Currently browsing category

Documenti di approfondimento

Divorzio Breve

10676183_10202949754686797_4822530065736678635_n

10676183_10202949754686797_4822530065736678635_nDIVORZIO BREVE- La Commissione Giustizia della Camera esaminerà il testo mercoledì prossimo 1 aprile. Quindi subito dopo (21/04) l’aula inizierà la discussione. Dopo una lunga attesa credo che sia corretto affermare che siamo alle battute finali. Un testo giusto, equilibrato e rispondente alle attese di molti. Diciamo che anche in questo caso è #lavoltabuona

Ecco, come al solito, per approfondire il tema, il relativo dossier predisposto dall’Ufficio Studi della Camera

Download (PDF, 105KB)

Testo deIl’ intervento di oggi alla Camera. Relatore On. Franco Vazio

IMG_8078

IMG_8078INTERVENTO DEL RELATORE

A.C. 2681 – MISURE URGENTI DI DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE ED ALTRI INTERVENTI PER LA DEFINIZIONE DELL’ARRETRATO IN MATERIA DI PROCESSO CIVILE

ONOREVOLE SIG. PRESIDENTE,ONOREVOLI COLLEGHI,ONOREVOLE RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO

Prima di passare all’esame del provvedimento, voglio sottoporre all’Assemblea alcune considerazioni di merito e di ordine generale.

Il DL 132/2014 rappresenta un passo importante sulla strada di una buona Riforma della Giustizia.

Prevedere infatti misure finalizzate ad accelerare i tempi delle cause civili, mi riferisco all’istituto dell’arbitrato previsto dall’art. 1, favorire strumenti stragiudiziali, come la negoziazione assistita,  per definire le controversie e quindi attribuire agli avvocati un ruolo decisivo e qualificato, significa che alle indicazioni ed alle linee guida fornite dal Governo oggi si da un concreto seguito.

Del resto quando si parla di “degiurisdizionalizzare” si intende proprio questo, e tutto ciò si inserisce in un processo di modernizzazione e razionalizzazione della Giustizia, che, anche recentemente, le Istituzioni Comunitarie hanno apprezzato.

Nello stesso senso vanno inquadrate le norme che consentiranno, in ipotesi sostanzialmente prive di complessità o comunque con il controllo dell’Autorità Giudiziaria, di conseguire, in tempi più rapidi e con minori spese, la declaratoria della separazione dei coniugi, la cessazione degli effetti civili e lo scioglimento del matrimonio senza entrare in Tribunale. Il Provvedimento, oltre a tutto ciò, affronta altre criticità e questioni strategiche per conferire maggior efficienza alla macchina della Giustizia. Esso contiene norme di semplificazione del processo civile, misure che migliorano l’efficacia dei processi esecutivi e delle relative azioni di ricerca dei patrimoni mobiliari e immobiliari del debitore esecutato; in particolare con modalità telematiche sarà possibile accedere a tutte le banche dati delle pubbliche amministrazioni.

Il DL 132, oggi all’esame dell’Aula per la sua conversione, introduce norme che hanno come fine quello di disincentivare le liti temerarie o strumentali: parliamo di norme più stringenti in tema di liquidazione delle spese legali e di soccombenza, discutiamo di disposizioni che aumentano di 8 punti percentuali gli interessi dovuti in favore di chi è costretto ad andare in giudizio per far accertare le sue ragioni.

Con l’approvazione di questo provvedimento, chi strumentalmente e temerariamente vorrà resistere in giudizio subirà conseguenze economiche significative e disincentivanti.

Qualcuno dirà che si poteva fare di più ed altri anche di meglio.

Io sono persuaso invece del fatto che questo provvedimento, proprio perché si tratta di un Decreto Legge – oggi in fase di conversione – affronta efficacemente una serie di questioni indifferibili urgenti.

La Riforma della Giustizia civile vera e propria sarà affrontata con i provvedimenti annunciati dal Governo e che a breve saranno posti all’esame del Parlamento.  Una Riforma che nasce da valutazioni di ordine generale e non per soddisfare bisogni particolari, che guarda lo stato della Giustizia in Italia e pone al centro degli interessi quelli dei cittadini e delle imprese: semplificazione, minori costi, cause definite in minor tempo, efficacia nell’esecuzione delle sentenze.

