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Attività parlamentare

INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

Introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano

La Camera approva in via definitiva con 198 voti a favore e 35 voti contrari

La proposta di legge di iniziativa parlamentare, approvata definitivamente alla Camera dei deputati in quarta lettura, finalmente introduce nel nostro codice penale il reato di tortura, così come previsto dall’ordinamento internazionale.

Le distorsioni, gli errori, i reatFVazioi, anche quando commessi dalle Forze dell’Ordine, vanno puniti con severità, senza fornire opachi strumenti di copertura.

Nello stesso tempo possiamo affermare che questo testo risponde con efficacia e coerenza alle aspettative esistenti perché consentirà di colpire gravi comportamenti illeciti senza alcun pregiudizio per le Forze dell’Ordine che rappresentano una fondamentale risorsa per garantire “Giustizia e Sicurezza” nel nostro Paese.
E’ un grande onore essere stato il relatore di questo importante provvedimento e non posso nascondere una reale soddisfazione per aver contribuito a raggiungere un traguardo importante.
Una legge che dopo quasi 30 anni di attesa allinea l’Italia alla Convenzione ONU del 1984.
Per chi desiderasse approfondire il testo di legge approvato qui di seguito ecco il link al dossier predisposto dall’Ufficio Comunicazione e Studi del Gruppo PD alla Camera con rinvio ai lavori parlamentari.

Dossier N.215 Sul Reato di Tortura

Lettera aperta sul reato di Tortura

Il Reato di Tortura

La Camera, in quarta lettura, si trova in questi giorni ad esaminare un provvedimento atteso da anni, volto ad introdurre anche nell’ordinamento italiano – dopo quasi 30 anni dalla ratifica della Convenzione ONU del 1984 – il delitto di tortura.
Da troppo tempo si attende che il Parlamento italiano introduca il reato di tortura nel nostro ordinamento.

Questo testo risponde con efficacia e coerenza alle aspettative.

Le distorsioni, gli errori, i reati, anche quando commessi dalle Forze dell’Ordine, vanno puniti con severità, senza fornire opachi strumenti di copertura.

Allo stesso modo, non credo sia equilibrato e soprattutto giusto interpretare queste norme con un pregiudizio di fondo: considerare le Forze dell’Ordine come il problema e non invece come una fondamentale risorsa per garantire “Giustizia e Sicurezza” nel nostro Paese.
Ulteriori ritardi o nuovi ripensamenti sarebbero difficilmente compresi dai Cittadini e dalla Comunità Internazionale.
Votazione
Per chi volesse ecco la Relazione svolto in aula alla Camera lunedì scorso e la Lettera ai Direttori dei piu importanti quotidiani italiani.

Relazione in Aula

Dichiarazione alla Stampa

Approvato il DDL sul processo penale

Approvato il DDL sul processo penale

Dopo un lungo percorso parlamentare  è stata approvata una legge importante nel percorso di riforma della giustizia.

Una riforma di sistema che interviene per davvero sulla certezza della pena.
Maggiori tutele per le parti offese e pene più severe per le rapine e i furti in casa.
Scarcerazioni meno facili.
Innalzamento della pena per il voto di scambio politico-mafioso.

Intervento sulla prescrizione per i reati più gravi, tra cui la corruzione, per evitare che importanti processi, in caso di condanna in primo o in secondo grado, possano essere messi nel nulla.

Delega al governo per la riforma Votazionedelle intercettazioni: nessuna limitazione, ma norme a tutela della riservatezza delle persone occasionalmente coinvolte.

Ci sono norme che andranno monitorate, perché destano preoccupazioni legittime negli operatori della Giustizia: ogni riforma comporta cambiamenti che spesso animano discussioni e critiche.

Quello che conta è la direzione della riforma e la disponibilità a verificarne l’efficacia. E la direzione è quella giusta.

Per chi volesse approfondire il contenuto della legge ecco i link al testo approvato e ai dossier 551 e 551-1 predisposti dal Servizio Studi della Camera dei Deputati

“Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO”

La Camera, con 326 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti, approva la Legge  “Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

Questo provvedimento, atteso da diversi anni, affronta due questioni di grande rilevanza: il tema del consenso informato ai trattamenti sanitari e del modo in cui può essere espresso e revocato, e quello delle disposizioni anticipate di trattamento, le cosiddette DAT, con le quali il dichiarante esprime i propri orientamenti sul “fine vita”, nell’ipotesi in cui in futuro sopravvenga una sua perdita irreversibile della capacità di intendere e di volere.

