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Attività parlamentare

Parlamento, caos M5S: Casaleggio smentito da Fico

Conferenza dei Presidenti di Commissione della Camera dei Deputati

E Borghi tifa per una deriva autoritaria?

A tale Conferenza, a cui oggi ho partecipato quale Vice Presidente della Commissione Giustizia, il Presidente della Camera, on. Roberto Fico, ancora una volta, ha voluto marcare in apertura “LA FORZA E LA CENTRALITÀ DEL PARLAMENTO”

La distanza delle parole Presidente della Camera dall’ideologo e stratega del M5S Casaleggio è davvero siderale.

Casaleggio solo ieri infatti ha profetizzato la fine del Parlamento; oggi viene smentito e corretto?

Certo poi inquieta l’intervento del Presidente della Commissione Bilancio, il leghista Borghi, che ha parlato con un qualche fastidio della volontà emendativa delle leggi da parte dell’opposizione.

È a conoscenza Borghi che presentare emendamenti rientra tra le più importanti prerogative parlamentari e che leggere una tale prerogativa come strumentale ha un qualche sapore antidemocratico?

Forse a questo si ispira il GOVERNO DEL CAMBIAMENTO?

Governo: Omertà di fronte ai risparmiatori travolti e a guadagni sospetti

Il Governo scappa e di fronte alla nostra interpellanza, di cui ero il primo firmatario, pur dichiarandosi “avvocato degli italiani” nei fatti si è dimostrato lo zerbino di opachi interessi particolari

ll Governo davanti a migliaia di risparmiatori travolti dall’instabilità economico finanziaria dei giorni che hanno preceduto la sua formazione e di fronte a un’azienda che ha avuto guadagni sospetti, si dimostra omertoso e provocatorio, testimoniando una fuga rispetto agli interessi dei risparmiatori e a quelli nazionali, oltre che una mancata osservanza delle più elementari leggi che regolano la materia.

In pochi giorni i mercati finanziari italiani hanno registrato forti variabilità, tali da determinare una distruzione di valore dei titoli di Stato per circa 400 miliardi di euro, per due terzi detenuti dai cittadini italiani, e facendo lievitare lo spread oltre i 300 punti base. Questa volubilità economico-finanziaria di portata enorme – sottolinea il deputato Dem – ha trovato ragione e slancio dalle dichiarazioni di esponenti della maggioranza e dalla pubblicazione della bozza del contratto di governo – fatta trapelare da una “nascosta manina” – che ha destabilizzato la fiducia degli investitori, innescando una «tempesta finanziaria» tale da assicurare performance molto positive solo per alcuni e pochi “fortunati”. Emblematico il caso di AH di Alan Howard, che in un solo mese ha registrato un incremento di valore eccezionale e superiore al 36%”.

E mentre la Consob è interessata ad aprire un’indagine in merito a ipotesi di reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato, la risposta degli esponenti della Lega e del Movimento 5stelle è quella di screditare l’immagine del presidente Nava, a conferma di quale sia il modus operandi nei confronti delle voci istituzionali non funzionali alla propaganda della maggioranza: zittirle o rimuoverle. Un atteggiamento che ha un sapore intimidatorio e ritorsivo.

È evidente che di fronte al muro del Governo, a opachi comportamenti, a questi assordanti ed inconcepibili silenzi la nostra attività di indagine, la nostra denuncia non si fermerà, perché ci sono gli interessi degli italiani i cui risparmi sono stati sbriciolati, mentre altri incassavano utilità e guadagni da capogiro, e ci sono gli interessi del Paese, che non possono essere svenduti al mercato, dove magari, qualche ben informato riesce a fare grossi affari.

Ci faremo promotori di queste denunce innanzi alle istituzioni competenti perché, ancora una volta, il governo, pur dichiarandosi “avvocato degli italiani” nei fatti si è dimostrato lo zerbino di opachi interessi particolari.

Lega e M5S hanno anticipato informazioni sul Contratto di Governo a speculatori?

Con il collega Marattin abbiamo preparato e presentato un’interpellanza urgente al Ministro dell’Economia e delle Finanze. Con noi tanti colleghi del PD e primi firmatari Martina e Padoan: troppe sono le ombre e le opacità.

I componenti del governo o della maggioranza hanno preventivamente e riservatamente rivelato informazioni sul Contratto di governo a soggetti che possono averne tratto profitto o vantaggio?

Nelle settimane precedenti la formazione del governo i mercati finanziari italiani hanno registrato forti variabilità dei corsi azionari e del mercato obbligazionario dei titoli di Stato, tali da determinare una distruzione di valore dei titoli per circa 400 miliardi di euro, per due terzi detenuti dai cittadini italiani.

