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Attività parlamentare

CORONAVIRUS – ore decisive per il futuro delle imprese agricole e floricole

Verso la conferma di 500 milioni per il risarcimento dei danni – finanziamenti a tasso 0 –

utilizzo dei miliardi di euro non spesi sui PSR

Le associazioni di categoria delle imprese floricole hanno denunciato solo in Liguria 250 milioni di danni e hanno richiesto risarcimenti con finanziamenti a tasso zero per ripartire.
Sono ore decisive per chiudere sugli emendamenti al DL Cura Italia e sulle misure del nuovo Decreto Legge di aprile a seguito dell’emergenza coronavirus.

Ebbene siamo vicini a veder accolte le istanze del settore e di cui mi ero fatto promotore nelle scorse settimane.
1. Risarcimento dei danni e dei costi di smaltimento con uno stanziamento di 500/800 milioni di euro.
2. Finanziamenti e liquidità garantiti dallo Stato e a tasso zero per tutte le imprese agricole.
3. Utilizzo dei miliardi di euro stanziati dall’Europa per i PSR (Programmi di Sviluppo Rurali) e non ancora assegnati e spesi dalle imprese agricole.

Il Governo, con cui esiste un rapporto permanente, hanno dato massima disponibilità ad ascoltare e ad accogliere queste richieste.

Sono ottimista perché si sta facendo un grande lavoro di squadra, sia in Parlamento, sia con le associazioni di categoria, sia con i nostri sindaci.

Lo abbiamo fatto anche oggi e continueremo farlo nelle prossime ore.

#insiemecelafaremo

La Regione annulli il bando di assegnazione ai privati degli ospedali di Albenga e Cairo

SIAMO IN PIENA GUERRA, MA PENSIAMO AL DOMANI

La sanità pubblica ci ha salvato grazie al lavoro di veri eroi

Non è il momento di fare polemiche.

Ci sarà tempo per capire cosa non abbia funzionato in Liguria durante questa emergenza.

Avremo tempo per comprendere perché altre regioni del nord costruivano strutture sanitarie di emergenza e aumentavano i posti di “intensiva” ed in Liguria invece si chiudeva l’ospedale di Cairo.

Oggi in Liguria sono disponibili solo 190 posti di terapia intensiva e per quanto comunicato dalla Regione sono praticamente tutti utilizzati: speriamo che, come dicono, il peggio sia passato e che la sorte ci aiuti.

Questa pandemia ci ha insegnato che la Sanità Pubblica ci ha salvato; una sanità fatta di scienziati, medici, infermieri e operatori competenti, eccezionali ed eroici.

Oggi ci siamo accorti tutti che senza di loro non ce l’avremo fatta.

Se è così però non basta riempirsi la bocca di ringraziamenti durante le dirette Facebook o le conferenze stampa; se è vero tutto ciò bisogna sterzare e cambiare direzione, investire nel pubblico e pagare meglio gli operatori della sanità.

La Regione Liguria potrebbe come primo atto, annullare il bando per l’assegnazione ai privati degli ospedali pubblici Albenga e Cairo.

Cosa sarebbe successo se l’ospedale di Albenga, oggi destinato all’emergenza coronavirus, fosse stato già occupato dai privati?

Ripensare a scelte che si sono rivelate oggettivamente affrettate ed improprie sarebbe una dimostrazione di intelligenza e restituire le funzioni pubbliche e di emergenza agli ospedali di Albenga e di Cairo sarebbe il modo per rafforzare la tutela dei cittadini liguri.

La mia non vuole essere una critica, ma un appello a chi, a prescindere dall’appartenenza partitica, vuole prendere atto che la direzione vada invertita.

Certo mantenere calma e appropriatezza di linguaggio in certi momenti è davvero difficile soprattutto quando assisti a comportamenti che fra loro fanno a pugni.

Da un lato, infatti, trovi e apprezzi l’assessore Viale quando, anche con riferimento al dramma vissuto nelle case di riposo della Liguria, riconosce errori e falle nella direzione della sanità ligure durante questa emergenza; certamente eccezionale ed estremamente difficile da gestire.

Dall’altro, però, provi un certo disgusto e un vero sbigottimento quando ti imbatti in consiglieri comunali (della Lega e di Forza Italia di Albenga) che, strizzando l’occhio ai prossimi appuntamenti elettorali e violando le più elementari regole etiche e professionali, si travestono a volte da “sciacalli” per fomentare la denuncia dei Sindaci, pur sapendoli eccellenti e impegnati in prima linea, e a volte si camuffano da stregoni per impartire telefonicamente pericolosi suggerimenti e consigli per la cura di questo virus maledetto.

Chi ha statura politica prenda le distanze da tali “ominicchi e ququaraqua”: la nostra comunità gli renderà sicuramente merito.

“La Regione Liguria interrompa le procedure in corso di privatizzazione delle strutture sanitarie” ha scritto in un tweet il vicesegretario nazionale del Partito Democratico Andrea Orlando, riferendosi alla situazione di emergenza in Liguria per il coronavirus. “Presidente Toti – prosegue rivolgendosi al governatore – su questo non può dare la colpa a Roma ne’ a ‘quelli che c’erano prima’. Attendiamo parole chiare”.

Coronavirus, AGRICOLTURA e PESCA: dal Pd emendamenti e richieste per 800 mln

Ecco i primi atti formali presentati al Senato: è il momento di passare dalle parole ai fatti.

