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Attività parlamentare

Milleproroghe, il centrodestra affossa le misure per la Liguria

DECRETO MILLEPROROGHE: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia impediscono l’approvazione degli emendamenti a favore delle imprese di Genova e delle Funivie di Savona.

Il Governo aveva espresso parere favorevole a tre emendamenti presentati e sostenuti dal Pd al decreto Milleproroghe a favore delle imprese di Genova e delle Funivie di Savona.

Problemi tecnici con la Ragioneria dello Stato ne avevano impedito la loro approvazione la scorsa settimana durante la seduta delle commissioni competenti; criticità che erano state prontamente risolte.

Poiché il provvedimento ieri era tornato in commissione, eravamo tutti certi che sarebbero stati approvati.

Purtroppo però, incredibilmente, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dimenticando il periodo terribile che sta attraversando la Liguria e mettendo in secondo piano gli interessi di imprese e lavoratori rispetto a logiche e tattiche di partito, hanno eretto un muro invalicabile, tutto schiacciato sulla forma, che ha impedito la discussione e l’approvazione dei provvedimenti previsti.

È un fatto grave che schiera Toti e la sua maggioranza contro la Liguria, un comportamento di cui non potrà non tenersi conto.

Siamo già corsi ai ripari e con il Governo abbiamo individuato più soluzioni per dare pronta copertura alle questioni a cui quegli emendamenti davano risposta; sia alla previsione della cassa integrazione per i lavoratori delle Funivie, sia allo stanziamento di 4 milioni di euro necessario a ripristinare l’impianto danneggiato dal maltempo dello scorso autunno, sia infine alle misure di sostegno alle imprese genovesi colpite dal crollo del Morandi e che hanno visto tra i sostenitori in prima linea anche la Camera di Commercio.

La nostra regione non può essere umiliata da un Presidente che ha la testa altrove, in perenne conflitto di interesse, solo impegnato a fare passerella e circondato da una “corte” che ritiene normale gettare via i soldi dei Liguri per una surreale “campagna elettorale” che racconta di inesistenti successi, quando l’economia e la sanità della Liguria sono invece allo sbando.

La presenza del ministro De Micheli a Savona, venerdì prossimo, per inaugurare il nuovo viadotto sulla A6 conferma invece una volta ancora la ferma volontà del Governo di farsi carico dei problemi della Liguria e il forte impegno per dare risposte immediate e positive per il territorio.

Funivie Savona, due emendamenti per lavoratori e ripristino impianto

Il Governo ha espresso il parere favorevole ai due emendamenti presentati e sostenuti dal Pd al decreto Milleproroghe a favore di Funivie Savona.

Il primo è quello che prevede la cassa integrazione per i lavoratori delle Funivie (scoperti da tale strumento in quanto il loro contratto non la prevede automaticamente).

Il secondo presentato dall’onorevole Franco Vazio del partito Democratico, che si riferisce allo stanziamento da 4 milioni di euro (fondi della Protezione civile nazionale) necessario a ripristinare l’impianto danneggiato dal maltempo dello scorso autunno.

Il Governo, anche questa volta, ha mantenuto le promesse fatte al territorio. Ma si tratta solo della prima di una lserie di notizie positive per la Liguria in arrivo con la conversione in legge del decreto Milleproroghe.

Esprimiamo apprezzatamento per l’attenzione che il Governo ha dedicato al tema delle Funivie di Savona. Questi emendamenti consentono, da un lato, di mettere in sicurezza i lavoratori e, dall’altro, di ripristinare un impianto vitale per l’economia e l’ambiente Savonese e della Valle Bormida.

Prescrizione: ok modifica e garanzia per processo breve

(ANSA) – ROMA, 7 FEB – “Il nostro obiettivo è che un processo duri poco, non che si estingua dopo 15/20 anni. Sostenere con orgoglio che la malattia delle durata irragionevole del processo sia curata dalla patologia della prescrizione è una cosa aberrante che mortifica chi vuole vedere i colpevoli condannati e gli innocenti a testa alta di fronte alla società. Per questo la proposta di riforma del processo penale a cui abbiamo lavorato fissa termini stringenti e impone un ritmo temporale al processo tale per cui è ragionevole pensare che i 15/20 anni diventeranno un ricordo. Ora con la spinta decisiva del PD la prescrizione “Bonafede” sarà cambiata profondamente”.

“Per chi sarà assolto in primo grado – prosegue – la prescrizione continuerà a decorrere e anche per chi sarà assolto in appello la sospensione della prescrizione (Bonafede) sarà cancellata all’origine, insomma come mai esistita. Per tutti questi nulla cambierà rispetto alla riforma Orlando”.

“Non mi pare uno scandalo affermare invece che chi viene condannato in primo grado e poi anche in appello per un omicidio o uno stupro debba aspettare la conclusione del processo. Nessuna presunzione di colpevolezza, ma una prescrizione alle porte del giudizio di Cassazione sarebbe agli occhi di un cittadino come un pugno nello stomaco”.

“Non voglio colpi di spugna, non voglio assolti sbiaditi dalla prescrizione, ma pretendo Giustizia e un processo breve da cui un innocente possa uscire a testa alta”. (ANSA).

