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Attività parlamentare

Non ci si improvvisa senatori…

Questa la posizione del partito Democratico savonese e del segretario provinciale Giacomo Vigliercio sulle dichiarazioni di Paolo Ripamonti:

“Farebbe bene a essere più cauto nelle dichiarazioni il neo senatore Paolo Ripamonti: la campagna elettorale è finita. E dovrebbe iniziare anche a informarsi e a studiare perché evidentemente non conosce le cose che sono state fatte e i finanziamenti che sono arrivati sul nostro territorio negli ultimi anni grazie al lavoro dei parlamentari Pd”.

“Penso all’Area di Crisi complessa: uno strumento di sostegno e rilancio del nostro territorio che porterà ricchezza e sviluppo economico. Siamo stati i primi a crederci, lavorando con determinazione per ottenere questo grande risultato. Penso ai finanziamenti del piano sport e periferie. Ai comuni della Liguria sono stati riconosciuti oltre 4 milioni e 500 mila euro; in provincia di Savona arriveranno oltre 1 milione di euro e in provincia di Imperia oltre 500 mila euro. Non si tratta di ‘fortuna’ ma di attenzione e presenza sul territorio dei parlamentari che hanno seguito e accompagnato le richieste delle comunità locali e dei loro sindaci”.

Franco Vazio Pd

“Penso ai finanziamenti del Miur per l’edilizia scolastica: alla Liguria sono arrivati quasi 20 milioni di euro di cui più di 4 milioni per la nostra provincia. Penso ai finanziamenti del ministero dei beni culturali di cui, solo per parlare di Albenga, 1,2 milioni di euro per interventi di ristrutturazione del Palazzo Peloso Cepolla, per la realizzazione del museo archeologico subacqueo e per altre aree archeologiche. Un lavoro svolto con serietà e in collaborazione con tutte le amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico”.

“Come vede, senatore, le sue affermazioni gratuitamente polemiche sono smentite dai fatti. Adesso tocca a lei. Così hanno scelto i cittadini. I conti su cosa sarà riuscito a ottenere li faremo tra un po’. Per il bene delle comunità locali speriamo che il filotto leghista, come lo ha definito, sia in grado di proseguire nel tutelare i nostri interessi, ma attenzione: non ci si improvvisa, perciò buono studio e buon lavoro senatore Ripamonti”.

Centrodestra e M5S al Governo, Pd all’opposizione

Grazie vero a tutti quelli che con me hanno lottato e creduto nel PD

Gli elettori hanno indicato nel centrodestra e nel M5S le formazioni politiche che dovranno assumersi la responsabilità di governare l’Italia.

Gli elettori hanno sempre ragione e pertanto io ritengo che il PD debba svolgere con grande determinazione e serietà il ruolo che la Costituzione gli assegna, senza indugi e senza scorciatoie: chi vince governa, chi perde fa opposizione.

Il PD aspetterà con ansia che le molte e strabilianti promesse fatte in campagna elettorale siano mantenute. Mi aspetto quindi che a brevissimo siano formalizzate le proposte per l’abolizione della legge Fornero, per l’istituzione del reddito di cittadinanza, della flat tax al 15%, il blocco degli sbarchi e il primo rimpatrio mensile di 10.000 extra comunitari.

Vazio voto

Questa non è ironia ma semplicemente il rispetto di quanto promesso in campagna elettorale e che ha determinato senza dubbio il suo esito.

Per il resto lavorerò con la serietà e la determinazione di sempre al servizio del paese e del territorio di cui sono diretta espressione.

Nel frattempo un grazie vero a tutti quelli che con me hanno lottato e creduto nel PD.
Pensando alle persone che abbiamo incontrato, alle parole di incoraggiamento ricevute, alla bellezza della nostro territorio che abbiamo visitato, le prime parole che mi vengono da dire sono: grazie, grazie, insieme per continuare la serietà e l’impegno di sempre “…in ogni piazza, per ogni persona…”.

“Promozione” da Confartigianato…

Commento: “Un grande riconoscimento!!!”.

“Noi siamo sempre stati al fianco delle nostre imprese. FI e Lega, con rare eccezioni e con tanti paracadutati, più parole che fatti concreti. M5S come al solito bocciato e inesistente. Altro che aiuti al nostro sistema imprenditoriale ed economico, i grillini erano sui tetti di Montecitorio a gridare e a pensare come truccare i loro conti…”.

