Currently browsing category

Attività parlamentare

Passano gli emendamenti sui porti dei parlamentari Dem

“Sono stati dichiarati ammissibili gli emendamenti presentati dal gruppo Pd del Senato molto importanti per i lavoratori dei porti, le loro famiglie, le Compagnie e le Autorità di Sistema”. L’annuncio dei componenti del gruppo Pd in Parlamento, Raffaella Paita, Roberta Pinotti, Vito Vattuone e Franco Vazio.

“Il primo proroga al 2019 e al 2020 il finanziamento di 10 milioni all’anno a favore delle famiglie di lavoratori deceduti a seguito di contatti ripetuti con le fibre di amianto. La sua approvazione consentirebbe di continuare a riconoscere un giusto risarcimento alle famiglie, senza gravare sulle Compagnie (è il caso di Savona), che non avevano alcuno strumento per verificare la pericolosità della merce movimentata o delle navi in transito” spiegano i parlamentari Dem.

“Il secondo estende anche alla Compagnia di Savona gli aiuti per la diminuzione del lavoro in seguito al crollo del ponte Morandi, aiuti già previsti per la Compagnia di Genova. Questo anche in considerazione della violentissima mareggiata che ha successivamente colpito i due scali, compromettendone la piena operatività per un lungo periodo”.

“Chiediamo ora al governo e alla maggioranza di approvare i due emendamenti, tenendo fede alle tante promesse fatte ai lavoratori degli scali” concludono Paita, Pinotti, Vattuone e Vazio.

Bombardier, Vazio e Paita: “Aspettiamo risposte concrete dal Governo”

Gli onorevoli Franco Vazio e Raffaella Paita (Pd)

hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio

“Si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo con la massima urgenza al fine di salvaguardare la presenza produttiva dello stabilimento di Vado Ligure, considerata la sua specificità e le performaces produttive nel settore della realizzazione di materiale rotabile che lo rendono assolutamente strategico per il Paese”.

“La situazione dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure risulta essere particolarmente critica. Nel 2016, l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 104 lavoratori della produzione e circa 65 lavoratori hanno aderito alle due procedure di mobilità avviate ed altri hanno lasciato volontariamente l’azienda portando i dipendenti complessivi a circa 530 unità”.

“Il piano industriale si è caratterizzato per un dimezzamento delle ore di produzione annue e per un ridimensionamento complessivo della capacità produttiva degli impianti. Oggi lo stabilimento di Vado Ligure, che è uno dei migliori a livello europeo per livello di performances, rischia la chiusura”.

“La situazione del carico di lavoro dello stabilimento di Vado Ligure è legata unicamente alla commessa delle 40 locomotive merci DC3 più qualche altra attività per clienti privati per un totale massimo di 63 locomotive. La consegna delle prime locomotive è iniziata nel mese di febbraio con ritardi rispetto al piano programmato a causa delle inefficienze dello stabilimento tedesco di Kassel nella fornitura dei materiali”.

“Si fa presente che nel frattempo Bombardier si è aggiudicata la produzione di 65 locomotive MS3 che però saranno prodotte nello stabilimento tedesco di Kassel, nonostante il cliente sia italiano (TX Logistik società del Gruppo FS). Nei mesi scorsi, a causa dei ritardi, si è seriamente rischiato che Mercitalia formalizzasse la rescissione del contratto con il rischio di decretare la chiusura delle attività in impianto”.

“Si è in attesa del piano industriale di FS contenente l’investimento di Trenitalia per ulteriori 50 treni ad alta velocità di cui 14 assegnati direttamente ad Hitachi e Bombardier sulla base delle clausole del precedente contratto. Questo comporterebbe per lo stabilimento di Vado Ligure una prospettiva di alcuni anni di lavoro e avere un po’ di ossigeno”.

“La prospettiva dell’alta velocità ha carattere di medio/lungo periodo ed è assolutamente essenziale per il futuro dello stabilimento. Tuttavia l’incertezza che grava su FS per quanto concerne il futuro di Alitalia investe anche il futuro dello stabilimento di Vado Ligure”.

“Negli ultimi incontro svoltisi al MISE è stato chiesto dalle OO.SS che con il gruppo Bombardier e Governo fosse definito un percorso per salvaguardare il sito di Vado Ligure con impegni precisi in merito ad alta velocità e carichi di lavoro ma ad oggi ciò non è avvenuto. Dal punto di vista industriale e produttivo la collaborazione per la produzione dei treni destinati al trasporto regionale continua ad essere una prospettiva attuale e necessaria a salvaguardare il sito anche per stare sul mercato e il sito di Vado Ligure fornisce, per capacità tecnologica e professionalità delle maestranze, questa opportunità”.

“L’allarme lanciato da lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni locali è che ad oggi lo stabilimento di Vado Ligure ad oggi ha una prospettiva, per carichi di lavoro e commesse, solo fino alla prossima estate. È inaccettabile assistere al rischio di scomparsa di una delle realtà più importanti dell’area e del settore in un territorio decretato tra l’altro già area di crisi complessa”.