Prescrizione e giusto processo, la realtà della nostra riforma

La nuova disciplina della prescrizione che prevede la sua sostanziale ‘abrogazione’ dopo la sentenza di I grado, entrata in vigore a gennaio, è stata approvata da Lega e M5S quando erano insieme al governo del paese.

La prescrizione, è bene premetterlo, rappresenta la sconfitta dello Stato, è la fotografia della sua inefficienza e della sua incapacità di punire i colpevoli, ma oggi è anche l’unico strumento per garantire agli innocenti di uscire da incubi processuali eterni.

Se un processo durasse pochi anni, la prescrizione sarebbe in concreto un istituto del tutto inutile e potrebbe anche essere superato.

Per queste ragioni noi abbiamo sempre sostenuto:
– che un processo eterno solleva grandi preoccupazioni circa la violazione del principio costituzionale della “ragionevole durata del processo”;
– che è necessario evitare le gravissime conseguenze a cui andrebbero incontro le vittime del reato che avessero deciso di costituirsi parte civile qualora, dopo una sentenza di I grado, i tempi del processo fossero dilatati;
– che sospendere/abrogare il corso della prescrizione anche di fronte a una sentenza di assoluzione è una cosa che provoca gravi distorsioni e ingiustizie; infatti esistono pesanti conseguenze che colpiscono chi, assolto in primo o secondo grado, debba attendere una sentenza definitiva dai tempi non prevedibili, con ricadute negative e ostative per concorsi, per trovare un lavoro, per la carriera, per rapporti e concessioni con lo Stato, per la vita politica e amministrativa;
– che avremmo lavorato con grande impegno per approvare velocemente una legge per riformare il processo penale senza abdicare a priori a principi e garanzie scritti in Costituzione.

Ebbene: la bozza della riforma del Processo Penale a cui abbiamo intensamente lavorato in questi mesi, è un progetto coraggioso, moderno e ambizioso che coglie la sostanza di quanto da noi sempre coerentemente affermato.

Il vertice di maggioranza delle scorse settimane ci ha consegnato importanti novità a garanzia di un processo penale giusto e ragionevolmente breve.

Il Presidente Conte e il Ministro Bonafede, infatti, hanno dato conferma che nella riforma del processo penale ci saranno quegli strumenti e quelle norme che possono e devono garantire un “Giusto Processo” a partire dalla previsione di tempi certi per la chiusura delle indagini e per l’avvio del dibattimento e dall’introduzione di sanzioni disciplinari, legate al singolo procedimento, per quei Magistrati che non rispettano tempi e regole del nuovo processo penale.

Inoltre, accanto a ciò, è stato garantito che sarà rivista la norma iniqua che parifica condannati e assolti in primo grado in relazione alla sospensione – abrogazione della prescrizione.

Il PD ha ritenuto queste proposte un passo avanti significativo e la condizione per proseguire il confronto, sospendendo le proprie iniziative legislative parlamentari tese a riformare l’istituto voluto e votato da Lega e M5S.

Francamente non si comprendono le reazioni isteriche di chi, dopo aver contribuito al confronto in maggioranza, su una proposta di legge di Forza Italia, tra l’altro contraddittoria e insufficiente, con il proprio voto si è unito alla Lega, che sul giustizialismo e sul ‘tutti a marcire in carcere’ ha costruito la propria identità politica.
È successo qualcosa che ci siamo persi? Oppure tali reazioni e tali comportamenti sono frutto solo di uno strumentale posizionamento politico che prescinde dal merito delle questioni?

Se alle parole e agli impegni seguiranno i fatti e cioè se verrà approvata una coerente e buona riforma del processo penale, avremo finalmente un Paese dove i processi saranno celebrati e definiti in pochi anni, dove le vittime del reato saranno in brevissimo tempo risarcite e quindi dove l’istituto della prescrizione sarà nei fatti inutile perché i tempi ventennali degli attuali procedimenti diventeranno solo un ricordo del passato.

Certo servirà un monitoraggio attento e puntuale a cui noi non rinunciamo e non abbiamo rinunciato, ma la strada imboccata è certamente quella giusta.
Questa sarebbe una vera Giustizia.

E non crediamo che di tutto ciò si possa lamentare alcuno.

Prescrizione, Vazio (Pd): “Governo prenda atto rilievi del Pg Salvi”

“Durante l’audizione in Commissione Giustizia del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dott. Giovanni Salvi, abbiamo avuto importanti conferme circa le preoccupazioni più volte sollevate. E’ stato ricordato che esiste un diritto costituzionale intangibile degli imputati e delle vittime di avere un processo ragionevolmente breve, che serve un bilanciamento tra il diritto a punire e un processo di durata eccessiva, dovuto a inefficienza dello Stato, che sarebbe ragionevole prevedere anche una prescrizione processuale successiva a una sentenza di condanna in I grado, che non è comprensibile la ragione di prevedere, per le possibili e gravi conseguenze, che una sentenza di assoluzione possa determinare l’abrogazione della prescrizione”. Così il deputato dem e vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco VAZIO.

“Al termine di queste audizioni – aggiunge il deputato del Pd – sono sempre più persuaso che il presidente del Consiglio, il ministro e il governo debbano tenere in debito e doveroso conto di criticità e di preoccupazioni sollevate non solo dal Pd, ma anche da insigni giuristi, professori e anche autorevoli magistrati”.

