tentennamenti, è impegnato per dare seguito ad una infrastruttura ferroviaria ritenuta assolutamente prioritaria per lo sviluppo del Paese.

Ho sentito ancora in queste ore i sottosegretari On. Traversi (M5S) e Sen. Margiotta (PD) che mi hanno garantito il loro personale impegno.

Lunedì prossimo (25/11) per dare conto di ciò e per gli opportuni raccordi istituzionali, il Sen. Salvatore Margiotta, Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, incontrerà i sindaci e gli amministratori della provincia di Savona (nei prossimi giorni i dettagli dell’incontro).

Siamo davvero e finalmente passati dal dire e sognare, al fare e costruire il futuro della Liguria.

Non possiamo interrompere la ricostruzione di Genova

Toti e la Giunta regionale dormono
e si sono sdraiati ai piedi dell’ex Governo leghista

Toti e la sua Giunta si sono accontentati del Decreto Genova che finanziava solo sino alla fine del 2019 i contratti di lavoro a tempo determinato previsti per coloro che sono stati assunti per la fase emergenziale della ricostruzione come per esempio polizia municipale (per Genova sono 150 per esempio) assistenti sociali e amministrativi.

Il PD, come forza di minoranza, in Comune, in Regione e in Parlamento aveva a suo tempo lanciato l’allarme e aveva provato a modificarlo chiedendo la proroga delle scadenze.

Oggi bisogna rifinanziare quei contratti a termine con la legge di bilancio, subito e per il tempo necessario almeno fino alla fine della fase di ricostruzione, nonché affrontare le altre criticità come la proroga degli ammortizzatori sociali.

Non ci voleva uno scienziato per capire che servivano più tempo e più soldi, ma per piaggeria e per non scontentare il “Capitano” Toti si era colpevolmente accontentato di norme insufficienti.

Ora magicamente, alle porte delle elezioni regionali, cambiato il Governo, Toti si è svegliato! Sono finiti i comizi a Roma con il “Capitano”? Questa è la notizia!

Abbiamo sempre lavorato per il bene di Genova e della Liguria a fianco di chi aveva responsabilità e poteri, ma ora non si può più accettare e aspettare il disastro.

Toti dirà che ci penserà lui … Sarà la solita storia, la solita fake news che si ripeterà perché per ora non pervenuto al Governo anche come commissario dell’emergenza.

Abbiamo già visto i disastri e i ritardi sulla Sanità e sulle Infrastrutture e noi non aspetteremo…

Ci penseremo noi!

Siamo Liguri non siamo “fessi”.

Infrastrutture, Toti e Giampedrone prendono in giro i liguri

Con gli “amici” leghisti fatto nulla

Abbiamo letto le 11 richieste dell’assessore regionale Giampedrone per il miglioramento dell’autostrada A10 rivolte al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli.

Siamo fuori tempo massimo e i modi fanno davvero tenerezza.

Hanno avuto per oltre un anno Ministri e Sottosegretari leghisti e “amici”, hanno raccontato di sinergie e assonanze straordinarie con il passato Governo leghista e in 14 mesi il risultato è stato pari a zero.

Ora che sono cambiati Ministri e Sottosegretari, che le elezioni regionali incombono e le loro poltrone traballano, mettono in mora chi solo da pochi giorni prova a dare risposta e soluzioni a questioni cui la Giunta Toti e il passato Governo non si sono mai realmente interessati.

Ci occuperemo noi di questo, comprese tutte le altre sfide infrastrutturale perse e dimenticate da Toti e dalla sua Giunta.

In queste ore stiamo facendo una puntuale verifica con il Ministero e i Sottosegretari circa priorità e interventi dimenticati che da subito possono essere progettati e avviati.

Entro la fine di novembre saranno in Liguria i membri del Governo che si occuperanno di questi temi per confrontarsi con i sindaci e i territori in un quadro profondamente mutato.

Pensare che gli amministratori e i cittadini siano importanti solo ogni 5 anni ed in prossimità delle elezioni è una cosa fa a pugni con l’intelligenza dei liguri.

Ci sono territori, amministratori e sindaci che rincorrono da anni la Regione, il suo presidente e i suoi assessori per un confronto; questo vale per le Infrastrutture, vale per la Sanità e per tanto altro…

Siamo Liguri, non siamo “fessi”.

(Fonte ANSA): Ecco le 11 richieste di intervento per il miglioramento dell’autostrada A10 nel tratto tra Savona e Ventimiglia per il bando dei concessionari autostradali. Le concessioni su questa tratta andranno in scadenza nel 2021.