Giorno della Memoria con i famigliari delle vittime del terrorismo

Oggi 9 maggio 2019 nell’Aula di Montecitorio

Presenti il Presidente della Repubblica e i Presidenti di Camera e Senato

Il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, si tiene ogni anno il 9 maggio, giorno del ritrovamento nel 1978 del corpo di Aldo Moro.

Quest’anno è stato commemorato alla Camera dei deputati alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Nell’Aula di Montecitorio, erano seduti i famigliari delle vittime di attentati e stragi della storia del terrorismo in Italia e tantissimi ragazzi.

Quest’anno sono stati ricordati in particolare i cinquant’anni dalla strage di piazza Fontana, il quarantennale dell’omicidio del magistrato Emilio Alessandrini e il ventennale dell’omicidio dell’economista Massimo D’Antona.

Una comunità vera ricorda.

Un Paese che non ha memoria è un Paese che non ha futuro.

Soprattutto i momenti difficili e dolorosi.

L’Italia è stato insanguinata; tante persone sono state assassinate barbaramente e vilmente.

Donne e uomini delle forze dell’ordine, professori, studenti, magistrati, giornalisti, uomini politici, dirigenti d’azienda, commercianti, operai, sindacalisti, militari, amministratori pubblici.

Così come l’anno scorso ha avuto modo di affermare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “…non dimenticare significa anche fare i conti con questa storia che ha attraversato la vita della Repubblica e ha messo a dura prova quella costruzione democratica che il popolo italiano è riuscito a erigere dopo la Liberazione e che la Costituzione ha reso un patrimonio di valori, non soltanto di norme giuridiche.”

È stata una cerimonia emozionante, meravigliosa.

Sono state suonate dai ragazzi musiche e pronunciate parole straordinarie, piene di dolore, ma straordinariamente ricche di speranza e di forza.

Il nostro Paese ha resistito, la cultura democratica è radicata profondamente.

Per questa ragione siamo stati in grado di erigere un argine invalicabile al terrorismo e all’eversione.

Piaggio Aerospace, Vazio (Pd): “E’ partita corsa a spezzatino azienda”

“È partita la corsa allo spezzatino di Piaggio. Senza confronto e senza rispetto per le speranze e le professionalità e le tecnologie innovative nelle mani dei lavoratori e dell’azienda”.

Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della crisi di Piaggio Aerospace.

Il deputato ligure dei Dem commenta la situazione dell’azienda aeronautica dopo che il commissario straordinario, Vincenzo Nicastro, ha confermato l’intenzione di “effettuare un sondaggio al fine di valutare l’interesse da parte del mercato per l’acquisto dell’intera azienda o di uno dei due propri complessi aziendali (Business Velivoli e Business Motori)”.

“Con pochi tratti di penna – continua – sono state sbriciolate tutte le promesse elettorali di Lega e M5S presentate senza pudore alcuno ai lavoratori e al territorio. Dopo il tempo delle mancate decisioni, viene ora presentata la ricetta dello spezzatino, dello smembramento dell’azienda. In soldoni, l’anticamera della tragedia, che neppure la campagna elettorale della Lega, fatta di millantati rapporti e false promesse, ha potuto coprire. Tutto questo accade nonostante i 766 milioni messi a disposizione dai governi Renzi e Gentiloni per sostenere la produzione industriale di Piaggio. La Lega, anche attraverso i suoi parlamentari locali Ripamonti e Foscolo, dopo aver bloccato risorse e investimenti, ha parlato prima di programma ridotto a 250 milioni, poi di riflessioni e ragionamenti. Ora si sono dissolti anche quelli”.

“Mille famiglie oggi comprendono che il “cambiamento” annunciato dal Governo giallo-verde si sta traducendo solo nel rischio reale di perdere il posto di lavoro. Il caso Piaggio è la dimostrazione della totale incapacità del Governo giallo-verde di guidare i processi industriali. Mi auguro che il territorio, i lavoratori sappiano mobilitarsi in massa per bloccare le azioni di questi cialtroni della politica”, conclude.

Piaggio Aerospace, Vazio-Paita: “Governo chiuda balletto indecoroso”

“Quello su Piaggio e’ un comportamento irresponsabile: chiediamo al Governo di dire immediatamente su questo una parola definitiva per chiudere un balletto indecoroso”. Lo scrivono in una nota i deputati del Pd Franco Vazio e Raffaella Paita a proposito della crisi nell’azienda ligure di Piaggio Aerospace, dopo la richiesta di cassa integrazione straordinaria per un migliaio di dipendenti da maggio.