“Quindi, con l’auspicio che siano affrontate e risolte incertezza e criticità mi richiamo e mi appello alle parole del Procuratore Generale Salvi con cui ha chiuso il suo intervento: ‘la Magistratura guarda con grande speranza al lavoro del Parlamento, per avere sul tema della Prescrizione un intervento chiarificatore e di lunga durata'”.

Prescrizione, Vazio (Pd): “Da audizioni emerse preoccupazioni”

“Sul merito della discussione in materia di prescrizione, da tempo rilevo preoccupazioni circa la violazione del principio costituzionale della ‘ragionevole durata del processo e affermo che anche le vittime pagherebbero le conseguenze legate ai tempi eterni di un processo infinito”.

Così il deputato dem e vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio

“Esse sarebbero nell’impossibilità di ottenere giustizia anche trasferendo l’azione in sede civile, perché’ pure in tale caso la loro azione sarebbe sospesa. Da tempo segnalo le devastanti conseguenze che colpirebbero chi, assolto in primo o secondo grado, dovesse attendere una sentenza definitiva dai tempi non prevedibili, con inaccettabili impedimenti, conseguenze negative e ostative nei concorsi, per trovare un lavoro, per la loro carriera, per rapporti e concessioni con lo Stato, per la vita politica e amministrativa”.

“Oggi in commissione Giustizia alla Camera, durante le audizioni, il prof. Maiello, ordinario di diritto penale all’Università di Napoli, ha condiviso tutte le nostre preoccupazioni e criticità, così come il presidente dell’Anm Luca Poniz e il gip presso il tribunale di Palermo Morosini hanno convenuto sul fatto che sospendere e quindi ‘abrogare’ la prescrizione dopo le sentenze di assoluzione di I grado sarebbe un grave errore”.

“Una ragione in più per impegnarci a privilegiare sostanza e diritti dei cittadini rispetto alle battaglie di una parte politica che, seppur comprensibili, restano comunque di parte e non di tutti. Il presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia e tutto il Governo ne tengano conto”.

Crollo A6 e autostrade. Altri 140 mln per la Liguria

Il Governo e il Ministro hanno riservato un’attenzione particolare alla Liguria e al savonese. Da subito è stata dimostrata presenza e azione, confronto e rispetto per il territorio e le popolazioni colpite. Sono stati già stanziati 40 milioni per le somme urgenza e il Governo ha già annunciato che altri 140 milioni saranno a brevissimo a disposizione per coprire tutte le necessità dei territori martoriati dalla calamità.

Dobbiamo essere grati al Ministro De Micheli per la sua efficienza, ma soprattutto per la sua sobrietà; alle parole e alle passerelle a cui purtroppo abbiamo spesso assistito, sono stati preferiti i fatti.

Dobbiamo insistere e chiedere i fondi per i ripristini, ma abbiamo il dovere di lavorare per il potenziamento e l’efficientamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.

In Liguria crollano i ponti, si chiudono i viadotti e franano le strade. Sui ponti e sulle autostrade liguri passano le persone, ma passa o muore anche l’economia non solo della Liguria e dei suoi porti ma anche di tutta l’Italia.

L’On- Franco Vazio del partito Democratico durante il suo intervento in Aula alla Camera dei Deputati.

DI SEGUITO L’INFORMATIVA:

VIADOTTO AUTOSTRADA A6

A partire dal 23 novembre scorso, la regione Liguria è stata interessata da una forte ondata di maltempo che ha colpito progressivamente le province di Genova, Savona e Imperia, causando nella giornata del 24 novembre criticità diffuse e numerose richieste di intervento dei mezzi di soccorso.

In particolare, domenica 24 novembre 2019 alle ore 14.00 circa, in corrispondenza del tratto autostradale tra l’interconnessione di Savona e lo svincolo di Altare del tronco autostradale A6 Torino-Savona, si è verificata una frana su un declivio a bassa suscettività non prevedibile che ha interessato il versante in località Madonna del Monte, nel Comune di Savona.

La massa detritica ha raggiunto il fondovalle, danneggiando irreparabilmente il viadotto autostradale denominato “Madonna del Monte”. Inoltre, il fronte di frana ha raggiunto alcune pile dell’adiacente viadotto in carreggiata sud, il Rio Valletta, occludendo parzialmente il corso d’acqua.

Il dissesto si è originato inizialmente come scivolamento rotazionale di una porzione della parte sommitale del versante, che è evoluto in una colata rapida di detrito e fango a causa delle elevate pendenze.

L’area in dissesto, nonostante abbia un bacino idrografico inferiore a 0,1 km2, ha una superficie stimata di circa 14.000 m2 ed ha movimentato, dalle prime analisi, sino a 30.000 m3 di materiale, parte del quale è ancora sospeso sul versante.

La società concessionaria, a seguito dell’evento, ha provveduto ad istituire in direzione Savona l’uscita obbligatoria ad Altare, poi arretrata a Millesimo a causa di concomitanti problematiche in atto sulla viabilità ordinaria.

In direzione di Torino, è stata disposta la chiusura del tratto Savona – Altare.

Sul posto sono state immediatamente inviate squadre di primo intervento dalla Direzione regionale dei vigili del fuoco della Liguria, squadre specializzate USAR (soccorso e ricerca in macerie), SAF (soccorso in ambiente alpino/montano) e squadre cinofili dalla Lombardia e dalla Toscana, un elicottero del reparto volo dei vigili del fuoco e altre squadre di soccorso.