La volatilità dei mercati sarebbe attribuibile, a giudizio di commentatori del settore, all’incremento della percezione del rischio-Paese legato a talune azzardate affermazioni e al tenore della bozza del Contratto per il Governo del cambiamento, pubblicata il 15 maggio dal sito HuffingtonPost.

Come se non bastasse si sono aggiunte le dichiarazioni dell’on. Borghi, funambolico Presidente leghista della Commissione Bilancio, che indicavano impropriamente la necessità di una nuova governance e “di intento abbastanza condiviso” (da Lega e M5S) di ripensare alla mission della Banca (ANSA 17 maggio); queste esternazioni, insieme alle indicazioni fornite nella versione definitiva del Contratto, hanno prodotto la caduta del corso del titolo in borsa superiore al 10% e la ripetuta sospensione per eccesso di ribasso.

Il governo intende intervenire per assicurare la necessaria prudenza nella diffusione di informazioni riguardanti eventuali interventi pubblici forieri di fenomeni speculativi, al fine di preservare gli equilibri di finanza pubblica, la stabilità del sistema finanziario nazionale e la tutela del risparmio?

Da dichiarazioni rese pubblicamente dal presidente Nava, la Consob potrebbe aprire un’indagine in merito a ipotesi di reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato.

Per noi, per il PD, non basta. Vogliamo sapere dalla voce del Ministro come sono andate le cose; andremo sino in fondo, scaveremo e indagheremo senza fare sconti a nessuno.

Franco Vazio

Giustizia, Vazio (Pd): “Oltre a demagogia, brutte idee che riportano ad anni bui”

“Oltre a miraggi e molta demagogia, solo tante brutte idee per riformare la giustizia”.

Lo afferma Franco Vazio, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, dopo l’audizione di oggi del ministro Alfonso Bonafede.

Sul civile poche idee, anche mutuate da altri – prosegue Vazio – ma molto confuse, ricche solo di luoghi comuni. Per quanto riguarda la riforma fallimentare, il ministro vuole una rivisitazione e quindi si ricomincia da capo. Sul penale, mi verrebbe da commentare: legalità e garanzie per un “giusto processo”… chi sono queste sconosciute? Insomma, forma e buone maniere mostrata da Bonafede ma nella sostanza un’idea della giustizia che riporta le lancette dell’orologio ad anni bui dove le parti in un processo non erano sullo stesso piano, dove le garanzie dell’imputato erano assai flebili, dove la presunzione di innocenza cedeva alla supposizione di colpevolezza”.

“Sarebbe un grave errore cancellare le riforme fatte e avviate negli ultimi 5 anni, anche quelle apprezzate dagli operatori del diritto. La cancellazione della prescrizione (forse dopo la sentenza di primo grado) avrebbe come effetto da un lato che gli imputati possano essere tenuti sulla graticola per 30 anni ed oltre e dall’altro che i cittadini non siano in condizione di sapere chi abbia rubato, chi sia innocente, chi debba restituire il maltolto.

“Infine durissima, a parole, la lotta ai reati contro la Pubblica Amministrazione, ma nei fatti alla mia interrogazione sulle parole dell’avv. Lanzalone (arrestato nell’inchiesta Roma- Parnasi) che coinvolgevano i rapporti di quest’ultimo con il M5S e la nomina a ministro di Alfonso Bonafede neanche un accenno e nessuna voglia di rispondere né in Commissione né in Aula“.

“Buona fortuna Italia!”.

Fondi Lega, interrogazione al Governo: “Tutele per la magistratura”

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Ai Ministri per i Rapporti con il Parlamento e per la Democrazia Diretta e della Giustizia

Per conoscere

Premesso che:

– la Cassazione in data 12 aprile u.s. accoglieva il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Genova, in merito ai 48 milioni 969 mila euro di cui il Tribunale di Genova ne aveva ordinato la confisca, condannando il 24 settembre 2017 l’on. Umberto Bossi, il tesoriere del Lega Nord, Francesco Belsito e altri tre imputati – ex revisori contabili del partito -;
– in particolare la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Genova condannava a 2 anni e 6 mesi di reclusione Umberto Bossi e 4 anni e 10 mesi Francesco Belsito, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per truffa aggravata ai danni dello Stato, relativamente alla percezione fraudolenta dei rimborsi elettorali;
– nelle motivazioni della suddetta sentenza della Suprema Corte si dispone che “…ovunque venga rinvenuta…” qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro;
– Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito ha così recentemente commentato la notizia “Forse l’efficacia dell’azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così”;
– Francesco Belsito, commentando la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Genova, a suo tempo, aveva affermato testualmente “…avevo rapporti con tutti i maggiori dirigenti del Carroccio quando ero tesoriere, anche quelli che fanno finta di non avermi mai incontrato. Certo anche con Matteo Salvini …“;