“Accanto al prodotto storico, il velivolo di aviazione generale P180, venduto in tutto il mondo prima della crisi, Piaggio ha sviluppato anche un nuovo prodotto: il P1HH e P2HH droni a guida remota – ricordano i Dem – Il governo Gentiloni ha messo a disposizione 766 milioni per la fornitura di questi sistemi all’Aeronautica militare. Ma da oltre dieci mesi il Governo ha tenuto bloccato tutto. Un mese fa si e’ parlato di un programma ridotto a 250 milioni, ma non sono state prese decisioni operative neanche sul programma ridotto. Negli anni piu’ difficili i Governi Renzi e poi Gentiloni sono sempre stati vicini all’azienda con un programma di rinnovamento della flotta delle forze armate e con risorse economiche importanti e decisive soprattutto in una fase del mercato assai complicata”.

E concludono: “Cosi’ mille famiglie hanno potuto capire che il ‘cambiamento’ annunciato dal Governo giallo-verde si traduce solo nel rischio reale di perdere il posto di lavoro. Ci sono lavoratori preoccupati e risorse consistenti bloccate da un anno: non decidere ne’ sul velivolo tradizionale, ne’ sul drone e’ una scelta irresponsabile e drammatica per il futuro dei lavoratori e per il futuro del Paese”.

Cori razzisti a giovane portiere, interrogazione dell’On Franco Vazio (Pd)

“Certi episodi non devono più ripetersi”

Continua a far discutere anche a livello politico il caso dei cori razzisti indirizzati ad un giovane portiere sudamericano del Priamar Savona durante la partita con la Cairese nella categoria “Giovanissimi”.

L’episodio è arrivato fino al Parlamento: è di oggi infatti una interrogazione a risposta orale presentata dall’On. Franco Vazio (Pd), Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e al Ministro dell’Interno.

“Il fatto avvenuto allo stadio di Cairo Montenotte ha suscitato molto scalpore e indignazione – si legge nel testo dell’interrogazione presentata dal parlamentare Dem -. L’arbitro della gara, una donna, ha proceduto a sospendere la partita per ben due volte perché un gruppo di ragazzini dalle tribune, per di più coetanei dei giocatori in campo, gridava insulti di chiara matrice razzista nei confronti del portiere di origini sudamericane della squadra del Priamar di Savona”.

“In merito a tale episodio sono pervenute le scuse e la condanna della Cairese, la squadra di Cairo Montenotte anche con un post su Facebook”.

“Poiché episodi del genere purtroppo accadono con una certa frequenza e coinvolgono anche le categorie più giovani, non solo nel calcio, ma anche in altri sport si pone con tutta evidenza una grave questione educativa”.

“Pur consapevoli della autonomia vigente in materia sportiva e fiduciosi che la Federazione Gioco Calcio sappia assumere le giuste e doverose decisioni, si evidenzia la necessità di intervenire anche in altri ambiti a partire da quello della scuola per promuovere e far crescere la cultura del rispetto e della lealtà sportiva”.

“Negli ultimi mesi si sono registrate in merito ad eventi sportivi inaudite aggressioni violente nei confronti di direttori di gara, scontri tra genitori sulle tribune, e altri spiacevoli e gravi episodi su cui il Governo non è andato oltre a ovvie e contate dichiarazioni a mezzo stampa; si ritiene che si sia superato il livello di guardia e che episodi come quello avvenuto a Cairo non debbano ripetersi”.

“Per questo ho deciso di presentare una formale interrogazione chiedendo quali iniziative intenda assumere il Governo, per quanto di competenza e nel rispetto della autonomia delle Federazioni sportive, per contrastare i fenomeni di violenza e promuovere la crescita, anche nella scuola, di una rinnovata cultura sportiva incentrata su rispetto, lealtà e lotta a ogni forma di razzismo” conclude Vazio.

Legittima Difesa, Vazio: “La sicurezza degli italiani venduta a produttori di armi”

“L’approvazione della legge che modifica la ‘Legittima Difesa’ certifica la resa dello Stato e il fallimento delle politiche sulla sicurezza di Salvini“.

Lo dichiara Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito della legge sulla legittima difesa.

“Poiché – spiega – non è in grado di potenziare la prevenzione, potenziare gli organici della polizia, aumentare i controlli per le strade, il ministro Salvini autorizza tutti ad armarsi e a sparare all’impazzata. Si potrà uccidere, quindi, un ragazzo che forza il cancello del giardino per recuperare il suo pallone, così come freddare alla schiena il ladruncolo che, fallito il tentativo di furto, tenta di scavalcare la recinzione di casa per scappare. Il rapinatore vero, violento e spietato, avrà sempre la meglio su chi sta dormendo con la pistola nel comodino. Lo dicono i numeri dei morti nei che già applicano una legge simile”.

Negli USA, ogni anno, muoiono per l’uso delle armi oltre 39.000 persone e nei casi di rapine in casa ad avere la peggio quasi sempre sono i rapinati. Se si pensa che nel Vietnam sono morti 60.000 americani, non servono tante parole per commentare il dramma che si affaccia all’orizzonte. Non esiste alcuna emergenza, perché i numeri dicono il contrario: ogni anno si aprono solo 10 processi per casi di legittima difesa, che quasi sempre si chiudono con l’assoluzione di chi si è difeso e ciò a fronte di oltre 1.300.000 procedimenti penali”.