Nell’immediato il deflusso dei mezzi  è avvenuto tramite inversione di marcia, in accordo con la Polizia stradale.

Dopo aver fatto defluire i mezzi fermi in coda, mentre proseguivano le operazioni di ricerca da parte dei vigili del fuoco, sin dal pomeriggio del 24 novembre, la concessionaria ha proceduto ad una preliminare ispezione dello stato del viadotto su cui si è arrestato il movimento franoso. Ciò al fine di consentire il transito in condizioni di sicurezza dei mezzi di soccorso e del personale addetto.

In attesa delle verifiche sulle pile dei viadotti, urtate dal fronte franoso, si è provveduto anche alla chiusura della corsia in direzione Sud dell’A6. Sono stati, quindi, prontamente avviati gli accertamenti tecnici, strutturali e geologici sulla staticità dell’adiacente viadotto inerente la careggiata sud, con l’obiettivo di ripristinare rapidamente la circolazione su unica carreggiata e corsia per entrambi i sensi di marcia.

Nella stessa giornata, la Concessionaria ha avviato i lavori per poter creare a monte e a valle due varchi per far circolare i mezzi agevolmente tra le due carreggiate autostradali che, in corrispondenza dell’evento, sono distanti diverse decine di metri. Tali lavori sono proseguiti ininterrottamente nelle giornate del 24 e 25 novembre, richiedendo l’utilizzazione di oltre 50 mezzi tra autocarri, escavatori, rulli, grader, finitrici, frese, cisterne, betoniere oltre ad attrezzature e l’impiego di un consistente numero di operai e di tecnici che ha superato le oltre 100 unità.

Già nella serata del 24 novembre  il personale di Autostrada dei Fiori ha provveduto a ristabilire l’alimentazione elettrica ed i ponti radio compromessi dalla frana, e il giorno seguente a ripristinare la dorsale di comunicazione in fibre ottiche.

Nella giornata del 25 novembre, il Dipartimento della Protezione Civile ha installato i primi sistemi di monitoraggio del versante (un interferometro radar ed un pluviometro per valutare la stabilità del pendio soprastante l’area operativa) e, con il supporto di esperti chiamati dalla Concessionaria, sono state svolte ulteriori verifiche tecniche che hanno consentito di accertare l’idoneità, dal punto strutturale e geologico/geotecnico, del viadotto Rio Valletta ad essere riaperto, previa regimentazione delle acque deviate dall’ammasso franoso.

Sono state quindi installate mire ottiche sulle pile del suddetto viadotto, dispositivi GPS e un rilievo laser scanner per monitorare l’opera esistente.

Contestualmente, sono state avviate le attività progettuali del nuovo viadotto che sarà realizzato con una campata unica ed i cui tempi di ultimazione si ritiene possano essere contenuti in 4 mesi.

A partire dal 27 novembre, terminate le attività dei vigili del fuoco, il concessionario ha avviato i lavori di sgombero dei detriti del viadotto abbattuto e di demolizione della parte restante.

Nelle giornate del 28 e 29 novembre è stato effettuato un sopralluogo del consulente geologo, di uno strutturista e di un geotecnico incaricato dalla Concessionaria per progettare le opere a difesa del viadotto autostradale rimasto in esercizio.

Nel corso del sopralluogo è stata anche accertata l’idoneità della regimazione provvisoria delle acque realizzata dalla Concessionaria.

Al fine di monitorare l’andamento dei movimenti franosi, in accordo con i Centri di Competenza della Protezione Civile, dell’Università di Firenze e della Fondazione CIMA, il Concessionario ha, altresì,  installato due ulteriori sistemi di monitoraggio dell’ammasso franoso ed ha adottato in collaborazione con i soggetti istituzionali coinvolti un piano per la gestione delle emergenze.

Segnalo che il complesso dei sistemi di monitoraggio approntati è finalizzato a preallertare la Concessionaria affinché, laddove dal monitoraggio emerga il superamento dei valori soglia individuati dalla Protezione Civile, disponga l’immediato blocco del traffico sul viadotto, in attuazione del “Piano Speditivo della viabilità”, sottoscritto in data 28 novembre 2019 dalla Concessionaria con la Regione Liguria, la Prefettura di Savona, il Comune di Savona, la Fondazione CIMA di Savona e l’Università di Firenze, in qualità di centri di competenza individuati dal Dipartimento della Protezione civile.

Il Piano consente di contemperare le esigenze di sicurezza degli utenti dell’autostrada con quelle di fluidità del sistema trasporti, in un ambito territoriale caratterizzato da una particolare fragilità di tutte le reti delle comunicazioni stradali e ferroviarie. A ciò si aggiunga che nella provincia di Savona, a causa delle numerose frane sulle strade statali e provinciali, non sussistono alternative di valico appenninico verso l’entroterra ed il Piemonte.

In particolare, con il Piano, è stata delineata la “Catena dell’allertamento” e le relative “fasi operative”, dalle quali discendono specifiche “azioni” in capo a ciascun soggetto del sistema.