Una Riforma che, dopo molti anni di rapporti difficili, scaturisce da un serrato confronto. Una Riforma che ha coinvolto tutti gli operatori di giustizia, a partire dalla Magistratura e dagli Ordini Professionali, che hanno oggi ed avranno ancora di più domani un ruolo centrale e strategico.

Quel che conta è che quanto siamo chiamati a votare sia una parte di un disegno più ampio e che vada nella giusta direzione.

Ed io di tutto ciò sono certo.

Per non eccedere nei tempi a me concessi, fatta questa premessa generale, ora affronterò l’illustrazione delle parti più significative del provvedimento, riservandomi di depositare la relazione integrale

Il testo in esame è diretto a convertire in legge, con modificazioni apportate dal Senato, il decreto legge 12 settembre 2014, n. 132. La finalità del provvedimento, come detto in precedenza, è il miglioramento della  efficienza complessiva del processo civile.

Il decreto-legge riguarda i seguenti ambiti:

– il trasferimento in sede arbitrale dei procedimenti civili pendenti (art. 1); –  la convenzione di negoziazione assistita, quale accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati (artt. 2–13) – a tal riguardo si segnalano alcune ipotesi speciali di negoziazione assistita, tra cui quelle relative a separazione e divorzio-;

– ulteriori semplificazioni del procedimento di separazione e divorzio, con la possibilità per i coniugi di concludere un accordo davanti al sindaco (art. 12);

– misure per la funzionalità del processo civile di cognizione, concernenti la compensazione delle spese, il passaggio dal rito ordinario al rito sommario, la riduzione del periodo di sospensione feriale dei termini processuali e delle ferie dei magistrati (artt. 13 – 16);

– la tutela del credito e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata e delle procedure concorsuali, attraverso misure di contrasto nel ritardo dei pagamenti, l’iscrizione a ruolo nel processo esecutivo per espropriazione, la semplificazione del processo esecutivo, il monitoraggio delle procedure esecutive individuali e concorsuali e il deposito della nota di iscrizione a ruolo con modalità telematiche (artt. 17 – 20);

– ed infine il procedimento di tramutamento dei magistrati (art. 21).

Nel corso dell’esame, il Senato ha introdotto due nuovi articoli concernenti: l’impignorabilità dei depositi a disposizione delle rappresentanze diplomatiche (art. 19-bis) ed il ripristino degli uffici del giudice di pace a Ostia (Roma) e Barra (Napoli) (art. 21-bis). Il Senato ha inoltre accolto la soppressione degli artt. 7 (Conciliazione avente per oggetto diritti del prestatore di lavoro) e 15 (Dichiarazioni rese al difensore nel processo civile).

Il Capo I – composto dal solo articolo 1 – prevede il possibile trasferimento – su base volontaria – dalla sede giudiziaria a quella arbitrale di alcune tipologie di cause civili in corso.

Il comma 1 stabilisce, infatti, che nelle cause civili dinanzi al tribunale o in grado d’appello, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, le parti, con istanza congiunta, possono richiedere di promuovere un procedimento arbitrale a norma delle disposizioni contenute nel titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile (riferite all’arbitrato).

Il trasferimento è, tuttavia, soggetto ad un limite temporale e a uno di materia essendo escluso: per le cause già assunte in decisione,  per le cause che hanno ad oggetto diritti indisponibili e per le cause in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale. Il Senato ha previsto che la possibilità di trasferire la causa agli arbitri sia estesa anche alle cause di lavoro che abbiano nel contratto collettivo di lavoro la propria fonte esclusiva, ove il contratto stesso abbia previsto e disciplinato la soluzione arbitrale.

Le disposizioni del Capo II – articoli da 2 a 11 – hanno ad oggetto la disciplina della procedura di negoziazione assistita da avvocati, introdotta nell’ordinamento dallo stesso decreto-legge.