“Per questo tutti, magistrati, giuristi, avvocati hanno detto al governo di fermarsi. Un grande Paese si riconosce perché difende i valori e i diritti fondamentali e la vita è certamente uno di essi. Un governo che baratta la vita per patti elettorali e i soldi dei venditori di armi sarà giudicato dalla storia. Salvini farà fatica a cancellare dal suo giubbotto d’ordinanza gli schizzi di sangue di quegli italiani, onesti e indifesi, che nelle loro case moriranno per colpa sua”, conclude il parlamentare Dem.

Giustizia, Vazio: “Per giusto processo separare carriere giudici e pm”

UNIONE CAMERE PENALI

Inaugurazione Anno Giudiziario a Padova

“Assicurare un giusto processo in tempi ragionevoli e davanti a un giudice imparziale e terzo: è scritto nella Costituzione all’art. 111, ma ora è necessario dare completa attuazione a questo principio, difendendo nello stesso tempo il Paese da derive giustizialista e giacobine”. Lo ha dichiararo Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Unione Camere Penali Italiane a Padova.

“Da un lato – ha spiegato – dobbiamo favorire un dibattito nel Paese per indurre la maggioranza M5S e Lega a cancellare le riforme, appena approvate, che hanno spazzato via le garanzie e i diritti dei cittadini; nonché a fermare la pazzesca riforma costituzionale che vorrebbe introdurre un referendum propositivo anche in materia penale. Nello stesso tempo, va affermato che un processo accusatorio esiste e funziona correttamente solo se esiste la separazione delle carriere tra giudici e pm. La separazione delle carriere, che è parte essenziale della mozione Martina nel dibattito congressuale del Pd, costituisce una parola nuova e forte della politica. Tale proposta si unisce e rafforza quella dell’Avvocatura e delle Camere Penali nella speranza di dare piena attuazione ad un precetto costituzionale fondamentale”.

“A chi, come la Lega, dice di voler tener conto di questi rilievi, bisogna rispondere con forza che tutto ciò è una vera presa in giro se poi in Parlamento si approvano leggi che demoliscono la presunzione di innocenza e il ‘giusto processo’, nonostante il parere contrario di avvocati, magistrati e insigni professori universitari”, ha concluso.

Dl Anticorruzzione: non è spazzacorrotti ma SALVAFURBETTI

Adesso è tutto chiaro…

Abbiamo finalmente capito a cosa serviva davvero la legge a cui il ministro Bonafede teneva tanto: a salvare i leghisti condannati e imputati nelle vicende delle spese pazze in regione, con un comma ‘mascherato’ ad personam.

Un ‘codicillo’ del Dl Anticorruzione che modifica l’art. 316 ter del c.p. e che stravolge il peculato.

La verità nascosta sotto la cortina fumogena della demagogia giustizialista del ministro Bonafede e della retorica ‘spazzacorrotti’ è il classico ‘colpo di spugna’ in stile Prima Repubblica: un vero regalo ai compagni di ventura per cancellare i loro problemi giudiziari.

È bastato un codicillo ad personam nascosto nelle pieghe del decreto che di fatto derubrica il reato di peculato – guarda caso – e proprio per i consiglieri regionali leghisti condannati e imputati parrebbe tutto risolto.

Ora si capisce il perché delle discussioni notturne, la caterva di emendamenti che apparivano e scomparivano, le sceneggiate su Facebook, le riunioni notturne in via Arenula.

Che cosa hanno da dire ora Bonafede, Di Maio, Conte e Travaglio?
Il ministro ha approvato e integrato norme di cui non ha capito il contenuto oppure ha dato il suo contributo a questo colpo di spugna?

Quel che è certo è che il titolo della legge era sbagliato: il vero nome del Dl

Bonafede non è spazzacorrotti ma salvafurbetti.

Salvini si scusi con Spataro e dia le dimissioni

Salvini si scusi con Spataro e dia le dimissioni. Le parole usate nei confronti del procuratore capo di Torino sono offensive e inammissibili. E’ grave che il Ministro dell’Interno abusi dei suoi poteri e diffonda notizie secretate comunicategli per ovvie ragioni di ufficio.

E’ ancora più grave che lo stesso, messo di fronte a tale abuso, minacci e irrida chi gli fa notare che tale comportamento ha nei fatti messo a rischio indagini e importanti azioni di polizia.

È di una gravità inaudita se tutto ciò si traduce in uno scontro istituzionale tra un Ministro e la Magistratura.

Il Ministro Salvini calpesta la Costituzione, parla di cose che non conosce e si fregia di inchieste e di azioni di polizia di cui non conosceva neppure l’esistenza.

Di fronte a tanta arroganza e ignoranza Spataro dovrebbe andare in pensione?

Per poter parlare e criticare Salvini Spataro dovrebbe candidarsi?

Esiste la separazione dei poteri!