Come avevo anticipato nelle scorse ore, sono stati formalmente presentati al Senato dal Pd sia l’emendamento normativo all’art. 78 del Decreto Legge 17 e sia un importante ordine del giorno per impegnare il Governo a stanziare nel prossimo Decreto Legge somme non inferiori a 800 milioni di euro a sostegno del settore agricolo e della pesca.

Da un lato, confermando gli importanti stanziamenti e quanto di utile già previsto dal Decreto in favore del settore, si vuole modificare subito l’art. 78 del DL all’esame dell’aula del Senato, introducendo la definizione di evento eccezionale a “Covid 19” ai sensi dell’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, per consentire la risarcibilità dei danni alle produzioni agricole anche attraverso le procedure previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102.

Dall’altro si chiede un impegno formale al Governo a provvedere, nel primo provvedimento utile, allo stanziamento di adeguate risorse, comunque in misura non inferiore a 800 milioni di euro, al fine di incentivare la prosecuzione delle attività delle imprese florovivaistiche attraverso:
– l’istituzione di un fondo o di una misura equivalente, con un’adeguata dotazione di risorse, per compensare le spese sostenute per la produzione e la mancata vendita e lo smaltimento del prodotto invenduto per il periodo febbraio 2020 – settembre 2020;
– estendere il c.d. “bonus verde”, di cui alla legge 27 dicembre 2017, n. 205, anche per l’anno 2021 aumentando l’importo massimo ammissibile da 5.000 a 10.000 euro”.

Le associazioni di categoria, con le quali ci siamo confrontati ancora in queste ore, hanno recentemente stimato i danni subiti dalle imprese agricole liguri in circa 250 milioni di euro.

Il presidente Conte ha confermato la volontà di aumentare le risorse per le aziende dei settori danneggiati dall’attuale emergenza.

Ebbene ora è venuto il momento di passare dalle parole ai fatti.

Coronavirus, aiuti concreti per la Liguria e la Provincia di Savona

Allo studio azioni economiche straordinarie per l’Italia

In queste ore sto ricevendo appelli da istituzioni, associazioni di categoria e da molti cittadini perché la Provincia di Savona – oggi qualificata zona gialla – sia aiutata al pari della Lombardia e del Veneto.

Ebbene, posso assicurare che stiamo lavorando per inserire tutta la provincia di Savona all’interno del perimetro degli aiuti previsti dalla prossima decretazione d’urgenza.
Sono ottimista perché dal Governo, dai Ministri e dai Sottosegretari che ho contattato ieri, ho avuto ampie garanzie in questa direzione.

Posso quindi rassicurare che anche la provincia di Savona riceverà quanto necessario per rialzarsi e ripartire.

Il sostegno e gli aiuti alle imprese, al lavoro, alle famiglie e all’economia non si fermeranno peraltro alle zone più colpite: la Liguria e l’Italia intera saranno al centro di una straordinaria azione del Governo tale da rilanciare economia e lavoro.

Insieme vinceremo questa battaglia.

Funivie, risposta all’appello dei sindacati: “Provvedimento in Commissione entro dieci giorni”

Condivido l’appello e mi è molto presente il tema che stiamo seguendo in prima linea anche assieme al ministro Paola De Micheli.

Come sapete da mesi, con i colleghi parlamentari e i consiglieri regionali del partito Democratico, sto cercando di affrontare e tentare di risolvere sia il tema relativo alla previsione della cassa integrazione per i lavoratori delle Funivie, sia allo stanziamento di 4 milioni di euro necessario a ripristinare l’impianto danneggiato dal maltempo dello scorso autunno.

Oggi la nota PDL 1727 è stata incardinata in commissione al Senato e il relatore D’Arienzo, collega del Pd, mi ha appena informato che, stringendo al massimo i tempi regolamentari, conta di chiudere il provvedimento in Commissione entro una decina di giorni.

Un passo importante e decisivo in linea con le previsioni del sottoscritto e del ministro fatte venerdì ai lavoratori nel corso dell’incontro a Cairo Montenotte.

È una corsa contro il tempo, ma la faremo con tutta la determinazione e l’impegno che servono.

Sarà mia cura tenervi informati…

Coronavirus: dalla Lega solito ostruzionismo e polemiche inopportune

Sui lavori della Camera… Detto no ad anticipo di 24 ore

Le polemiche sollevate in queste ore dalla Lega sul calendario dei lavori della Camera sono come spesso accaduto nelle scorse settimane non solo il frutto del più ottuso ostruzionismo, ma, in questo caso, anche e soprattutto inopportune e pessime.

Come Pd abbiamo proposto, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, di anticipare i lavori senza attendere le 24 ore previste dal regolamento per esaurire l’esame del decreto intercettazioni e poi dedicarci immediatamente al decreto per l’emergenza Coronavirus.

Purtroppo però, come accaduto per i noti emendamenti su Genova e su Funivie per Savona nel decreto Milleproroghe, è giunto puntuale dalla Lega un diniego in tal senso.

Pertanto sono assolutamente incomprensibili le dichiarazioni polemiche degli esponenti liguri della Lega.

Inoltre pensare di sfruttare l’emergenza sanitaria in cui versa il Paese per fare propaganda e per tentare di ottenere nello stesso tempo, in modo surrettizio, un altro obiettivo e cioè ostacolare l’approvazione del Decreto Intercettazioni si commenta solo con una parola: vergogna!