Si tratta, nella sostanza, di un ulteriore strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie civili, che si affianca agli istituti analoghi già esistenti e che intende dare rapida tutela dei diritti dei cittadini, confinando all’area giudiziale le sole liti che appaiono irrisolvibili anche all’esito della negoziazione assistita. Il Senato ha previsto che le amministrazioni pubbliche (art. 1, comma 2, D.Lgs. 165/2001) siano obbligate ad affidare la convenzione di negoziazione a propri avvocati. L’articolo 6 regola una particolare forma di convenzione di negoziazione assistita (comma 1) finalizzata specificamente alla soluzione consensuale stragiudiziale delle controversie in materia di separazione personale, di cessazione degli effetti civili e scioglimento del matrimonio ovvero di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. La convenzione deve essere assistita da almeno un avvocato per parte.

Il comma 2 prevede in particolare un obbligatorio passaggio giudiziale dell’accordo di negoziazione assistita. Nel testo vigente del decreto-legge, la disposizione vieta il ricorso alla convenzione di negoziazione assistita in presenza di figli minori o di figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti.

Il nuovo comma 2, invece, prevede due ipotesi: il procedimento in mancanza di figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti e quello in presenza degli stessi. Nel procedimento in presenza dei figli, l’accordo a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso entro 10 giorni al Pubblico Ministero presso il tribunale competente. Il PM lo autorizza quando ritiene che l’accordo risponda all’interesse dei figli. In caso contrario, l’accordo è trasmesso entro 5 gg. dal PM al Presidente del Tribunale che fissa, entro i successivi 30 gg., la comparizione delle parti e provvede “senza ritardo”.

Altra novità rispetto al testo iniziale consiste nel fatto che anche l’accordo concluso in assenza di figli minori o di figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti debba essere  trasmesso al PM che, se non ravvisa irregolarità, concede agli avvocati il nullaosta per la trasmissione dell’accordo stesso agli uffici di stato civile competenti (v. comma 3).

La definizione dell’accordo a seguito della convenzione è pienamente sostitutivo e produce quindi gli effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’accordo deve dare atto che gli avvocati: anche in assenza di figli, hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di ricorso alla mediazione familiare, nonché hanno informato le parti dell’importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ognuno dei genitori. Prima di passare all’articolo 7 è opportuno fare una precisazione relativa al regime fiscale applicabile al nuovo procedimento individuato dall’articolo 6 del  decreto-legge, considerato che per i procedimenti in materia di separazione e divorzio è prevista l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa, ai sensi dell’articolo 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74. E’ bene chiarire infatti che questa agevolazione fiscale trova applicazione anche per il nuovo procedimento, essendo questo una parte del procedimento di separazione e divorzio al quale il regime fiscale di favore viene applicato.

A tale proposito, può essere utile fare riferimento alla Circolare n. 2/E del 2014 dell’Agenzia delle entrate, avente ad oggetto  le modifiche alla tassazione applicabile, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, agli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari – Articolo 10 del D.lgs.14 marzo 2011, n. 23.

A pagina 62,  nel capitolo 9.2 relativo ai procedimenti in materia di separazione e divorzio, si dice espressamente che “… tali disposizioni di favore  si riferiscono a tutti gli atti, documenti e provvedimenti che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare i rapporti giuridici ed economici ‘relativi’ al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso…”.

Da tutto ciò si evince chiaramente che il regime fiscale di favore trova applicazione anche per il procedimento in materia di separazione e divorzio disciplinato dall’articolo 6 del decreto-legge in esame.

Il Capo III è costituito dal solo articolo 12 che introduce una ulteriore disciplina volta alla semplificazione dei procedimenti di separazione personale e di divorzio, che dovrebbe avere effetti complementari rispetto a quanto già previsto dall’articolo 6 sulla negoziazione assistita.