È grazie al lavoro di tanti magistrati come Spataro che l’Italia è più sicura, non per i tweet o le dirette Facebook di Salvini.

Spataro può parlare e lamentarsi dell’ignoranza e dell’arroganza di un Ministro senza doversi candidare, perché ciò lo prevede la nostra Costituzione.

Nei regimi autoritari i dittatori prima imbavagliano la stampa, poi zittiscono le opposizione e quindi ‘normalizzano’ la Magistratura: Salvini sappia che noi ci batteremo con ogni mezzo per salvare questi diritti, perché sappiamo quanto sangue è stato versato per riconquistarli dopo che erano stati polverizzati dal noto ‘personaggio’ in camicia nera che lui tenta di scimmiottare.

On. Franco Vazio
Vice Presidente Commissione Giustizia
Camera dei Deputati

Anticorruzione, Pd: “Più che spazzacorrotti la Lega è ‘spazza reati’…”

(AGI) – Roma, 15 nov. – “Il ministro Bonafede l’ha annunciata come lo ‘Spazza corrotti’, come la legge che avrebbe risolto il tema legalità e la trasparenza nella Pubblica amministrazione. Quella che invece si sta esaminando in Commissione alla Camera e’ una legge di riforma pessima, che si porta dietro il piu’ abominevole colpo di spugna salva-Lega che mai si era visto”.

Lo dichiara Franco VAZIO, Vice Presidente Pd della Commissione Giustizia, a proposito del Ddl Anticorruzione. “E’ una legge – continua – che cancellando l’istituto della prescrizione, come confermato da magistrati, giuristi e avvocati, di fatto abolirà la presunzione d’innocenza e rendera’ eterni i processi, costringendo gli imputati a una gogna infinita e le parti lese a un’attesa senza fine per ottenere ragione delle loro pretese. Nessuna misura vera di prevenzione alla corruzione, ma solo invenzioni giuridiche che scardinano lo stato di diritto, principi e garanzie fondamentali”.

“Gli emendamenti che sono piovuti in Commissione sul reato di peculato e sulla prescrizione cancelleranno pero’ anche processi, imputazione e condanne pronunciate a carico proprio di quei leghisti che avevano osteggiato questa riforma; leghisti poi folgorati sulla ‘via di Damasco’ nel momento in cui, per effetto di un vero e proprio ‘pactum sceleris’, hanno visto le loro accuse e le loro condanne ‘mondate’ da uno splendido colpo di spugna. Questo e’ il Governo del cambiamento. Non altro”, conclude. (AGI)

Prescrizione, tsnumani sulla proposta del Governo Lega-M5S

(ANSA) – ROMA, 12 NOV – “Le audizioni di oggi presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera sono state uno vero tsunami per la proposta del Governo e della Maggioranza Lega-M5S di abolire l’istituto della prescrizione”.

Lo dichiara Franco Vazio (Pd), vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del Ddl Anticorruzione che contiene la riforma della prescrizione.

“Sono sfilati – continua – insigni professori universitari, magistrati, avvocati e studiosi che hanno criticato pesantemente la norma sotto il profilo sia costituzionale che della coerenza ordinamentale. Tutti, anche quelli chiamati dai gruppi di maggioranza, hanno chiaramente messo in evidenza che tale ipotesi emendativa, slegata da qualsivoglia riforma del processo penale, mina e contrasta i principi costituzionali del giusto processo, della sua ragionevole durata e della presunzione di innocenza degli imputati. Tutti erano sbalorditi dalla pretesa surreale che un processo e la pena reale di un imputato, anche se assolto, possa durare sine die: un tempo infinito che colpirebbe indistintamente tanto gli imputati, quanto le parti lese che dal processo vorrebbero ottenere il risarcimento dei danni subiti. Di fronte a cio’ un governo, un ministro, una maggioranza avveduti e non accecati da una furia giustizialista si fermerebbero”.

“Confesso pero’ che, conoscendo i soggetti interessati, sono assai pessimista e per questa ragione l’opposizione all’approvazione di questa norma sciagurata sara’ ancora piu’ dura e ferma”, conclude Vazio. (ANSA).

Prescrizione, per la commissione emendamento Bonafede inamissibile

(9Colonne) Roma, 7 nov – “I presidenti della Commissione Giustizia e Affari Costituzionale della Camera hanno dovuto prendere atto, dopo tempi imbarazzanti che, come sempre sostenuto del sottoscritto, l’emendamento relativo alla prescrizione presentato dai relatori del M5S è allo stato inammissibile e estraneo alla materia trattata dal Ddl Bonafede”. Lo dichiara Franco VAZIO, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del Ddl Anticorruzione.