Il Pd non può accettare un così penoso “ricatto politico” e quindi ultimerà, con il voto di fiducia e il voto finale sul provvedimento, i lavori sul decreto intercettazioni.

Mi auguro che nelle prossime ore, seppur tardivamente, venga offerta dalle opposizioni quella collaborazione che il Paese si aspetterebbe in un momento delicato come quello che stiamo vivendo e quindi che nel corso di questa settimana si faccia tutto il possibile perché l’aula possa dedicarsi all’emergenza Coronavirus rendendo subito definitive sul piano legislativo le misure per far fronte alla grave situazione sanitaria in corso.

Milleproroghe, il centrodestra affossa le misure per la Liguria

DECRETO MILLEPROROGHE: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia impediscono l’approvazione degli emendamenti a favore delle imprese di Genova e delle Funivie di Savona.

Il Governo aveva espresso parere favorevole a tre emendamenti presentati e sostenuti dal Pd al decreto Milleproroghe a favore delle imprese di Genova e delle Funivie di Savona.

Problemi tecnici con la Ragioneria dello Stato ne avevano impedito la loro approvazione la scorsa settimana durante la seduta delle commissioni competenti; criticità che erano state prontamente risolte.

Poiché il provvedimento ieri era tornato in commissione, eravamo tutti certi che sarebbero stati approvati.

Purtroppo però, incredibilmente, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dimenticando il periodo terribile che sta attraversando la Liguria e mettendo in secondo piano gli interessi di imprese e lavoratori rispetto a logiche e tattiche di partito, hanno eretto un muro invalicabile, tutto schiacciato sulla forma, che ha impedito la discussione e l’approvazione dei provvedimenti previsti.

È un fatto grave che schiera Toti e la sua maggioranza contro la Liguria, un comportamento di cui non potrà non tenersi conto.

Siamo già corsi ai ripari e con il Governo abbiamo individuato più soluzioni per dare pronta copertura alle questioni a cui quegli emendamenti davano risposta; sia alla previsione della cassa integrazione per i lavoratori delle Funivie, sia allo stanziamento di 4 milioni di euro necessario a ripristinare l’impianto danneggiato dal maltempo dello scorso autunno, sia infine alle misure di sostegno alle imprese genovesi colpite dal crollo del Morandi e che hanno visto tra i sostenitori in prima linea anche la Camera di Commercio.

La nostra regione non può essere umiliata da un Presidente che ha la testa altrove, in perenne conflitto di interesse, solo impegnato a fare passerella e circondato da una “corte” che ritiene normale gettare via i soldi dei Liguri per una surreale “campagna elettorale” che racconta di inesistenti successi, quando l’economia e la sanità della Liguria sono invece allo sbando.

La presenza del ministro De Micheli a Savona, venerdì prossimo, per inaugurare il nuovo viadotto sulla A6 conferma invece una volta ancora la ferma volontà del Governo di farsi carico dei problemi della Liguria e il forte impegno per dare risposte immediate e positive per il territorio.

Funivie Savona, due emendamenti per lavoratori e ripristino impianto

Il Governo ha espresso il parere favorevole ai due emendamenti presentati e sostenuti dal Pd al decreto Milleproroghe a favore di Funivie Savona.

Il primo è quello che prevede la cassa integrazione per i lavoratori delle Funivie (scoperti da tale strumento in quanto il loro contratto non la prevede automaticamente).

Il secondo presentato dall’onorevole Franco Vazio del partito Democratico, che si riferisce allo stanziamento da 4 milioni di euro (fondi della Protezione civile nazionale) necessario a ripristinare l’impianto danneggiato dal maltempo dello scorso autunno.

Il Governo, anche questa volta, ha mantenuto le promesse fatte al territorio. Ma si tratta solo della prima di una lserie di notizie positive per la Liguria in arrivo con la conversione in legge del decreto Milleproroghe.

Esprimiamo apprezzatamento per l’attenzione che il Governo ha dedicato al tema delle Funivie di Savona. Questi emendamenti consentono, da un lato, di mettere in sicurezza i lavoratori e, dall’altro, di ripristinare un impianto vitale per l’economia e l’ambiente Savonese e della Valle Bormida.

Prescrizione: ok modifica e garanzia per processo breve

(ANSA) – ROMA, 7 FEB – “Il nostro obiettivo è che un processo duri poco, non che si estingua dopo 15/20 anni. Sostenere con orgoglio che la malattia delle durata irragionevole del processo sia curata dalla patologia della prescrizione è una cosa aberrante che mortifica chi vuole vedere i colpevoli condannati e gli innocenti a testa alta di fronte alla società. Per questo la proposta di riforma del processo penale a cui abbiamo lavorato fissa termini stringenti e impone un ritmo temporale al processo tale per cui è ragionevole pensare che i 15/20 anni diventeranno un ricordo. Ora con la spinta decisiva del PD la prescrizione “Bonafede” sarà cambiata profondamente”.

“Per chi sarà assolto in primo grado – prosegue – la prescrizione continuerà a decorrere e anche per chi sarà assolto in appello la sospensione della prescrizione (Bonafede) sarà cancellata all’origine, insomma come mai esistita. Per tutti questi nulla cambierà rispetto alla riforma Orlando”.