Oltre che attraverso la negoziazione assistita di cui all’art. 6, viene infatti garantita dall’art. 12 la possibilità di concludere dinanzi al Sindaco, quale ufficiale dello stato civile, un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’indicata disciplina non può essere applicata in presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti (comma 2). Inoltre tale con accordo non si può procedere a trasferimenti patrimoniali. Il Sindaco dovrà invitare i coniugi a comparire davanti a sé entro 30 gg. dalla ricezione delle dichiarazioni per la conferma dell’accordo, anche ai fini degli adempimenti relativi all’aggiornamento dei registri di stato civile (di cui al successivo comma 5). La mancata comparizione è motivo di mancata conferma dell’accordo. La pausa di riflessione di 30 gg è, invece, esclusa per l’accordo riguardante la modifica delle condizioni di separazione e divorzio. Il capo IV contiene misure per la funzionalità del processo civile di cognizione.

L’articolo 13 delimita i casi in cui il giudice può compensare le spese tra le parti. La relazione illustrativa rilevava che, nonostante le modifiche restrittive introdotte negli ultimi anni, nella pratica applicativa si continua a fare larghissimo uso del potere discrezionale di compensazione delle spese processuali, con conseguente incentivo alla lite, posto che la soccombenza perde un suo naturale e rilevante costo.

Al fine di disincentivare l’abuso del processo, con l’articolo 13, comma 1, viene modificato l’art. 92 c.p.c., con la previsione che la compensazione, parziale o per intero, possa essere disposta dal giudice solo nei casi di soccombenza reciproca ovvero di novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza.

L’articolo 13, precisa ulteriormente i presupposti in presenza dei quali il giudice può compensare le spese tra le parti. In primo luogo, la novità della questione trattata deve essere “assoluta”; in secondo luogo, il mutamento della giurisprudenza è riferito alle “questioni dirimenti”.

L’articolo 14 consente il passaggio d’ufficio dal rito ordinario a quello sommario nel processo civile. In particolare, il comma 1 introduce un nuovo articolo 183-bis nel codice di procedura civile, relativo al passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione previsto dall’articolo 702-ter. Esso è volto a consentire, per le cause nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica e che risultino di minore complessità, il passaggio d’ufficio, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta.

L’articolo 16 riduce il periodo di sospensione feriale dei termini processuali e la durata delle ferie dei magistrati e degli avvocati dello Stato. In particolare, al comma 1, il termine di sospensione di diritto dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative, sono portati dagli originari 45 giorni (dal 1° agosto al 15 settembre) a 25 giorni (e cioè dal 6 agosto al 31 agosto).

Il Senato ha modificato la disposizione, stabilendo che il termine iniziale di sospensione feriale dei termini processuali decorra dal 1° agosto (e non più dal 6 agosto). Il medesimo articolo, al comma 2, modifica la legge 2 aprile 1979, n. 97. Quest’ultimo fissa in trenta giorni il periodo annuale di ferie per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonché per gli avvocati e procuratori dello Stato.

Il capo V contiene misure per la tutela del credito, nonché la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata e delle procedure concorsuali.

L’articolo 17 prevede un aumento (dall’1% all’8,15%) del tasso di interesse moratorio in pendenza di un contenzioso civile o di un procedimento arbitrale.

L’articolo 19, intervenendo tanto sul codice di procedura civile quanto sulle disposizioni di attuazione, modifica vari aspetti della disciplina dell’espropriazione forzata.

Il comma 1, lett. c) disciplina la ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore da pignorare ed il comma 3) prevede l’applicabilità di tali modalità di ricerca anche quando l’autorità giudiziaria deve ricostruire l’attivo e il passivo nelle procedure concorsuali, deve adottare provvedimenti in materia di famiglia o di gestione dei patrimoni altrui (comma 5).

Il capo VI – composto dal solo articolo 21 – contiene misure per una più efficiente organizzazione degli uffici giudiziari.

La disposizione è infatti diretta a realizzare l’obiettivo di ridurre al massimo i tempi di scopertura dei posti vacanti, all’esito delle procedure di tramutamento orizzontale.

L’art. 21-bis ripristina due uffici del giudice di pace già soppressi all’esito della riforma: il primo ad Ostia nel comune di Roma; il secondo a Barra nel comune di Napoli.