In sintesi, il  Piano viene attivato al verificarsi dei seguenti presupposti, tra loro indipendenti:

  1. a) eventuali emissioni delle allerte da parte del centro funzionale della regione Liguria (con allerta Arancione, il traffico viene interdetto con l’inizio della pioggia; con allerta Rosso il traffico viene interdetto all’attivazione dell’allerta medesima);
  2. b) eventuali movimenti della struttura delle pile del viadotto Rio Valletta rilevate mediante una stazione con mire ottiche posizionate sulla sommità dello stesso viadotto;
  3. c) superamento dei valori di soglia della piovosità, calcolati in automatico con un pluviometro in telemisura, con dati aggiornati ogni 5 minuti;
  4. d) superamento dei valori di soglia degli spostamenti dell’ammasso franoso ancora sospeso lungo la porzione sommitale del versante in dissesto; i relativi dati, rilevati mediante un radar e calcolati in automatico, sono aggiornati ogni 15 minuti.

Alle ore 11.00 del 29 novembre è stata disposta la riapertura al traffico.

Rappresento che la società concessionaria, a seguito del dissequestro delle aree, ha già dato inizio ai lavori di realizzazione delle fondazioni del nuovo viadotto “Madonna del Monte”.

Mi preme sottolineare che l’eccezionalità degli eventi atmosferici, accaduti nei giorni dal 23 al 28 novembre u.s., ha richiesto l’effettuazione di 1935 interventi delle squadre di soccorso con l’impiego di 2194 unità.

ATTIVITA’ FINALIZZATE ALLA MESSA IN SICUREZZA COMPLESSIVA DELLA RETE AUTOSTRADALE

Per assicurare una gestione delle infrastrutture autostradali improntata ai più elevati livelli di sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha assunto recentemente differenti misure di natura organizzativa, regolatoria e dispositiva nei confronti dei concessionari.

Per assicurare una netta separazione tra l’attività di gestione delle infrastrutture e l’attività di verifica, la Direzione Generale competente del MIT ha prescritto che le valutazioni sulla funzionalità delle infrastrutture siano esercitate da soggetti indipendenti muniti di adeguati requisiti di professionalità. In sede di prima applicazione, è stato previsto che suddette verifiche fossero vagliate direttamente da Istituti Universitari, riconosciuti dall’Ordinamento italiano. Per tale aspetto sono in corso di perfezionamento apposite convenzioni che delineano i compiti e la modalità d’asseverazione.

E’ stato prescritto alle stesse società concessionarie l’implementazione di procedure di valutazione dello stato delle infrastrutture, improntate ai migliori standard tecnici..

Relativamente ai programmi annuali di manutenzione ordinaria sono state adottate dalla competente Direzione generale linee guida recanti l’indicazione di criteri di priorità sulla base dei quali i concessionari individuano gli interventi da porre in essere.

Contestualmente, il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici sta perfezionando Linee guida tecniche improntate alla verifica di sicurezza dei viadotti e ai criteri di transitabilità in caso opere non rispondenti agli standard contemplati dalle attuali norme tecniche. Dette Linee guida verranno adottate entro nei primi giorni del prossimo mese di  gennaio.

Sotto il profilo organizzativo, specifica rilevanza assume la nomina del nuovo Direttore Generale dell’ Ansfisa.

Come è noto questa Agenzia è preposta alla valutazione delle procedure di controllo delle infrastrutture, ferroviarie, stradali e autostradali con possibilità di ispezioni e imposizione di sanzioni.   Per dare concreta operatività all’ANSFISA, lo scorso 6 dicembre si è proceduto a pubblicare il primo interpello per individuare nell’ambito dei dipendenti pubblici 61 persone che saranno impiegate nella sede centrale di Roma e nella sede di Genova.

Al contempo, è stato definito un programma di ispezioni di natura straordinaria finalizzato ad accertare lo stato dei viadotti ricadenti nella rete autostradale ligure e del Piemonte. All’esito dei primi accertamenti, è stato già richiesta ai concessionari l’adozione, per specifiche tratte autostradali, di misure di regolazione del traffico. Si tratta di verifiche che potranno essere estese anche alle tratte autostradali ricadenti in altre Regioni.

Infine si segnala che, a seguito delle indicazioni impartite ai concessionari  per l’anno 2020 sono pervenuti programmi di manutenzione ordinaria sull’intera rete in concessione, per una spesa stimata di circa 1,1 miliardi di euro, significativamente superiore ai valori medi degli anni precedenti.

Maltempo, per la Liguria altri 80 mln di euro: “Da Toti e Lega propaganda sulla pelle dei cittadini”

“È inaccettabile che il presidente della Regione Liguria Toti e la Lega, anche oggi in Aula alla Camera, facciano propaganda sulla pelle dei cittadini e dei sindaci alle prese con situazioni complicate, ignorando peraltro che si parla di persone duramente colpite dai danni del maltempo”. “Il governo si è infatti impegnato a stanziare i fondi necessari per fronteggiare la prima emergenza e sviluppare un più ampio piano di sostegno”.

“Anche mercoledì, nel corso del question time alla Camera, la ministra De Micheli ha fornito rassicurazioni in tal senso”, con riferimento ad altre risorse che saranno stanziate per i territori colpiti.

Lo dichiarano il deputato di èViva, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Liberi e Uguali, e il vicepresidente della commissione Giustizia, Franco VAZIO (Pd).