Con l’approvazione dei miei emendamenti, le DAT dovranno essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potranno poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistata

La proposta di legge in oggetto è un testo equilibrato, che coniuga il principio di autodeterminazione con diritti costituzionali quali il diritto alla vita, la tutela della salute, il rispetto della dignità umana. Era però necessario attribuire al disponente, e con assoluta certezza, le volontà contenute nelle DAT, così come specificare le forme da seguire nel caso in cui lo stesso disponente volesse revocarle in caso di urgenza e emergenza. Insomma autodeterminazione nel rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali, ma nessuna incertezza o ambiguità circa la reale volontà del disponente, senza possibilità di manipolazioni o fraintendimenti.

Questi sono in estrema sintesi i punti cardine della legge approvata dalla Camera.

“Il testo unificato approvato intende tutelare il diritto alla vita, alla salute e alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge.

Il consenso informato è acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano. In qualunque forma sia stato espresso, il consenso dovrà poi essere inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Ogni persona capace di agire può esercitare il diritto al rifiuto in tutto o in parte, di qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può comunque esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali e a fronte di tali richieste e solo queste, il medico non ha obblighi professionali.

Il medico, avvalendosi di mcameraezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può esprimere, attraverso le DAT, le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte”

Per chi volesse approfondire il contenuto dell’intero  Provvedimento ecco il link alla mia pagina web dove potrà trovare il Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera con i collegamenti ai testi ed ai lavori parlamentari.

Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE
Il testo – approvato oggi in prima lettura dalla Camera – nel corso dell’esame in Commissione Giustizia è stato sostanzialmente e ampiamente modificato; consta di due articoli che allegano alle disposizioni di attuazione del codice civile due tabelle che i Giudici dovranno utilizzare come parametri per la liquidazione con valutazione equitativa del danno non patrimoniale.
Si tratta delle cosiddette Tabelle di Milano, oggi adottate dalla gran parte dei Tribunali d’Italia dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha introdotto il principio della necessità di applicare su tutto il territorio nazionale un unico criterio di liquidazione, da ritenersi equo, costituito appunto dalle tali tabelle.
Come affermato in Aula dai dcameraeputati del Partito Democratico, il provvedimento è da considerarsi, quindi, un passo avanti importante, soprattutto se associato al disegno di legge “concorrenza”, attualmente all’esame del Senato, che interviene in materia di risarcimento dei danni da incidenti stradali, al fine di garantire, in forza degli stessi principi, la parità di trattamento su tutto il territorio nazionale dei cittadini vittime di tali tipologie di danni non patrimoniali.
Ecco il Dossier predisposto dall’Ufficio Documentazioni e Studi del Gruppo del PD della Camera dove potrete trovare i link al testo approvato e a quanto necessario per approfondirne l’esame.

DECRETO SICUREZZA – Per non convivere con la paura

La Camera con 230 voti favorevoli (M5S astenuto) approva la conversione in legge del  DECRETO LEGGE  SICUREZZA

La legge che converte il decreto-legge n. 14 del 20 febbraio 2017 ha il fondamentale obiettivo di garantire maggiore sicurezza nelle città italiane.

LEGALITÀ si coniuga con SICUREZZA: integrazione delle forze di intervento, nuovi investimenti e assunzioni.

Il cittadino non deve convivere con la paura, con il degrado sociale e urbano, con situazioni che alimentano sentimenti di insicurezza.

Un provvedimento efficcameraace che integra i poteri dello Stato, che agevola e crea i presupposti per finanziare e potenziare presidi e strumenti di prevenzione (come la videosorveglianza) e di repressione dei reati.

Ai Sindaci sono attribuiti nuovi e forti poteri di ordinanza e di intervento per colpire e impedire comportamenti che favoriscono fenomeni criminosi o illegali, che rechino pregiudizio al decoro e alla vivibilità della città o che riguardino fenomeni di abusivismo (parcheggiatori e venditori abusivi) o di violenza anche legati all’uso di alcol e degli stupefacenti.

Chi sarà condannato, anche non in via definitiva, per reati connessi al traffico e allo spaccio di stupefacenti, per motivi di sicurezza, non potrà più sostare davanti alle scuole o dove ha commesso tali reati.

In caso di condanna per reati contro il patrimonio o contro la persona la sospensione condizionale della pena potrà essere subordinata  alla riparazione dei danni e al divieto di accedere a specifiche aree o spazi pubblici.

“Daspo urbano” per imporre l’allontanamento a chi impedisce la fruizione di infrastrutture e spazi pubblici, anche per accattonaggio e prostituzione.

Questi sono in estrema sintesi alcuni dei poteri e delle disposizioni introdotte.

Per chi volesse approfondire il contenuto dell’intero Provvedimento  potrà trovare consultare il Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera con i collegamenti ai testi ed ai lavori parlamentari.