si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di propria competenza, intenda assumere il Governo per consentire l’esecuzione del provvedimento di sequestro di cui in premessa nonché per assicurare che un potere dello Stato, qual’è la Magistratura , nell’esercizio delle proprie funzioni, non venga ostacolato e fatto oggetto di intimidazioni con dichiarazioni e atti di deputati di maggioranza e membri del Governo.

On. Franco Vazio

Vazio vice presidente della commissione Giustizia: “Onore e impegno”

Sono stato confermato in Commissione Giustizia ed eletto Vice Presidente.

Ora inizia un duro lavoro ed un confronto serrato

Di fronte ad un contratto di Governo M5S-Lega, che in tema di Giustizia mina alla radice le garanzie del “Giusto Processo” e le “Conquiste di Legalità”, patrimonio ormai del nostro Paese, mettendo a repentaglio diritti fondamentali, ho accolto con grande entusiasmo la proposta di fare nuovamente parte della Commissione Giustizia.

Il lavoro da fare sarà complesso, anche in ragione del fatto che il confronto con la maggioranza e il Governo sarà senz’altro duro.

Essere però anche rieletto Vice Presidente con tanti voti, oltre il doppio a disposizione del partito di mia appartenenza, mi riempie di orgoglio e mi assegna anche compiti istituzionali di garanzia e di attenzione rafforzati.

Metto a disposizione di tutti, a partire dalle Associazioni professionali e da quanti operano nel mondo della Giustizia, la determinazione, la voglia di ascoltare e la responsabilità istituzionale di sempre.

Il tempo delle parole e delle promesse elettorali è finito; cominciamo a camminare, la strada da percorrere è lunga e impegnativa.

Disastro Conte, Houston abbiamo un problema…

La replica del Presidente del Consiglio Conte alla Camera dei Deputati prima del voto di fiducia al Governo si può riassumere in poche parole: Houston abbiamo un problema…!!!

E non è solo una questione di curriculum vitae!

Un intervento imbarazzante, sconclusionato, generico e ricco solo di luoghi comuni che non ha eguali nella storia della Repubblica!!!

Siamo davvero messi male…

Un processo tributario in linea con i parametri europei

CONVEGNO

Sono stato a Rovigo per partecipare ad un importante convegno organizzato dall’Università di Padova. Il tema è davvero ambizioso e decisivo: “Per un processo tributario in linea con l’Unione Europea. Necessità di tutela effettiva dei diritti”.

Verso la fine della passata legislatura, sono stato tra i primi firmatari della proposta di legge n. 3774. Una riforma che voglia apparire seria e tentare di risolvere alla radice carenze, vizi e disfunzioni dovrebbe affrontare con coraggio temi e questioni non banali.

Tutto ciò ben sapendo che a fronte di sostegni e consensi diffusi, inevitabilmente ci si imbatterà in resistenze di chi in questa situazione ha ritagliato e ritaglia, pur legittimamente, rendite di posizioni che contrastano però con l’efficienza del sistema e gli interessi delle aziende e delle famiglie che in tale sistema ripongono spesso speranze e risorse decisive per l’economia e la loro vita.

Un onore essere stato invitato, contento di poter illustrare idee e proposte di riforma.

Non ci si improvvisa senatori…

Questa la posizione del partito Democratico savonese e del segretario provinciale Giacomo Vigliercio sulle dichiarazioni di Paolo Ripamonti:

“Farebbe bene a essere più cauto nelle dichiarazioni il neo senatore Paolo Ripamonti: la campagna elettorale è finita. E dovrebbe iniziare anche a informarsi e a studiare perché evidentemente non conosce le cose che sono state fatte e i finanziamenti che sono arrivati sul nostro territorio negli ultimi anni grazie al lavoro dei parlamentari Pd”.

“Penso all’Area di Crisi complessa: uno strumento di sostegno e rilancio del nostro territorio che porterà ricchezza e sviluppo economico. Siamo stati i primi a crederci, lavorando con determinazione per ottenere questo grande risultato. Penso ai finanziamenti del piano sport e periferie. Ai comuni della Liguria sono stati riconosciuti oltre 4 milioni e 500 mila euro; in provincia di Savona arriveranno oltre 1 milione di euro e in provincia di Imperia oltre 500 mila euro. Non si tratta di ‘fortuna’ ma di attenzione e presenza sul territorio dei parlamentari che hanno seguito e accompagnato le richieste delle comunità locali e dei loro sindaci”.