 

***

 

Onorevole Presidente, Onorevoli Colleghi, Onorevole Rappresentante del Governo concludo la mia relazione nei termini in cui ho aperto il mio intervento: il Provvedimento che ci apprestiamo ad esaminare non è la soluzione di tutte le criticità della Giustizia, ma certamente rappresenta, sia per quanto riguarda le modalità e l’intensità del confronto da cui esso è scaturito, sia per il merito delle scelte operate, un passo davvero importante nella giusta direzione.

 

Albenga, 3 novembre 2014

  1. Franco Vazio

Sintesi Tavolo 52

B0yOJsXIIAAO-b8

B0yOJsXIIAAO-b8“COME CAMBIA LA GIUSTIZIA”

SINTESI TAVOLO 52 – Un tavolo con una grandissima partecipazione (oltre 30 persone) e con interventi, stimoli e contributi forti e molto qualificati.

Si sono illustrati i 12 temi presentati dal Governo sul tema Giustizia e si è aperto quindi il dibattito.

È stato molto apprezzato che nei temi prioritari del Governo Renzi la Giustizia riveste un ruolo centrale e prioritario.

C’è la convinzione che su molti dei temi affrontati nel dibattito, si è imboccata la strada giusta; forse per la prima volta.

  • Apprezzato il tentativo di accelerare il processo di informatizzazione della Giustizia, ma si ritiene che tale sforzo vada accentuato, sia nel processo penale che in quello civile, amministrativo e tributario. Documenti digitalizzati e consultabili on line.
  • Efficientamento del processo penale attraverso la specializzazione, una qualche regolamentazione dell’esercizio dell’azione penale e procedimenti estintivi del processo (per casi poco rilevanti) di fronte al risarcimento del danno e all’eliminazione degli effetti del reato
  • Separazione delle funzioni: giudicante ed inquirente. Non nel senso punitivo, ma per favorire una maggiore competenza e per tener conto che le due funzioni sono ispirate a due diverse filosofie: imparzialità e incisività nell’azione di parte.
  • Semplificazione della legislazione sostanziale e delle procedure, soprattutto per le cause di modesto valore.
  • Accentuazione delle procedure di conciliazione e mediazione extragiudiziale, anche attraverso l’attribuzione di incentivi e preclusioni.
  • Creazione di un procedimento per investire una sezione della Cassazione al fine di affrontare temi ricorrenti “seriali” sia nel penale che nel civile, e quindi stabilire principi e direttive: questo per avviare un processo deflativo e per evitare innumerevoli ed inutili impugnazioni.
  • Investire risorse per organici amministrativi e della magistratura. Se la Giustizia è una priorità, anche per lo sviluppo economico del paese, non può essere una “Cenerentola” nelle risorse assegnate.
  • Temi relativi al sistema bancario: anatocismo, usura e reale controllo della Banca d’Italia sulle banche, con poteri anche sostitutivi e di intervento sugli Amministratori Delegati delle banche medesime.
  • Molto bene la negoziazione assistita.
  • Bene i processi che scoraggino liti temerarie e resistere in giudizio quando si ha manifestamente torto.
  • Responsabilità dei magistrati che sbagliano. Non azioni dirette che intimoriscono, ma basta filtri che impediscano l’azione.

La Giustizia amministrativa non può bloccare appalti per opere pubbliche che sono fondamentali per la sicurezza pubblica: in questi casi il risarcimento dei danni deve intervenire in un secondo tempo e colpire chi sbaglia

DECRETO LEGGE “SBLOCCA ITALIA”

Parlamento-Aula-01

Parlamento-Aula-01Semplificazione – Infrastrutture – Edilizia – Promozione del Made in Italy – Export – Energia e Banda Larga

Inizia alla Camera dei Deputati l’iter di approvazione e conversione in legge del decreto “Sbocca Italia”.Un provvedimento molto importante sia per le risorse liberate, sia per il reale e profondo tentativo di semplificazione delle procedure, sia infine per il tentativo vero di avviare opere pubbliche strategiche per il Paese.

Un provvedimento che pone al centro il paese, i cittadini, il Made in Italy e la voglia di competere con i tempi che cambiano, un provvedimento che parla di grandi opere, ma anche di opportunità, di semplificazione e risparmio per chiunque.