Congresso Nazionale del PD

Congresso Nazionale del PD.

Congresso

Con Renzi “Avanti, insieme”
Ecco un mio contributo alla discussione

Carissimi,
tra pochi giorni saremo chiamati a decidere chi dovrà essere il nostro segretario nazionale e quindi il nostro candidato premier alle prossime elezioni politiche. Si tratta di una scelta importante. Una scelta da prendere con il cuore e con la ragione.

In questi ultimi 3 anni abbiamo fatto come PD molte cose buone e altre meno buone, abbiamo commesso errori, anche sotto il profilo organizzativo, ma rappresentiamo tuttora l’unica forza politica capace di parlare a tutto il Paese .

Dobbiamo essere orgogliosi dei molti provvedimenti che sono stati approvati dal Parlamento e che hanno caratterizzato positivamente l’azione del governo Renzi; grazie all’impegno del Partito Democratico siamo riusciti ad approvare leggi moderne che il nostro Paese aspettava da troppi anni.

Le “Unioni Civili”, il “Dopo di Noi” così come lo “Spreco Alimentare” sono leggi che hanno colmato vuoti e gravi ritardi del nostro Paese. In tema di Giustizia, l’inasprimento dei reati contro la Pubblica Amministrazione, il rafforzamento dei poteri dell’Autorità Anticorruzione, l’istituzione del reato di voto di scambio politico mafioso e di autoriciclaggio e il ripristino del reato di falso in bilancio dimostrano come il PD abbia fatto una battaglia al crimine ed alla corruzione vera e forte; sono anni che questi temi riempiono le pagine dei nostri programmi elettorali, ora sono semplicemente realtà.

Purtroppo, non sempre siamo riusciti a comunicarne il contenuto di innovazione, la loro capacità di coniugare l’attenzione nei confronti delle persone più fragili e le esigenze di un mondo che cambia sempre più velocemente; non sempre siamo riusciti a vincere le diffidenze e ad aprire un confronto con chi ci criticava; le persone, e anche tanti iscritti, ci hanno a volte sentiti lontani.

Allo stesso tempo è giusto però ricordare a noi stessi che non siamo al governo con un monocolore PD e che abbiamo compagni di viaggio ereditati dalla mancata vittoria del 2013, e con cui quotidianamente dobbiamo mediare per senso di responsabilità nei confronti del Paese.

Non dobbiamo scagliarci contro chi ha deciso di abbandonare il PD né, tanto meno, contro i candidati alla segreteria nazionale che non sosterremo. Il congresso è una opportunità meravigliosa di confronto.

In questo delicato momento storico, dove movimenti e partiti populisti e le destre trovano facile consenso con l’intolleranza e il discredito, noi dobbiamo unire le ragioni del cuore e quelle della mente.

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di portare avanti quel progetto politico che ha saputo dare una scossa ad una Italia senza speranza e che invece è stata rimessa in moto – certo non alla velocità che tutti noi avremmo desiderato – grazie al PD e all’azione del Governo Renzi.

Sono profondamente convinto che Matteo Renzi abbia tutte le capacità e la forza per proporre agli iscritti, al partito e ai cittadini italiani un progetto inclusivo, aperto e capace di modernizzare l’Italia senza lasciare indietro nessuno.

Il PD è nato per essere un partito a vocazione maggioritaria, in grado di rappresentare le giovani generazioni, così come i lavoratori, i pensionati, i professionisti, e le persone più fragili della nostra società. Con Matteo Renzi possiamo intraprendere questo cammino con rinnovata motivazione. Tutti insieme e solo in questo modo potremo darci una chance di vittoria alle elezioni politiche del 2018.

Dobbiamo essere consapevoli che la sconfitta al referendum costituzionale ha aperto una nuova e più complessa fase politica.

Questo deve rafforzare la nostra convinzione e il nostro sostegno a Matteo Renzi: vogliamo “cucire” questo Paese dalle tante disuguaglianze, rimetterci in sintonia con le persone a partire da chi è rimasto indietro, dare forza e voce alle idee degli iscritti e dei militanti che rendono unico il nostro partito.

Non stiamo cercando una nuova identità del PD. La nostra identità è quella nata nel 2007 al Lingotto di Veltroni. Una Comunità che si riconosce nelle parole di Martina, Fassino e Luigi Berlinguer pronunciate domenica ancora una volta al Lingotto ‘17: “costruiamo insieme una proposta che profumi di futuro e che sta nel mondo che cambia”.

E’ proprio da lì che ripartiremo insieme, perché non vogliamo certo chiedervi una fiducia in bianco.