Franco Vazio Pd

“Penso ai finanziamenti del Miur per l’edilizia scolastica: alla Liguria sono arrivati quasi 20 milioni di euro di cui più di 4 milioni per la nostra provincia. Penso ai finanziamenti del ministero dei beni culturali di cui, solo per parlare di Albenga, 1,2 milioni di euro per interventi di ristrutturazione del Palazzo Peloso Cepolla, per la realizzazione del museo archeologico subacqueo e per altre aree archeologiche. Un lavoro svolto con serietà e in collaborazione con tutte le amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico”.

“Come vede, senatore, le sue affermazioni gratuitamente polemiche sono smentite dai fatti. Adesso tocca a lei. Così hanno scelto i cittadini. I conti su cosa sarà riuscito a ottenere li faremo tra un po’. Per il bene delle comunità locali speriamo che il filotto leghista, come lo ha definito, sia in grado di proseguire nel tutelare i nostri interessi, ma attenzione: non ci si improvvisa, perciò buono studio e buon lavoro senatore Ripamonti”.

“Promozione” da Confartigianato…

Commento: “Un grande riconoscimento!!!”.

“Noi siamo sempre stati al fianco delle nostre imprese. FI e Lega, con rare eccezioni e con tanti paracadutati, più parole che fatti concreti. M5S come al solito bocciato e inesistente. Altro che aiuti al nostro sistema imprenditoriale ed economico, i grillini erano sui tetti di Montecitorio a gridare e a pensare come truccare i loro conti…”.

(LEGGI QUI)

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L’alleanza tra scuola e mondo del lavoro

DAI BANCHI AL LAVORO E RITORNO.
Gli “Apprendisti Ciceroni” sono un gruppo di studenti di cinque scuole appositamente formati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano – che accompagnano le scolaresche in visita ai Bronzi di Riace nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. A Macerata, in collaborazione con la locale Camera di Commercio, gli studenti preparano business plan nei calzaturifici della provincia famosi nel Mondo. Mentre a Gela 450 giovani del terzo e quarto anno di scuole superiori alle lezioni teoriche hanno affiancato visite presso la Raffineria, gli impianti EniMed e il Safety Competence Center, il Centro di eccellenza Eni sulla sicurezza aziendale, con il progetto Alternanza scuola-lavoro organizzato e gestito da Eni Corporate University. In due anni, infine, più di 15.000 studenti hanno seguito un percorso formativo attraverso Confcooperative, dalla progettazione di eventi culturali alla produzione di ortaggi. Esperienze di successo, che vanno diffondendosi.

Gavel notes
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STRUMENTI NUOVI PER UN RAPPORTO CONTINUATIVO TRA SCUOLA E MONDO DEL LAVORO
Si tratta di un approccio generale verso le politiche di transizione tra scuola e lavoro, che permette ai giovani, ancora inseriti nel percorso di diritto/ dovere all’istruzione e formazione, di orientarsi nel mercato del lavoro, acquisire competenze spendibili e accorciare i tempi del passaggio tra scuola ed esperienza professionale. Il nuovo apprendistato scolastico, sul modello duale tedesco e svizzero, consente, da un lato, il conseguimento di un titolo di studio e, dall’altro, l’esperienza professionale diretta. Per incoraggiare il ricorso a questo strumento contrattuale, il Jobs Act ha introdotto vantaggi consistenti per i datori di lavoro, mentre per i ragazzi l’opportunità di formarsi e di acquisire competenze nell’ambito di un contratto di lavoro.

L’apprendistato scolastico si rivolge infatti a studenti delle superiori a partire dai 15 anni e consentirà di conseguire i diplomi di formazione professionale, di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione superiore. La garanzia di poter svolgere periodi di alternanza scuola lavoro vale per tutti gli studenti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, con la possibilità di svolgerla anche all’estero e nelle istituzioni culturali (400 ore obbligatorie per gli istituti tecnici e professionali, 200 per i licei). Rispetto al tirocinio e allo stage, l’alternanza scuola lavoro è un percorso più strutturato e sistematico, una vera e propria metodologia didattica, un sistema dotato di obbligatorietà, forte impegno organizzativo, con un dispiego di esperienze all’interno di un triennio.