Ecco la risposta del sottosegretario Riccardo Fraccaro a Toti: “Il Governo ha stanziato 100 milioni a favore dei territori colpiti dal maltempo, di cui 40 milioni a favore della Liguria in considerazione dell’entità dei danni subiti. Abbiamo inoltre reperito ulteriori 240 milioni da ripartire tra le regioni. Dei 240 milioni che il governo mette a disposizione di tutte le zone colpite dal maltempo, quindi, posso affermare che alla Liguria andrà circa un terzo del totale 80 milioni di euro). Il governatore Toti metta da parte polemiche e allarmismi infondati”.

“Il governo sta dimostrando concretamente il suo sostegno alla popolazione ligure. Siamo intervenuti tempestivamente – aggiunge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro – a sostegno di tutti i territori colpiti dal maltempo dichiarando lo stato d’emergenza per 12 regioni con l’assegnazione delle prime risorse per le misure più immediate. Abbiamo poi reperito altri fondi con il decreto fiscale e un decreto del ministero dell’Economia”.

“Annuncio inoltre – prosegue – che l’ordinanza di protezione civile disporrà la deroga al termine di 20 giorni previsto per i lavori pubblici di somma urgenza, al fine di consentire alle Regioni di intervenire con tempistiche adeguate. Sulla base delle attestazioni speditive, quindi, abbiamo previsto misure idonee e risorse appropriate per consentire alla Liguria in particolare, ma a tutte le regioni, di superare al più presto l’emergenza. I commissari ora dovranno elaborare i piani specifici con gli interventi attuati e da attuare, da parte sua il Governo continua a garantire il massimo supporto ai territori in difficoltà a causa del maltempo. Invito il presidente Toti – conclude Fraccaro – a non alimentare un clima di sterile diatriba e a lavorare con noi per il risanamento della Regione”.

Decreto fiscale, Vazio (Pd): “Svolta epocale nella lotta e repressione all’evasione”

“Il recepimento del parere della Commissione Giustizia che ho presieduto e poi l’approvazione dell’emendamento dei relatori in relazione all’articolo 39 del ‘decreto fiscale’ rappresenta una svolta epocale e culturale in materia di repressione dell’evasione fiscale”.

Così Franco VAZIO, Vice Presidente Commissione Giustizia della Camera.

“Infatti chi in modo fraudolento evaderà centinaia di migliaia di euro dovrà andare in carcere e ciò, oltre ad essere giusto, è ciò che succede nei paesi democratici e moderni in tutto il mondo. È invece ragionevole, così come avevamo suggerito, aver rimodulato e diminuito le pene in ragione della gravità dei reati e aver limitato ai soli più gravi reati fraudolenti la confisca allargata, e cioè la confisca del patrimonio dei grandi evasori se non legittimamente giustificato”.

“Inoltre, non previsto prima di ora, anche chi con fraudolenza ha evaso le tasse potrà evitare il carcere ravvedendosi, se prima di essere scoperto versera’ le imposte, le sanzioni e gli interessi”.

“A chi ha votato contro e fa polemica – ha aggiunto VAZIO – dico che voler abbassare la pressione fiscale ed essere garantisti, come io lo sono da sempre, non puo’ significare consentire operazioni fraudolente che fregano i cittadini e le imprese che ogni giorno lavorano e pagano regolarmente le tasse”.

Crollo A6 e situazione A26: “Informativa urgente al Governo, rivedere concessione”

Maggioranza e forze di opposizione chiedono che il governo riferisca subito in Aula anche sulla situazione in atto dopo l’emergenza maltempo e i vari danni che si sono verificati. “Il Pd avanza formale richiesta di informativa urgente al governo, non c’e’ piu’ tempo”, ha detto in Aula il Dem Franco Vazio, che ha sollevato anche la questione della concessione Aspi del tratto autostradale A26 su cui domenica si e’ verificato il crollo di un viadotto.

“Nel basso Piemonte e in Liguria la situazione e’ drammatica, un territorio devastato dalle frane. La prima emergenza e’ stata gestita grazie al lavoro di quanti, a tutti i livelli, a partire dai volontari hanno presidiato la tutela dell’incolumita’ pubblica. Il crollo del viadotto sulla A26 e la decisione di chiudere entrambi i sensi di marcia, riaperta in mattinata su di un’unica corsia, sono i segni di una situazione emergenziale. Se poi venisse confermato che i report sulla stabilita’ sui viadotti fossero falsi ci troveremmo di fronte ad una associazione a delinquere. Ora vanno trovate le soluzioni alternative. Il governo venga in Aula a riferire con una informativa urgente”, ha detto il capogruppo Leu Federico Fornaro.

Anche Italia viva con Camillo D’Alessandro ritiene necessaria la richiesta di una”informativa del governo su tutta la situazione, partendo dall’emergenza Liguria e Piemonte”.

Stessa richiesta giunta da Alberto Zolezzi (M5s): “Se non sono in grado di gestire bisogna rimettere a gara le concessioni”.

Sì al taglio dei parlamentari, risparmio ed efficienza

Modifica dei regolamenti parlamentari e l’approvazione di una nuova legge elettorale

Voterò convintamente il “taglio dei parlamentari”.

Fosse dipeso dal PD il taglio dei parlamentari sarebbe stato ancora più significativo e accompagnato da una differenziazione delle funzioni tra Camera e Senato, ma come tutti sanno le cose sono andate diversamente.