Serve un partito inclusivo e in sintonia con le sfide del nostro tempo, essere comunità è indispensabile, ma non esiste un “noi” senza un “io”, senza il mettersi in gioco, senza assumersi in proprio le responsabilità del cambiamento.

Serve il vostro punto di vista, anche la critica costruttiva, sulle sfide che ci aspettano in materia di lavoro, immigrazione, diritti, cultura, giustizia, welfare; vogliamo sapere cosa ne pensate del PD e della forma partito migliore per cogliere le opportunità e vincere le sfide che ci attendono.

La prima alleanza da fare è con i milioni di cittadini che credono in noi e con quell’Italia che ha paura e soffre: “Ripartire Insieme”, con tutti loro, è la parola d’ordine per il PD.
Matteo Renzi è la persona giusta per proseguire sulla strada della modernizzazione del Paese, diamogli una mano a farlo! Tutti insieme!

Mozione Renzi

Riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza

FVazio

mercoledì 1 febbraio 2017

Camera: via libera a ddl riforma crisi di impresa e insolvenza Un importante riforma che mette il Paese al passo dei tempi Superata vecchia concezione di fallimenti e insolvenza

L’Aula della Camera approva in prima lettura il disegno di legge Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza (C. 3671-bis-A).
Il provvedimento consente di abbandonare la tradizionale espressione “fallimento” (come già avviene in Francia, Germania e Spagna) che si accompagna spesso alla stigmatizzazione sociale e al discredito anche personale conseguente all’esito imprenditoriale sfortunato e di sostituirla con una semplificata procedura di liquidazione giudiziale dei beni, con una possibile soluzione concordataria.

FVazio

“Oggi approviamo una legge efficace in grado di dare risposte chiare in materia di crisi d’impresa e insolvenza; è un altro tassello per adeguare il Paese alle sfide che lo attendono. Il ddl che approviamo oggi è un nuovo tassello nel percorso delle riforme varate fin qui in materia di giustizia civile e penale reso necessario dal fatto che l’attuale impianto normativo non risponde più ai bisogni sociali ed economici del Paese”. Lo ha detto Franco Vazio, deputato del Pd componente della commissione Giustizia durante la dichiarazione di voto al ddl di riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

“In questa legislatura abbiamo discusso ed approvato riforme di straordinaria importanza sia in campo civile che in campo penale – prosegue Vazio – di cui si discuteva da anni. L’attuale normativa in materia di fallimenti risale al 1942 e non risponde ai bisogni attuali del sistema economico e sociale del Paese. Abbiamo tenuto conto della necessità di non decretare la morte civile dell’imprenditore che venisse colpito da una crisi, ma nello stesso tempo dovevamo tutelare il giusto interesse dei creditori ad essere soddisfatti delle loro pretese nei tempi più rapidi possibili. Oggi votiamo una legge di delega al Governo completa, organica e davvero efficace in grado di affrontare e risolvere positivamente le crisi d’impresa e dell’insolvenza abbandonando il concetto di fallito e fallimento. Con questa riforma abbiamo scelto un approccio innovativo, anche lessicale, per esprimere una nuova cultura per superare l’insolvenza vista come evenienza fisiologica nella vita di un’impresa da prevenire, eventualmente da regolare, ma da non coprire con pubblico e manifesto discredito”.

“Oggi votiamo un provvedimento fondamentale – ha proseguito Vazio – per adeguare il nostro Paese alle sfide che lo attendono così come già accaduto molte volte in questa legislatura: quando votammo la legge delega sul processo civile e sul processo penale, la modifica al 416 ter del c.p. sul voto di scambio politico mafioso, i tanti provvedimenti ispirati al rigore e all’equità per colpire le condotte illecite come la corruzione ed il riciclaggio. Così come accadde anche quando si approvò il testo di legge per disciplinare le unioni civili e il divorzio breve. Ebbene anche oggi vogliamo dire che non si vive solo di una narrazione fatta di parole vuote e di polemiche inutili. Per l’ennesima volta in questa legislatura dimostriamo con i fatti che questo Parlamento lavora seriamente per risolvere i problemi e riformare l’Italia e che alle parole noi contrapponiamo riforme attese da decenni”.

Scheda della proposta

 

 

PROROGA PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO E CONCORSO PER 1.000 AMMINISTRATIVI DELLA GIUSTIZIA

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Approvata la Legge di conversione del Decreto Legge 30 giugno 2016 n. 117 PROROGA PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO E CONCORSO PER 1.000 AMMINISTRATIVI DELLA GIUSTIZIA

Accanto alla previsione di una proroga di 6 mesi del termine a decorrere dal quale tutti gli atti del processo amministrativo dovranno essere sottoscritti con firma digitale (dal 1 luglio 2016 al 1 gennaio 2017), il provvedimento approvato autorizza il Ministero, per il triennio 2016-2018, ad assumere con contratto a tempo indeterminato fino a 1.000 unità di personale amministrativo; sia attingendo a graduatorie ancora valide, sia bandendo nuovi concorsi.
Concorsi ed assunzioni che si sommano alle procedure di mobilità in corso.