Gli investimenti sono: 100 milioni di euro dal governo e 40 di fondi europei. Grazie all’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’alternanza, nell’anno scolastico 2015/2016, hanno partecipato 652.641 ragazzi, con un incremento del 139% rispetto all’anno precedente e le scuole che hanno fatto alternanza sono passate dal 54% al 96%. A regime, dall’anno scolastico 2017/2018, saranno coinvolti tutti gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo. Previsto inoltre un monitoraggio delle esperienze e una piattaforma per raccogliere le segnalazioni di casi di applicazione non corretta.

Niente più tasse sulla prima casa

Imu casaRISPARMI PER 20 MILIONI DI FAMIGLIE.
Il 16 giugno di ogni anno per gli italiani significa l’appuntamento con il pagamento delle tasse. Nel 2016, in quel giorno, c’è stata però un’importante novità, una netta inversione di tendenza rispetto al passato: 20 milioni di famiglie infatti non hanno dovuto più pagare la Tasi sulla prima casa. Anche l’Imu sugli imbullonati che colpisce le imprese, l’Irap e l’Imu agricola sono state abolite. Un vero e proprio shock fiscale, una misura senza precedenti per qualità e intensità decisa con la legge di Stabilità 2016.

TASSE GIÙ PER 3,5 MILIARDI
Proprietari e inquilini non dovranno quindi mai più versare imposte per l’abitazione principale. Non tutti, però: gli immobili di lusso non sono esentati. Lo sono, invece, gli edifici appartenenti alle cooperative edilizie destinate agli studentati universitari, gli alloggi sociali, la casa assegnata al coniuge in seguito a divorzio o separazione, gli immobili di appartenenti alle Forze armate trasferiti per motivi di lavoro. Ridotta anche del 50 per cento l’Imu sulle case date in comodato d’uso a figli o genitori. Grazie all’abolizione di queste tasse, il peso fiscale sui nuclei familiari si è alleggerito di 3,5 miliardi. Questo vuol dire, in media, 191 euro in meno all’anno a famiglia, che salgono a 203 se l’immobile non più tassato si trova in una grande città.

UNA SPINTA ALLA CRESCITA
Bisogna ricordare inoltre che il 74,3 per cento dei cittadini che non pagano più la Tasi sulla prima casa guadagna meno di 28.000 euro lordi. Quindi quelle non più utilizzate per pagare Imu e Tasi sono risorse liberate, che le famiglie hanno potuto destinare ai consumi. A beneficiarne sono stati soprattutto i nuclei familiari meno abbienti che, grazie allo sgravio fiscale e alla sua stabilità, hanno potuto spendere più soldi. Questo ha contribuito, attraverso il sostegno della domanda, a incrementare i consumi e quindi i posti di lavoro. Ma anche ridato fiducia e solidità a un settore, come quello immobiliare, tra i più colpiti dalla crisi.

UE, meglio di Germania e Francia

Dalla maglia nera d’Europa a un vero e proprio record nella riduzione delle procedure di infrazione.

Se fino a febbraio 2014, quando si parlava di attuazione delle norme Ue, il posto dell’Italia era sempre dietro la lavagna, ora il nostro paese supera paesi come Francia, Germania e Spagna.

Questo, grazie a una incredibile inversione di tendenza che ha permesso di dimezzare l’enorme numero di infrazioni italiane – passate in poco più di 3 anni da 120 a 65 – e risparmiare 2 miliardi di euro.

Europa

GRANDE PERFORMANCE ITALIANA
Oltre a una grande determinazione politica, la strategia con cui i governi Renzi e Gentiloni hanno avuto successo laddove nessun altro governo era riuscito, si fonda su tre direttrici: il rispetto a monte, ovvero in sede legislativa, delle decisioni europee, fattore che ha portato a un netto calo nell’apertura di nuove procedure; un grande incremento delle archiviazioni; le migliori performance in termini di recepimento delle normative Ue e di gestione del contenzioso.

I VANTAGGI
L’accelerazione che ha portato al dimezzamento delle procedure offre più vantaggi. Da un lato, consente all’Italia di disporre di notevoli risorse altrimenti non spendibili e di introdurre importanti innovazioni a favore dei cittadini. Dall’altro, restituisce al nostro Paese una maggiore credibilità e quindi un maggior potere negoziale in sede europea.A Bruxelles, solo chi rispetta le regole ha infatti voce in capitolo sul percorso di adozione e di modifica delle regole stesse e delle politiche dell’Unione. Grazie alla riconquistata autorevolezza, l’Italia può ora influenzare molto di più le decisioni europee in modo che siano più consone alle nostre esigenze.

Gli effetti del bonus di 80 euro

bonus-80-euro-nuovi-limiti-reddito-nuove-soglie-redditualiLA GIUSTIZIA SOCIALE AIUTA LA CRESCITA.