Gli interventi sono: 1) Realizzazione della barriera autostradale di Ventimiglia – Porta d’Italia già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 2) Progettazione della strada in sponda destra del Torrente Roja a Ventimiglia; 3) Nuovo casello autostradale a Camporosso/Vallecrosia; 4) Progettazione dell’asta stradale tra Sanremo Foce e lo svincolo autostradale di Sanremo Ovest; 5) Viabilità di accesso allo svincolo stradale di San Lazzaro sulla Aurelia bis a Sanremo; 6) Realizzazione del completamento dello svincolo di San Martino sulla variante Aurelia a Sanremo, opera già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 7) Potenziamento e messa in sicurezza della strada di accesso dallo svincolo di Arma di Taggia all’innesto con l’Aurelia bis; 8) Nuovo casello autostradale a Cipressa; 9) Realizzazione dell’adeguamento strutturale della strada a 4 corsie nei comuni di Vado Ligure, Quiliano e Savona; 10) Progettazione e realizzazione dello svincolo di Bossarino a Vado Ligure, opera già prevista dal ministero e ribadita dalla Regione; 11) Progettazione e realizzazione della rifunzionalizzazione e potenziamento dell’interconnessione tra A10 e A6.

Congresso nazionale PD… E’ urgente farlo?

In queste ore ci sono dirigenti che invocano un congresso nazionale straordinario del PD.

La situazione e i cambiamenti politici a cui abbiamo assistito in questi mesi, a partire dalla formazione del nuovo Governo, in effetti richiederebbero una riflessione profonda e questa sarebbe naturale farla in un congresso.

Nello stesso tempo dobbiamo però tenere conto che oggi l’Italia si attende dai noi un’azione di governo efficace e forte, non l’ennesima discussione.

Un congresso ora, col Governo che muove i primi passi, mi sembra oggettivamente problematico.

Mi viene da pensare che il Paese dal PD e dal Governo si aspetta altro.

Ma se si vorrà fare un congresso subito e in ogni caso noi, senza timori di sorta, non ci tireremo certo indietro.

Franco Vazio
Base Riformista

Massimo impegno del Governo per il nuovo carcere nel savonese

TRIBUNALE di SAVONA: soddisfazione per gli ottimi risultati e per l’efficienza

Uomini e donne, tecnologia e tanto impegno costruiscono i risultati.

Erano in pochi a credere che il processo telematico avrebbe cambiato in meglio la Giustizia: molte erano le critiche e le perplessità che ricevevo quando giravo l’Italia ad illustrare questa rivoluzione.

Molti magistrati e molti avvocati non ebbero però esitazioni e grazie a loro oggi raccogliamo questi risultati.

A Savona poi gli uomini e le donne della Giustizia, magistrati, avvocati, cancellieri, funzionari e addetti del Tribunale hanno fatto la differenza consegnando al Paese una bella faccia della Pubblica Amministrazione.

Avere un Tribunale efficiente non solo garantisce gli interessi dei cittadini, ma rappresenta anche un vantaggio tangibile per tutta l’economia della provincia: non posso che esserne orgoglioso e congratularmi con tutti per il lavoro svolto e l’impegno profuso.

Esiste però una grave ferita rappresentata dalla mancata realizzazione del nuovo carcere dopo la chiusura del Sant’Agostino.

Quasi alla fine della passata legislatura (2018) avevamo completato, con l’intesa di tutti gli enti locali coinvolti, l’iter preventivo di indicazione delle aree e il Ministero delle Infrastrutture, acquisto il parere preliminare del Ministro della Giustizia, aveva avviato l’istruttoria per dare l’assenso definitivo: da allora si è bloccato qualcosa.

Dire per colpa di chi, se per il tentativo di spostare il carcere su altre aree o per velleità locali non saprei dire.

Quello che è certo è che, ancora questa settimana, a margine della sua audizione in Commissione Giustizia – che ho presieduto -, con il Ministro Alfonso Bonafede abbiamo convenuto che la costruzione del nuovo carcere di Savona era e resta una priorità.

Il Ministro dopo averlo citato nella sua relazione si è ripromesso di verificare lo stato dell’iter che era stato avviato e mi ha assicurato di fare il punto della situazione nel più breve tempo possibile.

Sono certo che il nuovo Governo e la maggioranza sapranno dare la risposta che questo territorio attende da troppo tempo.