Oggi lavoriamo su un fronte diverso, approvando in via definitiva un provvedimento che riduce in modo lineare di un terzo il numero dei deputati e dei senatori, che quindi saranno rispettivamente 400 e 200.

Avevamo espresso forti riserve per l’approccio impresso dalla passata maggioranza a questa riforma.

Ora con il nuovo Governo e la nuova maggioranza sono stati concordati anche la modifica dei regolamenti parlamentari e l’approvazione di una legge elettorale: questo per garantire sia l’efficienza e la centralità del Parlamento, sia la piena rappresentatività dei territori e degli elettori.

Per queste ragioni voterò il taglio dei parlamentari.

Se vengono garantiti i principi e i valori della nostra Costituzione, se ciò si accompagna ad un risparmio per il Paese e ad una maggiore efficienza delle istituzioni, i percorsi personali e il futuro degli attuali parlamentari non possono costituire ostacoli o remore a decisioni giuste ed equilibrate.

Piaggio Aerospace, confermato iter acquisto droni

COMUNICATO STAMPA – Finalmente la Commissione Difesa al Senato ha incardinato il provvedimento sull’acquisto del P.1HH di Piaggio Aero, mentre il sottosegretario Giulio Calvisi ha annunciato che si sta concludendo anche l’iter per l’acquisto di 9 velivoli P.180.

Un risultato molto importante, che apre, dopo un periodo di forte incertezza, uno spiraglio per il futuro dell’azienda ligure. Adesso possiamo guardare con maggiore fiducia allo sviluppo di Piaggio e al mantenimento dei livelli occupazionali.

Vito Vattuone, senatore Pd – Franco Vazio, deputato Pd – consiglieri regionali del Pd ligure Giovanni Lunardon e Mauro Righello.

Governo PD – M5S

Nelle prossime ore il PD esprimerà il proprio assenso al Presidente Mattarella per un Governo PD – M5S, con un nuovo incarico a Giuseppe Conte.

Una disponibilità che si fa carico dei pericoli che l’Italia potrebbe correre a fronte di una nuova campagna elettorale, dell‘esercizio provvisorio e dell’aumento dell’IVA.

Esistono su vari temi sensibilità diverse e distanze tra noi e il M5S, ma anche la voglia di farci carico di una responsabilità comune per servire il nostro Paese.

Sarà una strada difficile quella da percorrere e sarà un compito gravoso quello affidato a Giuseppe Conte: solo la sintesi può essere la soluzione, una direzione unica, una volontà condivisa e non due tesi che gareggiano tra loro e si contrappongono ogni giorno.

Se ci riusciremo questa sarà la differenza fra il Governo PD – M5S e quello GialloVerde a giuda Salviniana.

A chi evoca “sollevazioni di piazza”, a chi grida “allo scandalo e all’inciucio” ricordo che la soluzione che si sta costruendo, sotto la guida sapiente del Presidente della Repubblica, è assolutamente e rigorosamente rispettosa della nostra Costituzione.

A costoro ricordo che la Lega e FDI sono una piccola minoranza del Parlamento, che la Costituzione non prevede la rilevanza di sondaggi e neppure i presagi di maghi e fattucchiere: contano i voti degli elettori e gli eletti in Parlamento.

A Salvini rammento però che i suoi eletti nel 2018 hanno beneficiato dei voti di Forza Italia e della coalizione di centrodestra che in campagna elettorale aveva detto ogni male del M5S; non mi pare che Salvini quando decise di fare l’accordo con il M5S, rompendo la coalizione di centrodestra e quindi scippando i suoi voti, evocò nulla di simile.

Il “Capitano” Salvini lasci in pace le piazze e la Costituzione – che mi pare abbia dimostrato di conoscere molto poco – e pensi invece come restituire i 49 milioni truffati dalla Lega agli italiani e come spiegare al Parlamento le sue “gite” in Russia con al seguito persone con amicizie e funzioni quantomeno inquietanti.

Noi proveremo a restituire forza e dignità all’Italia.

Dl sicurezza bis, Pd: “E’ fumo per coprire gli insuccessi di Salvini”

“Le audizioni di oggi hanno confermato la distanza siderale tra i fatti e le parole vuote del Governo, tra sicurezza e norme incostituzionali, inutili e contrarie alle convenzioni internazionali che hanno solo il fine di alzare un fumo denso per coprire i risultati fallimentari di un ministro dell’Interno che si occupa solo di selfie e di annunci”.

Lo affermano Franco vazio, Alessia Morani e Carmelo Miceli, componenti Pd in Commissione Giustizia alla Camera, a proposito del Dl Sicurezza bis.

“Anm, Camere Penali, Procuratori della Repubblica, avvocati e professori universitari – spiegano – hanno illustrato la loro preoccupazione per norme in totale contrasto con le convenzioni internazionali, conflittuali e contraddittorie rispetto a norme in oggi vigenti e comunque non risolutive e neppure efficaci rispetto ai temi e alle narrazioni di chi volerle approvare. Il dott. Patronaggio, pm presso la Procura di Agrigento, non solo ha confermato che non esistono agli atti riscontri, intese o collusioni tra Ong e scafisti, ma ha lanciato una preoccupazione circa il fatto che eventuali problemi di sicurezza per infiltrazioni terroristiche possono risiedere al piu’ per gli sbarchi ‘fantasma’, cioe’ fatti con i barchini, che non sono affatto diminuiti e di cui il presente decreto non si interessa”.