(LEGGI QUI)

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L’alleanza tra scuola e mondo del lavoro

DAI BANCHI AL LAVORO E RITORNO.
Gli “Apprendisti Ciceroni” sono un gruppo di studenti di cinque scuole appositamente formati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano – che accompagnano le scolaresche in visita ai Bronzi di Riace nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. A Macerata, in collaborazione con la locale Camera di Commercio, gli studenti preparano business plan nei calzaturifici della provincia famosi nel Mondo. Mentre a Gela 450 giovani del terzo e quarto anno di scuole superiori alle lezioni teoriche hanno affiancato visite presso la Raffineria, gli impianti EniMed e il Safety Competence Center, il Centro di eccellenza Eni sulla sicurezza aziendale, con il progetto Alternanza scuola-lavoro organizzato e gestito da Eni Corporate University. In due anni, infine, più di 15.000 studenti hanno seguito un percorso formativo attraverso Confcooperative, dalla progettazione di eventi culturali alla produzione di ortaggi. Esperienze di successo, che vanno diffondendosi.

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STRUMENTI NUOVI PER UN RAPPORTO CONTINUATIVO TRA SCUOLA E MONDO DEL LAVORO
Si tratta di un approccio generale verso le politiche di transizione tra scuola e lavoro, che permette ai giovani, ancora inseriti nel percorso di diritto/ dovere all’istruzione e formazione, di orientarsi nel mercato del lavoro, acquisire competenze spendibili e accorciare i tempi del passaggio tra scuola ed esperienza professionale. Il nuovo apprendistato scolastico, sul modello duale tedesco e svizzero, consente, da un lato, il conseguimento di un titolo di studio e, dall’altro, l’esperienza professionale diretta. Per incoraggiare il ricorso a questo strumento contrattuale, il Jobs Act ha introdotto vantaggi consistenti per i datori di lavoro, mentre per i ragazzi l’opportunità di formarsi e di acquisire competenze nell’ambito di un contratto di lavoro.

L’apprendistato scolastico si rivolge infatti a studenti delle superiori a partire dai 15 anni e consentirà di conseguire i diplomi di formazione professionale, di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione superiore. La garanzia di poter svolgere periodi di alternanza scuola lavoro vale per tutti gli studenti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, con la possibilità di svolgerla anche all’estero e nelle istituzioni culturali (400 ore obbligatorie per gli istituti tecnici e professionali, 200 per i licei). Rispetto al tirocinio e allo stage, l’alternanza scuola lavoro è un percorso più strutturato e sistematico, una vera e propria metodologia didattica, un sistema dotato di obbligatorietà, forte impegno organizzativo, con un dispiego di esperienze all’interno di un triennio.

Gli investimenti sono: 100 milioni di euro dal governo e 40 di fondi europei. Grazie all’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’alternanza, nell’anno scolastico 2015/2016, hanno partecipato 652.641 ragazzi, con un incremento del 139% rispetto all’anno precedente e le scuole che hanno fatto alternanza sono passate dal 54% al 96%. A regime, dall’anno scolastico 2017/2018, saranno coinvolti tutti gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo. Previsto inoltre un monitoraggio delle esperienze e una piattaforma per raccogliere le segnalazioni di casi di applicazione non corretta.

Niente più tasse sulla prima casa

Imu casaRISPARMI PER 20 MILIONI DI FAMIGLIE.
Il 16 giugno di ogni anno per gli italiani significa l’appuntamento con il pagamento delle tasse. Nel 2016, in quel giorno, c’è stata però un’importante novità, una netta inversione di tendenza rispetto al passato: 20 milioni di famiglie infatti non hanno dovuto più pagare la Tasi sulla prima casa. Anche l’Imu sugli imbullonati che colpisce le imprese, l’Irap e l’Imu agricola sono state abolite. Un vero e proprio shock fiscale, una misura senza precedenti per qualità e intensità decisa con la legge di Stabilità 2016.

TASSE GIÙ PER 3,5 MILIARDI
Proprietari e inquilini non dovranno quindi mai più versare imposte per l’abitazione principale. Non tutti, però: gli immobili di lusso non sono esentati. Lo sono, invece, gli edifici appartenenti alle cooperative edilizie destinate agli studentati universitari, gli alloggi sociali, la casa assegnata al coniuge in seguito a divorzio o separazione, gli immobili di appartenenti alle Forze armate trasferiti per motivi di lavoro. Ridotta anche del 50 per cento l’Imu sulle case date in comodato d’uso a figli o genitori. Grazie all’abolizione di queste tasse, il peso fiscale sui nuclei familiari si è alleggerito di 3,5 miliardi. Questo vuol dire, in media, 191 euro in meno all’anno a famiglia, che salgono a 203 se l’immobile non più tassato si trova in una grande città.