“Infatti – continua – per consentire il suo esame e la sua eventuale approVAZIOne necessita l’ampliamento del perimetro normativo e l’avvio di una nuova fase istruttoria, che i due presidenti invocano richiamando peraltro un precedente assolutamente inconferente. E’ grave la pervicace intenzione di forzare i regolamenti parlamentari. E’ gravissima la volontà di voler approvare una riforma epocale del processo penale, devastante per le garanzie dei cittadini e del processo, attraverso ‘mezzucci’ e strumenti surrettizi e assolutamente distorti. Soprattutto anche perché ciò va in scena nel silenzio ed in assenza del gruppo della Lega”.

“Nessuno può sapere se ciò si deve ad un ricatto politico, ad una conclamata incompetenza o a una protervia istituzionale. In ogni caso si tratta di una ragione inaccettabile e gravissima e come tale da respingere con tutta la forza istituzionale che merita”, conclude.

Decreto Genova, utile ma insufficente… Ecco perchè

DECRETO GENOVA:
Un vero CAVALLO DI TROIA dove nascondere un CONDONO EDILIZIO per ISCHIA e CENTRO ITALIA e un COLPO DI SPUGNA sullo spargimento illecito di FANGHI INDUSTRIALI con rischi per la SALUTE e l’AGRICOLTURA

Il Decreto Genova è stato approvato.
Utile, ma insufficiente e ricco di contraddizioni.

Bucci, il Commissario – Superman, dovrà ricostruire il ponte senza soldi.

Ricorsi e impugnazioni potrebbero bloccare tutto a causa dell’ostinazione e dell’incompetenza del Ministro Toninelli.

Ma la vergogna è stato l’inserimento subdolo nel decreto di un condono edilizio – il più ampio e scandaloso della storia repubblicana – utile solo per Ischia e il Centro Italia, insomma a casa di Di Maio, e un colpo di spugna per l’illecito spargimento di fanghi industriali nei campi agricoli.

Si potrà inquinare la nostra terra senza più essere puniti e, se già condannati, i responsabili saranno autenticamente condonati e assolti anche dall’obbligo di risarcire i danni.

Ecco il mio intervento per dichiarazione di voto finale questa notte in aula alla Camera

Ddl anticorruzione: per il M5S i processi devono durare tutta la vita

Con la strada subdola di un emendamento, il M5S intende introdurre una modifica epocale nel sistema penale: i grillini vogliono di fatto eliminare la prescrizione, concedendo allo Stato un tempo illimitato per processare un cittadino.

Si tratta di una vera e propria follia. Con questo emendamento l’Italia imbocca definitivamente la strada della “furia giacobina” contro le garanzie processuali e la presunzione di innocenza; un processo e la relativa gogna mediatica potranno essere eterni, durare la vita intera degli imputati.

Una riforma epocale neppure preceduta da audizioni di sorta. E dire che sul tema, nella precedente legislatura, magistrati, insigni professori universitari ed avvocati avevano avanzato preoccupate perplessità circa le idee giustizialiste dell’allora deputato grillino.

Con questa decisione Bonafede autentico ispiratore della subdola e gravissima iniziativa, anche per le procedure parlamentari, si assume, insieme ai relatori, la responsabilità di ridurre la vita di centinaia di migliaia di italiani all’incubo infinito di un’attesa indefinita delle decisioni della Giustizia.

Al Ministro Bonafede voglio benevolmente ricordare che la sua contiguità ed amicizia con l’avv. Lanzalone, tuttora ai domiciliari, non potranno essere cancellate e dimenticate solo per il fatto che si faccia promotore di azioni distruttive delle garanzie processuali di un imputato: anche l’avv. Lanzalone le merita. Mi appello a chi nel governo è dotato di maggiore buon senso per fermare questo scempio.

Incendio Autorità Portuale di Savona, i parlamentari Dem presentano emendamento al decreto Genova

Vazio (Pd): “Auspico sostegno di tutti i parlamentari liguri e savonesi”

Un emendamento presentato dai parlamentari Dem Franco Vazio, Raffaella Paita, Luciano Pizzetti e Chiara Braga per chiedere un intervento urgente al fine della ricostruzione della sede dell’Autorità Portuale di Savona gravemente danneggiata dall’incendio di ieri.

Ieri l’intervento urgente alla Camera dei Deputati del parlamentare savonese Franco Vazio, oggi l’emendamento presentato al decreto Genova per la Liguria.

Il documento chiede interventi urgenti per ripristinare la sede e la sua operatività per la comunità portuale, con la richiesta di un contributo straordinario di 8 milioni di euro.

Le risorse, come previsto dalla normativa, potranno essere aggiunte grazie al Fondo per interventi strutturali di politica economica: “Mi auguro che questa iniziativa e questo emendamento possano essere sostenuti e appoggiati da tutte le forze politiche e in particolare dai parlamentari liguri” afferma l’Onorevole Franco Vazio.

“Il crollo del Ponte Morandi e i ritardi nell’assunzione delle misure e delle risorse necessarie al ripristino della viabilità e delle infrastrutture stanno mettendo a dura prova la tenuta della nostra economia; ora l’incendio di Savona ha ulteriormente aggravato la situazione e quindi è necessario mettere in campo azioni concrete ed immediate – affermano i parlamentari Dem firmatari dell’emendamento -. Tentennamenti dettati da ragioni di posizionamento e opportunismo politico sarebbero ora una vera sciagura per Savona e per la Liguria” concludono.