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Si tratta del primo concorso pubblico dopo 20 anni di blocco delle assunzioni.
Sono convinto che molta parte dei mali della Giustizia dipenda in modo rilevante dal fatto che non vi sia un’adeguata copertura dei ruoli del personale amministrativo.
Avevamo assunto un impegno in questa direzione e l’approvazione di questo provvedimento è la dimostrazione della nostra determinazione e serietà.

È ragionevole pensare che, dopo la definitiva approvazione del testo di legge al Senato (ipotizzata prima del 15/8), possano essere attivate le procedure di assunzione ancora entro la fine di settembre.

Per chi volesse approfondire il contenuto del suddetto provvedimento di legge ecco il dossier predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo PD .
DOSSIER della Camera N.168

IL PARLAMENTO APPROVA LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

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IL PARLAMENTO APPROVA LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

La Camera con 361 voti favorevoli, dopo un dibattito durato trenta mesi e sei letture parlamentari, ha approvato la Legge di Riforma della Costituzione.

Quando iniziò questa Legislatura nel 2013 pareva impossibile che questo Parlamento avesse la forza necessaria e la determinazione sufficiente per raccogliere le istanze di riforma della Carta Costituziocameranale che da più parti e da molto tempo erano rivolte alla politica: riuscisse insomma dove molti altri avevano fallito.

Esisteva la necessità di adeguare la nostra Costituzione, di superare criticità che, anche recentemente, insigni costituzionalisti avevano evidenziato, di semplificare un processo legislativo troppo complesso e non più rispondente alle dinamiche economiche e sociali dei nostri tempi e di rispondere infine ad una domanda di efficenza e di risparmio nel processo di formazione delle leggi. 

Con questa Riforma la democrazia del nostro Paese viene rafforzata in un contesto in cui i poteri dello Stato mantengono la stessa forza ed autonomia.

Abbiamo approvato una legge dopo un dibattito parlamentare molto serio e dopo aver respinto 83 milioni di emendamenti. 

Affermare che sia stato un atto di arroganza costituzionale è una cosa sorprendente: in democrazia è giusto discutere, legittimo dissentire, ma è altrettanto sacrosanto assumersi le proprie responsabilità e quindi decidere. 

Ora saranno i cittadini che con il proprio voto potranno confermare questa scelta, ancorata a rigorosi principi democratici, ma ispirata ad un’efficienza e una modernità a cui il nostro Paese non può rinunciare.

On. Franco Vazio

Dossier N. 123 del 13 gennaio 2016

EMERGENZA SANITÀ

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EMERGENZA SANITÀ

Consiglio Comunale straordinario di Pietra Ligure di oggi 13 aprile 2016

Serviranno azioni forti ed un’eccezioncameraale coesione del territorio. Impossibilitato ad intervenire perché trattenuto a Roma per motivi istituzionali, ho trasmesso al Sindaco Dario Valeriani la seguente lettera.

Ringrazio il Sindaco per averne dato lettura in apertura dei lavori.



Testo della lettera

Egregio Sig. Sindaco, caro Dario,

in riferimento all’invito in oggetto sono purtroppo a comunicarTi che mi è impossibile essere presente al Consiglio Comunale straordinario di questa sera da Te convocato.

Infatti impegni istituzionali indifferibili mi costringono a rimanere a Roma e quindi mi impediscono di raggiungere Pietra Ligure in tempo utile.

Voglio però sino d’ora confermare il sostegno del sottoscritto a tutte le iniziative che si  vorranno porre in essere per raggiungere gli obiettivi posti con la convocazione del suddetto Consiglio Comunale straordinario.

Ho sempre affermato che l’Ospedale di Pietra Ligure rappresenta un’eccellenza e una straordinaria opportunità per l’intera Liguria e che quindi impone a tutte le Istituzioni il massimo impegno per sostenere e sviluppare i progetti e le scelte che possano garantire il mantenimento dell’altissimo livello dei servizi oggi offerti alla nostra comunità e ai tanti cittadini che frequentano per turismo e lavoro la nostra terra.

Non voglio neppure pensare alla difesa dell’Ospedale, perché ciò presupporrebbe il fatto che qualcuno voglia mettere in discussione il suo futuro: cosa che sarebbe gravissima ed irresponsabile.