“Non mi pare uno scandalo affermare invece che chi viene condannato in primo grado e poi anche in appello per un omicidio o uno stupro debba aspettare la conclusione del processo. Nessuna presunzione di colpevolezza, ma una prescrizione alle porte del giudizio di Cassazione sarebbe agli occhi di un cittadino come un pugno nello stomaco”.

“Non voglio colpi di spugna, non voglio assolti sbiaditi dalla prescrizione, ma pretendo Giustizia e un processo breve da cui un innocente possa uscire a testa alta”. (ANSA).

Prescrizione e giusto processo, la realtà della nostra riforma

La nuova disciplina della prescrizione che prevede la sua sostanziale ‘abrogazione’ dopo la sentenza di I grado, entrata in vigore a gennaio, è stata approvata da Lega e M5S quando erano insieme al governo del paese.

La prescrizione, è bene premetterlo, rappresenta la sconfitta dello Stato, è la fotografia della sua inefficienza e della sua incapacità di punire i colpevoli, ma oggi è anche l’unico strumento per garantire agli innocenti di uscire da incubi processuali eterni.

Se un processo durasse pochi anni, la prescrizione sarebbe in concreto un istituto del tutto inutile e potrebbe anche essere superato.

Per queste ragioni noi abbiamo sempre sostenuto:
– che un processo eterno solleva grandi preoccupazioni circa la violazione del principio costituzionale della “ragionevole durata del processo”;
– che è necessario evitare le gravissime conseguenze a cui andrebbero incontro le vittime del reato che avessero deciso di costituirsi parte civile qualora, dopo una sentenza di I grado, i tempi del processo fossero dilatati;
– che sospendere/abrogare il corso della prescrizione anche di fronte a una sentenza di assoluzione è una cosa che provoca gravi distorsioni e ingiustizie; infatti esistono pesanti conseguenze che colpiscono chi, assolto in primo o secondo grado, debba attendere una sentenza definitiva dai tempi non prevedibili, con ricadute negative e ostative per concorsi, per trovare un lavoro, per la carriera, per rapporti e concessioni con lo Stato, per la vita politica e amministrativa;
– che avremmo lavorato con grande impegno per approvare velocemente una legge per riformare il processo penale senza abdicare a priori a principi e garanzie scritti in Costituzione.

Ebbene: la bozza della riforma del Processo Penale a cui abbiamo intensamente lavorato in questi mesi, è un progetto coraggioso, moderno e ambizioso che coglie la sostanza di quanto da noi sempre coerentemente affermato.

Il vertice di maggioranza delle scorse settimane ci ha consegnato importanti novità a garanzia di un processo penale giusto e ragionevolmente breve.

Il Presidente Conte e il Ministro Bonafede, infatti, hanno dato conferma che nella riforma del processo penale ci saranno quegli strumenti e quelle norme che possono e devono garantire un “Giusto Processo” a partire dalla previsione di tempi certi per la chiusura delle indagini e per l’avvio del dibattimento e dall’introduzione di sanzioni disciplinari, legate al singolo procedimento, per quei Magistrati che non rispettano tempi e regole del nuovo processo penale.

Inoltre, accanto a ciò, è stato garantito che sarà rivista la norma iniqua che parifica condannati e assolti in primo grado in relazione alla sospensione – abrogazione della prescrizione.

Il PD ha ritenuto queste proposte un passo avanti significativo e la condizione per proseguire il confronto, sospendendo le proprie iniziative legislative parlamentari tese a riformare l’istituto voluto e votato da Lega e M5S.

Francamente non si comprendono le reazioni isteriche di chi, dopo aver contribuito al confronto in maggioranza, su una proposta di legge di Forza Italia, tra l’altro contraddittoria e insufficiente, con il proprio voto si è unito alla Lega, che sul giustizialismo e sul ‘tutti a marcire in carcere’ ha costruito la propria identità politica.
È successo qualcosa che ci siamo persi? Oppure tali reazioni e tali comportamenti sono frutto solo di uno strumentale posizionamento politico che prescinde dal merito delle questioni?

Se alle parole e agli impegni seguiranno i fatti e cioè se verrà approvata una coerente e buona riforma del processo penale, avremo finalmente un Paese dove i processi saranno celebrati e definiti in pochi anni, dove le vittime del reato saranno in brevissimo tempo risarcite e quindi dove l’istituto della prescrizione sarà nei fatti inutile perché i tempi ventennali degli attuali procedimenti diventeranno solo un ricordo del passato.

Certo servirà un monitoraggio attento e puntuale a cui noi non rinunciamo e non abbiamo rinunciato, ma la strada imboccata è certamente quella giusta.
Questa sarebbe una vera Giustizia.

E non crediamo che di tutto ciò si possa lamentare alcuno.

Prescrizione, Vazio (Pd): “Governo prenda atto rilievi del Pg Salvi”

“Durante l’audizione in Commissione Giustizia del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dott. Giovanni Salvi, abbiamo avuto importanti conferme circa le preoccupazioni più volte sollevate. E’ stato ricordato che esiste un diritto costituzionale intangibile degli imputati e delle vittime di avere un processo ragionevolmente breve, che serve un bilanciamento tra il diritto a punire e un processo di durata eccessiva, dovuto a inefficienza dello Stato, che sarebbe ragionevole prevedere anche una prescrizione processuale successiva a una sentenza di condanna in I grado, che non è comprensibile la ragione di prevedere, per le possibili e gravi conseguenze, che una sentenza di assoluzione possa determinare l’abrogazione della prescrizione”. Così il deputato dem e vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco VAZIO.