UNA SPINTA ALLA CRESCITA
Bisogna ricordare inoltre che il 74,3 per cento dei cittadini che non pagano più la Tasi sulla prima casa guadagna meno di 28.000 euro lordi. Quindi quelle non più utilizzate per pagare Imu e Tasi sono risorse liberate, che le famiglie hanno potuto destinare ai consumi. A beneficiarne sono stati soprattutto i nuclei familiari meno abbienti che, grazie allo sgravio fiscale e alla sua stabilità, hanno potuto spendere più soldi. Questo ha contribuito, attraverso il sostegno della domanda, a incrementare i consumi e quindi i posti di lavoro. Ma anche ridato fiducia e solidità a un settore, come quello immobiliare, tra i più colpiti dalla crisi.

UE, meglio di Germania e Francia

Dalla maglia nera d’Europa a un vero e proprio record nella riduzione delle procedure di infrazione.

Se fino a febbraio 2014, quando si parlava di attuazione delle norme Ue, il posto dell’Italia era sempre dietro la lavagna, ora il nostro paese supera paesi come Francia, Germania e Spagna.

Questo, grazie a una incredibile inversione di tendenza che ha permesso di dimezzare l’enorme numero di infrazioni italiane – passate in poco più di 3 anni da 120 a 65 – e risparmiare 2 miliardi di euro.

Europa

GRANDE PERFORMANCE ITALIANA
Oltre a una grande determinazione politica, la strategia con cui i governi Renzi e Gentiloni hanno avuto successo laddove nessun altro governo era riuscito, si fonda su tre direttrici: il rispetto a monte, ovvero in sede legislativa, delle decisioni europee, fattore che ha portato a un netto calo nell’apertura di nuove procedure; un grande incremento delle archiviazioni; le migliori performance in termini di recepimento delle normative Ue e di gestione del contenzioso.

I VANTAGGI
L’accelerazione che ha portato al dimezzamento delle procedure offre più vantaggi. Da un lato, consente all’Italia di disporre di notevoli risorse altrimenti non spendibili e di introdurre importanti innovazioni a favore dei cittadini. Dall’altro, restituisce al nostro Paese una maggiore credibilità e quindi un maggior potere negoziale in sede europea.A Bruxelles, solo chi rispetta le regole ha infatti voce in capitolo sul percorso di adozione e di modifica delle regole stesse e delle politiche dell’Unione. Grazie alla riconquistata autorevolezza, l’Italia può ora influenzare molto di più le decisioni europee in modo che siano più consone alle nostre esigenze.

Gli effetti del bonus di 80 euro

bonus-80-euro-nuovi-limiti-reddito-nuove-soglie-redditualiLA GIUSTIZIA SOCIALE AIUTA LA CRESCITA.

Lo chiamano Bonus, ma sono 960 euro l’anno a testa, per sempre, un sostegno concreto ai redditi medio-bassi. Dal maggio del 2014, chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese ha in busta paga 80 euro in più al mese. E’ un “bonus” ma non è “una tantum”, perché è un’entrata stabile e importante per molte famiglie italiane.

OLTRE 11 MILIONI DI BENEFICIARI
Le persone che hanno diritto a questa misura sono 11,2 milioni, un italiano su cinque. È la più grande operazione di redistribuzione salariale mai fatta in Italia, resa strutturale con la legge di stabilità del 2015. Inoltre, con la legge di stabilità 2016 ne abbiamo prevista l’estensione a chi presta servizio nelle forze armate e dell’ordine e nei Vigili del fuoco. In concreto il provvedimento si è tradotto in un aumento del potere d’acquisto della fascia di reddito medio-bassa della popolazione. Una scelta di giustizia sociale che ha avuto effetti importanti anche sulla crescita dell’economia.

EFFETTI SULLA CRESCITA
Bankitalia ha calcolato che questo provvedimento ha determinato un deciso incremento dei consumi. Considerata la necessità delle famiglie con redditi più bassi di spendere le entrate aggiuntive, i dati dimostrano che il 90% del bonus è stato speso in consumi. La misura ha quindi dato una sensibile spinta per accelerare e poi consolidare, alimentando la domanda, la ripresa economica del Paese.