È noto che gli Ospedali di Albenga e di Pietra Ligure si integrano e non sono in competizione tra loro.

Il problema è che la politica, troppo spesso, dice cose diverse e confliggenti quando parla ad Albenga rispetto a quando parla a Pietra Ligure.

Oggi peraltro assistiamo ad un cambio di strategia della nuova Giunta Regionale.

Dico con chiarezza che pensare di chiudere l’esperienza pubblico-privata dell’Ospedale di Albenga – facendo languire  ogni soluzione e non assumendo adeguate e coerenti decisioni – e nello stesso tempo non dare impulso alla realizzazione del nuovo Ospedale di Pietra Ligure, ha il significato esplicito di chiudere irresponsabilmente la Sanità nel ponente della nostra Regione.

Il mio timore è che per strizzare l’occhio alla Sanità Lombarda si uccidano i nostri Ospedali.

Se la Regione vuole sostenere e sviluppare la Sanità Ligure a dispetto di quella di altre regioni non deve fare parole; deve subito mettere nero su bianco il mantenimento dell’esperienza Pubblico Privata dell’Ospedale di Albenga, assumendo gli atti promessi da mesi ed ancora neppure abbozzati, e nello stesso tempo deve immediatamente avviare le procedure per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera di Pietra Ligure.

Diversamente se, come è avvenuto in questi mesi, saranno solo parole, confuse e contraddittorie, dobbiamo sapere che per dare risposta alle aspettative della nostra comunità serviranno azioni forti e un’eccezionale coesione del territorio e cioè di Enti, Associazioni e Cittadini.

Grazie per il vostro lavoro, grazie per avermi invitato.

Sono ovviamente a Vostra disposizione.

Cari saluti

On. Franco Vazio

Legge per combattere lo SPRECO ALIMENTARE

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Legge per combattere lo SPRECO ALIMENTARE

Sono fra i primi firmatari della legge e sono davvero contento per aver votato un provvedimento così importante e bello.

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La relatrice, on. Gadda, ha ricordato all’Aula che “…Ciascuno di noi conosce il significato della fame, è una richiesta frequente e costante, che viene saziata quotidianamente.
Questa constatazione vale per alcuni, non per tutti.
Per tanti secoli la fame è stata triste compagna di viaggio di intere generazioni e ha fatto parte del paesaggio delle città, e allo stesso tempo è stata motore di cambiamenti sociali; con lo sviluppo e la modernità, la fame è sfuggita allo sguardo, diventando una immagine di popoli e Paesi lontani, vista in televisione o nelle fotografie…”

Questa legge rappresenta una delle eredità di Expo Milano 2015 – “Nutrire il Pianeta: Energia per la vita”

Nel mondo un terzo della produzione di cibo viene sprecata e questo è uno scandalo, un insulto per la società come è stato definito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Una singola legge non può mai essere risolutiva, ma una legge è buona quando è chiara nei fini che si pone di raggiungere e soprattutto efficace per gli strumenti che utilizza e questa legge è tutto ciò.

Il provvedimento in esame rafforza il principio secondo il quale per le imprese è più conveniente donare che buttare cibo, e prova a fare alcuni passi in avanti.

Come ricordato dalla relatrice “l’obiettivo della legge e merito riconosciuto dalle associazioni ascoltate, è quello di riordinare la materia delle cessioni ai fini di solidarietà sociale, affrontando gli aspetti che oggi costituiscono i limiti più forti, quali la burocrazia onerosa e una normativa complessa e stratificata, garantendo allo stesso tempo la sicurezza alimentare, il rigore e la tracciabilità.”

Insomma una legge importante, bella e davvero utile

Ecco come al solito il relativo dossier n.140 di approfondimento predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del PD alla Camera dei Deputati.

MODIFICA CODICE ANTIMAFIA

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MODIFICA CODICE ANTIMAFIA

Un contrasto più efficace alla criminalità organizzata

La Camera approva

Colpire la MAFIA al cuore, cioè sul piano economico: questo è l’obiettivo della riforma del Codice antimafia approvata alla Camera dei Deputati.camera

E una volta ancora il M5S ha VOTATO CONTRO; così come era accaduto in occasione di altri provvedimenti di legge approvati alla Camera, Anticorruzione, Voto di scambio politico mafioso, Autoriciclaggio, Antiterrorismo.

Tante parole e distinguo, ma di fronte alla sfida di cambiare il Paese il M5S scappa e vota contro.

La confisca dei beni mafiosi e la loro restituzione alla collettività devono essere un modello efficiente di lotta alla criminalità organizzata, che valorizzi il lavoro svolto quotidianamente da Forze dell’ordine e Magistratura.