Incendio Autorità Portuale di Savona, Vazio: “Subito la ricostruzione della sede”

Intervento alla Camera del parlamentare del Pd: “Misura urgente per Savona”

“Per Savona e per l’economia Ligure è stato un nuovo giorno drammatico a causa del grave incendio divampato nella sede dell’Autorità portuale di Savona; la nuova sede, operativa dallo scorso anno e che è costata 8,4 mln di euro, una struttura al servizio della comunità portuale, è stata completamente distrutta dalle fiamme”. Così il parlamentare savonese del Pd Franco Vazio, Vice Presidente della commissione giustizia, nel suo intervento urgente durante la seduta di ieri alla Camera dei Deputati.

Il parlamentare Dem ha chiesto di inserire nel decreto Genova, con la Liguria già colpita dal crollo del ponte Morandi, le misure più appropriate ed urgenti per assicurare l’immediata ricostruzione della Port Authorty savonese. Un intervento ritenuto “indispensabile per la comunità portuale e il suo sviluppo”.

“Questo Parlamento deve fare una riflessone comune per far sì che nel decreto Genova ci possa essere un impegno concreto, una iniziativa forte del Governo per superare nel più breve tempo possibile il danno subito. La Liguria e in particolare la sua economia portuale non possono prestare il fianco a disfunzioni e o ritardi di sorta che possano aggravare una situazione già drammatica a causa del crollo del Ponte Morandi.” conclude l’On. Vazio.

Lapide con Camicie Nere, grave offesa alla città di Savona: interrogazione alla Camera

Non avrei mai pensato che un sindaco o amministrazione comunale, seppur di centro destra, potesse arrivare a mettere le CAMICIE NERE tra i Bersaglieri e i Carabinieri.

“Grave offesa alla memoria e alla storia di Savona” –

INTERROGAZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Una brutta pagina per Savona, un’offesa per la storia e la memoria della città, Medaglia d´oro al Valor Militare per la Resistenza. Non possiamo che giudicare negativamente l’iniziativa, promossa dall’Opera nazionale caduti senza croce, e avvallata dal sindaco Caprioglio presente alla cerimonia di inaugurazione, di intitolare anche alle camicie nere una lapide, posta all’interno del cimitero di Zinola, commemorativa dei militari dispersi e caduti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ancora una volta, purtroppo, ci troviamo di fronte al pericoloso tentativo di legittimare e onorare le gesta e la figura di chi si schierò con il regime fascista. La pietà per i morti non può essere una scusa per riscrivere la storia e cancellare ogni distinguo tra i protagonisti da una parte e dall’altra di un periodo drammatico e sanguinoso per il nostro Paese.

Ci impegneremo, attraverso i nostri rappresentanti sul territorio e gli eletti in Consiglio comunale, affinché si faccia chiarezza su quanto accaduto e perché quella scritta, che accomuna le camicie nere ai caduti delle forze armate, venga al più presto rimossa.

Sicurezza: è un diritto pretenderla!

Un dovere per lo Stato garantirla
Sentirsi al sicuro è tanto importante quanto esserlo
Alimentare polemiche e divisioni indebolisce solo l’azione di contrasto al crimine

Ogni cittadino ha il diritto di pretendere tranquillità e sicurezza. E lo Stato ha il dovere di garantirle.

Il fatto che ad Albenga e nei comuni vicini, si siano fatti enormi investimenti in termini umani e economici, si sia costruito un sistema di video sorveglianza vasto ed efficace, siano impegnati notte e giorno uomini eccezionali delle forze dell’Ordine, che il Ministero degli Interni abbia garantito, a partire da Minniti, una particolare attenzione al nostro comprensorio, non significa che il tema sicurezza non sia più un problema o che non si verifichino più episodi di violenza e di spaccio.

L’impegno deve essere massimo e si deve fare tutto il possibile per garantirla.

La sicurezza non è patrimonio della destra o della sinistra.

Quindi se saranno proposti provvedimenti di legge che aumentano il grado di sicurezza o che attribuiscono più risorse e poteri ai Comuni o alle forze dell’ordine, troveranno il mio sostegno e il mio plauso.

Tutte le Istituzioni devono sentirsi chiamate a dare risposte concrete.

A un cittadino che protesta perché non si sente sicuro, non possiamo opporre statistiche o limitarci a descrivere cosa sia stato fatto.

Abbiamo il dovere di creare le condizioni perché si senta sicuro e tranquillo di passeggiare per la città, ad ogni ora del giorno e della notte.

Sentirsi al sicuro è tanto importante per una persona, quanto essere al sicuro.

Io ne parlo, la pretendo per la mia famiglia e per la mia città, e mi aspetto che su un tema così delicato e importante nessuno voglia fare solo propaganda o speculare elettoralmente.