Lotta serrata alla corruzione

LA NUOVA ANAC PERNO DEL CONTRASTO ALLA CORRUZIONE.
La corruzione è un male che attanaglia la nostra società e sottrae ogni anno ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo e di equità. Centinaia di appalti, che vogliono dire lavoro, occupazione, ripresa, restano spesso fermi a causa di illegalità e conseguenti inchieste. Combattere la corruzione è stata quindi una priorità nella nostra azione di governo e la nascita dell’Anac, con la guida assegnata a Raffaele Cantone, ha permesso di dotarci di strumenti ancora più efficaci rispetto ad altri Paesi contro questa piaga e di liberare la realizzazione di grandi opere da continui stop. Senza l’istituzione dell’Anac infatti molto probabilmente progetti come quello che ha dato vita al grande successo dell’Expo di Milano o quello del Mose Venezia sarebbero rimasti al palo. L’Anac diventa perno di questo nuovo sistema grazie al decreto Madia del 2014 che trasforma e ridefinisce quanto ereditato dalle legge Severino, con nuovi compiti e attribuzioni.

POTERI RAFFORZATI IN MATERIA DI ANTICORRUZIONE
All’Anac è affidato un vasto complesso di compiti, tra cui: a) ricevere notizie e segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti pubblici; b) ricevere notizie e segnalazioni da ciascun avvocato dello Stato che venga a conoscenza di violazioni di legge o altre irregolarità relative a contratti pubblici; c) applicare sanzioni amministrative in caso di omessa adozione da parte delle amministrazioni dei piani di prevenzione della corruzione, dei programmi di trasparenza o dei codici di comportamento.

IL COMMISSARIAMENTO DELLE IMPRESE INDAGATE
Del tutto innovativo è il potere di disporre in funzione di anticorruzione il commissariamento di nei casi in cui la magistratura proceda per accertare delitti contro la Pa oppure si registrino rilevanti anomalie o comunque sintomatiche di condotte illecite, il presidente dell’Anac può proporre al prefetto di assumere direttamente il controllo di un’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea oppure di ordinare il rinnovo degli organi sociali. Negli appalti sopra la soglia comunitaria (5.225.000 euro) le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di segnalare all’Anac, per valutazioni ed eventuali provvedimenti, le varianti in corso d’opera.

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LE MISURE DI CONTROLLO SUGLI APPALTI
I poteri di controllo e conoscitivi sono rafforzati dalla legge anticorruzione (n. 69/2015) che attribuisce all’Anac compiti di vigilanza anche sui contratti pubblici (es. contratti secretati) a cui non si applica il codice degli appalti e impone a suo favore specifici obblighi informativi a carico delle stazioni appaltanti (bandi di gara, partecipanti, importi di aggiudicazione, tempi di completamento dell’opera), dei giudici amministrativi (notizie su condotte di scarsa trasparenza nelle controversie sull’aggiudicazione dell’appalto) e dei pm (notizie sull’esercizio dell’azione penale per fatti di corruzione). In base al nuovo codice degli appalti (d.lgs n. 50/2016), se ritenga che violino le norme in materia di contratti pubblici l’Anac può agire in giudizio contro i bandi e i provvedimenti di qualsiasi stazione appaltante.

I RISULTATI NEL 2016
Ogni anno l’Anac presenta una relazione al Parlamento. Nel 2016, secondo gli ultimi dati, sono state emanate 1.388 delibere (provvedimenti di vigilanza, pareri, linee guida, sanzioni, ecc.) e nei primi 5 mesi di quest’anno si è superata quota 600. Sul fronte della vigilanza anticorruzione, sono state avviate 845 istruttorie (comuni, strutture sanitarie, società pubbliche) per un totale di 12 sanzioni, segno di un elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità. In crescita le segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici: 235 nel 2015, 252 nel 2016 e nei primi 5 mesi di quest’anno oltre 260.

Statuto del lavoro autonomo, più diritti

Sono lavoratori come gli altri, ma non avevano gli stessi diritti né le stesse tutele. Lavoratori di serie B, partite Iva, freelance e professionisti, sono stati per vent’anni abbandonati nel far west della flessibilità. Lo Statuto del lavoro autonomo (non imprenditoriale) ha riempito il vuoto ed ha esteso a 2 milioni di lavoratori diritti essenziali come la maternità, la malattia, il giusto compenso e la disoccupazione.