Il che dovrebbe tradursi in nuove opportunità di lavoro e di investimento, in significativi risparmi per la spesa pubblica, in vantaggi e semplificazione per tutti i cittadini.

Pur essendo un provvedimento di non facile lettura credo che possa essere interesse di molti comprenderne l’effettiva portata ed utilità.

Per questo motivo nel tentativo di semplificarne la lettura allego una serie di riferimenti e link molto utili .

Ovviamente il quadro sarà via via  aggiornato.

A presto.

 

Comunicato stampa del Governo     http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=76561

Testo del Decreto 133/2014                                                   http://www.governo.it/backoffice/allegati/76651-9743.pdf

Elenco Opere del Decreto 113/2014 http://www.governo.it/governoinforma/documenti/OpereSbloccaItalia_20140829.pdf

Mappa dei cantieri del Decreto 133/2014 http://www.governo.it/governoinforma/documenti/SbloccaItalia/SbloccaItalia-cantieri.pdf

 

 

 

Renzi scrive ai parlamentari della maggioranza

matteoscrive

Care amiche, cari amici,

approfitto di queste ore di intensa attività parlamentare per chiedere la Vostra attenzione sul passaggio politico-istituzionale che ci attende alla ripresa. Il 1° settembre infatti partiranno i “MilleGiorni” che ci porteranno entro il maggio 2017 a disegnare un’Italia diversa, più efficiente e competitiva.

Si tratta di una sfida doppia: da un lato richiamiamo la politica al proprio ruolo; dall’altro interveniamo sulle principali amministrazioni dello Stato con riforme strutturali. Alla fine di questo percorso l’Italia tornerà ad essere la guida, e non il problema dell’Eurozona.

Sotto il profilo politico, i cinque obiettivi sono:

I. La riforma costituzionale, con la fine del bicameralismo perfetto, il riequilibrio del ruolo delle Regioni, l’abolizione degli Enti non più utili. Come sapete, il Senato sta discutendo questo disegno di legge proprio in queste ore. Passaggio storico, fondamentale: ci siamo.

II. La riforma elettorale, con la garanzia di un vincitore e la stabilità per chi vince. Passata la prima lettura alla Camera, alla ripresa andremo in Senato.

III. La politica estera. Mai come in questo momento i confini politici europei sono problematici, dall’Ucraina fino alla Siria, da Gaza fino alla Libia. C’è bisogno di Italia, di più Italia, specie nel Mediterraneo.

IV. La sfida educativa. La cultura, la Rai e soprattutto la scuola attendono un disegno organico di riscrittura e riscoperta. Inizieremo a fine agosto con un percorso di radicale riflessione sulla scuola, con particolare attenzione alla scuola media, all’autonomia e al rapporto formazione/lavoro.

V. La spending review. Ci hanno detto che la spending è una questione tecnica. Ma è una finzione. La scelta di cosa tagliare e cosa non tagliare è la suprema scelta politica. La spending è ontologicamente questione politica, che non possiamo rinviare. Ci siamo dati obiettivi che manterremo.

Sotto il profilo amministrativo:

I. La riforma del lavoro. Abbiamo già approvato il Decreto Poletti e siamo contenti dell’aumento di centomila posti di lavoro tra maggio e giugno. Ma alla ripresa va accelerato il disegno di legge delega.

II. La riforma della pubblica amministrazione. Il Decreto Madia è in approvazione, il disegno di legge delega inizierà a breve il proprio iter. L’obiettivo è uscire dalla cultura del certificato per reimpostare il rapporto cittadino-macchina pubblica.

III. La riforma del fisco. Il primo decreto è già stato approvato. Dobbiamo correre verso la dichiarazione precompilata. L’abbassamento delle tasse per i ceti medio bassi per 10 miliardi di euro annui e la riduzione del 10% dell’Irap sono un passaggio storico per l’Italia, ma non ancora sufficiente.

IV. La riforma della giustizia. In queste ore stiamo procedendo con la consultazione pubblica. Alla fine dei “MilleGiorni” l’Italia avrà una giustizia civile con gli stessi tempi dei paesi europei (un anno anziché tre per il primo grado). I primi risultati del processo telematico sono incoraggianti. I testi saranno nel consiglio dei ministri del 29 agosto.