“Al termine di queste audizioni – aggiunge il deputato del Pd – sono sempre più persuaso che il presidente del Consiglio, il ministro e il governo debbano tenere in debito e doveroso conto di criticità e di preoccupazioni sollevate non solo dal Pd, ma anche da insigni giuristi, professori e anche autorevoli magistrati”.

“Quindi, con l’auspicio che siano affrontate e risolte incertezza e criticità mi richiamo e mi appello alle parole del Procuratore Generale Salvi con cui ha chiuso il suo intervento: ‘la Magistratura guarda con grande speranza al lavoro del Parlamento, per avere sul tema della Prescrizione un intervento chiarificatore e di lunga durata'”.

Prescrizione, Vazio (Pd): “Da audizioni emerse preoccupazioni”

“Sul merito della discussione in materia di prescrizione, da tempo rilevo preoccupazioni circa la violazione del principio costituzionale della ‘ragionevole durata del processo e affermo che anche le vittime pagherebbero le conseguenze legate ai tempi eterni di un processo infinito”.

Così il deputato dem e vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio

“Esse sarebbero nell’impossibilità di ottenere giustizia anche trasferendo l’azione in sede civile, perché’ pure in tale caso la loro azione sarebbe sospesa. Da tempo segnalo le devastanti conseguenze che colpirebbero chi, assolto in primo o secondo grado, dovesse attendere una sentenza definitiva dai tempi non prevedibili, con inaccettabili impedimenti, conseguenze negative e ostative nei concorsi, per trovare un lavoro, per la loro carriera, per rapporti e concessioni con lo Stato, per la vita politica e amministrativa”.

“Oggi in commissione Giustizia alla Camera, durante le audizioni, il prof. Maiello, ordinario di diritto penale all’Università di Napoli, ha condiviso tutte le nostre preoccupazioni e criticità, così come il presidente dell’Anm Luca Poniz e il gip presso il tribunale di Palermo Morosini hanno convenuto sul fatto che sospendere e quindi ‘abrogare’ la prescrizione dopo le sentenze di assoluzione di I grado sarebbe un grave errore”.

“Una ragione in più per impegnarci a privilegiare sostanza e diritti dei cittadini rispetto alle battaglie di una parte politica che, seppur comprensibili, restano comunque di parte e non di tutti. Il presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia e tutto il Governo ne tengano conto”.

Crollo A6 e autostrade. Altri 140 mln per la Liguria

Il Governo e il Ministro hanno riservato un’attenzione particolare alla Liguria e al savonese. Da subito è stata dimostrata presenza e azione, confronto e rispetto per il territorio e le popolazioni colpite. Sono stati già stanziati 40 milioni per le somme urgenza e il Governo ha già annunciato che altri 140 milioni saranno a brevissimo a disposizione per coprire tutte le necessità dei territori martoriati dalla calamità.

Dobbiamo essere grati al Ministro De Micheli per la sua efficienza, ma soprattutto per la sua sobrietà; alle parole e alle passerelle a cui purtroppo abbiamo spesso assistito, sono stati preferiti i fatti.

Dobbiamo insistere e chiedere i fondi per i ripristini, ma abbiamo il dovere di lavorare per il potenziamento e l’efficientamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.

In Liguria crollano i ponti, si chiudono i viadotti e franano le strade. Sui ponti e sulle autostrade liguri passano le persone, ma passa o muore anche l’economia non solo della Liguria e dei suoi porti ma anche di tutta l’Italia.

L’On- Franco Vazio del partito Democratico durante il suo intervento in Aula alla Camera dei Deputati.

DI SEGUITO L’INFORMATIVA:

VIADOTTO AUTOSTRADA A6

A partire dal 23 novembre scorso, la regione Liguria è stata interessata da una forte ondata di maltempo che ha colpito progressivamente le province di Genova, Savona e Imperia, causando nella giornata del 24 novembre criticità diffuse e numerose richieste di intervento dei mezzi di soccorso.

In particolare, domenica 24 novembre 2019 alle ore 14.00 circa, in corrispondenza del tratto autostradale tra l’interconnessione di Savona e lo svincolo di Altare del tronco autostradale A6 Torino-Savona, si è verificata una frana su un declivio a bassa suscettività non prevedibile che ha interessato il versante in località Madonna del Monte, nel Comune di Savona.

La massa detritica ha raggiunto il fondovalle, danneggiando irreparabilmente il viadotto autostradale denominato “Madonna del Monte”. Inoltre, il fronte di frana ha raggiunto alcune pile dell’adiacente viadotto in carreggiata sud, il Rio Valletta, occludendo parzialmente il corso d’acqua.

Il dissesto si è originato inizialmente come scivolamento rotazionale di una porzione della parte sommitale del versante, che è evoluto in una colata rapida di detrito e fango a causa delle elevate pendenze.

L’area in dissesto, nonostante abbia un bacino idrografico inferiore a 0,1 km2, ha una superficie stimata di circa 14.000 m2 ed ha movimentato, dalle prime analisi, sino a 30.000 m3 di materiale, parte del quale è ancora sospeso sul versante.