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DIRITTI CONTRATTUALI
Nuovi strumenti legali per proteggersi da eventuali scorrettezze dei committenti: 60 giorni per i pagamenti, oltre i quali scattano gli interessi di mora; divieto per il datore di lavoro di recedere o modificare unilateralmente il contratto che, se richiesto dal lavoratore, deve essere in forma scritta altrimenti è nullo; meccanismi per impedire compensi inadeguati; equiparazione degli autonomi alle imprese per partecipare a bandi e appalti pubblici e per accedere ai fondi europei.

NUOVE TUTELE
Le madri iscritte alla gestione separata hanno diritto alla maternità: la gravidanza non può più comportare la fine del rapporto di lavoro, così come un infortunio o una malattia. I congedi parentali salgono da 3 a 6 mesi e sono fruibili fino ai tre anni del bambino. Se perdono il lavoro, co.co.co. e co.co.pro (e da luglio 2017 anche assegnisti e dottorandi di ricerca), possono contare su un’indennità di disoccupazione, la “DIS-COLL” che, da sperimentale, diventa strutturale.

FISCO, PENSIONI e AGEVOLAZIONI
Con la Legge di Stabilità 2016 l’aliquota scende definitivamente al 25% a fronte del 33% previsto dalla Riforma Fornero. A questo si aggiunge il cumulo gratuito dei contributi pensionistici, esteso ai lavoratori autonomi con la Legge di Bilancio 2017. Le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale diventano deducibili al 100% fino a 10 mila euro.

LAVORO AGILE
La legge definisce e regola anche il lavoro agile o smart working, quel lavoro che si svolge sia dentro che fuori l’ufficio o l’azienda con strumenti informatici e orari flessibili e che può facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il lavoratore “agile” è un dipendente a tutti gli effetti che ha diritto ad un trattamento economico e normativo come quello dei colleghi con le stesse mansioni; i tempi di lavoro sono sempre concordati e comunque non superiori all’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

Industria 4.0, gli investimenti in innovazione

Il netto balzo in avanti della produzione industriale di quest’anno, + 5,3% sul 2016 registrato a giugno, non nasce dal nulla. Il ritorno delle nostre imprese ai livelli più alti in Europa è dovuto di certo alle loro grandi qualità e capacità, ma è stato sostenuto anche da massicci investimenti e dall’aver raccolto la sfida dell’innovazione, di averla fatta diventare una priorità della nostra azione di governo.

Per questo abbiamo puntato su Industria 4.0 venti miliardi di euro fra incentivi, fondi per la ricerca, detrazioni per le start-up. Il Piano nazionale ha un potenziale enorme perché guarda con coraggio al futuro, e comincia però a dare già con chiarezza i suoi frutti.

Siamo la seconda realtà manifatturiera in Europa, la settima nel mondo, ma per crescere e restare competitivi di fronte all’esplosione di novità offerto dalla quarta rivoluzione industriale dobbiamo accettare la sfida del cambiamento e trasformarla in opportunità. Industria 4.0 significa questo.

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Il Piano nazionale del governo mette in campo un progetto che integra impresa e ricerca, lavoro e tecnologia avanzata.

Si prevedono incentivi economici (dai fondi per ricerca e brevetti alle detrazioni fiscali per start-up, dal super ammortamento ai premi di produttività per una cifra complessiva di circa 20 mld di euro in 4 anni) e una cabina di regia organizzativa, per garantire alla nostra industria flessibilità, velocità, alta qualità nella produzione e dunque competitività a livello mondiale.

Altri dati incoraggianti arrivano dagli ordini di macchinari innovativi, nei soli primi 3 mesi del 2017 + 22%, e da una rilevazione di Confartigianato che ha calcolato l’assunzione immediata di 117.560 lavoratori con titoli di studio legati all’innovazione solo nell’ultimo trimestre.

Resta ancora molto da fare, ma oggi possiamo affermare che finalmente l’Italia torna ad investire sul suo futuro industriale.

Divorzio breve: tutto più semplice…

Ecco una legge che aiuta a vivere meglio. Attesa da più di 30 anni, la legge sul divorzio breve finalmente semplifica le procedure, riduce i contenziosi e fa risparmiare. Non è stato facile raggiungere questo traguardo ma, dopo ostracismi e rinvii, ci siamo riusciti. E bene.