Il provvedimento, apportando numerose modifiche al codice Antimafia, rende più efficace e tempestiva l’adozione delle misure di prevenzione patrimoniale come il sequestro e la confisca e nello stesso tempo riorganizza in modo profondo l’Agenzia nazionale per i beni confiscati.

Ma questo provvedimento dice molto di più: il lavoro è un diritto essenziale, e non si deve consentire che la criminalità organizzata utilizzi questo tema come leva di pressione e potere sui lavoratori.

Il provvedimento approvato intende infatti favorire la ripresa delle aziende sottoposte a sequestro, sostenendo la prosecuzione delle attività e salvaguardando i livelli occupazionali, e allo stesso tempo garantisce maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari.

In Commissione Giustizia e in commissione Antimafia si è svolto un intenso percorso di analisi e confronto, e il testo di oggi è il frutto di un grande e positivo lavoro di sintesi.

La mafia più pericolosa e pervasiva è quella che si muove in silenzio, che non spara, ma gestisce denaro ed interessi nell’ombra. Da questa consapevolezza nascono i più moderni strumenti di contrasto alla criminalità organizzata  di cui questo provvedimento è un esempio efficace.

Per chi volesse approfondire i temi del provvedimento approvato, potrà consultare il relativo dossier preparato dall’Ufficio Documentazione e Studi del gruppo del PD alla Camera e qui sotto allegato.

Dossier n.115

 

OMICIDIO STRADALE

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OMICIDIO STRADALE

La Camera, con l’astensione del M5S e di Forza Italia, approva l’introduzione del nuovo reato

Nel 2014 si sono verificati in Italia 174.400 incidenti stradali con lesioni a persone.

Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.330.

Il numero dei feriti ammontano a 248.200.

Non sono i dati di una guerra, ma lo specchio di una situazione non più sostenibile.

Una striscia di sangue che straccia la vita e i sogni di troppi innocenti, che distrugge le speranze e che alimenta la disperazione delle loro famiglie.

Serviva un reato autonomo, uno di quelli che fanno clamore.

Occorreva dare un segnale fortissimo e definitivo a chi si pone alla guida di un’auto ignorando le più elementari regole di prudenza e soprattutto senza rispetto per la vita del prossimo.

Il reato di omicidio stradale è tutto questo:

  • Pene che arrivano a 18 anni di carcere
  • Arresto obbligatorio
  • Prescrizione raddoppiata
  • Revoca della patente siano a 30

Non restituiremo la vita e le speranze a chi le ha perdute, ma se questa legge potrà salvare una sola vita vorrà dire che abbiamo svolto bene il nostro compito.

Ora la legge va al Senato che in poco tempo dovrebbe approvarla definitivamente.

Dossier n.113
L’intervista rilasciata dall’Onorevole Franco Vazio
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La Riforma della Pubblica Amministrazione è Legge

buonascuola

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RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
PIÙ EFFICIENZA,TRASPARENZA E MENO BUROCRAZIA

Il Parlamento ha approvato la riforma della pubblica amministrazione che segue, a distanza di un anno, l’approvazione del decreto legge sulla pubblica amministrazione, contenente le norme più urgenti e immediatamente applicabili.

Un altra promessa mantenuta, un’altra riforma approvata grazie ad una grande determinazione.

La Riforma della Pubblica Amministrazione è Legge.

Uno stato più snello e dinamico per non morire di burocrazia, semplificare la vita dei cittadini, aiutare chi investe, tagliare sprechi e migliorare i servizi.

Ecco come al solito il relativo dossier di approfondimento e interessanti slides esplicative

La riforma in sintesi

Franco Vazio eletto Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera

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988885_423173874513719_5954073732069105484_nIl Parlamento ha votato oggi le nuove cariche nelle commissioni permanenti della Camera.

Le votazioni per il rinnovo di metà legislatura si sono concluse poco fa; numerosi gli avvicendamenti.

Il 53enne deputato albenganese Franco Vazio è stato eletto vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera, della quale fa parte del 7 maggio 2013.

“È una grande soddisfazione ricevere un consenso così significativo, anche da parte di gruppi parlamentari con posizioni politiche differenti – dichiara Vazio -. Oggi mi è stata affidata una grande responsabilità, e cercherò di svolgere con dedizione e professionalità questo nuovo incarico”.

“Abbiamo vissuto questa prima parte della legislatura approvando leggi fondamentali per contrastare la malavita, l’illegalità e la corruzione, per favorire la trasparenza e l’efficienza della Giustizia.Non dobbiamo considerare concluso il nostro lavoro: la riforma del processo civile e del processo penale, la tutela dei diritti sono le prossime sfide che ci attendono. Le affronteremo senza timori – conclude – e con la determinazione di sempre”.