La società concessionaria, a seguito dell’evento, ha provveduto ad istituire in direzione Savona l’uscita obbligatoria ad Altare, poi arretrata a Millesimo a causa di concomitanti problematiche in atto sulla viabilità ordinaria.

In direzione di Torino, è stata disposta la chiusura del tratto Savona – Altare.

Sul posto sono state immediatamente inviate squadre di primo intervento dalla Direzione regionale dei vigili del fuoco della Liguria, squadre specializzate USAR (soccorso e ricerca in macerie), SAF (soccorso in ambiente alpino/montano) e squadre cinofili dalla Lombardia e dalla Toscana, un elicottero del reparto volo dei vigili del fuoco e altre squadre di soccorso.

Nell’immediato il deflusso dei mezzi  è avvenuto tramite inversione di marcia, in accordo con la Polizia stradale.

Dopo aver fatto defluire i mezzi fermi in coda, mentre proseguivano le operazioni di ricerca da parte dei vigili del fuoco, sin dal pomeriggio del 24 novembre, la concessionaria ha proceduto ad una preliminare ispezione dello stato del viadotto su cui si è arrestato il movimento franoso. Ciò al fine di consentire il transito in condizioni di sicurezza dei mezzi di soccorso e del personale addetto.

In attesa delle verifiche sulle pile dei viadotti, urtate dal fronte franoso, si è provveduto anche alla chiusura della corsia in direzione Sud dell’A6. Sono stati, quindi, prontamente avviati gli accertamenti tecnici, strutturali e geologici sulla staticità dell’adiacente viadotto inerente la careggiata sud, con l’obiettivo di ripristinare rapidamente la circolazione su unica carreggiata e corsia per entrambi i sensi di marcia.

Nella stessa giornata, la Concessionaria ha avviato i lavori per poter creare a monte e a valle due varchi per far circolare i mezzi agevolmente tra le due carreggiate autostradali che, in corrispondenza dell’evento, sono distanti diverse decine di metri. Tali lavori sono proseguiti ininterrottamente nelle giornate del 24 e 25 novembre, richiedendo l’utilizzazione di oltre 50 mezzi tra autocarri, escavatori, rulli, grader, finitrici, frese, cisterne, betoniere oltre ad attrezzature e l’impiego di un consistente numero di operai e di tecnici che ha superato le oltre 100 unità.

Già nella serata del 24 novembre  il personale di Autostrada dei Fiori ha provveduto a ristabilire l’alimentazione elettrica ed i ponti radio compromessi dalla frana, e il giorno seguente a ripristinare la dorsale di comunicazione in fibre ottiche.

Nella giornata del 25 novembre, il Dipartimento della Protezione Civile ha installato i primi sistemi di monitoraggio del versante (un interferometro radar ed un pluviometro per valutare la stabilità del pendio soprastante l’area operativa) e, con il supporto di esperti chiamati dalla Concessionaria, sono state svolte ulteriori verifiche tecniche che hanno consentito di accertare l’idoneità, dal punto strutturale e geologico/geotecnico, del viadotto Rio Valletta ad essere riaperto, previa regimentazione delle acque deviate dall’ammasso franoso.

Sono state quindi installate mire ottiche sulle pile del suddetto viadotto, dispositivi GPS e un rilievo laser scanner per monitorare l’opera esistente.

Contestualmente, sono state avviate le attività progettuali del nuovo viadotto che sarà realizzato con una campata unica ed i cui tempi di ultimazione si ritiene possano essere contenuti in 4 mesi.

A partire dal 27 novembre, terminate le attività dei vigili del fuoco, il concessionario ha avviato i lavori di sgombero dei detriti del viadotto abbattuto e di demolizione della parte restante.

Nelle giornate del 28 e 29 novembre è stato effettuato un sopralluogo del consulente geologo, di uno strutturista e di un geotecnico incaricato dalla Concessionaria per progettare le opere a difesa del viadotto autostradale rimasto in esercizio.

Nel corso del sopralluogo è stata anche accertata l’idoneità della regimazione provvisoria delle acque realizzata dalla Concessionaria.

Al fine di monitorare l’andamento dei movimenti franosi, in accordo con i Centri di Competenza della Protezione Civile, dell’Università di Firenze e della Fondazione CIMA, il Concessionario ha, altresì,  installato due ulteriori sistemi di monitoraggio dell’ammasso franoso ed ha adottato in collaborazione con i soggetti istituzionali coinvolti un piano per la gestione delle emergenze.

Segnalo che il complesso dei sistemi di monitoraggio approntati è finalizzato a preallertare la Concessionaria affinché, laddove dal monitoraggio emerga il superamento dei valori soglia individuati dalla Protezione Civile, disponga l’immediato blocco del traffico sul viadotto, in attuazione del “Piano Speditivo della viabilità”, sottoscritto in data 28 novembre 2019 dalla Concessionaria con la Regione Liguria, la Prefettura di Savona, il Comune di Savona, la Fondazione CIMA di Savona e l’Università di Firenze, in qualità di centri di competenza individuati dal Dipartimento della Protezione civile.

Il Piano consente di contemperare le esigenze di sicurezza degli utenti dell’autostrada con quelle di fluidità del sistema trasporti, in un ambito territoriale caratterizzato da una particolare fragilità di tutte le reti delle comunicazioni stradali e ferroviarie. A ciò si aggiunga che nella provincia di Savona, a causa delle numerose frane sulle strade statali e provinciali, non sussistono alternative di valico appenninico verso l’entroterra ed il Piemonte.