Quasi il 40% dei divorzi definiti presso gli Uffici di stato civile e il 10% di quelli definiti presso i tribunali, nel 2015, sono stati divorzi “brevi” (Istat). Se è vero che, sempre secondo l’Istat, nel 2015 i divorzi sono aumentati del 57% rispetto al 2014, ancor più rilevante è che un terzo di questi viene definito presso gli Uffici di stato civile anziché nei tribunali, con notevole risparmio economico, oltre che di tempo, delle persone coinvolte.

Paper couple with gavel and divorce related messages

La legge sul divorzio breve è stata accompagnata, infatti, anche da un’altra importante legge approvata ed entrata in vigore nel 2014, la n.132/2014, che prevede la possibilità di accordi extragiudiziali in materia di separazione con la negoziazione tra avvocati o presso gli Uffici di stato civile. Questa norma ha portato un significativo decongestionamento del sistema giudiziario: i dati del Consiglio nazionale forense dicono che il 75% di tutti gli accordi di negoziazione assistita conclusi con successo nel 2015 riguarda divorzi e separazioni, mentre il 32.8% dei divorzi e il 19.3% delle separazioni sono state definite presso gli Uffici di stato civile.

Un anno per risolvere situazioni matrimoniali irrimediabilmente compromesse rispetto ai tre anni previsti dalla precedente legislazione, che diventano sei mesi in caso di separazione consensuale: queste le norme che finalmente allineano l’Italia agli altri Paesi europei. I vantaggi sono evidenti, perché ridurre il periodo conflittuale riduce anche le tensioni e le sofferenze familiari anche, e soprattutto, in caso di presenza di figli minori.

Avvocatura, l’intervento di Franco Vazio

Ecco qui il mio post pubblicato sulla mia pagina Facebook: “Oggi ho partecipato al dibattito organizzato dall’Organismo Congressuale Forense che si è tenuto a Roma presso il Teatro Adriano e moderato dal bravo giornalista del Sole 24 Ore Giovanni Negri. È stato interessante ed intenso”.

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“Non nego che mi ha fatto molto piacere ascoltare in un contesto nazionale gli apprezzamenti che mi sono stati rivolti dal palco dai rappresentanti dall’Avvocatura per il lavoro svolto in questi cinque anni e per la serietà e la disponibilità all’ascolto dimostrata nei fatti e sul campo. Apprezzamenti che poi si sono tradotti in un convinto applauso della platea a conclusione del mio intervento finale”.

“In questi cinque anni abbiamo fatto un grande lavoro e sono state investite ingenti risorse che hanno prodotto e produrranno:
5.400 assunzioni assistenti giudiziari e funzionari, di cui 1.850 già fatte, 1. 400 finanziate con la legge di bilancio 2018 e le restanti completate entro il 2019;
2.000 riqualificazioni professionali e 13.400 progressioni di carriera;
2.301 nuovi magistrati, di cui 1.020 già in ruolo e 1.281 arriveranno grazie a concorsi già banditi (pari al 23,20% dell’organico).
Da 20 anni non accedeva!!!
Riforme che hanno posto l’Avvocatura sullo stesso piano di dignità degli altri attori della Giustizia”.

“Non basta. Serve una presenza qualificata dell’Avvocatura all’interno del Ministero della Giustizia. Una presenza che non c’è mai stata e a cui neppure il centrodestra ha mai pensato. È necessario l’orgoglio e la competenza della classe forense; non contro qualcuno, non contro la magistratura, ma a favore dei diritti, della tutela della giustizia e dei cittadini”.

Norme in materia di abolizione dei vitalizi

NORME IN MATERIA DI ABOLIZIONE DEI VITALIZI

Votazione

 

 

 

 

 

 

La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge Richetti in materia di trattamento previdenziale dei parlamentari e dei consiglieri regionali, che applica un sistema di tipo contributivo a tutti gli eletti: a quelli in carica alla data di entrata in vigore della legge, a quelli eletti successivamente e – la vera novità – a quelli cessati dal mandato elettorale.
Per chi desiderasse approfondire il testo di legge approvato qui di seguito ecco il link al dossier predisposto dall’Ufficio Comunicazione e Studi del Gruppo PD alla Camera con rinvio ai lavori parlamentari.

Dossier N.219

INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

Introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano

La Camera approva in via definitiva con 198 voti a favore e 35 voti contrari

La proposta di legge di iniziativa parlamentare, approvata definitivamente alla Camera dei deputati in quarta lettura, finalmente introduce nel nostro codice penale il reato di tortura, così come previsto dall’ordinamento internazionale.