Lo chiamano Bonus, ma sono 960 euro l’anno a testa, per sempre, un sostegno concreto ai redditi medio-bassi. Dal maggio del 2014, chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese ha in busta paga 80 euro in più al mese. E’ un “bonus” ma non è “una tantum”, perché è un’entrata stabile e importante per molte famiglie italiane.

OLTRE 11 MILIONI DI BENEFICIARI
Le persone che hanno diritto a questa misura sono 11,2 milioni, un italiano su cinque. È la più grande operazione di redistribuzione salariale mai fatta in Italia, resa strutturale con la legge di stabilità del 2015. Inoltre, con la legge di stabilità 2016 ne abbiamo prevista l’estensione a chi presta servizio nelle forze armate e dell’ordine e nei Vigili del fuoco. In concreto il provvedimento si è tradotto in un aumento del potere d’acquisto della fascia di reddito medio-bassa della popolazione. Una scelta di giustizia sociale che ha avuto effetti importanti anche sulla crescita dell’economia.

EFFETTI SULLA CRESCITA
Bankitalia ha calcolato che questo provvedimento ha determinato un deciso incremento dei consumi. Considerata la necessità delle famiglie con redditi più bassi di spendere le entrate aggiuntive, i dati dimostrano che il 90% del bonus è stato speso in consumi. La misura ha quindi dato una sensibile spinta per accelerare e poi consolidare, alimentando la domanda, la ripresa economica del Paese.

Lotta serrata alla corruzione

LA NUOVA ANAC PERNO DEL CONTRASTO ALLA CORRUZIONE.
La corruzione è un male che attanaglia la nostra società e sottrae ogni anno ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo e di equità. Centinaia di appalti, che vogliono dire lavoro, occupazione, ripresa, restano spesso fermi a causa di illegalità e conseguenti inchieste. Combattere la corruzione è stata quindi una priorità nella nostra azione di governo e la nascita dell’Anac, con la guida assegnata a Raffaele Cantone, ha permesso di dotarci di strumenti ancora più efficaci rispetto ad altri Paesi contro questa piaga e di liberare la realizzazione di grandi opere da continui stop. Senza l’istituzione dell’Anac infatti molto probabilmente progetti come quello che ha dato vita al grande successo dell’Expo di Milano o quello del Mose Venezia sarebbero rimasti al palo. L’Anac diventa perno di questo nuovo sistema grazie al decreto Madia del 2014 che trasforma e ridefinisce quanto ereditato dalle legge Severino, con nuovi compiti e attribuzioni.

POTERI RAFFORZATI IN MATERIA DI ANTICORRUZIONE
All’Anac è affidato un vasto complesso di compiti, tra cui: a) ricevere notizie e segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti pubblici; b) ricevere notizie e segnalazioni da ciascun avvocato dello Stato che venga a conoscenza di violazioni di legge o altre irregolarità relative a contratti pubblici; c) applicare sanzioni amministrative in caso di omessa adozione da parte delle amministrazioni dei piani di prevenzione della corruzione, dei programmi di trasparenza o dei codici di comportamento.

IL COMMISSARIAMENTO DELLE IMPRESE INDAGATE
Del tutto innovativo è il potere di disporre in funzione di anticorruzione il commissariamento di nei casi in cui la magistratura proceda per accertare delitti contro la Pa oppure si registrino rilevanti anomalie o comunque sintomatiche di condotte illecite, il presidente dell’Anac può proporre al prefetto di assumere direttamente il controllo di un’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea oppure di ordinare il rinnovo degli organi sociali. Negli appalti sopra la soglia comunitaria (5.225.000 euro) le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di segnalare all’Anac, per valutazioni ed eventuali provvedimenti, le varianti in corso d’opera.

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LE MISURE DI CONTROLLO SUGLI APPALTI
I poteri di controllo e conoscitivi sono rafforzati dalla legge anticorruzione (n. 69/2015) che attribuisce all’Anac compiti di vigilanza anche sui contratti pubblici (es. contratti secretati) a cui non si applica il codice degli appalti e impone a suo favore specifici obblighi informativi a carico delle stazioni appaltanti (bandi di gara, partecipanti, importi di aggiudicazione, tempi di completamento dell’opera), dei giudici amministrativi (notizie su condotte di scarsa trasparenza nelle controversie sull’aggiudicazione dell’appalto) e dei pm (notizie sull’esercizio dell’azione penale per fatti di corruzione). In base al nuovo codice degli appalti (d.lgs n. 50/2016), se ritenga che violino le norme in materia di contratti pubblici l’Anac può agire in giudizio contro i bandi e i provvedimenti di qualsiasi stazione appaltante.