In particolare, con il Piano, è stata delineata la “Catena dell’allertamento” e le relative “fasi operative”, dalle quali discendono specifiche “azioni” in capo a ciascun soggetto del sistema.

In sintesi, il  Piano viene attivato al verificarsi dei seguenti presupposti, tra loro indipendenti:

  1. a) eventuali emissioni delle allerte da parte del centro funzionale della regione Liguria (con allerta Arancione, il traffico viene interdetto con l’inizio della pioggia; con allerta Rosso il traffico viene interdetto all’attivazione dell’allerta medesima);
  2. b) eventuali movimenti della struttura delle pile del viadotto Rio Valletta rilevate mediante una stazione con mire ottiche posizionate sulla sommità dello stesso viadotto;
  3. c) superamento dei valori di soglia della piovosità, calcolati in automatico con un pluviometro in telemisura, con dati aggiornati ogni 5 minuti;
  4. d) superamento dei valori di soglia degli spostamenti dell’ammasso franoso ancora sospeso lungo la porzione sommitale del versante in dissesto; i relativi dati, rilevati mediante un radar e calcolati in automatico, sono aggiornati ogni 15 minuti.

Alle ore 11.00 del 29 novembre è stata disposta la riapertura al traffico.

Rappresento che la società concessionaria, a seguito del dissequestro delle aree, ha già dato inizio ai lavori di realizzazione delle fondazioni del nuovo viadotto “Madonna del Monte”.

Mi preme sottolineare che l’eccezionalità degli eventi atmosferici, accaduti nei giorni dal 23 al 28 novembre u.s., ha richiesto l’effettuazione di 1935 interventi delle squadre di soccorso con l’impiego di 2194 unità.

ATTIVITA’ FINALIZZATE ALLA MESSA IN SICUREZZA COMPLESSIVA DELLA RETE AUTOSTRADALE

Per assicurare una gestione delle infrastrutture autostradali improntata ai più elevati livelli di sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha assunto recentemente differenti misure di natura organizzativa, regolatoria e dispositiva nei confronti dei concessionari.

Per assicurare una netta separazione tra l’attività di gestione delle infrastrutture e l’attività di verifica, la Direzione Generale competente del MIT ha prescritto che le valutazioni sulla funzionalità delle infrastrutture siano esercitate da soggetti indipendenti muniti di adeguati requisiti di professionalità. In sede di prima applicazione, è stato previsto che suddette verifiche fossero vagliate direttamente da Istituti Universitari, riconosciuti dall’Ordinamento italiano. Per tale aspetto sono in corso di perfezionamento apposite convenzioni che delineano i compiti e la modalità d’asseverazione.

E’ stato prescritto alle stesse società concessionarie l’implementazione di procedure di valutazione dello stato delle infrastrutture, improntate ai migliori standard tecnici..

Relativamente ai programmi annuali di manutenzione ordinaria sono state adottate dalla competente Direzione generale linee guida recanti l’indicazione di criteri di priorità sulla base dei quali i concessionari individuano gli interventi da porre in essere.

Contestualmente, il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici sta perfezionando Linee guida tecniche improntate alla verifica di sicurezza dei viadotti e ai criteri di transitabilità in caso opere non rispondenti agli standard contemplati dalle attuali norme tecniche. Dette Linee guida verranno adottate entro nei primi giorni del prossimo mese di  gennaio.

Sotto il profilo organizzativo, specifica rilevanza assume la nomina del nuovo Direttore Generale dell’ Ansfisa.

Come è noto questa Agenzia è preposta alla valutazione delle procedure di controllo delle infrastrutture, ferroviarie, stradali e autostradali con possibilità di ispezioni e imposizione di sanzioni.   Per dare concreta operatività all’ANSFISA, lo scorso 6 dicembre si è proceduto a pubblicare il primo interpello per individuare nell’ambito dei dipendenti pubblici 61 persone che saranno impiegate nella sede centrale di Roma e nella sede di Genova.

Al contempo, è stato definito un programma di ispezioni di natura straordinaria finalizzato ad accertare lo stato dei viadotti ricadenti nella rete autostradale ligure e del Piemonte. All’esito dei primi accertamenti, è stato già richiesta ai concessionari l’adozione, per specifiche tratte autostradali, di misure di regolazione del traffico. Si tratta di verifiche che potranno essere estese anche alle tratte autostradali ricadenti in altre Regioni.

Infine si segnala che, a seguito delle indicazioni impartite ai concessionari  per l’anno 2020 sono pervenuti programmi di manutenzione ordinaria sull’intera rete in concessione, per una spesa stimata di circa 1,1 miliardi di euro, significativamente superiore ai valori medi degli anni precedenti.

Maltempo, per la Liguria altri 80 mln di euro: “Da Toti e Lega propaganda sulla pelle dei cittadini”

“È inaccettabile che il presidente della Regione Liguria Toti e la Lega, anche oggi in Aula alla Camera, facciano propaganda sulla pelle dei cittadini e dei sindaci alle prese con situazioni complicate, ignorando peraltro che si parla di persone duramente colpite dai danni del maltempo”. “Il governo si è infatti impegnato a stanziare i fondi necessari per fronteggiare la prima emergenza e sviluppare un più ampio piano di sostegno”.