Le distorsioni, gli errori, i reatFVazioi, anche quando commessi dalle Forze dell’Ordine, vanno puniti con severità, senza fornire opachi strumenti di copertura.

Nello stesso tempo possiamo affermare che questo testo risponde con efficacia e coerenza alle aspettative esistenti perché consentirà di colpire gravi comportamenti illeciti senza alcun pregiudizio per le Forze dell’Ordine che rappresentano una fondamentale risorsa per garantire “Giustizia e Sicurezza” nel nostro Paese.
E’ un grande onore essere stato il relatore di questo importante provvedimento e non posso nascondere una reale soddisfazione per aver contribuito a raggiungere un traguardo importante.
Una legge che dopo quasi 30 anni di attesa allinea l’Italia alla Convenzione ONU del 1984.
Per chi desiderasse approfondire il testo di legge approvato qui di seguito ecco il link al dossier predisposto dall’Ufficio Comunicazione e Studi del Gruppo PD alla Camera con rinvio ai lavori parlamentari.

Dossier N.215 Sul Reato di Tortura

Lettera aperta sul reato di Tortura

Il Reato di Tortura

La Camera, in quarta lettura, si trova in questi giorni ad esaminare un provvedimento atteso da anni, volto ad introdurre anche nell’ordinamento italiano – dopo quasi 30 anni dalla ratifica della Convenzione ONU del 1984 – il delitto di tortura.
Da troppo tempo si attende che il Parlamento italiano introduca il reato di tortura nel nostro ordinamento.

Questo testo risponde con efficacia e coerenza alle aspettative.

Le distorsioni, gli errori, i reati, anche quando commessi dalle Forze dell’Ordine, vanno puniti con severità, senza fornire opachi strumenti di copertura.

Allo stesso modo, non credo sia equilibrato e soprattutto giusto interpretare queste norme con un pregiudizio di fondo: considerare le Forze dell’Ordine come il problema e non invece come una fondamentale risorsa per garantire “Giustizia e Sicurezza” nel nostro Paese.
Ulteriori ritardi o nuovi ripensamenti sarebbero difficilmente compresi dai Cittadini e dalla Comunità Internazionale.
Votazione
Per chi volesse ecco la Relazione svolto in aula alla Camera lunedì scorso e la Lettera ai Direttori dei piu importanti quotidiani italiani.

Relazione in Aula

Dichiarazione alla Stampa

Approvato il DDL sul processo penale

Approvato il DDL sul processo penale

Dopo un lungo percorso parlamentare  è stata approvata una legge importante nel percorso di riforma della giustizia.

Una riforma di sistema che interviene per davvero sulla certezza della pena.
Maggiori tutele per le parti offese e pene più severe per le rapine e i furti in casa.
Scarcerazioni meno facili.
Innalzamento della pena per il voto di scambio politico-mafioso.

Intervento sulla prescrizione per i reati più gravi, tra cui la corruzione, per evitare che importanti processi, in caso di condanna in primo o in secondo grado, possano essere messi nel nulla.

Delega al governo per la riforma Votazionedelle intercettazioni: nessuna limitazione, ma norme a tutela della riservatezza delle persone occasionalmente coinvolte.

Ci sono norme che andranno monitorate, perché destano preoccupazioni legittime negli operatori della Giustizia: ogni riforma comporta cambiamenti che spesso animano discussioni e critiche.

Quello che conta è la direzione della riforma e la disponibilità a verificarne l’efficacia. E la direzione è quella giusta.

Per chi volesse approfondire il contenuto della legge ecco i link al testo approvato e ai dossier 551 e 551-1 predisposti dal Servizio Studi della Camera dei Deputati

LA LEGGE CONTRO IL CYBERBULLISMO

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la proposta di legge contro il cyberbullismo.

Il provvedimento prevede un complesso di misure volte alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo, con particolare attenzione alla tutela dei minori (sia autori, sia vittime di illeciti), privilegiando azionVotazionei di carattere formativo-educativo.

Una legge che rafforza il ruolo svolto dal Ministero dell’Istruzione, quello cioè di contrastare il Cyberbullismo con la formazione dei docenti e degli studenti.

Una legge che non riporterà in vita chi di Cyberbullismo è morto come Carolina a soli 14 anni, ma che aiuta a girare una pagina di quel libro che parla dell’Italia come di un Paese moderno, democratico e attento alla tutela dei diritti e dei più deboli.