I RISULTATI NEL 2016
Ogni anno l’Anac presenta una relazione al Parlamento. Nel 2016, secondo gli ultimi dati, sono state emanate 1.388 delibere (provvedimenti di vigilanza, pareri, linee guida, sanzioni, ecc.) e nei primi 5 mesi di quest’anno si è superata quota 600. Sul fronte della vigilanza anticorruzione, sono state avviate 845 istruttorie (comuni, strutture sanitarie, società pubbliche) per un totale di 12 sanzioni, segno di un elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità. In crescita le segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici: 235 nel 2015, 252 nel 2016 e nei primi 5 mesi di quest’anno oltre 260.

Statuto del lavoro autonomo, più diritti

Sono lavoratori come gli altri, ma non avevano gli stessi diritti né le stesse tutele. Lavoratori di serie B, partite Iva, freelance e professionisti, sono stati per vent’anni abbandonati nel far west della flessibilità. Lo Statuto del lavoro autonomo (non imprenditoriale) ha riempito il vuoto ed ha esteso a 2 milioni di lavoratori diritti essenziali come la maternità, la malattia, il giusto compenso e la disoccupazione.

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DIRITTI CONTRATTUALI
Nuovi strumenti legali per proteggersi da eventuali scorrettezze dei committenti: 60 giorni per i pagamenti, oltre i quali scattano gli interessi di mora; divieto per il datore di lavoro di recedere o modificare unilateralmente il contratto che, se richiesto dal lavoratore, deve essere in forma scritta altrimenti è nullo; meccanismi per impedire compensi inadeguati; equiparazione degli autonomi alle imprese per partecipare a bandi e appalti pubblici e per accedere ai fondi europei.

NUOVE TUTELE
Le madri iscritte alla gestione separata hanno diritto alla maternità: la gravidanza non può più comportare la fine del rapporto di lavoro, così come un infortunio o una malattia. I congedi parentali salgono da 3 a 6 mesi e sono fruibili fino ai tre anni del bambino. Se perdono il lavoro, co.co.co. e co.co.pro (e da luglio 2017 anche assegnisti e dottorandi di ricerca), possono contare su un’indennità di disoccupazione, la “DIS-COLL” che, da sperimentale, diventa strutturale.

FISCO, PENSIONI e AGEVOLAZIONI
Con la Legge di Stabilità 2016 l’aliquota scende definitivamente al 25% a fronte del 33% previsto dalla Riforma Fornero. A questo si aggiunge il cumulo gratuito dei contributi pensionistici, esteso ai lavoratori autonomi con la Legge di Bilancio 2017. Le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale diventano deducibili al 100% fino a 10 mila euro.

LAVORO AGILE
La legge definisce e regola anche il lavoro agile o smart working, quel lavoro che si svolge sia dentro che fuori l’ufficio o l’azienda con strumenti informatici e orari flessibili e che può facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il lavoratore “agile” è un dipendente a tutti gli effetti che ha diritto ad un trattamento economico e normativo come quello dei colleghi con le stesse mansioni; i tempi di lavoro sono sempre concordati e comunque non superiori all’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

Industria 4.0, gli investimenti in innovazione

Il netto balzo in avanti della produzione industriale di quest’anno, + 5,3% sul 2016 registrato a giugno, non nasce dal nulla. Il ritorno delle nostre imprese ai livelli più alti in Europa è dovuto di certo alle loro grandi qualità e capacità, ma è stato sostenuto anche da massicci investimenti e dall’aver raccolto la sfida dell’innovazione, di averla fatta diventare una priorità della nostra azione di governo.

Per questo abbiamo puntato su Industria 4.0 venti miliardi di euro fra incentivi, fondi per la ricerca, detrazioni per le start-up. Il Piano nazionale ha un potenziale enorme perché guarda con coraggio al futuro, e comincia però a dare già con chiarezza i suoi frutti.

Siamo la seconda realtà manifatturiera in Europa, la settima nel mondo, ma per crescere e restare competitivi di fronte all’esplosione di novità offerto dalla quarta rivoluzione industriale dobbiamo accettare la sfida del cambiamento e trasformarla in opportunità. Industria 4.0 significa questo.

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Gavel notes

Il Piano nazionale del governo mette in campo un progetto che integra impresa e ricerca, lavoro e tecnologia avanzata.