“Anche mercoledì, nel corso del question time alla Camera, la ministra De Micheli ha fornito rassicurazioni in tal senso”, con riferimento ad altre risorse che saranno stanziate per i territori colpiti.

Lo dichiarano il deputato di èViva, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Liberi e Uguali, e il vicepresidente della commissione Giustizia, Franco VAZIO (Pd).

Ecco la risposta del sottosegretario Riccardo Fraccaro a Toti: “Il Governo ha stanziato 100 milioni a favore dei territori colpiti dal maltempo, di cui 40 milioni a favore della Liguria in considerazione dell’entità dei danni subiti. Abbiamo inoltre reperito ulteriori 240 milioni da ripartire tra le regioni. Dei 240 milioni che il governo mette a disposizione di tutte le zone colpite dal maltempo, quindi, posso affermare che alla Liguria andrà circa un terzo del totale 80 milioni di euro). Il governatore Toti metta da parte polemiche e allarmismi infondati”.

“Il governo sta dimostrando concretamente il suo sostegno alla popolazione ligure. Siamo intervenuti tempestivamente – aggiunge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro – a sostegno di tutti i territori colpiti dal maltempo dichiarando lo stato d’emergenza per 12 regioni con l’assegnazione delle prime risorse per le misure più immediate. Abbiamo poi reperito altri fondi con il decreto fiscale e un decreto del ministero dell’Economia”.

“Annuncio inoltre – prosegue – che l’ordinanza di protezione civile disporrà la deroga al termine di 20 giorni previsto per i lavori pubblici di somma urgenza, al fine di consentire alle Regioni di intervenire con tempistiche adeguate. Sulla base delle attestazioni speditive, quindi, abbiamo previsto misure idonee e risorse appropriate per consentire alla Liguria in particolare, ma a tutte le regioni, di superare al più presto l’emergenza. I commissari ora dovranno elaborare i piani specifici con gli interventi attuati e da attuare, da parte sua il Governo continua a garantire il massimo supporto ai territori in difficoltà a causa del maltempo. Invito il presidente Toti – conclude Fraccaro – a non alimentare un clima di sterile diatriba e a lavorare con noi per il risanamento della Regione”.

Decreto fiscale, Vazio (Pd): “Svolta epocale nella lotta e repressione all’evasione”

“Il recepimento del parere della Commissione Giustizia che ho presieduto e poi l’approvazione dell’emendamento dei relatori in relazione all’articolo 39 del ‘decreto fiscale’ rappresenta una svolta epocale e culturale in materia di repressione dell’evasione fiscale”.

Così Franco VAZIO, Vice Presidente Commissione Giustizia della Camera.

“Infatti chi in modo fraudolento evaderà centinaia di migliaia di euro dovrà andare in carcere e ciò, oltre ad essere giusto, è ciò che succede nei paesi democratici e moderni in tutto il mondo. È invece ragionevole, così come avevamo suggerito, aver rimodulato e diminuito le pene in ragione della gravità dei reati e aver limitato ai soli più gravi reati fraudolenti la confisca allargata, e cioè la confisca del patrimonio dei grandi evasori se non legittimamente giustificato”.

“Inoltre, non previsto prima di ora, anche chi con fraudolenza ha evaso le tasse potrà evitare il carcere ravvedendosi, se prima di essere scoperto versera’ le imposte, le sanzioni e gli interessi”.

“A chi ha votato contro e fa polemica – ha aggiunto VAZIO – dico che voler abbassare la pressione fiscale ed essere garantisti, come io lo sono da sempre, non puo’ significare consentire operazioni fraudolente che fregano i cittadini e le imprese che ogni giorno lavorano e pagano regolarmente le tasse”.

Crollo A6 e situazione A26: “Informativa urgente al Governo, rivedere concessione”

Maggioranza e forze di opposizione chiedono che il governo riferisca subito in Aula anche sulla situazione in atto dopo l’emergenza maltempo e i vari danni che si sono verificati. “Il Pd avanza formale richiesta di informativa urgente al governo, non c’e’ piu’ tempo”, ha detto in Aula il Dem Franco Vazio, che ha sollevato anche la questione della concessione Aspi del tratto autostradale A26 su cui domenica si e’ verificato il crollo di un viadotto.

“Nel basso Piemonte e in Liguria la situazione e’ drammatica, un territorio devastato dalle frane. La prima emergenza e’ stata gestita grazie al lavoro di quanti, a tutti i livelli, a partire dai volontari hanno presidiato la tutela dell’incolumita’ pubblica. Il crollo del viadotto sulla A26 e la decisione di chiudere entrambi i sensi di marcia, riaperta in mattinata su di un’unica corsia, sono i segni di una situazione emergenziale. Se poi venisse confermato che i report sulla stabilita’ sui viadotti fossero falsi ci troveremmo di fronte ad una associazione a delinquere. Ora vanno trovate le soluzioni alternative. Il governo venga in Aula a riferire con una informativa urgente”, ha detto il capogruppo Leu Federico Fornaro.

Anche Italia viva con Camillo D’Alessandro ritiene necessaria la richiesta di una”informativa del governo su tutta la situazione, partendo dall’emergenza Liguria e Piemonte”.

Stessa richiesta giunta da Alberto Zolezzi (M5s): “Se non sono in grado di gestire bisogna rimettere a gara le concessioni”.