Chi volesse approfondire la proposta di legge ecco il link al Dossier n.207 predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo PD alla Camera.

JOBS ACT – LAVORO AUTONOMO

JOBS ACT – LAVORO AUTONOMO

Il Parlamento ha approvato definitivamente il disegno di legge sul lavoro autonomo.
“Una legge importante che estende la tutela per maternità, malattia e infortunio anche alle partite IVA, crea strumenti contro i mancati pagamenti e rende possibile la deducibilità integrale dei costi di formazione. Conferma a partire dal 1 luglio 2017 l’indennità di disoccupazione (DIS-COLL) anche per i lavoratori con contratti di collaborazione e la estende anche ad assegnisti e dottorandi di ricerca.”
Una legge davvero importante!

Per chi volesse approfondire il tema o trovare utili riferimenti ecco il Dossier predisposto dall’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo PD alla Camera dei Deputati.
Scarica il Dossier n.194

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“Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO”

La Camera, con 326 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti, approva la Legge  “Norme in materia di CONSENSO INFORMATO E DI DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

Questo provvedimento, atteso da diversi anni, affronta due questioni di grande rilevanza: il tema del consenso informato ai trattamenti sanitari e del modo in cui può essere espresso e revocato, e quello delle disposizioni anticipate di trattamento, le cosiddette DAT, con le quali il dichiarante esprime i propri orientamenti sul “fine vita”, nell’ipotesi in cui in futuro sopravvenga una sua perdita irreversibile della capacità di intendere e di volere.

Con l’approvazione dei miei emendamenti, le DAT dovranno essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potranno poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistata

La proposta di legge in oggetto è un testo equilibrato, che coniuga il principio di autodeterminazione con diritti costituzionali quali il diritto alla vita, la tutela della salute, il rispetto della dignità umana. Era però necessario attribuire al disponente, e con assoluta certezza, le volontà contenute nelle DAT, così come specificare le forme da seguire nel caso in cui lo stesso disponente volesse revocarle in caso di urgenza e emergenza. Insomma autodeterminazione nel rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali, ma nessuna incertezza o ambiguità circa la reale volontà del disponente, senza possibilità di manipolazioni o fraintendimenti.

Questi sono in estrema sintesi i punti cardine della legge approvata dalla Camera.

“Il testo unificato approvato intende tutelare il diritto alla vita, alla salute e alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge.

Il consenso informato è acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano. In qualunque forma sia stato espresso, il consenso dovrà poi essere inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Ogni persona capace di agire può esercitare il diritto al rifiuto in tutto o in parte, di qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può comunque esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali e a fronte di tali richieste e solo queste, il medico non ha obblighi professionali.

Il medico, avvalendosi di mcameraezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può esprimere, attraverso le DAT, le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte”

Per chi volesse approfondire il contenuto dell’intero  Provvedimento ecco il link alla mia pagina web dove potrà trovare il Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera con i collegamenti ai testi ed ai lavori parlamentari.

Dossier predisposto dall’Ufficio documentazione e studi del Gruppo del PD alla Camera

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA LIQUIDAZIONE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE
Il testo – approvato oggi in prima lettura dalla Camera – nel corso dell’esame in Commissione Giustizia è stato sostanzialmente e ampiamente modificato; consta di due articoli che allegano alle disposizioni di attuazione del codice civile due tabelle che i Giudici dovranno utilizzare come parametri per la liquidazione con valutazione equitativa del danno non patrimoniale.
Si tratta delle cosiddette Tabelle di Milano, oggi adottate dalla gran parte dei Tribunali d’Italia dopo la pronuncia della Corte di Cassazione che ha introdotto il principio della necessità di applicare su tutto il territorio nazionale un unico criterio di liquidazione, da ritenersi equo, costituito appunto dalle tali tabelle.
Come affermato in Aula dai dcameraeputati del Partito Democratico, il provvedimento è da considerarsi, quindi, un passo avanti importante, soprattutto se associato al disegno di legge “concorrenza”, attualmente all’esame del Senato, che interviene in materia di risarcimento dei danni da incidenti stradali, al fine di garantire, in forza degli stessi principi, la parità di trattamento su tutto il territorio nazionale dei cittadini vittime di tali tipologie di danni non patrimoniali.
Ecco il Dossier predisposto dall’Ufficio Documentazioni e Studi del Gruppo del PD della Camera dove potrete trovare i link al testo approvato e a quanto necessario per approfondirne l’esame.