Certo io lo potrei fare, visto e considerato che oggi Salvini è il Ministro dell’Interno e la Lega è al Governo. E infatti a Salvini che compete, prima degli altri, di garantire sicurezza.

Potrei polemizzare ricordando che il periodo in cui vi furono delitti e omicidi efferati, risse e reati di spaccio gravissimi, era il tempo in cui ad Albenga governava la Lega e Forza Italia. Ma non farei un buon servizio alla mia terra.

Dobbiamo invece, tutti insieme, senza distinzione politica e senza strumentalizzazioni, pretendere che siano concesse dal Governo maggiori risorse ai Comuni per rafforzare la prevenzione e che siano potenziati gli organici delle forze dell’ordine, in modo tale da garantire una maggiore presenza di uomini preparati e dotati di tutte le tecnologie e le risorse disponibili.

Accanto a questa iniziativa dobbiamo anche riconoscere, però, che grazie a quanto fatto sino ad ora dal Comune e dal Governo, Albenga è diventata una meta turistica internazionale, con eventi bellissimi che ne hanno nobilitato il suo nome.

Raccontare Albenga solo per episodi di spaccio o di violenza – che non devono essere sottovalutati e ovviamente vanno repressi con estremo rigore – arreca un danno enorme alle tante attività economiche che si sono sviluppate e sono state anche di recente avviate.

Non facciamolo, non serve! Anzi indebolisce l’azione di contrasto al crimine. Costruiamo le campagne elettorali su altro! Su questo tema non possono e non devono esserci differenze; e per me non ci sono.

Aeroporto di Villanova d’Albenga: infrastruttura strategica per risolvere l’emergenza dei trasporti

Interpellanza alla Camera

Il Governo sani una frattura grave per la Liguria.

E nel Decreto Genova sia inserito l’impegno ad avviare i lavori di raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure

Oggi in aula alla Camera, insieme al collega di FI on. Giorgio Mulè, abbiamo illustrato una formale interpellanza al Ministro competente; si è trattato di un’azione bipartisan, perché su temi che riguardano il territorio, il colore politico non può dividere. Il documento è stato sottoscritto anche dalla parlamentare Pd Raffaella Paita.

Purtroppo, però, così come avvenuto anche per il Bando Periferie, i parlamentari di Lega e M5S non hanno sostenuto questa iniziativa.

In particolare abbiamo insistito affinché venga disposto l’utilizzo del nostro aeroporto quale scalo per garantire rotte di rilevanza sociale nelle more dell’avvio e del completamento dei lavori di ricostruzione del Ponte Morandi e della complessiva restaurazione della viabilità genovese e ligure.

Tra queste rotte rientra ovviamente anche il volo da e per Roma che, stante l’attuale situazione viaria, risulta difficilmente fruibile dai cittadini del ponente ligure.

Poiché abbiamo compreso che non esiste una contrarietà assoluta dell’Ente Nazionale per l’aviazione civile e del suo presidente Vito Riggio – sentito informalmente in Commissione Trasporti alla Camera – e che la scelta dipende dalla volontà del Governo, abbiamo inteso interpellare direttamente il Ministro Toninelli.

È noto che il crollo del viadotto autostradale Polcevera, tristemente noto come ponte Morandi, ha messo in ginocchio l’intera viabilità della Liguria con enormi disagi che si protrarranno a lungo, in particolar modo per il congiungimento dell’area di ponente con quella di levante.

Di fronte a ciò è necessario fare il possibile per impedire che la suddetta ferita diventi una frattura insanabile per l’economia e i trasporti della Liguria.

Quanto richiesto, di modesto contenuto economico, va proprio in questa direzione.

Abbiamo anche colto l’occasione per chiedere al Governo di inserire nel Decreto Genova l’impegno ad avviare i lavori di raddoppio della tratta ferroviaria Andora – Finale Ligure: ultimo tratto a binario unico ancora da realizzare.

Di fronte alle tragedie sono necessarie misure di reazione straordinarie e quanto richiesto va proprio in questa direzione.

Il sottosegretario Armando Siri, pur condividendo in linea di principio, analisi e soluzioni prospettate, è rimasto tiepido circa le azioni da assumere.

Ha sostenuto che sarebbero necessari 9-12 mesi per completare la procedura e che quindi quanto richiesto potrebbe aver poca efficacia.

Non siamo soddisfatti di questo atteggiamento e di questa risposta del Sottosegretario perché nelle condizioni in cui siamo non è possibile ragionare di tempi ordinari per le procedure di autorizzazione.

Se è vero che anziché costruire il ponte in 4-6 anni ci vorranno solo 12-18 mesi grazie a norme speciali, non vediamo perché le stesse deroghe non possano applicarsi anche per le procedure di autorizzazione per l’aeroporto di Villanova e per l’avvio dei lavori del raddoppio ferroviario.

Non ci perdiamo d’animo, insisteremo.

Si tratta del futuro del Ponente e della Liguria.