Si prevedono incentivi economici (dai fondi per ricerca e brevetti alle detrazioni fiscali per start-up, dal super ammortamento ai premi di produttività per una cifra complessiva di circa 20 mld di euro in 4 anni) e una cabina di regia organizzativa, per garantire alla nostra industria flessibilità, velocità, alta qualità nella produzione e dunque competitività a livello mondiale.

Altri dati incoraggianti arrivano dagli ordini di macchinari innovativi, nei soli primi 3 mesi del 2017 + 22%, e da una rilevazione di Confartigianato che ha calcolato l’assunzione immediata di 117.560 lavoratori con titoli di studio legati all’innovazione solo nell’ultimo trimestre.

Resta ancora molto da fare, ma oggi possiamo affermare che finalmente l’Italia torna ad investire sul suo futuro industriale.

Divorzio breve: tutto più semplice…

Ecco una legge che aiuta a vivere meglio. Attesa da più di 30 anni, la legge sul divorzio breve finalmente semplifica le procedure, riduce i contenziosi e fa risparmiare. Non è stato facile raggiungere questo traguardo ma, dopo ostracismi e rinvii, ci siamo riusciti. E bene.

Quasi il 40% dei divorzi definiti presso gli Uffici di stato civile e il 10% di quelli definiti presso i tribunali, nel 2015, sono stati divorzi “brevi” (Istat). Se è vero che, sempre secondo l’Istat, nel 2015 i divorzi sono aumentati del 57% rispetto al 2014, ancor più rilevante è che un terzo di questi viene definito presso gli Uffici di stato civile anziché nei tribunali, con notevole risparmio economico, oltre che di tempo, delle persone coinvolte.

Paper couple with gavel and divorce related messages

La legge sul divorzio breve è stata accompagnata, infatti, anche da un’altra importante legge approvata ed entrata in vigore nel 2014, la n.132/2014, che prevede la possibilità di accordi extragiudiziali in materia di separazione con la negoziazione tra avvocati o presso gli Uffici di stato civile. Questa norma ha portato un significativo decongestionamento del sistema giudiziario: i dati del Consiglio nazionale forense dicono che il 75% di tutti gli accordi di negoziazione assistita conclusi con successo nel 2015 riguarda divorzi e separazioni, mentre il 32.8% dei divorzi e il 19.3% delle separazioni sono state definite presso gli Uffici di stato civile.

Un anno per risolvere situazioni matrimoniali irrimediabilmente compromesse rispetto ai tre anni previsti dalla precedente legislazione, che diventano sei mesi in caso di separazione consensuale: queste le norme che finalmente allineano l’Italia agli altri Paesi europei. I vantaggi sono evidenti, perché ridurre il periodo conflittuale riduce anche le tensioni e le sofferenze familiari anche, e soprattutto, in caso di presenza di figli minori.

Avvocatura, l’intervento di Franco Vazio

Ecco qui il mio post pubblicato sulla mia pagina Facebook: “Oggi ho partecipato al dibattito organizzato dall’Organismo Congressuale Forense che si è tenuto a Roma presso il Teatro Adriano e moderato dal bravo giornalista del Sole 24 Ore Giovanni Negri. È stato interessante ed intenso”.

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“Non nego che mi ha fatto molto piacere ascoltare in un contesto nazionale gli apprezzamenti che mi sono stati rivolti dal palco dai rappresentanti dall’Avvocatura per il lavoro svolto in questi cinque anni e per la serietà e la disponibilità all’ascolto dimostrata nei fatti e sul campo. Apprezzamenti che poi si sono tradotti in un convinto applauso della platea a conclusione del mio intervento finale”.

“In questi cinque anni abbiamo fatto un grande lavoro e sono state investite ingenti risorse che hanno prodotto e produrranno:
5.400 assunzioni assistenti giudiziari e funzionari, di cui 1.850 già fatte, 1. 400 finanziate con la legge di bilancio 2018 e le restanti completate entro il 2019;
2.000 riqualificazioni professionali e 13.400 progressioni di carriera;
2.301 nuovi magistrati, di cui 1.020 già in ruolo e 1.281 arriveranno grazie a concorsi già banditi (pari al 23,20% dell’organico).
Da 20 anni non accedeva!!!
Riforme che hanno posto l’Avvocatura sullo stesso piano di dignità degli altri attori della Giustizia”.

“Non basta. Serve una presenza qualificata dell’Avvocatura all’interno del Ministero della Giustizia. Una presenza che non c’è mai stata e a cui neppure il centrodestra ha mai pensato. È necessario l’orgoglio e la competenza della classe forense; non contro qualcuno, non contro la magistratura, ma a favore dei diritti, della tutela della giustizia e dei cittadini”.