Importante incarico, quindi, per l’esponente del Partito democratico all’interno della II Commissione della Camera dei Deputati. Prende il posto di Carlo Sarro (Forza Italia), recentemente accusato di turbativa d’asta e per il quale è scattata la richiesta di arresti domiliciari.

Vazio è entrato in Parlamento nel 2013, quando è stato eletto deputato della Camera per la XVII Legislatura della Repubblica Italiana.

Dal 7 maggio 2013, inoltre, fa parte del Comitato Parlamentare per i Procedimenti di Accusa e della Giunta per le Autorizzazioni.

www.ivg.it

La RIFORMA della BUONA SCUOLA è LEGGE

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buonascuolaLa RIFORMA della BUONA SCUOLA è LEGGE –
Più Merito, più Autonomia e subito 100.000 assunzioni

Così Matteo:
“Grazie al lavoro di una maggioranza straordinaria, l’Italia prosegue nel più grande sforzo di riforme strutturali della storia repubblicana. Dopo la legge elettorale, il jobsact, l’abbassamento delle tasse (80 euro e costo del lavoro), la responsabilità civile dei magistrati, l’anticorruzione, la cooperazione internazionale, l’autoriciclaggio con gli accordi con la Svizzera e il Vaticano, il divorzio breve, gli ecoreati, l’art bonus, le Province e molto altro ancora, oggi altri due passi in avanti, abbiamo infatti approvato la scuola (100 mila assunzioni, più merito, più autonomia) e incardinato la pubblica amministrazione alla Camera per il rush finale.
Adesso focus su fisco e riforme costituzionali verso il referendum del 2016. Un abbraccio affettuoso a chi dice che in questo anno non abbiamo fatto nulla. Avanti tutta.”

Il testo completo del Dossier N.9 “La Buona Scuola”

#scuolesicure: sblocco patto per i cofinanziamenti degli enti locali

scuola (1)

scuola (1)E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 140 il Decreto Legge numero 78/2015 (Enti Locali) che prevede – all’art. 1 comma 4 – la possibilità per i Comuni di escludere dal Patto di Stabilità Interno le spese derivanti da interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Il fondo di cui all’art.1 comma 2 del medesimo Decreto Legge opera per un valore minimo di 20 milioni fino ad un massimo di 40 milioni.

Sono candidabili le spese derivanti da stanziamenti di bilancio e/o contrazione di mutuo per gli interventi finanziati con delibera CIPE n.22 del 30 giugno 2014.

Come previsto all’art.1 comma 4 la Struttura di Missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica comunica le modalità per accedere allo Sblocco del Patto di Stabilità Interno.

I Comuni interessati ad accedere allo sblocco del Patto di Stabilità Interno sono invitati a compilare il modulo “Sblocco patto Comuni DL ENTI LOCALI”, trasmettendolo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entro le ore 24:00 del giorno30/06/2015 all’indirizzo ediliziascolastica@pec.governo.it

On. Franco Vazio ad Albenga per illustrare il ddl sul reato di tortura

10676183_10202949754686797_4822530065736678635_nAlbenga. Domani, 24 giugno, aprirà i battenti sotto le torri ingaune una mostra di poster internazionali contro la tortura, che anticipa la conferenza che si terrà venerdì 26 giugno alle ore 20.45 al Chiostro Siccardi, patrocinata dal Comune di Albenga. Sarà l’onorevole Franco Vazio, membro della Commissione Giustizia della Camera e relatore del disegno di legge che si propone di introdurre nell’ordinamento italiano il reato “delitto di tortura”, ad illustrare il progetto di legge, presentando nella sua città i relatori presenti alla serata: Paolo Pobbiati già Presidente della sezione italiana di Amnesty International e Marco Trucco – neurologo dell’Ospedale Santa Corona in una serata dove saranno proiettate immagini e diapositive.

“Il testo approvato dalla Camera ed ora all’esame del Senato puntualizza i presupposti per l’esistenza del reato di tortura recependo quasi letteralmente le indicazioni della Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 – spiega Vazio – dopo un esame approfondito dalle numerose audizioni, abbiamo voluto introdurre elementi per definire in maniera specifica il reato commesso dal pubblico ufficiale e individuare con più puntualità gli elementi oggettivi e soggettivi della condotta per evitare denunce strumentali e sovrapposizioni con altri delitti già puniti dal codice penale”.

“Nel complesso – conclude Vazio – è un buon testo che speriamo possa rapidamente diventare legge”. Venerdì oltre a proiezioni sarà dunque possibile entrare meglio nel dettaglio della legge e comprenderne fino in fondo le applicazioni.