“Insomma siamo alle solite: Salvini spara al vento e fa rumore solo per coprire i propri insuccessi” concludono i parlamentari Dem.

Passano gli emendamenti sui porti dei parlamentari Dem

“Sono stati dichiarati ammissibili gli emendamenti presentati dal gruppo Pd del Senato molto importanti per i lavoratori dei porti, le loro famiglie, le Compagnie e le Autorità di Sistema”. L’annuncio dei componenti del gruppo Pd in Parlamento, Raffaella Paita, Roberta Pinotti, Vito Vattuone e Franco Vazio.

“Il primo proroga al 2019 e al 2020 il finanziamento di 10 milioni all’anno a favore delle famiglie di lavoratori deceduti a seguito di contatti ripetuti con le fibre di amianto. La sua approvazione consentirebbe di continuare a riconoscere un giusto risarcimento alle famiglie, senza gravare sulle Compagnie (è il caso di Savona), che non avevano alcuno strumento per verificare la pericolosità della merce movimentata o delle navi in transito” spiegano i parlamentari Dem.

“Il secondo estende anche alla Compagnia di Savona gli aiuti per la diminuzione del lavoro in seguito al crollo del ponte Morandi, aiuti già previsti per la Compagnia di Genova. Questo anche in considerazione della violentissima mareggiata che ha successivamente colpito i due scali, compromettendone la piena operatività per un lungo periodo”.

“Chiediamo ora al governo e alla maggioranza di approvare i due emendamenti, tenendo fede alle tante promesse fatte ai lavoratori degli scali” concludono Paita, Pinotti, Vattuone e Vazio.

Bombardier, Vazio e Paita: “Aspettiamo risposte concrete dal Governo”

Gli onorevoli Franco Vazio e Raffaella Paita (Pd)

hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio

“Si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Governo con la massima urgenza al fine di salvaguardare la presenza produttiva dello stabilimento di Vado Ligure, considerata la sua specificità e le performaces produttive nel settore della realizzazione di materiale rotabile che lo rendono assolutamente strategico per il Paese”.

“La situazione dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure risulta essere particolarmente critica. Nel 2016, l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 104 lavoratori della produzione e circa 65 lavoratori hanno aderito alle due procedure di mobilità avviate ed altri hanno lasciato volontariamente l’azienda portando i dipendenti complessivi a circa 530 unità”.

“Il piano industriale si è caratterizzato per un dimezzamento delle ore di produzione annue e per un ridimensionamento complessivo della capacità produttiva degli impianti. Oggi lo stabilimento di Vado Ligure, che è uno dei migliori a livello europeo per livello di performances, rischia la chiusura”.

“La situazione del carico di lavoro dello stabilimento di Vado Ligure è legata unicamente alla commessa delle 40 locomotive merci DC3 più qualche altra attività per clienti privati per un totale massimo di 63 locomotive. La consegna delle prime locomotive è iniziata nel mese di febbraio con ritardi rispetto al piano programmato a causa delle inefficienze dello stabilimento tedesco di Kassel nella fornitura dei materiali”.

“Si fa presente che nel frattempo Bombardier si è aggiudicata la produzione di 65 locomotive MS3 che però saranno prodotte nello stabilimento tedesco di Kassel, nonostante il cliente sia italiano (TX Logistik società del Gruppo FS). Nei mesi scorsi, a causa dei ritardi, si è seriamente rischiato che Mercitalia formalizzasse la rescissione del contratto con il rischio di decretare la chiusura delle attività in impianto”.

“Si è in attesa del piano industriale di FS contenente l’investimento di Trenitalia per ulteriori 50 treni ad alta velocità di cui 14 assegnati direttamente ad Hitachi e Bombardier sulla base delle clausole del precedente contratto. Questo comporterebbe per lo stabilimento di Vado Ligure una prospettiva di alcuni anni di lavoro e avere un po’ di ossigeno”.

“La prospettiva dell’alta velocità ha carattere di medio/lungo periodo ed è assolutamente essenziale per il futuro dello stabilimento. Tuttavia l’incertezza che grava su FS per quanto concerne il futuro di Alitalia investe anche il futuro dello stabilimento di Vado Ligure”.

“Negli ultimi incontro svoltisi al MISE è stato chiesto dalle OO.SS che con il gruppo Bombardier e Governo fosse definito un percorso per salvaguardare il sito di Vado Ligure con impegni precisi in merito ad alta velocità e carichi di lavoro ma ad oggi ciò non è avvenuto. Dal punto di vista industriale e produttivo la collaborazione per la produzione dei treni destinati al trasporto regionale continua ad essere una prospettiva attuale e necessaria a salvaguardare il sito anche per stare sul mercato e il sito di Vado Ligure fornisce, per capacità tecnologica e professionalità delle maestranze, questa opportunità”.

“L’allarme lanciato da lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni locali è che ad oggi lo stabilimento di Vado Ligure ad oggi ha una prospettiva, per carichi di lavoro e commesse, solo fino alla prossima estate. È inaccettabile assistere al rischio di scomparsa di una delle realtà più importanti dell’area e del settore in un territorio decretato tra l’altro già area di crisi complessa”.