V. Lo sblocca Italia. Sarà un provvedimento di legge impegnativo ma affascinante, finalizzato a rendere operativi gli interventi infrastrutturali troppo spesso fermi. Ma conterrà le misure sull’efficientamento energetico, sulle reti digitali, sulle semplificazioni burocratiche. Anche questo sarà in consiglio dei ministri il 29 agosto.

Non è tutto qui, sia chiaro. Dal “Campolibero” sull’agricoltura fino al patto per la salute, dal libro bianco della difesa fino alla garanzia giovani molto ancora conterrà il “MilleGiorni”. Ma queste cinque doppie priorità danno il senso dell’impresa che ci attende: un lavoro puntuale e puntiglioso di ripartenza del sistema. Non una serie di annunci spot.

In queste ore i dati negativi sulla crescita non devono portarci alla solita difesa d’ufficio (ma l’anno scorso era peggio, ma a giugno la produzione industriale cresce, ma gli occupati sono in aumento, ma il problema è l’eurozona, eccetera eccetera). Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà: l’Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi. Ma deve cambiare. Se non cambia sarà sempre negativa. A chi tra noi dice che deve cambiare l’Europa, più che l’Italia, rispondo con rispetto che possiamo cambiare l’Europa solo se facciamo bene a casa nostra. I “MilleGiorni” sono un arco di tempo che consente una strategia globale.

Avanti, allora, con ancora maggiore decisione. Senza incertezze, senza paure, senza frenate. Il processo di riforme è partito. Procede. È iniziato un percorso senza ritorno. Se tra “MilleGiorni” l’Italia avrà un sistema di giustizia civile efficiente come i migliori Paesi europei, un fisco più semplice e meno esoso, una pubblica amministrazione digitalizzata e efficiente, un mercato del lavoro più chiaro e meno ideologizzato l’Italia potrà tornare a crescere. Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,8%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese.

I “MilleGiorni” sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita. A noi il compito di non deludere questa gigantesca opportunità.

Vi ringrazio, aspetto le vostre considerazioni (matteo@governo.it) e conto sul vostro supporto.

Matteo Renzi

http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/testo_int.asp?d=76445

D L Pubblica Amministrazione: cosa cambia

Download (PDF, 143KB)

 

D.L. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Giovedì la Camera ha approvato in prima lettura il Decreto Legge “Pubblica Amministrazione”

Un altro passo importante verso un reale cambiamento del Paese, anche culturale.

Ecco in pillole di cosa si tratta:

 

EFFICIENZA DELLA PA E SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE

–    risolta “Quota 96”: 4.000 nuovi posti per nuove assunzioni

–    allentamento del blocco del turn over nelle PA

–    mobilità del personale delle PA: personale dove serve

–    riduzione dei distacchi, aspettative e permessi sindacali

–    stop agli extra compensi ai segretari comunali per diritti di rogito

–    incarichi dirigenziali a tempo determinato

–    stop agli incentivi economici per la progettazione al personale dipendente

–    abilitazione scientifica nazionale nell’Università

–    scuole di specializzazione medica: aumentano gli stanziamenti

–    divieto di richiedere ai cittadini dati già presente nell’anagrafe nazionale

–    Autorità nazionale Anticorruzione

 

INTERVENTI URGENTI DI SEMPLIFICAZIONE

–    modulo unico per comunicare con la PA

–    semplificazione per i disabili

–    prescrizione medicinali per malati cronici

–    risarcimento per danneggiati da sangue infetto o da vaccinazioni obbligatorie

–    Camere di Commercio: meno oneri per le imprese

 

INCENTIVAZIONE TRASPARENZA NEI LAVORI PUBBLICI

–    iscrizione nelle white list

–    Expo 2015: unità operativa speciale

–    tutela per chi denuncia illeciti

–    appalti: poteri del Presidente della Autorità Anticorruzione

–    monitoraggio infrastrutture strategiche

 

SNELLIMENTO PROCESSO AMMINISTRATIVO E PROCESSO TELEMATICO